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martedì 8 marzo 2011

In ogni silenzio!


Parliamo di destino, quasi come fosse il tabù ormai sdoganato da chi tace l'incoerenza delle proprie azioni, giustificandole con il barlume cieco dell'insicurezza che il futuro ci riserva.
Siamo artefici o solo spettatori delle nostre scelte?
Quanto la nostra volontà decide di ciò che ogni giorno viviamo?
L'uomo è mosso dal bisogno di provare emozione, sentire il vento freddo di un pomeriggio d'inverno sul volto corrugato, respirando la novità che ogni istante ci dona. Osserviamo cieli sereni, interroghiamo le nubi sul domani, distruggiamo noi stessi in vane riflessioni che intrappolano il desiderio di sentire...
Amiamo gli altri più di noi stessi troppe volte, proteggiamo la sensibilità di chi ci abbraccia senza preoccuparci del nostro cuore che ha il diritto di essere se stesso ed esprimere quello che prova senza riserve o costrizione alcuna. Ogni anima ha il dovere di garantire a se stessa la felicità a cui può aspirare! E l'egoismo è necessario per combattere battaglie che mai devono coglierci impreparati! Ogni lotta non è il prezzo da pagare per capire i nostri desideri, ma il tramite per comprendere quanto essi siano importanti! Lasciarsi sorprendere dai dolori della vita è il naturale antidoto all'ansia continua di difendersi dalla sofferenza, ma non è possibile schermarsi dai baratri che si aprono ai nostri piedi durante il tragitto che percorriamo, perché significherebbe volare alto e non poter mai provare il brivido della caduta, privandoci quindi della fatica del riprendere quota, capace di ripagare ogni sforzo con un nuovo sorriso. Viviamo il nostro presente nei silenzi che imponiamo al cuore per imporci di amare chi dovremmo, solo perché razionalmente accettabile dai lumi condivisi dalla società!
Il destino ci casca addosso, certo, ma noi scegliamo in che modo esserne protagonisti! Non siamo meri osservatori di sventure, ma semplicemente lo spirito che anima ogni istante che ci è riservato di godere...
Dovremmo davvero imparare a combattere noi stessi e le debolezze di cui ci fregiamo, perché sanno renderci umani!

domenica 6 marzo 2011

Elaboriamo...


Dove risiede il rispetto per se stessi in un giorno di ordinaria caoticità del sentimento? ognuno dovrebbe conservare la capacità di sentirsi solo anche quando si è in due, per poi non avvertire il peso della solitudine del cuore... Siamo soli, sempre e in ogni istante in cui sorridiamo alla vita, in compagnia di qualcuno, siamo l'isola deserta che accoglie visitatori in vacanza, che inevitabilmente torneranno alle occupazioni quotidiane di lì a poco!
Nuova concezione della vita oggi, in un magma in evoluzione rapida delle sensazioni che troppo poco stravolgono concezioni mentali sedimentate dall'esperienza!
Siamo soli, sempre e comunque! Soli quando tendiamo la mano a chi chiede aiuto, soli mentre percorriamo un percorso con l'ombra di qualcuno che offusca la nostra, soli quando decidiamo per due, soli quando voltiamo le spalle alle scelte razionali.
La condizione umana si diversifica in relazione ai momenti, ma costante resta il senso di triste singolarità che trasciniamo nei giorni che respiriamo, certi che sia inevitabile abbandonarci al fagocitante chiasso altrui. Impariamo negli anni a fingere indifferenza per ogni perdita, volontaria o costretta, riusciamo ad insegnare come palesare serenità mentre il mondo che abbiamo costruito nella nostra anima crolla tra le macerie di quanto ci dava vita... Ci rendiamo resistenti alla sofferenza, che sempre deve restare affare privato, perché la società deride la debolezza, in un eterno ritorno del male. In realtà, ogni lutto merita di essere vissuto, che sia quello di un figlio che perde l'amato genitore, o il pianto di un ragazzo in affanno per conquistare il cuore della sua donna, o ancora il sorriso amaro di una donna che perde l'amore della sua vita: ogni dolore merita di essere vissuto, attraversato e superato con i tempi che ci si impone per imprimere un ritmo all'esistenza di cui siamo protagonisti!
Dovremmo seguire corsi per esser pronti in qualsiasi istante a privarci della felicità che chi ci circonda ci regala, perché gratuita... e in questo mondo tutto ha un prezzo, anche la gioia!

mercoledì 2 marzo 2011

Troppe domande...


Millenni trascorsi alla ricerca di sé, di ogni verità celata in arcani silenzi, di sconfinate bugie ingannatrici non son bastate a preferire l'inconsapevolezza alla realtà... Scopriamo di continuo la limitatezza umana, ma non abbandoniamo la speranza che si possa andare oltre i propri dilemmi e sfiorare i desideri altrui! Ci ritraiamo dinanzi alle debolezze dell'anima, ignara volontà di sopravvivere, ma non disperiamo nella possibilità di provare l'emozione di un incontro!
Il sogno è lo strumento per raggiungere la piena realizzazione di sé, in un'esistenza che ci nega la felicità di sì impossibili, offrendo esclusivamente falsi traguardi che diventano intoppi per l'autocoscienza. Ingarbugliati labirinti intrappolano spesso la mente nella confusa schiavitù di inesistenti catene, che bloccano la fantasia, impedendole anche solo di pensare. Come si può immaginare la serenità se ci si nutre di illusioni che si susseguono? Come imparare a godere di istanti, accontentandosi dell'aridità delle giornate? Mi domando oggi se sia giusto per ognuno obbligarsi a raccogliere gli scarti di tempo che avanza a chi, troppo impegnato, dimentica l'esistenza propria del sentimento.
Ma cos'è il sentimento?
Effimero battito d'ali in un turbinio di sensazioni, la più pura delle stupidità, il più grande sogno di cui si possa vivere. Possiamo davvero rinchiuderci in universi tutti nostri per credere di esistere al meglio? Possiamo definire noi stessi l'anticamera di illusioni volontarie? Anticamere, spazi aperti, castelli interi di disincanto abitano la mia anima questa sera, mentre il mondo non smette di sorprendere chi ancora crede che tutto abbia un senso! Si può definire il significato di un'emozione? Si può spiegare come addormentarsi al baccano di realtà che detestiamo? Chiudere l'accesso ai nostri sogni è la soluzione, forse, per non morire in convinzioni ormai vanificate dall'esperienza. Matrigna natura, quella che ha permesso alla mente di sognare, far progetti e ragionare sulla loro assurdità... Pessima insegnante la vita vera, che ha ben imparato ad ammaestrare la volontà a combattere per raggiungere i propri obiettivi, tralasciando la casistica in cui tali mete includano chi si rifiuta di tenderci la mano! Riflessioni antiche questa sera mi conducono alla voglia di tacere il rancore, il disincanto, il disprezzo per un'immagine che ormai non mi rispecchia da troppo tempo! Rifiuto al mio cuore anche il solo sentirsi capace di amare ancora... forse è meglio zittire ogni eco che ancora lo rende vitale, perché le continue delusioni contribuiscono a cicatrizzare ferite sempre più profonde, che ne hanno già segnato buona parte... devo difendere la stabilità delle mie emozioni: ma un'emozione può avere un'andamento lineare... piatto?
Quante domande... senza risposta alcuna...