E' come quando stai per girare l'ultima pagina del libro che ti ha rapito.
E' la stessa sensazione che provi quando chiudi la porta della casa in cui hai vissuto, prima di un trasloco...
è strano sentirsi tanto malinconici dinanzi ai cambiamenti epocali che ci ritroviamo a vivere quotidianamente.
Ho vissuto la speranza nata in quest'ufficio, a cui ho dato l'anima, sempre lasciando il massimo impegno... l'instancabile e volenterosa perfezionista, che ama il suo lavoro.
Le nottate e le giornate trascorse nei corridoi di un edificio ormai familiare mi hanno insegnato ad essere capace oltre il mondo accademico.
I sorrisi, le discussioni, le lacrime diventano oggi un miscuglio unico che mi annebbia il cuore dalla gioia che dovrei provare all'idea del cambiamento.
In fondo, è da qualche tempo che non desideravo altro che allontanarmi per tutte le falsità che respiravo e gli schiaffoni alla fede che ricevevo. Eppure non riesco ad accettare davvero di andar via.
Sono in una bolla di sapone enorme, che prima o poi smetterà di proteggermi dal vento che soffia intorno a me e mi lascerà alla furia di quello che accade.
E' come se guardassi il mondo da fuori, abbandonandomi agli eventi, che per quanto voluti mi risultano ancora oscuri.
Oggi sono qui fisicamente, ma i ricordi mi hanno rapita ormai da qualche giorno e li rivivo, uno per volta.
Lascio qui le mail compiaciute, quelle punitive, le paracule... lascio qui gli abbracci e i regali ricevuti, li lascio qui con il mio cuore.
Si cresce e si cambia, dicono.
Si deve rischiare per provare a migliorarsi.
Lascio qui anche le ansie pre-riunione e i nervosismi da rilascio mancato o troppo lungo nei tempi.
Lascio qui la bambina che guardava con soddisfazione ciascuna pagina che creava, alla ricerca della donna che per forza deve andare avanti.
Lascio qui i miei carichi, a chi saprà come sostituirmi.
Troppo tempo trascorso qui dentro a combattere per guadagnare la stima di chi poi mi ha apprezzata.
Troppa volontà nell'impormi nel gruppo, che mi ha amata.
Ho conosciuto modelli per la vita e altri da cui discostarmi. Ho conosciuto me stessa nelle situazioni di forti stress e ho ingoiato l'amarezza di vedermi superata dallo schifo che in questo maledetto Paese impera.
Questo capitolo si chiude lasciandomi nuda di barriere e difese dal pianto che il mio cuore non riesce a risparmiarmi.
Pronta per il nuovo.


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