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mercoledì 15 febbraio 2017

15 FEBBRAIO 2017: I PENSIERI DEL GIORNO... Siamo esseri insignificanti

Siamo nullità dinanzi alla vita e ancor meno rispetto alla morte.


Siamo davvero destinati a perire dopo aver visto disgregare ogni briciolo di umanità che da sempre ci contraddistingue?


La riflessione di oggi è amara quanto la consapevolezza della solitudine che alla fine attanaglia chiunque. In effetti troppi mesi sono trascorsi, ancora una volta, dall'ultima nostra pagina.
Mesi che hanno visto grandi gioie e momenti emozionanti.


La vita che nasce è sempre qualcosa di indescrivibile, mentre oggi provo a scrivere della malattia che purtroppo sta vivendo una persona che ha condiviso con me molti dei miei momenti e che davvero mi ha dato supporto quando vedevo solo nero. Nonna.


Mia nonna è una donna forte, caparpia, ironica e responsabile. Omonima. Ha persino il mio bel nasone, o forse sono io ad avere il suo... in ogni caso, devo ammettere di somigliarle abbastanza. E forse è questo il motivo per cui la sua malattia mi coglie impreparata e mi tocca nel profondo.


Mi chiedo come sia possibile che l'età che avanza sgretoli la dignità di una donna che non temeva di guardare ad occhi alti chi la ostacolava, a lavoro, come nella vita. Oggi la nonna non è più lucida, inizia a confondere chi incontra ogni giorno e presto dimenticherà anche me, che figuriamoci le vivo 500 km distante. Si chiederà a chi appartiene la mia voce quando le parlerò al telefono, se ancora non lo fa.


Ha speso la sua vita lavorando per garantire il presente ai suoi 4 figli, dopo essere rimasta vedova a soli 26 anni. Non ha perso un giorno piangendosi addosso, è una combattente mia nonna.
Anche adesso che non ricorda più neanche la casa in cui ha vissuto.


Mia nonna è la donna che ha superato anche il dolore della seconda vedovanza, facendo forza su se stessa, fino a consumarsi del tutto. Si è curvata sotto il peso di ogni giorno vissuto da sola, ha visto le sue gonne, notoriamente grigie allargarsi... ignorando che fosse lei a rimpicciolirsi.


Oggi è una donna anziana, che ha perso il suo essere lucida e vigile. Oggi non è più neanche autosufficiente e piange, lei piange, per la vergogna della stato in cui è.


Oggi la nonna piange mentre mia madre le fa la doccia o l'accompagna in bagno, benedicendola per la sua presenza. La nonna si scusa per il fastidio che sta recando e prega Dio di prenderla con Sè.


La nonna ha ancora la voce da buona, ignara di quanto le stia accadendo e sorride quando pensa di essere ubriaca per tutto ciò che non ricorda ormai più. Lei sorride, con gli stessi occhi con cui mi parlava quando a stare male ero io. Oggi la nonna è un essere indifeso, esattamente come la mia nipotina, nata solo 4 mesi fa.


La nonna è mia nonna, non un'anziana qualsiasi.


La nonna vuole morire. Ed io non posso pensare neanche all'eventualità che ciò accade, egoisticamente, lo so.



venerdì 22 aprile 2016

22 APRILE 2016: I PENSIERI DEL GIORNO... E non ci sei più



È quando qualcuno va via che ci si sente soli.

Il tempo cambia e ci cambia, cambiano le stagioni, i colori del cielo e i profumi della strada. Ed è proprio la strada ad insegnarci quanto siamo passeggeri.

Strano pensare a come ci si possa sentir soli quando qualcuno la cui voce non abbiamo neanche mai ascoltato ci lascia e va via. Non è il senso di abbandono quello che recrimino, quanto la percezione del meno che invade l’anima.

Le vite sanno incrociarsi anche a chilometri di distanza, ma ad ogni vuoto corrisponde esattamente il silenzio delle parole non dette, che però sentiamo di dover urlare. Sei andata via troppo presto, ma i tuoi occhi dicevano molto di te e del tuo bisogno di toccare ogni emozione con mano. Ti ricorderò come la donna forte, capace di ammonire per amore e che ha lottato fino all’ultimo istante per la vita che ha tanto desiderato.

Ti ricorderò per il giudizio che sentivo aleggiare, a cui avrei voluto controbattere molte volte. E ti ricorderò ancora per un passato del quale sono riuscita persino ad essere invidiosa, ma che si è poi trasformato in un rapporto prezioso per te e per chi ha avuto l’onore di conoscerti.

Scrivo per una donna la cui mano non ho mai stretto, ma che mi sembra di conoscere da tanto, nei suoi errori e nella capacità di essere madre e moglie, restando se stessa.

Scrivo perché in questo momento il tuo dolore è anche MIO, nell’assoluta impossibilità di trovare un come per andare oltre.

Scrivo perché le mie preghiere non sono bastate, e quasi me ne sento colpevole. Ci ho creduto ogni volta che le piccole battaglie erano vinte dalla tua caparbietà, ma solo per lasciar spazio a mali più gravi, che alla fine hanno avuto la meglio.

Oggi non riesco a pensare a come un marito possa incrociare lo sguardo dei suoi figli senza rivedere in loro gli occhi di una moglie che non c’è più. Non posso immaginare il dolore di una voce che lentamente sarà dimenticata lasciando spazio al ricordo opaco di qualcosa di indistinto che diventa però soltanto Amore, con la ‘A’ maiuscola.

Non ci sono lacrime e non esistono parole che possano consolare una perdita tanto interiore per me. La vita è proprio strana. Sento di aver perso un’amica che non ho mai abbracciato, ma la cui presenza preesiste al suo nome in me.



martedì 23 settembre 2014

23 SETTEMBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Svegliarsi così

E poi, un bel giorno, apri gli occhi al mattino e realizzi che non è poi tanto difficile stare al mondo.

Conquiste e lotte hanno lasciato spazio ad una serenità fatta di compromessi e silenzi inevitabili che sanno riempire grandi vuoti.

Oggi mi preparo alle notti in solitaria che mi aspettano, dopo la prima già trascorsa: il cuscino lontano dal mio viso, un coma durato poco più di otto ore, come da molto non accadeva... e quella sensazione magnifica del 'chissenefregasemicascailmondo'... sonno ristoratore e riparatore sono tutta tua.

La tv non ha smesso mai di parlarmi, seppur la mia attenzione fosse rivolta altrove.

Ebbene sì, mi sono addormentata come da secoli non mi accadeva, con la totale noncuranza dei soliti assilli. Ho cenato, gettato la spazzatura, persino innaffiato il giardino del mio terrazzo... e ho scelto poi di lasciarmi andare.
Un altro mese è trascorso quasi dalla nostra ultima volta insieme, crisi e litigi hanno dettato l'egoismo di chi pretende di poter decidere per tutti... Ho rinunciato ad una vacanza meritata per aspettare, come sempre, le decisioni altrui. Questa volta il limite è stato superato però.

