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martedì 16 giugno 2015

16 GIUGNO 2016: I PENSIERI DEL GIORNO... Via

Lascio scorrere i pensieri a casaccio oggi, senza controllare il fremito delle emozioni perennemente in contrasto che mi assalgono.

Lascio scivolare lontano da me le ansie e le paure e le noie e ancora le preoccupazioni e le solitudini.


Voglio risentirmi me.

Mi appresto a notti solitarie in un letto che amo, tra lenzuola fresche e colorate di me.

Ebbene sì, pensieri in libertà, la stessa che quotidianamente vigilo, ma che alle volte implora di restare prigionera di se stessa sola.

Stupidamente lascio sfuggire al cuore il bisogno di rinnovarsi, unico organo che decisamente sa combattermi. E ancora si arrende alla vita che caparbiamente ho scelto.

Certo, non è sempre cosa facile intraprendere un percorso, si tribola parecchio prima che la giusta via si delinii con chiarezza... e si commettono imprecisioni, sviste, cambi di rotta. Tutto voluto e necessario.

Ma quando il navigatore riesce a dare le precise indicazioni su ogni curva, tu non puoi fingere di non aver udito quella voce, solo un sordo potrebbe!
E quindi ci sono, pronta alla vita e cosciente dei sentimenti e della volontà che immancabilmente mi descrive.

Un anno pieno quello che sta iniziando, l'anno della vita, anche se lo scorso parecchio me l'ha già cambiata, la vita.
Una casa sulla testa, un nuovo lavoro, una promessa rinnovata.

Questa è la vita vera, la vita della donna che ho sempre sognato di essere e che mi soddisfa senza ombra di dubbio. Vivo percependomi viva.

La selezione naturale ha lasciato spazio alla magia del riuscire ad essere me stessa, con tutte le mie insicurezze e le scarse, ma forti, certezze che gli anni hanno costruito.
Sorrido ai furgoncini che mi salutano per strada, ma senza dar loro retta. Proseguo per la mia strada, tutti i giorni, oltrepassando il laghetto, fino alla metro più 'vicina', in cui viaggio per raggiungere il mio treno.

E anche stasera, a cena, spegnerò il cervello, aspettando che l'oblio mi accarezzi l'anima.

martedì 27 gennaio 2015

27 GENNAIO 2015: I PENSIERI DEL GIORNO... Miglioramenti

Un silenzio cocente si è impadronito di me in questi mesi di assenza.

Riconosco di essere colpevole nei miei stessi riguardi del bavaglio che ho indossato, per il poco tempo che sono riuscita a ritagliarmi.

Settimane di grandi, enormi cambiamenti, il più grande dei quali coinvolge la mia vita professionale. E’ sempre la ruota che girando ci coglie nei momenti migliori, che dire.
Ormai ho ben chiaro che il disegno superiore che guida il mio percorso sa scegliere meglio di me e mi impone ritmi e stimoli sempre nuovi.

Queste settimane mi hanno insegnato la fiducia nella capacità di adattamento puro alla novità, perché crescere significa anche questo.  
Sconfitte le tante paure dell’età, sono riuscita ad abbandonarmi all’essenza che per forza doveva sprigionarsi non appena mi fossi ambientata.

Ora che la scrivania è tutta mia, così come i due pc e il cassetto tutto mio… guardo fuori dalle grandi vetrate e mi sento nuova tra il verde del prato interrotto da un laghetto vitale, che mi ricorda l’equilibrio di un moto continuo e ripetitivo. Continuo e ripetitivo come la vita stessa, che altro non posso far che apprezzare.

Oggi sono qui ad apprezzare una serenità in cui so sentirmi coccolata e apprezzata, nonostante le sfuriate e la monotonia apparente delle giornate.

Ringrazio Dio per avermi dato un tetto sulla testa ogni sera quando, tornando dal lavoro, vedo la stazione Ostiense affollarsi di sempre più gente che dorme sui cartoni, al caldo di coperte lerce e poco calde.
Ringrazio Dio perché ho avuto la fortuna di sentirmi amata tutti i giorni da una famiglia che, seppur imperfetta, ha saputo sorreggere ogni mia insicurezza, insegnandomi il valore del sacrificio.
Oggi riconosco la miseria di chi apre gli occhi al mattino e non sa se riuscirà ad addormentarsi per quanto labilmente pensa alla propria vita.

Sto crescendo. Tutto qui.

E se potrà accadere di sembrare noiosa, ebbene, questa sono io oggi.
Una donna che ha imparato a rispettare la vita e i sentimenti, suoi innanzitutto. Una donna appagata da quello che la sua mente incontra e da cui resta alle volte sconvolta.

Guardo chi mi circonda e mi interrogo sulla vita di quella che mi sta accanto in treno e non ha un buon odore, mi chiedo se l’uomo che trascorre tutto il viaggio parlando di lavoro al telefono prima o poi smetterà di sprecare il suo tempo.

Questo cielo azzurro sa farmi innamorare continuamente della mia vita e dei miei momenti.

La ruota gira, questo è chiaro. 


mercoledì 5 novembre 2014

5 NOVEMBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Grandi cambiamenti


E' come quando stai per girare l'ultima pagina del libro che ti ha rapito.

E' la stessa sensazione che provi quando chiudi la porta della casa in cui hai vissuto, prima di un trasloco...
è strano sentirsi tanto malinconici dinanzi ai cambiamenti epocali che ci ritroviamo a vivere quotidianamente.


Ho vissuto la speranza nata in quest'ufficio, a cui ho dato l'anima, sempre lasciando il massimo impegno... l'instancabile e volenterosa perfezionista, che ama il suo lavoro.
Le nottate e le giornate trascorse nei corridoi di un edificio ormai familiare mi hanno insegnato ad essere capace oltre il mondo accademico.
I sorrisi, le discussioni, le lacrime diventano oggi un miscuglio unico che mi annebbia il cuore dalla gioia che dovrei provare all'idea del cambiamento.

