Un silenzio cocente si è impadronito di me in questi mesi di
assenza.
Riconosco di essere colpevole nei miei stessi riguardi del
bavaglio che ho indossato, per il poco tempo che sono riuscita a ritagliarmi.
Settimane di grandi, enormi cambiamenti, il più grande dei
quali coinvolge la mia vita professionale. E’ sempre la ruota che girando ci
coglie nei momenti migliori, che dire.
Ormai ho ben chiaro che il disegno superiore che guida il
mio percorso sa scegliere meglio di me e mi impone ritmi e stimoli sempre
nuovi.
Queste settimane mi hanno insegnato la fiducia nella capacità
di adattamento puro alla novità, perché crescere significa anche questo.
Sconfitte le tante paure dell’età, sono
riuscita ad abbandonarmi all’essenza che per forza doveva sprigionarsi non
appena mi fossi ambientata.
Ora che la scrivania è tutta mia, così come i due pc e il
cassetto tutto mio… guardo fuori dalle grandi vetrate e mi sento nuova tra il
verde del prato interrotto da un laghetto vitale, che mi ricorda l’equilibrio
di un moto continuo e ripetitivo. Continuo e ripetitivo come la vita stessa,
che altro non posso far che apprezzare.
Oggi sono qui ad apprezzare una serenità in cui so sentirmi
coccolata e apprezzata, nonostante le sfuriate e la monotonia apparente delle
giornate.
Ringrazio Dio per avermi dato un tetto sulla testa ogni sera
quando, tornando dal lavoro, vedo la stazione Ostiense affollarsi di sempre più
gente che dorme sui cartoni, al caldo di coperte lerce e poco calde.
Ringrazio Dio perché ho avuto la fortuna di sentirmi amata
tutti i giorni da una famiglia che, seppur imperfetta, ha saputo sorreggere
ogni mia insicurezza, insegnandomi il valore del sacrificio.
Oggi riconosco la miseria di chi apre gli occhi al mattino e
non sa se riuscirà ad addormentarsi per quanto labilmente pensa alla propria
vita.
Sto crescendo. Tutto qui.
E se potrà accadere di sembrare noiosa, ebbene, questa sono
io oggi.
Una donna che ha imparato a rispettare la vita e i
sentimenti, suoi innanzitutto. Una donna appagata da quello che la sua mente
incontra e da cui resta alle volte sconvolta.
Guardo chi mi circonda e mi interrogo sulla vita di quella
che mi sta accanto in treno e non ha un buon odore, mi chiedo se l’uomo che
trascorre tutto il viaggio parlando di lavoro al telefono prima o poi smetterà
di sprecare il suo tempo.
Questo cielo azzurro sa farmi innamorare continuamente della
mia vita e dei miei momenti.
La ruota gira, questo è chiaro.