Se basta così poco per gettare nel panico il tempo vissuto, che senso ha sforzarsi ancora di essere come dovrei?

Mi sento confusa, sarà anche per la benedizione della mia cervicale che non accenna a darmi tregua.
Mi sento immischiata e invischiata in situazioni che dovrebbero essermi estranee.
Mi sento non capita e perennemente sotto sforzo, per impedire di essere travolta dal mare che si agita ai miei piedi.

Ho capito, quasi, come rilassarmi e svagare la mente e ho ben chiaro il metodo per distrarmi... quanto vorrei poter essere in equilibrio perfett tra pace dei sensi e piena soddisfazione.

E, in tutto questo, mi mancano le sue mani e la sua bocca... mi manca la sua voce, quella che conosce le segrete più oscure... mi manca lo sguardo profondo dell'indagatore che non si arrende ai miei rifiuti...
E non oso ammettere che mi manca da morire tutto quello che è per me.



martedì 10 giugno 2014

10 GIUGNO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Invecchiamo

Sarà forse colpa del tempo in fuga perenne che non riesco a recuperare la necessaria serenità per dire di essere felice. Trascorro notti in bianco, prive di riposo... provo ad addormentarmi tutte le sere con la piena volontà di dimenticare quello che mi circonda.

E accade che, proprio quando dormo quasi, inizio a rigirarmi nel mio letto ancora indebitamente accogliente... Quanta insofferenza a ciò che non riesco a lasciarmi dietro... quanta attesa nell'aspettare che tutto inizi ad essere come dovrebbe.

Sono giorni ormai che alterno stati d'animo e che attivo il mio corpo attingendo adrenalina per sentirmi viva: corro a ritmo di musica, alleno addominali e braccia con il massimo sforzo fisico e provo ancora la gioia di una pienezza di me che stavo dimenticando.
Oggi posso affermare che il movimento fa davvero bene all'anima, perché quando con le altre seguo il ritmo di ciascuna pulsazione sono parte di qualcosa di più grande. E l'imprecazione che nasce mentre porto al limite la mia resistenza è ancora sintomo di quella forza che in passato mi ha già aiutata a superare difficoltà enormi. Oggi resisto all'istinto di affogare la fame in frigorifero... e mi alleno ad essere una persona migliore.

Questa è la fase della discesa... è come quando ci si distrugge in attesa di quella rinascita che non può farsi aspettare ancora a lungo. Ciò che mi infastidisce è la lentezza di questo strazio, fatto di attese, e poi silenzi, e poi richiami, e infine indifferenza. Prima o poi avrà termine tutto ciò e quello sarà il picco massimo del dolore che può attraversarmi senza uccidermi.

Credevo di aver sperimentato abbastanza il significato della privazione di sé, ero convinta di aver imparato nel tempo a non legarmi a chi mi circonda, perché prima o poi va via... e fanno tutti così. Arrivano, prendono quello che vogliamo dar loro, per poi andar via, come sempre, lasciando strascichi di parole non dette e attimi non vissuti che si imprimono nel bisogno che proviamo di sentirci amati.

Il tempo che trascorre mi ha punita abbastanza e ora pretendo che sia io a dettar legge su quello che dev'essere. Sono stanca di dover chinare il capo a questo dolore, se ogni volta è inutile. Devo ancora imparare ad accettarmi per come sono... ma sto crescendo.
Probabilmente, sto invecchiando, se mi basta poco per lasciarmi distrutta e sfiancata.

STo invecchiando, ne sono certa.


lunedì 9 giugno 2014

9 GIUGNO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Quelle lenzuola

Sanno ancora di Noi quelle lenzuola rosse... sanno di Noi in ogni piega umida dei nostri sospiri...

Questo tempo trascorre per ricordarci di esistere... Noi, muti e ignavi dei giorni che vivremo, ci imprigioniamo in vincoli e legami di forza.
Ragione e oggettività. Ragione e forma.

Ecco che cosa siamo oggi. 

Inizio a credere seriamente che io abbia inteso male gli sguardi e le nostre promesse. Probabilmente abbiamo confuso il sentimento con quello che ce ne tiene lontani... Abbiamo sbagliato a credere che una possibilità esistesse per cambiare questa realtà.

Impazzisco se ripenso agli abbracci e al sentirsi unici, al cospetto di questo annullarsi della memoria. Sì, la memoria dovrebbe lasciar spazio alla superficialità del tenersi in equilibrio, ormai. E invece no! Continua ad assediarmi con quella sofferenza atipica, divenuta sintomo del mio stesso giorno, che mi pervade sin dal mattino, quando apro la mente al sole che mi aspetta... fin quando mi lascio cadere nel sonno purificatore della notte. Mi auguro di poter riposare, in quel coma rigeneratore che ruba i sensi... ed invece prendo a rigirarmi in un letto che nulla ha di mio. 

A me non resta che uccidere tutta quella voglia di volare alto, perché adesso mi fa stare troppo male. Come si sopravvive ad una negazione tanto forte? Come si sopperisce al bisogno di sbattere cento volte la testa contro il muro dell'indifferenza che divide chi si ama?

Facciamo bene, mi ripeto, ad andare avanti, ognuno per il suo... ma allora perché non sappiamo dirci addio?
Chi è l'immaturo? Chi quello che ama di più? Chi il più forte? Chi??

Esiste una soluzione a tutto questo silenzio? Io continuo a pregare per trovare la forza di star meglio...e mi auguro che la serenità giunga anche lì... se possibile.

Mi sto convincendo che sia proprio stato un sogno... anche se non ne comprendo ancora il motivo... Vita dev'essersi divertita un bel po', giocando.

Giuro che mi impegno.. e nel frattempo in radio suonano l'ultima di Francesco Renga: ripiombo nel mio baratro.


giovedì 5 giugno 2014

5 GIUGNO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Non vai ancora via

Il silenzio non riesce in alcun modo a mandarlo via dalla mente...
Accade che, quando si azzera la riserva di Noi, Lui torna a riprendere il suo posto, che è impossibile occupare con altro.

Siamo ancora Uno, con due anime a autonome, ma non indipendenti, perché incapaci di esistere prive dell'altra. Per quanto la volontà stia provando a sentirsi sola... non riesce ad evitarLo durante la notte.

Mi addormento quasi serena, sospirando alla volta della felicità a cui tanto aspiro. Non riesco a fingere che Lui non esista... e ricompare quando mi rilasso e penso al futuro. E' ricomparso durante il concertone di sabato... E' ricomparso questa notte, facendo il caos nella mia calma piatta...