In fondo, è da qualche tempo che non desideravo altro che allontanarmi per tutte le falsità che respiravo e gli schiaffoni alla fede che ricevevo. Eppure non riesco ad accettare davvero di andar via.

Sono in una bolla di sapone enorme, che prima o poi smetterà di proteggermi dal vento che soffia intorno a me e mi lascerà alla furia di quello che accade.

E' come se guardassi il mondo da fuori, abbandonandomi agli eventi, che per quanto voluti mi risultano ancora oscuri.

Oggi sono qui fisicamente, ma i ricordi mi hanno rapita ormai da qualche giorno e li rivivo, uno per volta.
Lascio qui le mail compiaciute, quelle punitive, le paracule... lascio qui gli abbracci e i regali ricevuti, li lascio qui con il mio cuore.

Si cresce e si cambia, dicono.
Si deve rischiare per provare a migliorarsi.

Lascio qui anche le ansie pre-riunione e i nervosismi da rilascio mancato o troppo lungo nei tempi.
Lascio qui la bambina che guardava con soddisfazione ciascuna pagina che creava, alla ricerca della donna che per forza deve andare avanti.
Lascio qui i miei carichi, a chi saprà come sostituirmi.

Troppo tempo trascorso qui dentro a combattere per guadagnare la stima di chi poi mi ha apprezzata.
Troppa volontà nell'impormi nel gruppo, che mi ha amata.

Ho conosciuto modelli per la vita e altri da cui discostarmi. Ho conosciuto me stessa nelle situazioni di forti stress e ho ingoiato l'amarezza di vedermi superata dallo schifo che in questo maledetto Paese impera.

Questo capitolo si chiude lasciandomi nuda di barriere e difese dal pianto che il mio cuore non riesce a risparmiarmi.

Pronta per il nuovo.




venerdì 3 ottobre 2014

3 OTTOBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Una madre

Oggi condivido il dolore della madre che ha visto la sua bimba andar via troppo presto da una vita che altro non aspettava se non di poterle donare quello che meritava.

Piango con la donna intelligente che sta facendo del suo dolore uno scudo per reagire alla morte.

La distanza impedisce l'abbraccio di cui ho bisogno in primis per farle sentire che ci sono... la distanza è la peggiore limitazione quando le note di ciascuna lacrima sono comuni... Lei è la madre che ama incondizionatamente, che sa darsi forza per restare immobile nonostante la corrente di un'esistenza perennemente in contrasto...
E nonostante tutto, lei è lì, a non dimenticare che l'amore supera la mancanza perché riesce a stringersi all'anima di noi umani per scolpirsi nei cuori che desiderano.

Un abbraccio unico, è il mio; un abbraccio di cui ho bisogno più di lei... un abbraccio per sentire il suo amore.

Ebbene, come sempre guardo i giorni scorrermi accanto e i mali divenire profani, mentre ogni frase diventa strumento di contatto con chi non c'è più.

Un dono per lei, che ci guarda dall'alto, senza smettere la sua melodica nenia verso l'infinito...
Un dono per lei, che sa mancare anche non avendo avuto contatti diretti...
 Un dono per lei, che era la sua piccola musicista.

Sono passati mesi, è vero, ma il rinnovarsi di quel dolore puro continua a vivere con lei, tenendola qui tra noi, ancorata ad un mondo che di lei ancora necessita.

Leggo la volontà umana e l'umano desiderio silenzioso di averla vicino, perché tutti, in fondo, non possiamo tralasciare l'affetto di chi ci appartiene.

Sono ancora nuova, perplessa da un destino che impone la mancanza e incuriosita, sì incuriosita, per il bisogno di conoscere quello che ancora dev'essere.
 Parole sconnesse sembreranno ai più... frasi scollegate e forse anche senza senso... ma sarà la musica di sfondo di queste mura bianche, oppure la stanchezza ormai accumulata... ma i pensieri sciolti prendono possesso di me e si abbandonano alle pagine di questo diario che ormai amo forse anche più di me stessa.

Grande amico, silente strumento in cui ho pianto notti insonni e superato sconfitte cocenti... A te mi offro, nuda di ogni convenzione e priva di strutture estranee al mio sentire più profondo.

martedì 23 settembre 2014

23 SETTEMBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Svegliarsi così

E poi, un bel giorno, apri gli occhi al mattino e realizzi che non è poi tanto difficile stare al mondo.

Conquiste e lotte hanno lasciato spazio ad una serenità fatta di compromessi e silenzi inevitabili che sanno riempire grandi vuoti.

Oggi mi preparo alle notti in solitaria che mi aspettano, dopo la prima già trascorsa: il cuscino lontano dal mio viso, un coma durato poco più di otto ore, come da molto non accadeva... e quella sensazione magnifica del 'chissenefregasemicascailmondo'... sonno ristoratore e riparatore sono tutta tua.

La tv non ha smesso mai di parlarmi, seppur la mia attenzione fosse rivolta altrove.

Ebbene sì, mi sono addormentata come da secoli non mi accadeva, con la totale noncuranza dei soliti assilli. Ho cenato, gettato la spazzatura, persino innaffiato il giardino del mio terrazzo... e ho scelto poi di lasciarmi andare.
Un altro mese è trascorso quasi dalla nostra ultima volta insieme, crisi e litigi hanno dettato l'egoismo di chi pretende di poter decidere per tutti... Ho rinunciato ad una vacanza meritata per aspettare, come sempre, le decisioni altrui. Questa volta il limite è stato superato però.

Se basta così poco per gettare nel panico il tempo vissuto, che senso ha sforzarsi ancora di essere come dovrei?

