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venerdì 5 agosto 2011

5 AGOSTO 2011: I PENSIERI DEL GIORNO ... NUOVAMENTE me?


Rieccomi, scrittrice di me stessa, autrice di ciascuna diavoleria che ben sa complicare il semplice giorno, che trascorrere potrebbe privo di cattivi sentieri, forieri di rinnovate preoccupazioni.
Scrivere aiuta la mente nella sua distensione, mi permette di prendere coscienza di quanto necessito per la lucidità oggettiva dell'apparenza. Mi lascio guidare e le mie dita seguitano immonde nel pigiare ogni minuscolo tasto del mio personale alfabeto, ormai incontrollabile. Mi rifiugio in questo silenzio, perchè esso solo può salvarmi dalle inconsce paure dell'errore, che insegue le mie scelte. Mi nascondo nel luogo remoto del ricordo di un'epoca distante, in cui la mente sognava irrazionale, ignorando la durezza del non senso, l'incompiutezza della stupidità umana, che spaventa chi non comprende e mai riuscirà a penetrare i pensieri muti, scherniti dalla mancanza di sensibilità, difetto prettamente umano.
Ma nascondersi significa scappare? Fuggire da quanto non conosciamo, da ciò che rappresenta l'ignoto pericolo? Non sarà invece tornare all'innocenza perduta della verginità sapiente del bisogno di abbandono che coltiviamo nell'intimo più profondo?
Dovremmo imparare il non ritorno, imparare l'amore per il presente muto che ci circonda e capire l'incomunicabilità del nostro sbaglio, che puntualmente leghiamo all'incapacità che ci caratterizza. E' questo l'errore! Ci perdiamo in inutili perchè, alla ricerca di grandezza e stupore, ricerchiamo sempre più, ci perdiamo nell'affanno di sempre nuove conquiste, senza il ricordo della sola verità che l'uomo ha da sempre posseduto: la solitudine!
Siamo soli in ogni istante del quotidiano, isolati circondati di gente, abbandonati a noi stessi quando sorridiamo sereni... felici sarebbe troppo!
Quanto desidererei che questa realtà riuscisse ancora ad emozionarmi, ma sento sempre più il tombale mutismo che vuole appropriarsi di me e solo in queste righe ritrovo, in prima persona, il coraggio di svelarmi l'anima, nelle preoccupazioni che mi attanagliano. Cosa è deciso per me? Un nuovo dolore, un'altra rinuncia? Cosa?
Non sono più pronta alla sofferenza, ho esaurito ogni parvenza di tenacia, ho debilitato la mia anima, cercando di resistere al tempo... adesso solo abbandono è il mio bisogno... Desidero dimenticare ogni lacrima, ogni sorriso, ogni delusione e ciascuna finta vittoria che mi ha trascinata nel mio presente, se esso mi apparterrà solo momentaneamente. Desidero tirarmi fuori dall'esistenza di chi di me ha fatto un punto fermo, se la mia scomparsa dovesse poi essere letale...
VOglio il silenzio, perchè esso solo può accogliere il mio grido di disperazione.

domenica 5 giugno 2011

5 GIUGNO 2011: I PENSIERI DEL GIORNO... Teatrini!


Ci ignoriamo perché è comodo fingere emozioni e sentimenti e scegliamo di inabissarci in soffocati silenzi perché temiamo l'urlo della verità, che spaventa l'ingenuità. Teniamo compagnia alle nostre solitudini in fittizie esistenze, complici di ridurre alla bugia l'illusione di felicità inesistenti. Coccoliamo la mente sognando la libertà, ma decidiamo puntualmente di schiavizzarla, incatenando la voglia di sfiorare il brivido pericoloso che può polverizzare le aspettative che nutriamo nei confronti della vita. Deludere le più ambiziose mete agognate per il futuro costa la sconfitta di se stessi e il rinnegamento di quello che da sempre si è. Gattonare prima di riprendere a correre speditamente è la fase necessaria che prelude la sicurezza, ma quanto questo momento debba durare è all'uomo incerto: giorni, anni, mesi si rincorrono stimando la rinascita che non conosceremo se non nell'esistenza che verrà, mentre costringiamo la mente alla serenità.
Ogni uomo sorride impersonando ruoli di armonica felicità, seppur amaramente finti... La tristezza è il lusso che può concedersi chi sorvola la coscienza altrui e isola se stesso dal giudizio di chi lo circonda, che inficia la spontaneità istintiva dell'anima.
In questo teatro solo marionette giocano in drammi che autogenerano, mentre noi umani ridiamo divertiti delle tragedie a cui assistiamo. Giudici coinvolti, ci sfugge il nostro esser diretti eredi ed interpreti metaforici di ogni lacrima che non sgorga dai nostri occhi.