Ero in visita ad una mostra-clinica psichiatrica, il ricordo è vano, ma denso di emozione. Passeggiavo nel corridoio, in attesa di quell'incontro, di cui già in qualche modo sapevo, fino a quando i nostri sguardi si sono toccati per non lasciarsi più. I suoi occhi, tanto inconfondibili quanto rari, si posavano sulla mia bocca, che altro non desiderava se non il bacio che poi ci siamo scambiati. Il fremito di quell'ardore tanto forte brucia ancora adesso nella mia mente, che frigge al solo ricordo delle sue mani.

Ci siamo rincorsi, abbracciati, allontanati, ritrovati, e poi ancora negati e desiderati.
Guardo il cellulare vuoto... e ancora lo guardo e Lui c'è, a farmi vibrare il cuore. Sfioro il monitor muto e riesco a sentirne la consistenza...

Impazzisco se penso a quanto sia ingiusto tutto questo e immorale che adesso si viva così. Che senso ha una sofferenza simile? Quale significato nasconde l'assenza di Noi? Ne esiste uno?

Trincerati tra le nostre paure, siamo succubi delle nostre stesse scelte sbagliate. Dettate da Vita, certo, che si diverte a giocare con i fili di burattini che siamo Noi. Quanta mancanza e quanto desiderio si cela in ogni riflesso inconscio di Noi... quanta speranza lasciata inaridire, mentre i giorni passano, a Noi indifferenti.

Doveva andare così, ci ripetiamo.. il passato insegna sempre, dicono... io sto iniziando ad odiare tutto questo, se non riesco a compensare la negazione.

Il Suo odore è ancora sulla mia pelle... e le Sue lacrime sono anche le mie...
La rinuncia uccide.

Accarezzo ancora questo monitor... non posso farne a meno.


martedì 27 maggio 2014

27 MAGGIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Pasticciando

Basta poco, un soffio di vento, e la mente riprende il volo verso il sogno immenso di quel sentimento tanto maestoso che ci coinvolge da ancor prima di incontrarci.

Viviamo vite distanti, che mai avrebbero potuto essere tanto diverse. Siamo due, ma sappiamo sentirci uniti quando vogliamo.
Ha ragione quando dice che la solitudine è il suo pane, di cui io non voglio sentir parlare... Mi serve un accenno per sognare ancora e di nuovo di Noi: riesco a sentirne l'odore e ogni pulsazione si fa strada in me, alla ricerca di quanto mi scorre nelle viscere per liberare ogni ardito movimento.
Ci sfioriamo con la mente, perché possiamo sentirci, nonostante tutto.

Ho capito che è inutile ignorare una forza tanto grande, perché non si può combattere il trascendentale con la sola ragione. Mai riusciremo ad annullarci, mai potremo dimenticare, mai l'altro morirà per ciascuno di Noi.

Fino a quando i suoi occhi saranno il mio cielo e la sua bocca il contatto con l'etereo, nulla potrà scindere l'universo che ci ha regalato il nostro presente.
Mai accontentarsi, si dice. Dobbiamo puntare continuamente al meglio per noi stessi... ma quel Noi spesso è martoriato dalle difficoltà quotidiane dello starci accanto. Come ci si vive così?
Siamo platonicamente fatti di carne: il sangue che ci scorre nelle vene riempie i capillari più reconditi delle nostre mani, desiderose di sfiorarsi. Lui riesce a mancarmi, a ferirmi, ad amarmi senza pietà, privandomi anche della forza a reagire. Sono totalmente abbandonata a Lui, che conosce l'incontrollabile e irrefrenabile bisogno di stringersi, a cui non possiamo rinunciare. 

E' forse questo l'amore che i poeti hanno a lungo cantato? Sono i sospiri ad indicarci la sensazione di vuoto in assenza di Lui? 

Oggi sono tutto e il suo contrario, la pienezza di un fiume in piena che sa travolgere l'aridità di un presente a cui aspirare è comune.
Oggi sono la Donna che distrugge la certezza in nome della passione che le fa vibrare anima e cuore.
Ci si sente in Due, ci si ama in Due, per divenire entità unica a se stante, che supera questo marcio contingente, misero di emozioni, che si determina del nulla. 

Desidero, desidero e ancora desidero.
Desiderio, bruciami il cuore, affinché dalle sue ceneri io possa rinascere.


lunedì 26 maggio 2014

23 MAGGIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Il dubbio è sempre lecito

Tu, che osi entrare in un'auto che dovrebbe esserti interdetta, con quale coraggio guardi il tuo volto riflesso sullo specchio al mattino?

Bevi fino a perdere consapevolezza della tua identità stessa e ti ritrovi peggiore dopo ogni bottiglia che scoli, come fosse ninfa vitale della serenità tua. Sei stata la persona importante che ha sorretto le mie lacrime, quando ne ho avuto bisogno... almeno fino a quando il tuo egoismo non ha trasformato la distanza in possesso e la mancanza in pretesa.
E' verità quando si dice che nasciamo soli per scegliere chi amare. L'essere umano ha una mente strana, soprattutto se lasciato a se stesso. Ma non può e non deve essere, questo, motivo di rivalsa nei confronti della libertà personale.

Ho smesso di provare sensi di colpa pensando all'essere andata via per inseguire la mia vita e ho smesso di provare pietà nel momento in cui ho realizzato che avresti potuto essere tu il colpevole della morte della giovane donna che resta nella mia mente ogni volta che ho l'immagine della sua mamma negli occhi. Ti sei rimesso a guidare, senza averne l'abilitazione, a cui non hai il coraggio di guardare, conscio del maledetto vizio che continui a far tuo. Sei un potenziale assassino autorizzato! E l'Italia è il Paese dei balocchi che non riesce a punire, né a prevenire che simili immani tragedie avvengano.

A tutta l'incazzatura che mi attanaglia, e che per forza devo tirar fuori, si somma la delusione mia per non essere riuscita ad aiutare la sposa, che in preda al suo dubbio amletico ha permesso alle paure di bloccare il percorso che l'avrebbe resa felice. Mi domando il motivo per cui si compiano scelte altrui.

Da sempre mi chiedevo come si possa giungere a trascorrere la propria vita da soli, allontanando gli affetti che noi stessi scegliamo per il nostro futuro. Mi domandavo il motivo per cui si scelga di non fidarsi, di chiudersi al mondo.
Ieri ho capito. La vita troppo spesso ci impedisce di scegliere autonomamente che cosa desiderare per gli anni che verranno... a volte ci viene imposto da percorsi che incrociano i nostri e da dolori che inevitabilmente mettono a dura prova la stabilità mentale di chiunque.
Sono dispiaciuta per non aver avuto la capacità di starle accanto, mortificata e inebetita per la maledetta distanza che mi ha impedito di abbracciarla ogni volta che ne aveva bisogno.
Il dubbio della sposa questa volta è diventato un baratro nero in cui la sposa è rimasta incastrata.