Mi sento confusa, sarà anche per la benedizione della mia cervicale che non accenna a darmi tregua.
Mi sento immischiata e invischiata in situazioni che dovrebbero essermi estranee.
Mi sento non capita e perennemente sotto sforzo, per impedire di essere travolta dal mare che si agita ai miei piedi.

Ho capito, quasi, come rilassarmi e svagare la mente e ho ben chiaro il metodo per distrarmi... quanto vorrei poter essere in equilibrio perfett tra pace dei sensi e piena soddisfazione.

E, in tutto questo, mi mancano le sue mani e la sua bocca... mi manca la sua voce, quella che conosce le segrete più oscure... mi manca lo sguardo profondo dell'indagatore che non si arrende ai miei rifiuti...
E non oso ammettere che mi manca da morire tutto quello che è per me.



giovedì 28 agosto 2014

28 AGOSTO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Chi mostra

Gode! E chi guarda: crepa!

O almeno così si dice. Ebbene, oggi devo assolutamente scrivermi che così non è.
Insicurezza e ostentazione vanno a braccetto nel momento in cui ci si realizza che ad essere insicuro sei tu innanzitutto.

Il passato non si cancella e trasciniamo quotidianamente il fardello ingombrante dei dolori che ci hanno segnato e distrutto la vita. Ciascuna cicatrice di rinascita, anche se ormai sbiadita, sta lì a ricordarci che abbiamo superato le difficoltà e che siamo rinati, malgrado le difficoltà.

Abbiamo pianto, chi ha avuto la fortuna di non farlo? Abbiamo maledetto quel giorno...
Ci siamo crogiolati nel fondo più tetro della solitudine per poi risalire la china.

E poi? Poi accade che tutto passa, tutto, insegnandoci la forza di reagire e il bisogno di affermare continuamente il proprio ego.

Se analizzo l'accaduto, capisco sempre meglio che il trauma si è trasformato in un egocentrismo dettato dall'insicurezza, che ancora non supero. Non riesco a comprendere come sia potuto accadere che la ragazza timida e insicura si sia trasformata della ondeggiante e prorompente femme fatale che solo gli altri vedono.

Combatto ogni giorno cercando di piacermi sempre, indossando i miei abiti migliori e astenendomi dalla trascuratezza... eppure non basta a rendermi serena. Oggi avverto il chiaro disagio di chi ha trasformato la sua esistenza in una sfida continua per sconfiggere se stessa e vincere il primo premio.

Rifletto sulla malizia di chi guarda con gli occhi della lussuria, sempre pronta a lasciar scivolare in silenzio le allusioni sessuali di cui sono inconsapevole vittima.
Rifletto sull'ipocrisia di chi appoggia ogni argomentazione per poi mascherare le proprie reali convinzioni dietro il monitor di un ufficio... è questa la competizione? Non la conoscevo.

Oggi decido di trasformarmi nella routine a cui gli altri sono addetti e di sentirmi tale e quale alla trasparenza che mi circonda... come si suol dire, la vita è fuori da quest'ufficio, nel quale trascorro comunque la parte maggiore del mio tempo. Fingerò la superficie che non mi appartiene, e non perché infastidita dalla pochezza umana, ma semplicemente stanca dei finti sorrisi e delle parole misurate e studiate per conquistare la mia fiducia.

Provo un senso forte di sconforto e di solitudine.
Persino la Barbona della stazione Ostiense è andata via, lasciando il vuoto.
Le mie amiche sono ormai lontane e la mia famiglia anche.

Sola, sempre.

Ma anche questo passerà, come tutto.. e magari mi insegnerà ad affidarmi davvero soltanto a me stessa.
La guerra è guerra.


mercoledì 28 maggio 2014

28 MAGGIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Adesso me la gusto

Oggi sono positiva!

Finalmente il sole! Ho riposato a lungo questa notte e mi sento carica, carica per rispondere a chi nel tempo si è scagliato per impormi le proprie scelte.
Che cosa ho fatto? Ho aspettato.
Ho atteso che la ruota facesse il giro completo per poter batter cassa, come si suol dire, e godermi la vittoria in santa pace. Ho usato pazienza per restare in attesa del giusto collocamento di tutte le mie intenzioni, fino a sferrare il colpo di grazia.

Stamattina mi sento la strega affamata che ha covato a lungo giustizia, fino a quando essa stessa non ha bussato alla sua porta, a chiedere grazia. Non pecco di superbia quando so come gestire la rabbia. Nel momento in cui sostengo di potere, io POSSO.

Chi mi conosce appena potrebbe pensare che io sia una povera ingenua, priva della forza necessaria a combattere per difendermi... ebbene, oggi dimostro che ai miei piedi ho il mondo intero!

Manie di grandezza, smania di onnipotenza? No!
Sono soltanto in riflessione su quanto la volontà possa agire ad affermare se stessa, oltrepassando le piccole scaramucce che generano entropia, con il minimo dispendio di tempo, seppur prolungato.
Io credo fermamente che prima o poi tutto si compia... anche se a volte un aiutino serve. Ed è questo che ho fatto! Ho creduto di poter agire nel momento in cui il caso mi ha fatto cenno... ed io mi sono limitata ad attenermi ai fatti, tutto qui. Che poi la mia parola abbia scatenato un gran trambusto, che ben venga, se serve ad aiutare qualcuno!

Nel mentre, io mi gusto la scena: chi si era eretto contro la sottoscritta, come difensora (passatemi il termine) di professionalità sta perendo a causa dei suoi stessi errori.
Chi in me non aveva gran fiducia, ne acquisisce continuamente un pezzettino, nella misura in cui in voglio che accada.
Chi mi ama, continua a farlo, accrescendo questa forza che si autoalimenta.

E poi, finalmente questa settimana volge al termine. Attese e nervosismi sono riusciti a farmi perdere le staffe, tanto che lo stress ormai si manifesta anche sulla mia pelle. Ma passerà, perché il controllo giungerà anche lì.
Venerdì sarà tutto finito, nel giorno del mio compleanno.

