Siamo davvero destinati a perire dopo aver visto disgregare ogni briciolo di umanità che da sempre ci contraddistingue?
La riflessione di oggi è amara quanto la consapevolezza della solitudine che alla fine attanaglia chiunque. In effetti troppi mesi sono trascorsi, ancora una volta, dall'ultima nostra pagina.
Mesi che hanno visto grandi gioie e momenti emozionanti.
La vita che nasce è sempre qualcosa di indescrivibile, mentre oggi provo a scrivere della malattia che purtroppo sta vivendo una persona che ha condiviso con me molti dei miei momenti e che davvero mi ha dato supporto quando vedevo solo nero. Nonna.
Mia nonna è una donna forte, caparpia, ironica e responsabile. Omonima. Ha persino il mio bel nasone, o forse sono io ad avere il suo... in ogni caso, devo ammettere di somigliarle abbastanza. E forse è questo il motivo per cui la sua malattia mi coglie impreparata e mi tocca nel profondo.
Mi chiedo come sia possibile che l'età che avanza sgretoli la dignità di una donna che non temeva di guardare ad occhi alti chi la ostacolava, a lavoro, come nella vita. Oggi la nonna non è più lucida, inizia a confondere chi incontra ogni giorno e presto dimenticherà anche me, che figuriamoci le vivo 500 km distante. Si chiederà a chi appartiene la mia voce quando le parlerò al telefono, se ancora non lo fa.
Ha speso la sua vita lavorando per garantire il presente ai suoi 4 figli, dopo essere rimasta vedova a soli 26 anni. Non ha perso un giorno piangendosi addosso, è una combattente mia nonna.
Anche adesso che non ricorda più neanche la casa in cui ha vissuto.
Mia nonna è la donna che ha superato anche il dolore della seconda vedovanza, facendo forza su se stessa, fino a consumarsi del tutto. Si è curvata sotto il peso di ogni giorno vissuto da sola, ha visto le sue gonne, notoriamente grigie allargarsi... ignorando che fosse lei a rimpicciolirsi.
Oggi è una donna anziana, che ha perso il suo essere lucida e vigile. Oggi non è più neanche autosufficiente e piange, lei piange, per la vergogna della stato in cui è.
Oggi la nonna piange mentre mia madre le fa la doccia o l'accompagna in bagno, benedicendola per la sua presenza. La nonna si scusa per il fastidio che sta recando e prega Dio di prenderla con Sè.
La nonna ha ancora la voce da buona, ignara di quanto le stia accadendo e sorride quando pensa di essere ubriaca per tutto ciò che non ricorda ormai più. Lei sorride, con gli stessi occhi con cui mi parlava quando a stare male ero io. Oggi la nonna è un essere indifeso, esattamente come la mia nipotina, nata solo 4 mesi fa.
La nonna è mia nonna, non un'anziana qualsiasi.
La nonna vuole morire. Ed io non posso pensare neanche all'eventualità che ciò accade, egoisticamente, lo so.