Ed io, ancora una volta, impotente.

Voglio un abbraccio anche io, perché questo mix di nervosismo si accumula poi con i due di fronte che sorridono inebetiti... mentre regna sovrano il fancazzismo qui in ufficio.

Dio mi perdoni, ma oggi non è giornata... e se non presto attenzione faccio esplodere il mondo!


giovedì 22 maggio 2014

22 MAGGIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Sereni, tutti

Suvvia, scorcio di normalità all'orizzonte.

Abbiamo placato le avvisaglie di belligeranza, dopo aver gestito distanze e ragione, direzionandole alla stasi.
E ora che i silenzi regnano sovrani sono qui a chiedermi se questa serena rassegnazione sia il giusto mezzo, capace di garantire a ciascuno la propria felicità.

Non nego di sentirmi ancora scossa per il lutto che ha colpito la madre che ancora piange la sua giovane figlia, strappata alla musica della sua vita da un ubriaco qualunque alla guida... e non nascondo l'imbarazzo e l'inadeguatezza che provo nel non riuscire a parlarne. Ma davvero ogni parola è vana oggi.

Non nego la gioia dell'aver stabilito i punti fermi che descriveranno la mia vita negli anni che verranno. E non riesco ad evitare di temere l'età che avanza.
Tra una settimana saranno 29 gli anni che ho trascorso su questa ingrata terra, foriera sempre di disastri imminenti, imputabili a tutto lo scibile. Rileggerò il post dello scorso anno e proverò a notare le differenze.

Oggi posso guardare agli altri sicura di ciascun assenso tacito a quanto mi accade attorno. Mi sento forte e convinta, decisa a restare unica e nella volontà di impegnarmi per mantenermi a galla.
La signora della metro, che guarda i passanti arrabbiata, probabilmente ha amato come me, in passato. Oggi è sola, decisamente sola e un po' tocca.

Mi ero ripromessa la semplicità: ma come si può rendere elementare ciò che tale non è mai stato? E' mai possibile esibire senza intrecci la trama complicata di un racconto senza inizio? Io, temo di no.

In tutto il chiasso che abbiamo generato nel tempo con le inibizioni sciolte e i vizi ormai dilaganti mi risulta davvero difficile tracciare un filo di demarcazione tra quello che mi appartiene dal di dentro e ciò che, imposto, è divenuto la parte più forte della montagna che non riesce a lasciarsi scalfire.

Ho indotto il destino e controllato ogni suo risvolto. Ho amato ogni riflesso di quella luce che sapeva essere guida accorta, l'ho adorata fino a divenirne schiava. Ho sorriso al suo modo di essere presente, anche solo da lontano e ho sperato tanto, e poi ancora mutismi, fino a quando ho capito che ne abbiamo tratto vantaggio inconsapevolmente tutti.
La luce mi ha dato la forza di cui avevo bisogno, mentre Lei, posandosi su di me, trovava una nuova forma alla sua veste di sempre. Sempre amerò come ho imparato a fare, trasformando quel sentimento nel legame ultimo ed inscindibile che è la vita.

Ci si incontra per stringersi più forte che si può, prima di elevarsi oltre ogni limite e vincolo spazio-temporale.
Saremo sempre Noi, ma diversi...

E quando gli occhi si gonfieranno e non saranno in grado ancora di trattenere il pianto, ogni lacrima che mi sfiorerà il viso sarà anche la Sua. Saremo uniti sempre, come oggi. Sempre Noi.

Perdonami.


venerdì 14 marzo 2014

14 MARZO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Mutismi

Questo tempo uccide l'attesa, lasciando inerme la buona volontà.
La pazienza non manca, sicuramente, ma la buona volontà temo abbia un limite.

Stamattina ho respirato l'umanità che mi passava accanto mentre, a passo svelto, mi dirigevo verso la stazione della metro.Sono tanti gli occhi che si rincorrono alla ricerca del senso inesistente su cui basare il proprio credo.

Sono davvero in molti quelli che tutti i giorni incrociano le proprie strade, alla ricerca involontaria di qualcosa di più grande di se stessi... troppe le domande su quanto reale sia la virtù che ci portiamo dentro.
Vivremmo alla stregua degli animali se sapessimo affrontare con l'irrazionalità pura i bivi dell'esistenza: saremmo unici e irripetibili nel dirci grazie e nell'apprezzare i doni volontari di quanti sanno sentirsi vivi.

Le distanze allontanano da Noi... e rendono sofferenza a chiunque osi sfidarle.
E, nonostante la convinzione di stringersi, mi risulta sempre più difficile credere di ricongiungere quanto mai è stato Uno.
Siamo unici e irripetibili, identici a noi stessi e deboli nella vergogna dell'errore. Sbagliamo nel considerarci capaci di reagire ogni qualvolta di presenti il momento di dirsi basta e siamo inderogabilmente imperfetti, nell'accettare, come atto dovuto al sentimento, la follia del ricordo.

Ricordiamo per illuderci che nulla possa spegnersi e temiamo anche di non esserne degni... Siamo totalmente meschini nel fingerci interessati alle trame altrui, per distrarci dalle personali esperienze di fallimento.

Falliamo di continuo, così come scivolano oggi le mie dita sulla tastiera che sa richiamare un'anima che rigetta quasi i propri pensieri... perché sicura di non volerli ancora trattenere a sé.
Santa pace, che riesci ad insegnarmi la luce, fammi strada nel buio dei sentieri labirintici che mi attanagliano... e restituiscimi la forza di aspettare, ancora.

Ho imparato la lezione, dominando gli eventi e ho comandato al sentimento di tacere per ascoltare la ragione che conosce il proprio destino.

Oggi resto muta, ancora, alla scoperta del senso vero di ME.


giovedì 6 marzo 2014

6 MARZO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Ancora Noi!

Si struttura nella mente ciascuna sillaba a formare i pensieri che affido a queste pagine, nelle quali mi rifugio dal trambusto di una vita in perenne attesa.
Aspetto che il cielo cada su di Noi, carico delle troppe decisioni che ci coinvolgono, per iniziare un percorso nuovo, consapevole.

Oggi come va? Domanda intelligente.

Va che provo la nostalgia struggente di chi soffoca al pensiero della negazione continua che vive.
Va che sento il tempo fuggire al rintocco delle mille campane che segnano il passare dei mesi.
Va che mi perdo al pensiero di quanto mi perdo ogni giorno e che non è apprezzato.
Va che non va, insomma.