Quanta ispirazione... e quanta forza!


mercoledì 2 aprile 2014

1 APRILE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Saperlo

Saperlo e non poter far quello che vorrei, questo sì che fa male!
Attesa, ancora attesa, tanta, troppa e troppo a lungo.

I silenzi della colpa sanno essere anonimi quanto la volontà stessa di tenerli sopiti. 
Questione di volontà, mi sono sempre detta! La caparbietà vince tutto, persino il destino ostile che può dividere per imperare. E di ciascuna difficoltà siamo coscienti e consapevoli della sofferenza a cui ci si sottopone pur di restare al mondo.

Tempeste e arcobaleni si succedono all'alba di un'esistenza già di suo complicata. E allora ci ripetiamo che la croce che trasciniamo è la giusta punizione per il peccato originale del quale siamo artefici e meritevoli eredi.
Questa mattina ho idee bellicose. Idee che si sopiranno, certamente durante le ore che trascorrerò in ufficio. Idee che già ora si stanno normalizzando per lasciar spazio alla rassegnazione.

Voglio volare alto per non guardare la piccolezza umana...voglio dire basta ai rimpianti, ai rimorsi e a tutto quello che avrei dovuto fare, ma non ho fatto.
Sono coscienziosa e autonoma... voglio guardare al mondo con gli occhi che sorridono.




lunedì 3 marzo 2014

3 MARZO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Progetti e Prospettive

Situazione del cavolo, come sempre, la mia.

Mi sento amata, amatissima, fin troppo amata, direi. E quindi?
Qual è il problema? Il troppo amore strugge la mente quando sfugge alla ragione. E non è la mente l'unica vittima del nobile sentimento in questione.

Santa Vita, che sa stupire e sconvolgerci i piani!!

Quando credi che che il percorso che stai percorrendo sia quello più che corretto per te, ecco che accade qualcosa che giunge a scombussolare ogni certezza. Siamo al mercé di un gioco più grande di Noi.
Il tempo sta trascorrendo e diventa sempre più indelebile il ricordo, che ogni giorno prende forma quando la sua voce mi sostiene se mi sento cedere. Ed è proprio mentre sto scivolando verso l'oblio, che lui è lì, a farmi sentire amata, nonostante tutto...

E' un amore assurdo, questo in cui la ragione è schiava del cuore, che ben riesce ad incatenare le puntuali pretese di rivalsa. Non è possibile abbandonarsi ad una vita che ci respinge, certo, ma altrettanto difficile è mantenere una posizione alle volte fin troppo scomoda per continuare a sorridere.

Attorno a me, si piange la disperazione quotidiana oppure si sorride per le soddisfazioni misere che egoisticamente ricerchiamo. Qui la gente spera e si tiene stretta ogni possibile soluzione per evitare di sentirsi colpevole... ed io altro non desidero che sentirmi carnefice di me stessa.
Vittima e carnefice, due volti della medesima esistenza. Due pieghe del ricamo intricato che affascina anche chi predilige il rigore delle forme.

Distruggo e ricostruisco in un attimo ogni dubbio, mentre la valanga travolge ancora i resti allibiti delle sicurezze altrui.

Io ormai mi arrendo all'evidenza della mia debolezza nel mantenere la coerenza necessaria ad affermare la mia volontà, che si scontra ferocemente con la passione più pura e smisurata che provo.
Lo Amo e non posso negarlo... lo desidero e non voglio farne a meno.

Vita, Santa.


martedì 18 febbraio 2014

13 FEBBRAIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Smetto tutto!

Ora sì che sono stanca, o forse esausta. Credo sia 'esausta' il temine appropriato.
Calpestata, insultata, ignorata... ecco cosa è accaduto la scorsa settimana!

Incomprensibile mi sento, lo so... ma proverò a gettar luce sull'accaduto, fosse anche solo per spiegarlo a me stessa.

Ricapitolo la situazione: contesto lavorativo, evento importante, occhi puntati addosso, del tutto.
Mi preparo, sono pronta e già incattivita dalla totale mancanza di rispetto di chi non conosce altro che l'amor proprio. L'ufficio ormai è in fibrillazione per mostrare al pubblico il lavoro di mesi disparati, che hanno coinvolto un intero gruppo, che poi tanto tale non è. E ancora sì, perfetto, ci siamo, siamo belli e siamo forti, siamo preparati e divertiti.

Siedo alla mia scrivania alle ore 8:45, come sempre... quasi sveglia.
Riprendo il controllo di quanto può essere sfuggito.
Pranzo, onde evitare svenimenti serali.
Mi predispongo mentalmente al pomeriggio, segnalando l'ultima anomalia da risolvere assolutamente... ma il muro dell'indifferenza e del menefreghismo è troppo forte per scontrarmici ad armi impari.

Ora vorrei tanto capire la modalità con cui si agisce, nella norma, quando un impegno di lavoro impellente disturba il regolare svolgimento della propria giornata. Io ho sempre pensato che la libertà personale finisce quando incontra quella dell'altro... ma, a quanto pare, nel momento clou la norma è andar via!
Il nervosismo ha pienamente pervaso la sottoscritta... tanto che oggi mi viene spontaneo non poter scrivere di altro.

E allora, mi trattengo, e trattengo la rabbia crescente ad ogni sbroccata... e trattengo la voglia di distruggere quello che mi circonda, per un bene superiore.

Ma se ogni giorno è fonte di nuovo nervosismo... allora devo augurarmi che la notte ingoi i ricordi? come fingo che nulla mi stia turbando quando la sola presenza mi basta a perdere le staffe??

Inutile sottolineare la pazienza che sto sfoderando nell'evitare lo scontro diretto... ma non durerà ancora a lungo, temo.