mercoledì 1 giugno 2011

Sempre nuova!


E ancora librarsi
lungo il sentiero
impervio ma silente...

Libecci maestosi
ululano l'errore mai commesso.

Desideri incerti
conquistano il presente
ancora ostile.

Echi muti e
soffocati pianti
alimentano il sogno.

Forza vana,
incoerente sapienza
condurrà il destino
alla nuova solitudine...

La donna che puoi avere...



Se ogni sogno interrompe la consapevolezza cosciente del sé
mentre il sospiro tace gli imbarazzi,
questo silenzio sa urlare il suo sgomento.

Muta e oscura questa voglia,
tacita e recondita mi sfiora la mente
in una sconfinata emozione.

Desiderare l'ineffabile,
toccarsi l'anima senza capirlo,
rifiutare ogni incognita
è la realtà che spaventa.

Amo questa verità,
adoro ogni battito
perché profuma di te,
mio dolce amore.

Nel segreto di un respiro,
soffocato dal nostro brivido
ho imparato ad essere
la donna che puoi avere.

martedì 8 marzo 2011

In ogni silenzio!


Parliamo di destino, quasi come fosse il tabù ormai sdoganato da chi tace l'incoerenza delle proprie azioni, giustificandole con il barlume cieco dell'insicurezza che il futuro ci riserva.
Siamo artefici o solo spettatori delle nostre scelte?
Quanto la nostra volontà decide di ciò che ogni giorno viviamo?
L'uomo è mosso dal bisogno di provare emozione, sentire il vento freddo di un pomeriggio d'inverno sul volto corrugato, respirando la novità che ogni istante ci dona. Osserviamo cieli sereni, interroghiamo le nubi sul domani, distruggiamo noi stessi in vane riflessioni che intrappolano il desiderio di sentire...
Amiamo gli altri più di noi stessi troppe volte, proteggiamo la sensibilità di chi ci abbraccia senza preoccuparci del nostro cuore che ha il diritto di essere se stesso ed esprimere quello che prova senza riserve o costrizione alcuna. Ogni anima ha il dovere di garantire a se stessa la felicità a cui può aspirare! E l'egoismo è necessario per combattere battaglie che mai devono coglierci impreparati! Ogni lotta non è il prezzo da pagare per capire i nostri desideri, ma il tramite per comprendere quanto essi siano importanti! Lasciarsi sorprendere dai dolori della vita è il naturale antidoto all'ansia continua di difendersi dalla sofferenza, ma non è possibile schermarsi dai baratri che si aprono ai nostri piedi durante il tragitto che percorriamo, perché significherebbe volare alto e non poter mai provare il brivido della caduta, privandoci quindi della fatica del riprendere quota, capace di ripagare ogni sforzo con un nuovo sorriso. Viviamo il nostro presente nei silenzi che imponiamo al cuore per imporci di amare chi dovremmo, solo perché razionalmente accettabile dai lumi condivisi dalla società!
Il destino ci casca addosso, certo, ma noi scegliamo in che modo esserne protagonisti! Non siamo meri osservatori di sventure, ma semplicemente lo spirito che anima ogni istante che ci è riservato di godere...
Dovremmo davvero imparare a combattere noi stessi e le debolezze di cui ci fregiamo, perché sanno renderci umani!

domenica 6 marzo 2011

Elaboriamo...


