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mercoledì 26 gennaio 2011

26 GENNAIO 2011: I PENSIERI DEL GIORNO... ANCORA SENZA REGOLE!


Ci si ritrova improvvisamente e paurosamente nel turbinio dell'uragano, che sconvolge le nostre vite senza un vero preavviso, se non leggere folate di vento asciutto che lasciano presagire a pochi quanto accadrà... Ci imbattiamo quotidianamente in oceani di silenzi imposti, rifiuti razionali, censure dei nostri stessi sogni... echi purtroppo remoti quando il vortice della vita ci assale e lascia dietro di sé solo quanto resta delle certezze che con tanta cura ci siamo negli anni costruiti con eccellente diligenza.
Cosa accade quando abbandoniamo il suolo, perché sospinti verso l'alto pronto ad abbracciarci minaccioso?? Il tornado distrugge il vecchio per lasciar spazio a nuovi splendori ed ogni disperazione ci introduce alla rinascita della vita, sempre desiderosa di nuovi stimoli. E' così quindi che dovremmo immaginare i nostri giorni, l'avventura quotidiana, che evita di suggerirci sin dall'alba se sarà una semplice pioggia o un'acquazzone quello che bagnerà i nostri capi... bisognerebbe imparare a respirare l'emozione che ci circonda in ogni momento, per viverne l'essenziale leggiadria che all'anima riesce a dare... sarebbe giusto riuscire a comprendere quanto importanti siano gli attimi che questa Terra ci concede per esser felici, per poter obbligare la mente ad accettare ogni dono che ci proviene da chi ci ama, senza l'ansia di un rimborso.
Abbandonare le paure... tralasciare il timore di non sentirsi più soli... è la sfida più grande! Effettivamente, gestire da sé la propria esistenza richiede impegno, equilibrio, autosufficienza... riconoscersi in due spaventa... Spaventa il cuore, spesso talmente indurito dalla sofferenza, che stenta a riconoscere l'amore... Spaventa la mente, ormai consona agli oscuri sorrisi della triste malinconia dei tempi andati, prigionieri di cattive esperienze...
Ci vuol coraggio per ridefinirsi! Necessitiamo di forza per credere che il sogno possa sprigionare la luce abbagliante che acceca le nostre orbite, per riportarci liddove ogni colore ha una frequenza nuova e cangiante, perché frutto di passioni condivise...
Il viaggio è lungo e le intemperie a volte paiono sommergere la volontà di cambiare, ma se tratteniamo saldamente il timone, ogni tempesta ci avrà insegnato come vincerla... ogni caduta, in fondo è la sfida per risollevare il capo, non bisogna dimenticarlo... Un capo questa volta non sofferente o affranto, ma speranzoso, perché consapevole che la traversata, questa volta, non è solitaria!

venerdì 14 gennaio 2011

14 GENNAIO 2011: ASSALTI!


Torno qui, nel luogo dei mille disagi e delle ancor più numerose speranze di rivalsa... quel posto tutto mio, in cui animo i miei incubi rendendoli passioni reali capaci di esplodere un mondo in perenne silenzio assertivo. Mi ritraggo nella parte di me più mistica, che prega la propria risalita, rivolgendo il pensiero a se stessa, certa che tutto ci travolga per permettere all'io di ergersi sempre più forte nella tempesta... Guardarsi attorno nel buio, in attesa del tocco che indichi la salvezza... scegliere di rinnegare le passioni fugaci perchè capaci di inaridire persino i sentimenti più cocenti... e restare immobili nell'attesa di un addio sospirato all'alba di una luna malinconica.Ecco cosa provo...
La voglia più assoluta di fermare l'universo e i suoi pianeti, per vincolarne le stelle ai miei moti! Luci remote rischiarano segnali forieri di tragiche vicende andate, che hanno riportato alla superficie riflessioni sulle troppe volte in cui ho sfruttato la forza che non avevo per sopravvivere alle tensioni che decidevano di me... Ricordi, rimembranze, cattivi pensieri e sogni repressi si rincorrono in dimensioni rifiutate dalla razionale voglia di scappar via da una realtà che non soddisfa le aspettative che una donna nutre nei confronti di se stessa in primis.
Ci aspettiamo sempre troppo dalla vita, pretendiamo il massimo dalle relazioni che intrecciamo, ma non comprendiamo l'insoddisfazione che perseguita le abitudini tutte mie di sentirmi viva mentre soffro. Dimenticare quanto di negativo abita nel profondo della coscienza è la terapia per guarire il malessere che assale gli attimi di solitudine...

giovedì 6 gennaio 2011

Una di mille realtà


Miseri abbracci
isolano questo silenzio.

Timidi sorrisi
inebriano la morale.

Scorrevole danza
di un inverno che scalda
è il violento impeto
dell'amore immaginato.

Rinchiusa, stordita
muta e forzata
la claustrofobica follia
di vivere se si può...

Rifiutato, schernito
malinconico e frenetico
il bisogno mio
di morire senza me!

Se ancora...


Se nei suoi occhi
leggevo ancora dolore
era l'illusione dal buio
ad accecarmi.

Se riuscivo a sentire
la menzogna della sua vita,
dovevo fuggire l'ipocrisia
di ogni silenzio.

E quando ancora
sfioravo i suoi pensieri,
soffrivo la sua scarsa fede
in un Dio punitore.

E quando infine
ne uccisi l'ardore,
il silenzioso vizio dell'errore
si rinchiuse nell'eterno
di un addio!