Sarà che sono nervosa, tra la paura per la risposta che lunedì potrebbe cambiare ancora il giro della mia ruota e l'ansia che i miei generano sottolineando un'età che anni fa significava già matrimonio e figli.

Embè? posso vivere la mia vita come preferisco o no??
Posso celebrare le mie vittorie, alternandole alle sconfitte che, inevitabili, prima o poi, mi fanno scivolare?

Sono stanca.
Oggi sono davvero stanca!


venerdì 31 gennaio 2014

31 GENNAIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Oggi meglio

Ringraziamo il Cielo per questa pioggia che, incessantemente, sta venendo giù a pulire il mio malumore.

Ebbene sì, lo ammetto, ho peccato molto. Ho desiderato che le mie sventure non fossero solo mie... ma è davvero un gran male questo?

Mi rifugio in fantasie e illusioni di realtà parallele e diverse, nelle quali io domino la mia stessa irrazionalità e riesco ad essere consapevole. Apro gli occhi e riguardo un plico che mi costa molto, in preoccupazione.

Oggi sto meglio, decisamente.

Oggi interagisco con l'ufficio, ho smesso di rintanarmi nella mia musica, sono quasi pronta a indossare la maschera della serenità, dirigendo tutti i pensieri ai bellissimi fiori che colorano in primavera i prati più verdi.
Wow!
Penso alle rondini che torneranno dai Paesi caldi per vivere una nuova estate qui da noi e alle donne che diventeranno mamme a breve. Guardo il cielo azzurrissimo (nei miei sogni è così) e il sole oggi può solo accecarmi.
Ecco cosa serve, l'accecamento.

Cieca eviterei di rileggere un bollettino poco piacevole e smetterei di guardarmi allo specchio alla ricerca dei segni del tempo... smetterei di essere critica e cinica, fino agli eccessi, nei confronti di me stessa e forse inizierei a guardare diversamente il reale.

Ma che cosa devo fare? Ecco la domanda del giorno... La risposta? REAGIRE!

Lo devo a chi mi sta accanto e crede che io sia una donna forte e continua ad infondermi fiducia nella mia capacità di affrontare le vicissitudini molteplici che si prospettano all'orizzonte.
Lo devo alla nuova vita, che ha bisogno di esempi per imparare ad essere una persona migliore.
Lo devo a chi ora crede che si possa amare, sentendosi amato a sua volta. A chi ha capito che esiste molto più dell'attrazione fisica tra due esseri pensanti. A chi ha inteso che si possono superare le distanze mentali quando l'intesa arriva a toccarti l'anima.

Al momento, non riesco a pensare a me che sbatto i pugni sul tavolo e tengo duro, perché mi manca letteralmente la forza... ma posso assorbire quella di chi riesce ad amarmi, come può.

Sogno da sveglia e riesco a sorridere, oggi più di ieri.
Devo distrarmi e pensare ai miei progetti per il futuro ed essere sorridente. Sempre e comunque.



mercoledì 2 ottobre 2013

2 OTTOBRE 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Caoticamente me

Sposto il senso oggi, oltre il picco dell'indifferenza e mi rivedo poco più che adolescente. Ho sfidato gli anni per poter guardare riflessa allo specchio l'immagine della donna che da sempre ho voluto essere.
Quasi 30, sentimentalmente perfettamente cresciuta e sensibilizzata all'umanità che mi contorna; ho un'anima che conosco quanto il cassetto dei miei sogni e che può risultare talmente piena di sé da apparire egocentrica.
Sfioro chi mi circonda e mi lascio amare, come la bimba che ancora pretende tutte le attenzioni della sua mamma. Ne ho anche io una, mi dico, una madre che sa volermi bene, capace di comprendere ogni imbarazzo mio, mentre lascio cadere la paura del nuovo.

Mi riscopro inibita, bloccata dalla prospettiva dell'errore. Mi risento indifesa, totalmente sprovvista di uno scudo che non riesce, nonostante tutto, a restare attaccato al mio corpo a lungo. Tutto cade e mi lascia inerme alla vita, priva della capacità di pararmi dalle sferzate delle avversità.

Oggi mi sento incattivita dall'esistenza stessa, non capita, anzi punita per l'amore che ho permesso a me stessa di lasciar andare.

Lui percorre le sue strade in assoluta solitudine, alla ricerca di un barlume di luce vera. Lui si allontana da me, accusandomi di colpe indotte. Lui è già fuori dalla mia mente e ha supplicato di tirarsi fuori dal mio cuore ad ogni sua negazione di felicità.
Dov'eri quando nel mio letto era il sonno a cogliermi? Dov'eri mentre chiedevo ascolto per me?
Eri altrove, in quel luogo irraggiungibile per me, dove l'illusione di un futuro non riusciva ancora ad infrangersi.
E così, ci hai pensato TU a rompere l'etereo che avvolgeva i miei desideri e a riportarmi alla crudezza di questo quotidiano. Sei riuscito a cambiarmi, temo.

Mi sento spietata, perché il destino lo è stato con me. Non intendo piangere una reazione ormai inutile, quanto faticosa: preferisco prendere coscienza, in queste pagine amare, di quello che è cambiato, lasciando spazio allo sguardo disincantato di chi non intende essere ancora la vittima consapevole del suo amorevole carnefice.

Ribaltiamo i ruoli: adesso sono io la dominatrice dell'anima mia e nessuno riuscirà ad oscurare una volontà che mi trascina verso il paradiso che, prima o poi, riuscirò a conquistare!



lunedì 15 luglio 2013

15 LUGLIO 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Senza forza alcuna

Ancora tu.

Tu che hai perso il senno e la cognizione di Te. Scrivo, perché non posso fare nulla di diverso. La distanza allenta le tensioni, ma non dimentica il bisogno di sentire che ci siamo.

Amico mio, come posso farti sentire meno solo? Non riesco a pensare di doverti dire addio. Viviamo una vita fatta di stenti, molto spesso irriconoscente per gli sforzi del quotidiano, ma se dobbiamo amarci, noi per primi, come tu mi hai insegnato... perché continui a punire te stesso?

