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lunedì 11 febbraio 2013

11 FEBBRAIO 2012: I PENSIERI DEL GIORNO... Sei umano!

Oggi scrivo di chi mi ha tanto aiutata durante gli ultimi quattro anni, senza permettere ad alcun peccato di ingoiarmi.
Certo che la distanza separa i corpi, le cui menti però non riescono mai del tutto a sentirsi lontane. La connessione resta implicita in tutti i silenzi e le verità taciute, impedendo di nascondere ogni errore.

Adesso mi chiedo come io possa essere parte della tua redenzione, che per forza deve avvenire, per non lasciare incompiuta alcuna chance. Sbagliare è umano, siamo esseri fallaci, mai perfetti, ma con la tendenza al miglioramento continuo. L'inciampare è quanto sa contraddistinguerci dal sovrumano, ma l'uomo è unico anche per la sua capacità di raziocinio, che gli consente di riprendere le fila della propria vita ed evitare di colare a picco.

Ti prego, mio angelo, non lasciarti affogare in un vizio che non può appartenerti. Sei troppo importante per me per guardarti morire dentro, mentre aspetti la salvezza, che non giungerà più come manna inaspettata.

Non indicherò il tuo nome, ma tu saprai che mi rivolgo a te, che hai già vinto questa battaglia: la guerra è questa però! Il singolo combattimento era solo il preludio della più grande sfida che ora ti attende!

Non stancarti di provare a tornare te stesso... TU sei colui che mi ha restituito il sorriso mentre il mio cuore sofferente non vedeva la luce. TU sei la stessa persona che ha distratto la mente stanca quando l'animo mi si accartocciava per il dolore della solitudine.

Io conosco lo smarrimento che ti trascina via, sento il nonsense che rapisce l'attenzione tua verso lidi infimi... e aborro il tuo abbandono ad una trasgressione che ormai è vizio.

Ti prego, angelo mio, non lasciarmi sola in un mondo incapace di amare. Non puoi permetterti di allontanarti da me, che ho bisogno ancora dei tuoi occhi quando la tristezza vive più forte della coscienza. Non lasciarmi sola oggi che necessito delle tue parole per percepire il moto di ogni pianeta.
Non dimenticare il patto che ci unisce da tanto: tu mi hai promesso che saresti rimasto al mio fianco, sempre. E ora invece inizio a sentirmi sola!

L'egoismo mi impedisce di restare zitta mentre il fantasma di quanto sei diviene sempre più tangibile, tralasciando l'umanità che deve appartenerti, per definizione.

Ti prego, dimentica quanto è bello riuscire ad astrarsi da un mondo che sembra non ci dia alcunché... guardati intorno e realizza l'affetto che ti circonda: non puoi isolarti per restare la terra sconfinata e deserta dei tuoi pensieri.

Scrivo perché mi fa male non poterti abbracciare, oggi che tu hai bisogno di me!

Scrivo perché l'angoscia mi lega l'anima, sprofondando ogni barlume di speranza!

Scrivo perché ti voglio troppo bene per restare indifferente, ma conscia di quanto sia difficile che tu riesca a comprendere i pensieri che lasciano sgomento in me.

Ti prego, torna te stesso.


venerdì 8 febbraio 2013

7 FEBBRAIO 2012: I PENSIERI DEL GIORNO... Tempestando

Sono stata troppo a lungo cieca per non accorgermi di ciascuna mancanza e la presenza odierna mi impedisce di accontentare la fantasia, ancora e sempre ostinata a pretendere.

Pretendo il meglio, la forza di lottare e di mettere alla prova me stessa e chi mi sta accanto.

Stamane, in treno, prati verdi rincorrevano vallate dove cavalli dal pelo nero figuravano per lasciarsi ammirare. Tutto era offuscato dalla nebbia che ha reso ciascun angolo magico nel suo apparire unico e fatato. 

E poi Roma e la corsa a prendere la metro e il cambio a Termini... Tutti i giorni ripetono il medesimo tragitto, tutti quanti, da casa al lavoro e dal lavoro a casa. Esisterà mai il fattore sconvolgente, capace di ripristinare lo stile di vita ideale di ogni essere umano?

Siamo automi, fagocitati da ritmi che non ci appartengono e dai quali tentiamo invano di fuggire... quando chiudiamo gli occhi e immaginiamo una realtà diversa. La follia diviene anormalità e l'uomo che sbraita contro il treno che riparte è solo il sintomo della società, ormai poco vivibile, che ci appartiene.

Sorride, lei che non comprende che cosa significhi la stanchezza mentale alla sera ed è non riesce ad esser cosciente di come l'esistenza possa complicarsi per l'errore di un momento.

Ormai l'autenticità ha preso il sopravvento soltanto nel privato di ciascuno, che però difficilmente si colloca nelle faccende pratiche della vita comune.
Mi sono integrata nelle fattezze di un'umanità che non riconosco, ma ho conservato la possibilità di tirarmene fuori quando necessito di autenticità e risolutezza per amare e sentirmi amata.

Ora riesco a discernere le mie volontà dal caso di quanto avviene.

Oggi amo!