Il sogno cede il passo al bisogno materiale di lui, quando basta poco per infuocare quanto giace soppresso. E' stato bello, ma è durato un attimo, appena prima di riprendere ognuno la vita propria, come inevitabilmente sempre sarà. E' durato il tempo di un sorriso, e poi l'attimo è morto, senza possibilità di recupero alcuna.

Il mio sole splende anche su ciascuno di voi ed io, qui, non riesco a fingere felicità. Mi manca troppo.

Socchiudo gli occhi, immaginando una realtà piena, che abbia colori vividi e che lucidamente mi emozioni.
E ho voglia di impazzire e lasciar fluire fuori la follia di questo sentimento tanto incontrollabile. Ma mi ritrovo, ancora, sola ad affrontare i silenzi e tutti i blocchi che trascino.

Vorrei essere una donna diversa, una donna nuova, che non necessiti di altro che se stessa per sentirsi completa.
Mi allontano dall'asfalto entropico della prudenza, alla ricerca di quell'incubo che sa tenermi sveglia, piangendo la disperazione di quanto impossibile e non convenzionale sia quanto desidero.

Sono ancora in caduta libera, mentre qui intorno giocano e sanno divertirsi.
Muta.




giovedì 30 gennaio 2014

30 GENNAIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Ciclicamente Liberi di!


Oggi va come tempo e clima imperante sulla nostra bella Roma.
Piove su ogni sguardo ottimista, soffia scirocco a spazzar via la spensieratezza, mentre il grigio neve si impossessa dei miei occhi da gitana convinta.


Le catene che porto tintinnano rumorose, proprio adesso che dovrei sentirmi leggera. Mi isolo dal mondo che mi sta intorno per toccare con mano un dolore sopito da anni, ma che non ha intenzione di lasciarmi definitivamente.

Come riesco a star sveglia quando quello che ora desidero per davvero star ferma, zitta, muta per pensare alla rabbia che cresce, giorno dopo giorno?

Sono l'artefice dei miei stessi mali, questo penso ormai da anni... Sono la disgrazia che vivo ciclicamente, mentre fingo di esistere come tutti gli umani che mi sfiorano in metro.

Mente aperta, va bene.
Non fasciamoci la testa prima che sia realmente necessario.
Non devo, assolutamente, girare le mie pellicole da Oscar: devo prendere tempo e riflettere... sugli altri, sarebbe meglio.

Ascolto tutta la musica che può distrarmi e ascolto le mie paure di bambina che tornano a tenermi compagnia. Non mi permettono di godere della musica, come vorrei.

Siamo ciclici, certo. Ciclici nella vita, nelle esperienze, per le gioie e per ciascun dolore. 

Si sfugge alla morte ogni giorno, verissimo, svegliandoci al mattino dopo il sonno che ci ha trascinato alla scoperta degli angoli reconditi di Noi... E' vero che tornare a casa, la sera, significa anche aver resistito alle intemperie del quotidiano e aver dimostrato, a se stessi, di avere la forza necessaria a lottare contro tutto.

Ma adesso, che dovrei definire i punti saldi della mia vita... mi chiedo per quanto ancora.

I tempi trascorsi mi hanno resa spavalda e resistente, ma non ancora per davvero combattiva. Sono ripiombata tra i rovi che già 7 anni fa mi hanno raschiato l'esistenza, lacerando profondamente la mia serenità. Ho distrutto ogni certezza, mi sono gettata a capofitto in quello che era il mio presente, succube di eventi più grandi di me, verso un percorso obbligato, che non ho avuto la facoltà di determinare in alcun modo.

Ho conosciuto la sofferenza, il dolore, la speranza... Ho urlato contro il mio destino, sbraitando di quanto non giusto fosse tutto quanto, proprio mentre credevo di aver raggiunto un equilibrio talmente statico da rasentare l'apatia.

Ho provato a risollevarmi, cambiando tutto quello che mi stava accanto, cambiando me stessa persino, alla volta di un nuovo che dovevo impormi per resuscitare. 
La morte non è soltanto fisica. Molto spesso si muore anche sentendo la distanza dal reale, nel quale non ci si riconosce più all'improvviso. Si muore quando la voglia di aprire gli occhi alla depressione che ci tormenta ha lasciato spazio al bisogno di sentire la mancanza di quanto prima scandiva ogni ora.
Oggi ripenso a quel passato che temevo fosse talmente importante da impedirmi di rinascere ancora.

E invece, come l'Araba Fenice, ho spiegato le mie ali, disintegrate, e ho ripreso il volo, verso le mete ambiziose che fino a ieri credevo di aver raggiunto.

Stamattina mi chiedevano il primo pensiero connesso alla parola 'equilibrio': 'vuoto', ho risposto.
Adesso prendo consapevolezza che 'vuoto' è in realtà la condizione mia di oggi, che devo mettere per iscritto, dedicando a me stessa questo post.

Non ci sono parole per descrivere quello che provo, perché non è comprensibile da fuori lo stato di confusione, mista a rabbia e paura che mi attanaglia.

Adesso non sono sola, certo, ma anche prima non lo ero.
Mille progetti in forse. Oggi mi sento in forse anche io... mentre a sprazi piango in silenzio, accompagnata dalle note dei miei auricolari.

La mente vibra al frastuono delle mie preoccupazioni, mentre si dimostra incapace, oggi, di avere una reazione consona a quello che accadrà.

Lui mi ha cancellata dalla sua vita, bloccando anche la possibilità che avevo di sapere che c'era.
Io non sto bene e altro non c'è da dire.


mercoledì 27 novembre 2013

27 NOVEMBRE 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... CAMBIA LA VITA

A quasi due mesi trascorsi dalla scorsa sfuriata, son di nuovo qui. Svolta epocale.

E' la vita che travolge gli affaticati e stravolge le pur minime certezze costruite di recente.
Cosa sono stati questi giorni? L'ansia e l'attesa della nuova esistenza che ha visto la luce dopo ben 38 settimane... Una verità svelata invece dopo ben 3 anni... e Un percorso sottoposto a dura prova da una svolta ormai irrinunciabile.

Il piccoletto è nato perché non poteva rimandare oltre, come se il blu del cielo che lo aspettava esercitasse un fascino decisamente eccessivo per restare al caldo del grembo materno.
Divento zia e sento un pezzo di me che rinasce in qualcosa di puro, mentre il pianto che sgorga si mescola alla paura di perderlo.

Lo cullo e lo tengo tra le mie braccia, ne respiro l'odore di tenero che traspira dalle righe di un minuscolo corpicino indifeso. Le sue labbra cercano la manna liddove regna il deserto arido di un corpo senza essenza.
Ancora non sa a chi chiedere e, affamato, cerca ovunque la fonte che lo disseti.