Non siamo perfetti, i difetti ci descrivono e profilano la parte migliore di noi. Sentirsi inutili non significa risultarlo anche agli altri. Stanotte vagavo in silenzio fra i miei pensieri, mentre il buio non riusciva ad addormentarli. Aspettavo te, un tuo cenno... e nel mentre realizzavo che provo un peso enorme, sul cuore, un peso inestimabile, dal quale non sfuggo anche se volgo la mente altrove.

Avevo paura, ecco cos'era. Mi sentivo inadeguata, tanto inadeguata. Incapace di essere quella che vorrei.

Non posso dirti che tornando indietro sarei rimasta, perché significherebbe, oggi, anteporre il diverso da me ai miei bisogni... ma ho razionalizzato quanto dolore abbia trascinato via con me.

Pianti e lacrime non riusciranno mai a descrivere l'amarezza che mi incatena l'anima, mai potranno salvarmi dalla condanna che mi sono inflitta agendo da egoista... Ma non era questo l'egoismo buono? Quello che mi avrebbe aiutata a volermi bene per redimermi?

Credevo di aver capito la lezione, sin dal momento in cui sei salito in cattedra, mentre mi tenevi la mano... quando ascoltavi la disperazione che mi assaliva. Tu eri lì, ci sei stato. Sei rimasto al mio fianco, a sussurrarmi che tutto passa se noi ce lo scrolliamo di dosso.

Pensavo ieri che impariamo solo quando riceviamo sberle assurde... e per me è stato così. Mi sono distrutta e tu eri ancora lì, a dirmi e a ricordare chi fossi... Non mi avevi conosciuta prima, però sapevi perfettamente della vera me. Hai tirato fuori da un buco nero enorme il magma incandescente che tenevo sepolto, mi hai aiutata a dargli forma e a prendere consapevolezza di come direzionarlo. Tu eri lì, anche quando io mi odiavo e provavo pietà di me stessa. Tu eri lì, a gridarmi di andare avanti, perché gli errori ci permettono di capire quanto davvero possiamo resistere. Tu eri lì, a dirmi che la ruota gira e il dolore si trasforma in indifferenza, non appena oltrepassa la soglia che limita ciascuna nostra scelta.

TU non mi hai lasciata sola, perché sai voler bene, sai che cosa significa umanità. Hai vissuto le tue sconfitte, le hai razionalizzate, ci eri riuscito. Sei diventato il mio eroe, la persona che ammiravo, perché a lei dovevo la mia rinascita.

Sei importante per me.

Non chiedermi di andare oltre, non chiedermi di aspettare che la tua volontà agisca per te, ti prego. Cerca di capire l'affetto che ci lega... e lascia che sia io questa volta a prenderti la mano.

Io c'ero quando ti sei risentito un quindicenne e i tuoi occhi brillavano di quella luce che non riesco a vedere spenta. Io c'ero quando mi abbracciarmi per consolarmi. Io c'ero, quando quella sera ho provato il mio primo bicchiere per annegarmi nel dolore e perderne coscienza.

Io ti ho permesso di salvarmi... Ora, permettimi di tirarti fuori dal tuo nulla.

Ti voglio bene.


lunedì 8 luglio 2013

8 LUGLIO 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Ancora Noi!

E il profumo del mare era soltanto la cornice dell'essere in due, in una vita non nostra.
Tutto finisce per ricominciare e niente sarà mai definitivo se il sentimento sconfigge le perplessità!

Il donarmi a lui mi ha resa donna, ancora una volta e l'assoluta dedizione all'amore sorprende sempre per la sua maestosità...
Siamo esseri pensanti, capacissimi di farsi del male, quanto di ritrovarsi unici e unicamente riconoscersi come appartenenti l'uno all'altra.

Abbracci, carezze soffuse e parole bisbigliate ci danno la forza di non arrenderci all'evidenza... Io sto cambiando e sento sottopelle la forza che mi dai... avverto la necessità di evolvere e di lasciare la crisalide che protegge ancora la bimba.

Voglio spiccare il volo, ma ammetto di aver ancora paura di sentirmi la sola capace di rischiare: rifletto sulla forza di sentirci e sulla volontà di andare oltre.
Lancio il cuore oltre l'ostacolo, scelgo l'anarchia di me, perché mi ci ritrovo e mi rifletto bene nel sapermi solitaria e razionale al punto da guardare il reale con distacco.

Sono un mostro per la consapevolezza che ho acquisito e mi reputo fortunata per essere riuscita a sopravvivere alla distruzione.
Guardo il mondo con l'affetto di una figlia, che rispetta la sua mamma, seppur non sempre comprendendola.
Non riesco ancora ad afferrare tutto lo scibile accaduto, ma conservo le mie scarse certezze.

Sono viva e sono una donna, bella e accattivante agli occhi di molti, spesso ingenuamente maliziosa e all'occorrenza anche buona d'animo. Le parole mi si compongono senza volontà e le dita, che urtano questa tastiera senza colpo ferire, hanno imparato a rubare il tempo che posso per liberarmi la mente.

Sono la donna che sa di essere, la stessa capace di sciogliere il mare con i suoi occhi e dar fuoco alla terra che calpesta... Sono la donna che sa amare, la stessa che ti ama da ancor prima di conoscerti.


mercoledì 3 luglio 2013

3 LUGLIO 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Un cielo sempre più bello

Oggi vivo di ieri, avvinghiata con la mente alla sensazione di sentirmi sua, decisamente imperniata con la mente al battito dei due cuori all'unisono.

Restami vicino, mentre il sole si nasconde alla notte, resta con me mentre vivo.