Dove risiede il rispetto per se stessi in un giorno di ordinaria caoticità del sentimento? ognuno dovrebbe conservare la capacità di sentirsi solo anche quando si è in due, per poi non avvertire il peso della solitudine del cuore... Siamo soli, sempre e in ogni istante in cui sorridiamo alla vita, in compagnia di qualcuno, siamo l'isola deserta che accoglie visitatori in vacanza, che inevitabilmente torneranno alle occupazioni quotidiane di lì a poco!
Nuova concezione della vita oggi, in un magma in evoluzione rapida delle sensazioni che troppo poco stravolgono concezioni mentali sedimentate dall'esperienza!
Siamo soli, sempre e comunque! Soli quando tendiamo la mano a chi chiede aiuto, soli mentre percorriamo un percorso con l'ombra di qualcuno che offusca la nostra, soli quando decidiamo per due, soli quando voltiamo le spalle alle scelte razionali.
La condizione umana si diversifica in relazione ai momenti, ma costante resta il senso di triste singolarità che trasciniamo nei giorni che respiriamo, certi che sia inevitabile abbandonarci al fagocitante chiasso altrui. Impariamo negli anni a fingere indifferenza per ogni perdita, volontaria o costretta, riusciamo ad insegnare come palesare serenità mentre il mondo che abbiamo costruito nella nostra anima crolla tra le macerie di quanto ci dava vita... Ci rendiamo resistenti alla sofferenza, che sempre deve restare affare privato, perché la società deride la debolezza, in un eterno ritorno del male. In realtà, ogni lutto merita di essere vissuto, che sia quello di un figlio che perde l'amato genitore, o il pianto di un ragazzo in affanno per conquistare il cuore della sua donna, o ancora il sorriso amaro di una donna che perde l'amore della sua vita: ogni dolore merita di essere vissuto, attraversato e superato con i tempi che ci si impone per imprimere un ritmo all'esistenza di cui siamo protagonisti!
Dovremmo seguire corsi per esser pronti in qualsiasi istante a privarci della felicità che chi ci circonda ci regala, perché gratuita... e in questo mondo tutto ha un prezzo, anche la gioia!

mercoledì 2 marzo 2011

Troppe domande...


Millenni trascorsi alla ricerca di sé, di ogni verità celata in arcani silenzi, di sconfinate bugie ingannatrici non son bastate a preferire l'inconsapevolezza alla realtà... Scopriamo di continuo la limitatezza umana, ma non abbandoniamo la speranza che si possa andare oltre i propri dilemmi e sfiorare i desideri altrui! Ci ritraiamo dinanzi alle debolezze dell'anima, ignara volontà di sopravvivere, ma non disperiamo nella possibilità di provare l'emozione di un incontro!
Il sogno è lo strumento per raggiungere la piena realizzazione di sé, in un'esistenza che ci nega la felicità di sì impossibili, offrendo esclusivamente falsi traguardi che diventano intoppi per l'autocoscienza. Ingarbugliati labirinti intrappolano spesso la mente nella confusa schiavitù di inesistenti catene, che bloccano la fantasia, impedendole anche solo di pensare. Come si può immaginare la serenità se ci si nutre di illusioni che si susseguono? Come imparare a godere di istanti, accontentandosi dell'aridità delle giornate? Mi domando oggi se sia giusto per ognuno obbligarsi a raccogliere gli scarti di tempo che avanza a chi, troppo impegnato, dimentica l'esistenza propria del sentimento.
Ma cos'è il sentimento?
Effimero battito d'ali in un turbinio di sensazioni, la più pura delle stupidità, il più grande sogno di cui si possa vivere. Possiamo davvero rinchiuderci in universi tutti nostri per credere di esistere al meglio? Possiamo definire noi stessi l'anticamera di illusioni volontarie? Anticamere, spazi aperti, castelli interi di disincanto abitano la mia anima questa sera, mentre il mondo non smette di sorprendere chi ancora crede che tutto abbia un senso! Si può definire il significato di un'emozione? Si può spiegare come addormentarsi al baccano di realtà che detestiamo? Chiudere l'accesso ai nostri sogni è la soluzione, forse, per non morire in convinzioni ormai vanificate dall'esperienza. Matrigna natura, quella che ha permesso alla mente di sognare, far progetti e ragionare sulla loro assurdità... Pessima insegnante la vita vera, che ha ben imparato ad ammaestrare la volontà a combattere per raggiungere i propri obiettivi, tralasciando la casistica in cui tali mete includano chi si rifiuta di tenderci la mano! Riflessioni antiche questa sera mi conducono alla voglia di tacere il rancore, il disincanto, il disprezzo per un'immagine che ormai non mi rispecchia da troppo tempo! Rifiuto al mio cuore anche il solo sentirsi capace di amare ancora... forse è meglio zittire ogni eco che ancora lo rende vitale, perché le continue delusioni contribuiscono a cicatrizzare ferite sempre più profonde, che ne hanno già segnato buona parte... devo difendere la stabilità delle mie emozioni: ma un'emozione può avere un'andamento lineare... piatto?
Quante domande... senza risposta alcuna...

