
Oggi vivo un nuovo riflesso di me, che osservo attonita dalla maschera che cela una sofferenza sedimentata ormai nell'anima che riempie il mio presente. Zittita da quanto l'assurdità umana possa ferire la sensibilità di chi non riesce ad incatenare il cuore, resto in attesa instabile di sentire come la follia dell'uomo distrugga l'equilibrio tanto ricercato... I rapporti interpersonali si fondano su una parvenza di lealtà che assicura l'affetto di famiglie ancora da formare, sulla menzogna più pura che distrutta crea abissi immani distruttivi per l'illuso protagonista della vicenda. Si arranca la quotidianità nel provare pietà per chi sogna cieli sereni, lontani dalle tempeste che nella realtà sconvolgono l'esistenza: la consapevolezza dell'annullamento ci rende abili attori di scene tragiche mediate dal vizio di chi pecca. Il traditore è sempre chi agisce per il proprio malato interesse, ignorando il rispetto per chi conosce il senso vero del sentimento. Una vittoria inerme, ogni astuta conquista diviene stasera un gradino per l'inferno, da raggiungere in vita, che condanna la malia del seduttore, scomodo nel suo ruolo di ingrato sberleffo della sincerità. Oltrepassare i limiti della correttezza spesso è davvero più semplice dell'osservanza dell'altrui persona, che ama, inconsapevole, l'errore. Il male si insinua nella relazione sempre se il vizio sostituisce la trasparenza del donare senza pretesa di ricezione di null'altro che amor non sia. Fingiamo nell'universo una felicità che non appartiena all'umanità intera, simuliamo estasi affettive nell'assenza di emozioni e rigettiamo alle volte la semplice certezza vagamente sicura che qualcuno possa amarci, solo perchè comune essere mortale.
E' la verità sostenere l'impossibilità di amare la normalità? E' davvero così remota l'ipotesi di respirare e avvicinarsi a chi appare così simile a noi?
Perchè ricerchiamo la complicità estrema delle essenze?
Probabilmente il patologico vizio di chi continua ad usare se stesso negli altri è quanto desideriamo per provare a sentire la vita nell'istante in cui essa si consuma!
La caducità dei nostri bisogni testimonia davvero la magia di come si possa impiegare il tempo nella volontà drammatica di esistere, dilaniati dall'idea di sentirsi sempre meno soli....

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