Ti imploro di non lasciare andar via da te il Noi che sappiamo amare, oltre la ragione, oltre la fantasia e il desiderio, oltre le paure e l'accettazione. Io non smetterò mai di sentirmi la bimba che chiede di restare tra le sue braccia e neanche rinnegherò mai il bisogno della sua bocca e delle sue mani, che sanno accarezzarmi anche l'anima.

Mi perderei ancora e ancora nei suoi occhi, Dio solo sa quanto sia vera ciascuna parola... e sentito ogni sospiro. Mi ha insegnato l'amore, quello negato, rinnegato, rincorso e ancora poi vissuto... Rinato, abbattuto, vigoroso, inimitabile.. lui è questo per me, mentre il sorriso amaro della resa lascia spazio all'abbraccio nel quale morirei ogni giorno.

I nostri momenti non lasciano tregua al dubbio, i nostri istanti sanno essere preziosi, perchè riscoperti dopo millenni di inquietudini.

Noi sappiamo viverci e ci conosciamo come nessuno altro al mondo.

Io non comprendo ogni stupido ripensamento e né voglio provare a razionalizzare il perché si debba esistere senza sentirsi addosso a lungo.
Oggi so bene che ho bisogno di quell'amore inaudito che solo lui conosce... Oggi so bene che senza di lui non sono io e non rinuncio all'ardore del sapermi la donna nei cui occhi può soltanto sciogliersi.

mercoledì 26 giugno 2013

26 GIUGNO 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Periodacci

Era una vita che aspettavo il suo sì, ancor prima di stringergli la mano, prima ancora di sfiorare le sue mani.

Eppure ero già sua, sua nel vuoto del respiro che ci unisce, sua nello sguardo complice dell'inaudita passione che viviamo, sua mentre speravo il suo sì.

Siamo oggi il sospiro dell'istante che ci sconfigge, quando all'alba del nuovo giorno apro la mente al pensiero di Noi... Ho taciuto il sorriso del nostro intenderci... e il brivido di risentirci addosso.
Immersi in un'attesa più grande di Noi, consapevoli che solo il tempo saprà comprendere i colpevoli di ciascuna sofferenza, guardiamo al presente.

Se è vero che ad ogni azione corrisponde l'esito di una convinzione, oggi posso serenamente affermare che sopravvivo all'istante del suo sorriso, proprio con la volontà di esserci. Sono umana, certo, mi capita di perdere il senso di quello che stiamo facendo, ma non permetto a me stessa di castigarmi ancora.

Continuo a non intravedere la falla nel sistema... Non riesco ancora a capire il significato del negarsi, se concedersi riesce a significare la vita stessa per me. Non voglio impedirmi la felicità del sentirmi sua, perché i miei anni impongono al cuore il rispetto del desiderio.

Voglio sentire, voglio provare il battito nel frastuono che mi rimbomba in testa...
Ho il bisogno puro di sfiorargli le labbra, di lasciarmi vibrare fra le sue mani, di abbandonarmi alla pazzia del suo estro... e mentre divento sua, ancora non so quanto amore si provi nella cieca fiducia in lui.

Le parole si sono composte senza sforzo alcuno e le dita sulla tastiera ancora non sono stanche di comporre e lasciar traccia dei silenzi che mi attanagliano.
Cresciamo a ciascuna delusione e seppelliamo i no al grido di battaglia dell'orgoglio ferito, ma ancora capace di giurare vendetta.

giovedì 30 maggio 2013

30 MAGGIO 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Un altro anno è trascorso

Senza colpo ferire, mi ritrovo sulla soglia dei 28, appena varcato l'uscio dell'anno appena trascorso e che resterà alle mie spalle, con tutti i suoi errori e le domande alle quali sono ancora incapace di dar risposta.

Un anno, questo, che mi ha cambiata, notevolmente.

Non riesco a sentirmi ancora pienamente consapevole della forza distruttrice che ha spazzato lontano le sicurezze stupidamente ottuse della ragazza del sud, cresciuta con i loro sani valori... ma neanche posso affermare di conoscere che cosa io sia diventata.

So che tutti i giorni, quando la voce che mi sveglia dalla radio, apro gli occhi e mi sento già viva... e adoro il sentirmi sicura di ciascun mio gesto e di ogni pensiero che la mente elabora. Non voglio incensare la donna che sto diventando, tanto imperfetta, quanto ancora vogliosa di imparare, sia chiaro, ma prendere consapevolezza di ciascuna variante che assumo ogni giorno...

Oggi è un gran giorno, ho indossato l'abito bianco di pizzo che meglio mi descrive, mi sono persino agghindata per ricevere gli auguri di tutto il corridoio...
Ma è proprio in giornate come questa che sento forte il bisogno di avere accanto la mia famiglia, distante perché le mie scelte mi hanno portata altrove.
Certo che la vita è proprio strana. Sono trascorsi anni interi durante i quali altro non desideravo che la piena indipendenza e autonomia, all'insegna della ribellione e di una insoddisfatta compiacenza ai canoni troppo stretti della mia famiglia.
Me ne son tirata fuori, vivo sola da ormai quasi due anni... mia madre ha smesso di svegliarmi con i pizzicotti ai piedi e mio padre non può più riprendermi per tutti i malintesi che, per forza di cose, dovevano nascere.
Mio fratello può star tranquillo, perché ha tutta la casa a sua disposizione e la sorella rompiscatole a distanza non riesce a vigilare sul suo operato... E mia sorella vive la gravidanza, felice e contenta.

Insomma, siamo tutti più felici e ci vogliamo immensamente più bene quando la nostalgia supera le inettitudini. Siamo tutti più buoni quando i legami restano slacciati.

Oggi mi sento bene e vorrei tanto poter brindare con chi mi ha dato la vita, ma che festeggerà con la ciambella che ha preparato per me, senza alcuna candelina da spegnere.

lunedì 27 maggio 2013

27 MAGGIO 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Troppa violenza intorno

Il weekend appena trascorso è volato tra le troppe faccende che avevo lasciato sospese a metà...
Spesa, pulizia, rigenerazione: praticamente tutto, in sole 48 ore di tempo.

