Adorata pace, attuale quanto solitaria, che mi culla con il tepore di questa nuova primavera. Un altro anno è trascorso e la seconda primavera romana mi insegna a scrutare il raggio di sole che ha vinto il cupo grigio di questo cielo.
Non poetizziamo in questa sede, ma osserviamo quanto mi sta accanto, che esiste ignorato dagli attimi di frenesia che si succedono compulsivi. La metropolitana sempre affamata di sguardi e reduce di incontri più o meno fortuiti è la loggia da cui la vita si gusta al meglio, nonché il luogo dell'io che si abbandona a se stesso, riducendo le difese che proteggono da imbarazzo e delusione.
Ciascun viaggio diviene la meta di un sapere che si rinnova e chiede ascolto... e nel mentre continuo a chiedermi chi è il reale protagonista del giorno. I miei occhi si incollano alle pagine che lei ha scritto e con difficoltà richiudo quel libro per riporlo una borsa, la mia, in espansione continua. Si dilata, come la mia inventiva, decisamente dentro il mondo parallelo descritto rigo per rigo... mi lascio rapire dalle suggestioni che prendono forma e animano emozioni impensate. Lei ha scritto divinamente ed io ne sono consapevole, nonché sua discepola.
La letteratura è il vezzo dell'intelletto e la cura per il morbo dell'incapacità di produrre. Mi rifugio nel fantasioso mondo che adoro creare quando il reale giunge a farmi pena... e se inciampo nelle faccende che involvono al contrario, faccio forza sulla volontà di agire.
Che gran potere la volontà!
Riscopro la forza del desiderio, l'impulso di una preghiera che oltrepassa il limite del tempo per incidersi sulla lastra gelida del destino. Destino infame, destino accogliente, che spalanca le braccia all'errore della troppa sicurezza e rifiuta l'onta del perdono, incarcerato in ciechi vicoli.
Vibro al sapore di quanto vorrei e chiedo la felicità per esistere davvero e anelo me stessa.
Mitomane, superba e altezzosa, mi sollevo oggi per affermare il fiato corto del bacio che toglie il respiro, mentre le mani vagano alla ricerca di un corpo che sa esserci.
Mi stringo all'anima di chi amo... e sento il fluire del suo caldo dentro me, pronta ad accettare il dispiacere del poi e pienamente consapevole di tutto.
Vivo sospesa, tra cielo e mare, equilibrando il volo irrequieto che mal riesco a tenere a bada, soprattutto se la tavola dorata su cui aleggio viaggia più veloce del sogno.
Ma naufragando verso terra sbircio l'orizzonte e ancora non riesco a definire il progetto.



