
Rieccomi, scrittrice di me stessa, autrice di ciascuna diavoleria che ben sa complicare il semplice giorno, che trascorrere potrebbe privo di cattivi sentieri, forieri di rinnovate preoccupazioni.
Scrivere aiuta la mente nella sua distensione, mi permette di prendere coscienza di quanto necessito per la lucidità oggettiva dell'apparenza. Mi lascio guidare e le mie dita seguitano immonde nel pigiare ogni minuscolo tasto del mio personale alfabeto, ormai incontrollabile. Mi rifiugio in questo silenzio, perchè esso solo può salvarmi dalle inconsce paure dell'errore, che insegue le mie scelte. Mi nascondo nel luogo remoto del ricordo di un'epoca distante, in cui la mente sognava irrazionale, ignorando la durezza del non senso, l'incompiutezza della stupidità umana, che spaventa chi non comprende e mai riuscirà a penetrare i pensieri muti, scherniti dalla mancanza di sensibilità, difetto prettamente umano.
Ma nascondersi significa scappare? Fuggire da quanto non conosciamo, da ciò che rappresenta l'ignoto pericolo? Non sarà invece tornare all'innocenza perduta della verginità sapiente del bisogno di abbandono che coltiviamo nell'intimo più profondo?
Dovremmo imparare il non ritorno, imparare l'amore per il presente muto che ci circonda e capire l'incomunicabilità del nostro sbaglio, che puntualmente leghiamo all'incapacità che ci caratterizza. E' questo l'errore! Ci perdiamo in inutili perchè, alla ricerca di grandezza e stupore, ricerchiamo sempre più, ci perdiamo nell'affanno di sempre nuove conquiste, senza il ricordo della sola verità che l'uomo ha da sempre posseduto: la solitudine!
Siamo soli in ogni istante del quotidiano, isolati circondati di gente, abbandonati a noi stessi quando sorridiamo sereni... felici sarebbe troppo!
Quanto desidererei che questa realtà riuscisse ancora ad emozionarmi, ma sento sempre più il tombale mutismo che vuole appropriarsi di me e solo in queste righe ritrovo, in prima persona, il coraggio di svelarmi l'anima, nelle preoccupazioni che mi attanagliano. Cosa è deciso per me? Un nuovo dolore, un'altra rinuncia? Cosa?
Non sono più pronta alla sofferenza, ho esaurito ogni parvenza di tenacia, ho debilitato la mia anima, cercando di resistere al tempo... adesso solo abbandono è il mio bisogno... Desidero dimenticare ogni lacrima, ogni sorriso, ogni delusione e ciascuna finta vittoria che mi ha trascinata nel mio presente, se esso mi apparterrà solo momentaneamente. Desidero tirarmi fuori dall'esistenza di chi di me ha fatto un punto fermo, se la mia scomparsa dovesse poi essere letale...
VOglio il silenzio, perchè esso solo può accogliere il mio grido di disperazione.