Piccino mio, dovrai imparare a censire tutto quello che ti circonda e a filtrare il buono da ciò che non lo è. Sei la vita pura, disinibita e limpida... imparerai durante gli anni che verranno a cercare quanto davvero ti è necessario e capirai a chi rivolgerti per ricevere, perché saprai che non potrà negarsi.

Vita, sei vita pura, piccino mio.

Continuo l'excursus di questa settimana ultima, che ha tirato via un velo al quale, probabilmente, mi ero anche affezionata, per lasciarmi scoprire come la verità possa superare, di gran lunga, l'effetto scenico di una bugia. Incontro a due, amiche forse, nemiche mai, credo, sconosciute che sanno comprendersi dal profondo. Imbarazzi futili e iniziali hanno ben lasciato spazio ad un grado di confidenza viscerale, seppur allo stadio iniziale, che mi lascia intravedere molto.
Non intendo dilungarmi oltre, al momento per evitare di svelare, anche a me stessa, una realtà che auspico al mondo intero.

E infine lui e la sua vita. Una svolta che subiamo, senza prendere coscienza ancora del suo significato.
Scendiamo da una barca per dividere un tragitto in ascesa o per salpare per un mare davvero ancora sconosciuto del tutto?
Curiosità, tanta.
Paura, altrettanta.
Silenzio Immenso.


mercoledì 2 ottobre 2013

2 OTTOBRE 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Caoticamente me

Sposto il senso oggi, oltre il picco dell'indifferenza e mi rivedo poco più che adolescente. Ho sfidato gli anni per poter guardare riflessa allo specchio l'immagine della donna che da sempre ho voluto essere.
Quasi 30, sentimentalmente perfettamente cresciuta e sensibilizzata all'umanità che mi contorna; ho un'anima che conosco quanto il cassetto dei miei sogni e che può risultare talmente piena di sé da apparire egocentrica.
Sfioro chi mi circonda e mi lascio amare, come la bimba che ancora pretende tutte le attenzioni della sua mamma. Ne ho anche io una, mi dico, una madre che sa volermi bene, capace di comprendere ogni imbarazzo mio, mentre lascio cadere la paura del nuovo.

Mi riscopro inibita, bloccata dalla prospettiva dell'errore. Mi risento indifesa, totalmente sprovvista di uno scudo che non riesce, nonostante tutto, a restare attaccato al mio corpo a lungo. Tutto cade e mi lascia inerme alla vita, priva della capacità di pararmi dalle sferzate delle avversità.

Oggi mi sento incattivita dall'esistenza stessa, non capita, anzi punita per l'amore che ho permesso a me stessa di lasciar andare.

Lui percorre le sue strade in assoluta solitudine, alla ricerca di un barlume di luce vera. Lui si allontana da me, accusandomi di colpe indotte. Lui è già fuori dalla mia mente e ha supplicato di tirarsi fuori dal mio cuore ad ogni sua negazione di felicità.
Dov'eri quando nel mio letto era il sonno a cogliermi? Dov'eri mentre chiedevo ascolto per me?
Eri altrove, in quel luogo irraggiungibile per me, dove l'illusione di un futuro non riusciva ancora ad infrangersi.
E così, ci hai pensato TU a rompere l'etereo che avvolgeva i miei desideri e a riportarmi alla crudezza di questo quotidiano. Sei riuscito a cambiarmi, temo.

Mi sento spietata, perché il destino lo è stato con me. Non intendo piangere una reazione ormai inutile, quanto faticosa: preferisco prendere coscienza, in queste pagine amare, di quello che è cambiato, lasciando spazio allo sguardo disincantato di chi non intende essere ancora la vittima consapevole del suo amorevole carnefice.

Ribaltiamo i ruoli: adesso sono io la dominatrice dell'anima mia e nessuno riuscirà ad oscurare una volontà che mi trascina verso il paradiso che, prima o poi, riuscirò a conquistare!



lunedì 15 luglio 2013

15 LUGLIO 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Senza forza alcuna

Ancora tu.

Tu che hai perso il senno e la cognizione di Te. Scrivo, perché non posso fare nulla di diverso. La distanza allenta le tensioni, ma non dimentica il bisogno di sentire che ci siamo.

Amico mio, come posso farti sentire meno solo? Non riesco a pensare di doverti dire addio. Viviamo una vita fatta di stenti, molto spesso irriconoscente per gli sforzi del quotidiano, ma se dobbiamo amarci, noi per primi, come tu mi hai insegnato... perché continui a punire te stesso?

Non siamo perfetti, i difetti ci descrivono e profilano la parte migliore di noi. Sentirsi inutili non significa risultarlo anche agli altri. Stanotte vagavo in silenzio fra i miei pensieri, mentre il buio non riusciva ad addormentarli. Aspettavo te, un tuo cenno... e nel mentre realizzavo che provo un peso enorme, sul cuore, un peso inestimabile, dal quale non sfuggo anche se volgo la mente altrove.

Avevo paura, ecco cos'era. Mi sentivo inadeguata, tanto inadeguata. Incapace di essere quella che vorrei.

Non posso dirti che tornando indietro sarei rimasta, perché significherebbe, oggi, anteporre il diverso da me ai miei bisogni... ma ho razionalizzato quanto dolore abbia trascinato via con me.

Pianti e lacrime non riusciranno mai a descrivere l'amarezza che mi incatena l'anima, mai potranno salvarmi dalla condanna che mi sono inflitta agendo da egoista... Ma non era questo l'egoismo buono? Quello che mi avrebbe aiutata a volermi bene per redimermi?

Credevo di aver capito la lezione, sin dal momento in cui sei salito in cattedra, mentre mi tenevi la mano... quando ascoltavi la disperazione che mi assaliva. Tu eri lì, ci sei stato. Sei rimasto al mio fianco, a sussurrarmi che tutto passa se noi ce lo scrolliamo di dosso.

Pensavo ieri che impariamo solo quando riceviamo sberle assurde... e per me è stato così. Mi sono distrutta e tu eri ancora lì, a dirmi e a ricordare chi fossi... Non mi avevi conosciuta prima, però sapevi perfettamente della vera me. Hai tirato fuori da un buco nero enorme il magma incandescente che tenevo sepolto, mi hai aiutata a dargli forma e a prendere consapevolezza di come direzionarlo. Tu eri lì, anche quando io mi odiavo e provavo pietà di me stessa. Tu eri lì, a gridarmi di andare avanti, perché gli errori ci permettono di capire quanto davvero possiamo resistere. Tu eri lì, a dirmi che la ruota gira e il dolore si trasforma in indifferenza, non appena oltrepassa la soglia che limita ciascuna nostra scelta.