mercoledì 16 febbraio 2011

Ecco come ...


E ritrovarsi in attese immense
e respirare in caotici silenzi
nel mormorio della notte...
in ogni sussurro,
in ogni rimorso
che mi attanaglia...
E rifiutare il dolore
e rigettare il tuo
per restituirmi la forza
e alzare ancora il capo,
spaventando il destino...

mercoledì 9 febbraio 2011

9 FEBBRAIO 2011: I PENSIERI DEL GIORNO... SOFFRIAMO PER NON MORIRE ...


Trascorriamo giorni, mesi, anni, istanti rincorrendo la pretesa di felicità che non ci spettano, perché non destinate a noi... e nell'attesa affannosa di provare quel brivido chiamato ultraterreno spesso, ci perdiamo in angoscianti storie, che ci insegnano sempre quanta distruzione possiamo concepire e sopportare senza arrenderci al dolore.
Ora sono qui, dinanzi ai miei pensieri che pretendono ascolto e chiedono alle mie mani solo di non ignorarne il richiamo, perché è davvero necessario dar loro respiro. Non si può soffocare un'idea, non si deve mai respingere un battito d'ali per paura degli effetti che la fiducia assoluta nell'altro da noi potrebbero causare alle nostre stupide certezze. Rinchiusi in tuguri che olezzano di vecchi ricordi... rincuorati da sicurezze sedimentate nella mente altrui ancor prima che nella nostra... motivati da forze che appartengono esclusivamente alla meccanicità dell'agire quotidiano, siamo fortunatamente sempre soli dinanzi ad ogni bivio che la vita propone al nostro percorso...
Raccontare di quanto sia semplice inseguire l'istinto sarebbe quanto di più razionale potrei fare, offrendo a me stessa il modo per risolvere questioni spinose che occludono molte delle mie ansie... e invece decido di non programmare nulla, lasciando che il silenzio dei miei conflitti sconvolga tregue che l'anima concede a se stessa.
Cosa riesce davvero a distruggerci?? Il dolore?
NO! L'unica forza sempre negativa è l'apatia!
La sofferenza è sempre il momento della caduta, della tragedia che rattrista gli animi, ma è pur vero che la vita ciclica che conduciamo alterna serenità, pazzia e malinconia estrema, riuscendo a completare l'esistenza di ciascuno! l'apatia è la malattia peggiore invece! L'assenza di emozione abitua la mente alla piattezza, all'accontentarsi del nulla, al non guardare al futuro immaginandolo migliore... droga la mente con la sicurezza che la giornata sia null'altro che la lenta marcia verso la fine. Dovremmo imparare a preferire la sofferenza all'apatia, perché solo provando un dolore estremo si riesce ad apprezzare il sereno che ne consegue... Dovremmo allenarci a reggere la fatica del dolore, perché è il prezzo da pagare per ogni progetto, che ambiziosamente sopravvive nonostante le ostilità del presente, spesso fin troppo nemico del nostro esser angeli che popolano questa Terra!