Domenica. Pranzo. Tavola apparecchiata. TV. Telegiornale.

Ho appena raggiuto la mia postazione e imboccato la prima forchettata di pasta, quando il giornalista parla dell'ennesimo caso di violenza sulla donna. Questa volta lei è solo adolescente, eppure le è toccata una sorte atroce... L'amore uccide: unico pensiero che non riesco ad allontanare dalla mente.

Com'è possibile che il rispetto per la donna non riesca ancora a superare i retaggi di un passato che si ostina a rimanere attuale?
Noi donne siamo l'essenza della vita, fiamma che brucia nel focolare domestico, ma anche anima dell'esistenza stessa.
Perché nel 2013 c'è chi paga il peso di un'ignoranza decisamente ancora pervasiva?

E non parlo di aree geografiche in cui la civiltà, perchè di questo si tratta, ha tralasciato di informare gli umani dell'importanza che oggi, come ieri ed esattamente come domani, riveste il rispetto per la donna, non solo in quanto essere fisicamente più debole... ma proprio perché entità vivente, capace esse stessa di donare la vita.

Non deve più accadere che una donna soccomba alla prepotenza di un uomo senza scrupoli, che sente di possederla in ogni come e in ogni dove, senza neanche soffermarsi a pensare alla possibilità che si abbia accanto una persona degna di considerazione e magari anche amore.

Noi donne sentiamo il bisogno di sentirci riconosciute e apprezzate, accettate e desiderate... di un affetto che non sia malattia, ma purezza e candore, un dare e ricevere,
Siamo donne, eccelse e solitarie, quanto folli e capaci di sentimenti assoluti.

siamo DONNE.


mercoledì 17 aprile 2013

17 APRILE 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Eppur si cresce

Solo ieri eri la bimba dagli occhi grigio cielo ed oggi ti ritrovi donna. Donna con i suoi problemi, schiva di natura, ma capace di raggiungere obiettivi inauditi, sei questa, mia cara sorella.

L'essere più grande non mi ha probabilmente ancora insegnato a saper essere, ma di sicuro mi ha spiegato cosa significa voler bene. TI ho vista nascere e muovere i primi passi barcollando. Le tue codine bionde non lasciavano che la resa a chi ha sempre provato a farti chinare il capo.

Gli anni delle scuole son trascorsi in fretta, anche quando hai arrancato il miracolo della vita. E sei stata unica nel riprendere coscienza di essere al mondo e di essere sopravvissuta alla morte, che ti ha sfidata a duello.
Ma tu, tu sei stata di più, più di lei, più di quanto potessimo tutti immaginare, hai serrato i denti e hai deciso di andare avanti, hai scelto di farti coraggio anche quando lo specchio rifiutava la tua immagine.
Sei risorta, cara sorella, ad una vita che ti ha vista protagonista di battaglie estenuanti contro la difficoltà di svegliarsi al mattino anche solo per sorseggiare una tazza di latte.

I tempi son trascorsi e tu sei cresciuta. Il bocciolo della tua bellezza ha lasciato posto alla ragazza che ha fatto innamorare lui. Moglie, amante, amica.

Certo, negli anni spesso è accaduto che io non capissi quanto sia stato miracoloso averti , ma ora è tutto chiaro. Ora darai alla luce chi rinnoverà la vita ed io ne sarò parte.
Adesso tutti sapranno che quel miracolo ha avuto un perché, destinato ad essere ricordato da chi ti ama da sempre.

Tu, mia cara sorella, rappresenti la voglia di ricominciare e nonostante le difficoltà riesci ancora a sorridere e a piangere per la gioia di saperti madre e genitrice di speranza.
Tu sei la nostra fede in Dio, la mia capacità di credere che nulla sia insormontabile.

Grazie.

martedì 16 aprile 2013

16 APRILE 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Scorre via tutto!

Basta un soffio per spazzare via l'abitudine del giorno ma non basta una vita per perdonarsi.

L'assunto del giorno è frutto dell'acuta riflessione della sognatrice che razionalizza quanto di più assurdo le capiti senza volerlo.
E' un weekend come tanti, trascorso girovagando per destinazioni intinte del sapore antico della regalità e della guerra... sono istanti di serenità, che impongono la distrazione, fuori dal mondo, fuori da campo di un cellulare che non può più squillare...
Mi sento io, senza colpo ferire, priva di timori e succube della rivalità con la nemica di una vita, il doppio di me.
Spacca il cuore sentire la doppia anima in perenne contrasto con il mondo. Sorrido e passeggio distratta, risalendo vie arcuate d'infinito, mentre la primavera dipinge anche i colori cupi di tristezze da scacciare.

L'aquila ha ormai spiccato il volo in solitaria, non mi son curata di chi rimaneva immobile a guardare, ha scelto di sorvolare i confini del significato, per colpirne il significato diretto.
Si instaura un rapporto di magica spiritualità anche con il linguaggio, quando il segno contingente diviene mezzo, mero codice, che perde valore. Oggi interpreto il sognificato delle mille scorse rese e divento la venere nera che uccide l'ostico.
Il bene superiore? Esclusivamente il mio bene!
Che accadrà degli altri oggi? Possono fingere che io non esista, oppure accomodarsi fuori dal mio raggio esistenziale: qualunque cosa, purché si tengano distanti dalle mie scelte.

Decido per me, nel bene e nel male e chiedo venia a chi storcerà il naso indignato per cotanta superbia!
Tutto può crollare adesso, perché io sopravvivo al silenzio e ricomincio ad amarmi come nessun umano saprebbe.

Vivo gli sguardi, ardo il desiderio e imparo a gestire il sopruso del sentirmi derubata degli anni migliori.