TU non mi hai lasciata sola, perché sai voler bene, sai che cosa significa umanità. Hai vissuto le tue sconfitte, le hai razionalizzate, ci eri riuscito. Sei diventato il mio eroe, la persona che ammiravo, perché a lei dovevo la mia rinascita.

Sei importante per me.

Non chiedermi di andare oltre, non chiedermi di aspettare che la tua volontà agisca per te, ti prego. Cerca di capire l'affetto che ci lega... e lascia che sia io questa volta a prenderti la mano.

Io c'ero quando ti sei risentito un quindicenne e i tuoi occhi brillavano di quella luce che non riesco a vedere spenta. Io c'ero quando mi abbracciarmi per consolarmi. Io c'ero, quando quella sera ho provato il mio primo bicchiere per annegarmi nel dolore e perderne coscienza.

Io ti ho permesso di salvarmi... Ora, permettimi di tirarti fuori dal tuo nulla.

Ti voglio bene.


mercoledì 26 giugno 2013

26 GIUGNO 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Periodacci

Era una vita che aspettavo il suo sì, ancor prima di stringergli la mano, prima ancora di sfiorare le sue mani.

Eppure ero già sua, sua nel vuoto del respiro che ci unisce, sua nello sguardo complice dell'inaudita passione che viviamo, sua mentre speravo il suo sì.

Siamo oggi il sospiro dell'istante che ci sconfigge, quando all'alba del nuovo giorno apro la mente al pensiero di Noi... Ho taciuto il sorriso del nostro intenderci... e il brivido di risentirci addosso.
Immersi in un'attesa più grande di Noi, consapevoli che solo il tempo saprà comprendere i colpevoli di ciascuna sofferenza, guardiamo al presente.

Se è vero che ad ogni azione corrisponde l'esito di una convinzione, oggi posso serenamente affermare che sopravvivo all'istante del suo sorriso, proprio con la volontà di esserci. Sono umana, certo, mi capita di perdere il senso di quello che stiamo facendo, ma non permetto a me stessa di castigarmi ancora.

Continuo a non intravedere la falla nel sistema... Non riesco ancora a capire il significato del negarsi, se concedersi riesce a significare la vita stessa per me. Non voglio impedirmi la felicità del sentirmi sua, perché i miei anni impongono al cuore il rispetto del desiderio.

Voglio sentire, voglio provare il battito nel frastuono che mi rimbomba in testa...
Ho il bisogno puro di sfiorargli le labbra, di lasciarmi vibrare fra le sue mani, di abbandonarmi alla pazzia del suo estro... e mentre divento sua, ancora non so quanto amore si provi nella cieca fiducia in lui.

Le parole si sono composte senza sforzo alcuno e le dita sulla tastiera ancora non sono stanche di comporre e lasciar traccia dei silenzi che mi attanagliano.
Cresciamo a ciascuna delusione e seppelliamo i no al grido di battaglia dell'orgoglio ferito, ma ancora capace di giurare vendetta.

venerdì 3 maggio 2013

3 MAGGIO 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... CONFIDIAMO

Mi fido di te e delle tue parole.
Mi fido quando mi dici che i miei occhi sono bellissimi e la mia bocca inevitabile...
Mi fido quando mi dici che mi sorridi teneramente innamorato e ancora ho imparato a fidarmi anche quando non capisco e non so bene come agire.

Il venerdì mi succede ormai spesso di riassumenre mentalmente la settimana appena trascorsa e questa si è rivelata decisamente importante.
Il futuro ha un senso, ha il suo percorso ben chiaro, che non è però dato a noi di conoscere e mentre ci affanniamo alla ricerca di un senso inafferrabile, la realtà ci sfugge.
Ormai credo sia impossibile comprendere come riuscire ad essere unici e sereni al tempo stesso, se il fuoco che brucia ciascun buon proposito ha cassato via la ragione.

Rifletto sugli anni trascorsi e sugli errori commessi, analizzo gli ultimi mesi vissuti e non comprendo il peccato del sentirmi amata oltre ogni limite. Ho imparato ad accettare gli eventi, evitando di lasciarmi sedurre dalla volontà altrui... Ho conosciuto il male e adesso amo il sentirmi viva.

I giorni trascorrono trascinando via i rancori e i rimorsi di quanto è stato compiuto e non lasciano traccia alcuna le radici dell'insicurezza che da sempre mi fa da maestra.
Sono una donna, una come tante altre probabilmente; una donna che ha imparato a volersi bene, a rispettare chi le sta accanto, come può; una donna che non sale più in cattedra per insegnare i propri successi.

Adesso so chinare il capo all'imperfezione mia e a quella altrui, perché capace di rendere l'incredibile sensualità dell'intero genere umano.
Non esiste uomo incapace di amare e non esista donna inconsapevole del proprio fascino... Siamo animali perfettibili, come ho già ribadito in passato... ma in ogni neo risiede esattamente il nucleo del nostro essere inimitabili e tanto rari.

Oggi brindo ad ogni mio difetto e alla piena ragione che ha chi pensa che io sia strana: ebbene sì, sono folle, magicamente pazza... ma penso che sia proprio questa l'essenza dell'esteta che si cela dietro queste righe.

martedì 9 aprile 2013

9 APRILE 2012: I PENSIERI DEL GIORNO... Sempre così

La sveglia del mattino sa cullarmi con la sua nenia tutto il giorno ed è quella canzone poi la causa della distrazione odierna. Struggente, toccante nel profondo, unicamente triste, ma tanto reale.
Ogni nota si infila tra i miei pensieri e prende posto nell'equilibrio studiato per contenere i danni... e invece lei non si arrende e va oltre, penetra persino il cuore, ormai stanco di sostenere il peso. Maledette parole, che mi impongono di ricordare, come se la notte appena trascorsa insonne non fosse stata già abbastanza insopportabile.
Ci allontaniamo per riflettere, per prendere ragione di quanto si decide e lasciamo al sentimento la capacità di sopravvivere al silenzio imposto.

Come posso, oggi, continuare ad ignorare il richiamo di quanto temo sia più forte? Troppo violento per fingere che nulla esista altrimenti e meno fugace di ogni singolo timore.
Torna vivo nello sguardo, per scoccare dritto all'anima il senso perduto di Noi, mentre ancora ci si oppone alla sola anche idea.
Difficile sopravvivere al disprezzo del contingente, quando il quotidiano opprime gli spiragli che un tempo erano vitali.
Si rinuncia così alla gioia dello stare insieme, alla libertà di un sì, alla bellezza di sguardi complici, mentre il rossore invade anche gli occhi... Riduciamo Noi al silenzio ogni volta che scegliamo la strada più semplice, più comoda, più assassina di Noi.
E allora perchè l'incontro? Perchè scegliere di interpretare gli istanti dinanzi al fallimento del progetto? Troppe domande oggi mi incatenano la mente, impromendole la volontà di restar rimmobile a guardare lo spazio atroce del vuoto.
Il vuoto è parte di Noi, certo, ma come spazio riservato, che si apre all'infinito e non al gelo che attanaglia anche un cuore che sa librarsi alto. Quella fiamma dov'è? Si è spenta per lasciar spazio all'indifferenza?