martedì 8 febbraio 2011

8 FEBBRAIO 2011: I PENSIERI DEL GIORNO... OGNI IDEA AL SUO POSTO!


Se ognuno di noi è la risposta alla vita che scorre e imprime i suoi segni ai nostri giorni, molto spesso traumatizzando attimi di solitudine che diventano quindi eternità di silenzi scossi da lacrime inaudite. Nuovi soli attraversano le galassie di chi si ostina a sopravvivere, arrancando nel disordine delle bugie che ogni giorno sorreggono le esistenze orgogliose della propria apparente stabilità. Menzogne celate in ogni dove... false verità propinate come dogmi di imprescindibile santità ai quali si può soltanto credere...

mercoledì 2 febbraio 2011

2 FEBBRAIO 2011: I PENSIERI DEL GIORNO... NUOVA E SOGNANTE!


Ormai coinvolta nella furia di questo terremoto, ho deciso di viverne ogni ansia, ogni piccola spinta, che in modo sotterraneo agita la quiete apparente. Oggi desidero, oggi voglio sognare, ho bisogno di quel progetto che sconvolga i miei piani già assodati con un destino beffardo, che troppo spesso ha sorriso vedendomi alla disperata ricerca di un equilibrio che imponevo di farmi bastare. Un fulmine ha interrotto il quieto susseguirsi delle mie malinconie, riportando alla luce quanto di occultato risiedeva in me, che fuggiva agli incontri del quotidiano, certo che evitando le relazioni avrebbe condotto un'esistenza serena.
Ma la serenità non basta! Non ci si può accontentare di realtà che soddisfino semplicemente i canoni del buon gusto ideale e morale... non dovremmo accontentarci di trascinare rapporti di convenzione, dalla società graditi, per assecondarne i dettami.
Adesso spetta a me prendere posizione nei confronti di chi vorrebbe osteggiarmi...
A me decidere per cosa combattere e sentirmi la sola che riesca a sopravvivere nel caos più totale! in questa confusione in voglio potermi rigirare e trovare pace, come alla deriva dopo tanta sofferenza... E' questo il bisogno più grande forse, saper di potermi abbandonare tra le braccia di un sentimento che ho respinto a lungo, lasciandomi coccolare da tutti i respiri del mondo, che in me si rinchiudono. Faccio spazio al futuro che pretendo... e attendo con impazienza di rivivere l'emozione di ogni parola... Voglio concedermi l'ineffabile, l'indispensabile capacità di ammirare l'infinito, per rassicurarmi su come si possa guarire da qualsiasi male esistenziale con l'amore, quello reale, che trabocca gli esiti della formazione di ciascuna coscienza. Ogni essere umano ha il diritto di ricercare la gioia di sentirsi realizzato... ognuno ha il dovere di rincorrere il suo peggior incubo per sconfiggere le paure che lo perseguitano...