Perché?

Non riesco a trovar ragioni al suicidio di Noi, se non nella mancata volontà di crescere e comprendere quanto vere fossero tutti i sospiri e i gesti di Noi.
Non posso fare a meno di domandarmi il motivo di tutto questo... Che prova è? Che cosa ancora devo dimostrare? E a chi? A me stessa?

giovedì 4 aprile 2013

4 APRILE 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Passeggiando al laghetto

Pomeriggio di primavera, la stagione appena nata lascia fiorire i suoi prati senza aggiungere nulla al cinguettio che profuma l'aria. Decido di staccare, di dedicarmi all'ozio meritato dopo giornate di estenuanti irritazioni e consapevole mi dirigo al laghetto che oggi è più bello di sempre.
Respiro la vita dei bimbi che si rincorrono e della mamma che insegna alla sua piccola il salto della corda, mi incanto tra i colori della rinascita e osservo il cielo limpido che ingoia ognuna delle mie paure.
Nuvole di petali bianchi dipingono il prato che pullula di un'umanità che ben conosco. Conosco ormai il senso del dubbio e le paturnie della misteriosa follia assassina del sentimento. L'orizzonte mai saprà spiegarmi meglio la grandiosità della vita che risorge, come il Cristo che ho imparato ad amare ancor prima di venire al mondo. C'è speranza incognita e tante, tante domande quest'oggi sul tempo che giungerà.

Credi di aver deciso qualcosa? Credi di aver raggiunto l'equilibrio? Davvero ti sei illuso di aver compreso?

Stupida idiota, tu che con la volontà di vincere hai permesso al sistema intero di ingurgitare le tue lotte... hai lasciato aperta la possibilità di inciampare nel caos di un  universo ancora troppo egoista. Hai concesso alla frenesia di trascinarti in un abisso dal quale ormai è sempre più difficile tirarsi fuori. Hai errato immaginando un futuro conquistato con tenacia e invece hai ottenuto una parvenza, una finta realtà, nella quale rifugiarsi viene comodo quando i punti cardine hanno ceduto.

Crediamo di esistere in un mondo che sentiamo vanamente di conoscere, mentre continuiamo ad intingere le nostre scelte nell'irrealtà di limiti e difficoltà che sanno bloccare ogni slancio.
Ci circondiamo di menzogna, perché è pane per la nostra stessa falsità e sopravviviamo agli occhi stranieri di un Dio che ha tralasciato di imprimere la correttezza e il rispetto reciproco. In questa giornata evito di dilungarmi sulla scarsa volontà di sopportare le incongruenze, perché oscurerei la tentata trasparenza di sentirmi me stessa, sempre e comunque, anche se difficilmente riesco a trattenermi.

Mi sento confusa, sofferente di base, inebetita per il flusso degli eventi che non lasciano tregua ad una pace che tanto desidero.
Mi sono innamorata, inutilmente, mi sono abbandonata, ingenuamente... e oggi sento di dover riprendere le fila di una razionalità che forse mai mi è appartenuta per davvero, pur avendone ostentata fin troppo.

Mi chiudo al Mondo, perchè Lui mi ha lasciata fuori dai suoi perché, mi ha dimenticata all'uscio della felicità, ha scelto di farmi assaporare sensazioni, ma senza mai il reale dono di qualcosa che mi appartenesse sul serio!
La vita ha percorso il suo giro, mi ha stupita, percossa e avvelenata... e adesso giaccio sul gelo di scelte non mie, dettate da un passato che dista millenni da me, ma purtroppo ancora troppo ingombrante.

Come si dimentica? Come si finge di star bene?

giovedì 21 marzo 2013

21 MARZO 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Scriviamo per resistere

Oggi ritrovo l'estro temuto e pur ancora tanto amato, che riesce, solo, a lasciar vibrare i pensieri che la mente lascia vivere.

Adorata pace, attuale quanto solitaria, che mi culla con il tepore di questa nuova primavera. Un altro anno è trascorso e la seconda primavera romana mi insegna a scrutare il raggio di sole che ha vinto il cupo grigio di questo cielo.

Non poetizziamo in questa sede, ma osserviamo quanto mi sta accanto, che esiste ignorato dagli attimi di frenesia che si succedono compulsivi. La metropolitana sempre affamata di sguardi e reduce di incontri più o meno fortuiti è la loggia da cui la vita si gusta al meglio, nonché il luogo dell'io che si abbandona a se stesso, riducendo le difese che proteggono da imbarazzo e delusione.

Ciascun viaggio diviene la meta di un sapere che si rinnova e chiede ascolto... e nel mentre continuo a chiedermi chi è il reale protagonista del giorno. I miei occhi si incollano alle pagine che lei ha scritto e con difficoltà richiudo quel libro per riporlo una borsa, la mia, in espansione continua. Si dilata, come la mia inventiva, decisamente dentro il mondo parallelo descritto rigo per rigo... mi lascio rapire dalle suggestioni che prendono forma e animano emozioni impensate. Lei ha scritto divinamente ed io ne sono consapevole, nonché sua discepola.
La letteratura è il vezzo dell'intelletto e la cura per il morbo dell'incapacità di produrre. Mi rifugio nel fantasioso mondo che adoro creare quando il reale giunge a farmi pena... e se inciampo nelle faccende che involvono al contrario, faccio forza sulla volontà di agire.

Che gran potere la volontà!

Riscopro la forza del desiderio, l'impulso di una preghiera che oltrepassa il limite del tempo per incidersi sulla lastra gelida del destino. Destino infame, destino accogliente, che spalanca le braccia all'errore della troppa sicurezza e rifiuta l'onta del perdono, incarcerato in ciechi vicoli.
Vibro al sapore di quanto vorrei e chiedo la felicità per esistere davvero e anelo me stessa.

Mitomane, superba e altezzosa, mi sollevo oggi per affermare il fiato corto del bacio che toglie il respiro, mentre le mani vagano alla ricerca di un corpo che sa esserci.
Mi stringo all'anima di chi amo... e sento il fluire del suo caldo dentro me, pronta ad accettare il dispiacere del poi e pienamente consapevole di tutto.

Vivo sospesa, tra cielo e mare, equilibrando il volo irrequieto che mal riesco a tenere a bada, soprattutto se la tavola dorata su cui aleggio viaggia più veloce del sogno.

Ma naufragando verso terra sbircio l'orizzonte e ancora non  riesco a definire il progetto.