mercoledì 26 gennaio 2011

26 GENNAIO 2011: I PENSIERI DEL GIORNO... ANCORA SENZA REGOLE!


Ci si ritrova improvvisamente e paurosamente nel turbinio dell'uragano, che sconvolge le nostre vite senza un vero preavviso, se non leggere folate di vento asciutto che lasciano presagire a pochi quanto accadrà... Ci imbattiamo quotidianamente in oceani di silenzi imposti, rifiuti razionali, censure dei nostri stessi sogni... echi purtroppo remoti quando il vortice della vita ci assale e lascia dietro di sé solo quanto resta delle certezze che con tanta cura ci siamo negli anni costruiti con eccellente diligenza.
Cosa accade quando abbandoniamo il suolo, perché sospinti verso l'alto pronto ad abbracciarci minaccioso?? Il tornado distrugge il vecchio per lasciar spazio a nuovi splendori ed ogni disperazione ci introduce alla rinascita della vita, sempre desiderosa di nuovi stimoli. E' così quindi che dovremmo immaginare i nostri giorni, l'avventura quotidiana, che evita di suggerirci sin dall'alba se sarà una semplice pioggia o un'acquazzone quello che bagnerà i nostri capi... bisognerebbe imparare a respirare l'emozione che ci circonda in ogni momento, per viverne l'essenziale leggiadria che all'anima riesce a dare... sarebbe giusto riuscire a comprendere quanto importanti siano gli attimi che questa Terra ci concede per esser felici, per poter obbligare la mente ad accettare ogni dono che ci proviene da chi ci ama, senza l'ansia di un rimborso.
Abbandonare le paure... tralasciare il timore di non sentirsi più soli... è la sfida più grande! Effettivamente, gestire da sé la propria esistenza richiede impegno, equilibrio, autosufficienza... riconoscersi in due spaventa... Spaventa il cuore, spesso talmente indurito dalla sofferenza, che stenta a riconoscere l'amore... Spaventa la mente, ormai consona agli oscuri sorrisi della triste malinconia dei tempi andati, prigionieri di cattive esperienze...
Ci vuol coraggio per ridefinirsi! Necessitiamo di forza per credere che il sogno possa sprigionare la luce abbagliante che acceca le nostre orbite, per riportarci liddove ogni colore ha una frequenza nuova e cangiante, perché frutto di passioni condivise...
Il viaggio è lungo e le intemperie a volte paiono sommergere la volontà di cambiare, ma se tratteniamo saldamente il timone, ogni tempesta ci avrà insegnato come vincerla... ogni caduta, in fondo è la sfida per risollevare il capo, non bisogna dimenticarlo... Un capo questa volta non sofferente o affranto, ma speranzoso, perché consapevole che la traversata, questa volta, non è solitaria!

venerdì 14 gennaio 2011

14 GENNAIO 2011: ASSALTI!


Torno qui, nel luogo dei mille disagi e delle ancor più numerose speranze di rivalsa... quel posto tutto mio, in cui animo i miei incubi rendendoli passioni reali capaci di esplodere un mondo in perenne silenzio assertivo. Mi ritraggo nella parte di me più mistica, che prega la propria risalita, rivolgendo il pensiero a se stessa, certa che tutto ci travolga per permettere all'io di ergersi sempre più forte nella tempesta... Guardarsi attorno nel buio, in attesa del tocco che indichi la salvezza... scegliere di rinnegare le passioni fugaci perchè capaci di inaridire persino i sentimenti più cocenti... e restare immobili nell'attesa di un addio sospirato all'alba di una luna malinconica.Ecco cosa provo...
La voglia più assoluta di fermare l'universo e i suoi pianeti, per vincolarne le stelle ai miei moti! Luci remote rischiarano segnali forieri di tragiche vicende andate, che hanno riportato alla superficie riflessioni sulle troppe volte in cui ho sfruttato la forza che non avevo per sopravvivere alle tensioni che decidevano di me... Ricordi, rimembranze, cattivi pensieri e sogni repressi si rincorrono in dimensioni rifiutate dalla razionale voglia di scappar via da una realtà che non soddisfa le aspettative che una donna nutre nei confronti di se stessa in primis.
Ci aspettiamo sempre troppo dalla vita, pretendiamo il massimo dalle relazioni che intrecciamo, ma non comprendiamo l'insoddisfazione che perseguita le abitudini tutte mie di sentirmi viva mentre soffro. Dimenticare quanto di negativo abita nel profondo della coscienza è la terapia per guarire il malessere che assale gli attimi di solitudine...

giovedì 6 gennaio 2011

Una di mille realtà


Miseri abbracci
isolano questo silenzio.

Timidi sorrisi
inebriano la morale.

Scorrevole danza
di un inverno che scalda
è il violento impeto
dell'amore immaginato.

Rinchiusa, stordita
muta e forzata
la claustrofobica follia
di vivere se si può...

Rifiutato, schernito
malinconico e frenetico
il bisogno mio
di morire senza me!

Se ancora...


Se nei suoi occhi
leggevo ancora dolore
era l'illusione dal buio
ad accecarmi.

Se riuscivo a sentire
la menzogna della sua vita,
dovevo fuggire l'ipocrisia
di ogni silenzio.

E quando ancora
sfioravo i suoi pensieri,
soffrivo la sua scarsa fede
in un Dio punitore.

E quando infine
ne uccisi l'ardore,
il silenzioso vizio dell'errore
si rinchiuse nell'eterno
di un addio!