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domenica 26 dicembre 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 26 DICEMBRE 2010... QUESTO DESIDERO!


A metà tra cielo e terra e questa voglia incredibile di saltar via, allontanandomi dalla mortalità dei sentimenti, caduci in una realtà di infinita follia... Mi sollevo tra quanti distolgono lo sguardo dal proprio vuoto... per riempire se stessi della santità che non appartiene loro da sempre... Un altro Natale, un altro giorno di festa, insopportabilmente sereno di falsità bugiarde che tranquillizzano gli animi di quanti preferiscono una illusa verità. Ognuno ha il proprio bagaglio da raccontare, a cui sopravvivere, senza permettere ad alcunchè di distruggere quanto di puro può nascere in un cuore che ancora crede nel bisogno di amare. Rinchiudersi nell'attimo che sfugge alla razionale spiegazione di come si possa sentire nostalgia di qualcosa che non è mai appartenuto davvero alla propria anima distrugge la mente. Il riparo dalla sofferenza dove risiede se non nello scudo della memoria, che oppone con gran forza la propria resistenza al passato intrigante che prova di continuo a condizionare un presente da assaporare? Intingere il sogno nella miseria dell'umano sentimentalismo insegna a ripararsi dagli attacchi di chi crede esclusivamente negli interessi che lo coinvolgono... E se guardare il rosso di un cielo che ridisegna forme in un'anima silenziosa significa continuare a guardare il desiderio di immenso, il mio negarmi ancora alla stabilità che pretende di trascinarmi verso rive sconosciute è la risposta alla verità che mi vorrebbe partecipe di qualcosa non mia.
Scelgo sempre e ancora di costruire la parte di me che manca alla completezza, per salvaguardare quell'integrità che troppo detesta la menzogna...

venerdì 24 dicembre 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 24 DICEMBRE 2010... UN ALTRO NATALE


Un'altra vigilia di Natale, ancora gente sorridente e pacchettini per i doni che ciascuno aspetta di ricevere, in modo più o meno ovvio... Mormorio caotico euforico per la festa, sorrisi vivaci in mille assurde finzioni di benessere... e poi ancora abbracci sottili e strette di mano ipocrite, consapevoli di come il 25 in effetti sia ormai la formalità del tenersi compagnia. Restare coscienti di amare se stessi, in giorni come questo è impresa ardua poichè pare egoistico a troppi curarsi dei propri interessi, tralasciando chi ci circonda. La mia riflessione oggi si concentra sul bisogno che si avverte di sentirsi soli anche quando gli altri non posson rinunciare alla compagnia altrui. Sorridere alla propria anima non isola da un mondo che rifiuta di amare la diversità, ma rende indipendenti dalla schiavitù delle relazioni. Accapigliarsi in vane discussioni sulla vittoria di uno stupido buonismo danneggia la santità di momenti sacri che in solitudine vagheggiano in confuse consapevolezze. Sfiorarsi i cuori per sentire il brivido di vibrare all'unisono aspettando che il giorno della redenzione giunga per liberare le emozioni prigioniere della ragionevole mente, che continua a privarsi dell'istinto. Cedere all'impulso di sentirsi vivi e donarsi a chi desidera la nostra felicità spaventa chi crede che restare ancorati a pavimenti liquidi e scivolosi sia la migliore forma di difesa dal dolore. La sofferenza ripugna i sentori di serenità e lascia il passo a quanti illudono l'esistenza di felicità improbabili. In un mondo sfuggente, rincorriamo l'assoluto contatto con l'accecante luce di un sole che muore... E percorriamo percorsi infiniti, cercando l'altro da noi, quello che si diverte nascondendosi alla vista che affannosamente guarda in ogni dove...
Un Natale, l'ennesimo, che vivo con chi riesce ad amarmi come voglio, come posso sentire... Un altro Natale che trascorro con una me che vuole ancora sentirsi unica su questa terra... Ancora e ancora... me e solo me!

martedì 21 dicembre 2010

Pronta per il volo...?


E ancora il volo,
rapido e solo mio
nel passato mai remoto,
razionale scelta di un addio.

Spoglie memorie
svuotano già l'anima,
pronta al nuovo...

Caotico deserto
nel magma di oggi,
ancora giorno di solitudini,
abbandonate a una vita
scelta per patire
gli altrui eventi
volontariamente sentiti
per gioire in silenzio.

lunedì 20 dicembre 2010

Sbagliare...




Indelebile macchia
purifica la storia,
ma ancora vivrai
nell'oscuro male suo.

Furia cieca
quieta l'attimo,
ma ancora riderai
nell'illusa realtà tua.

Silenzi eterni
fracassano l'animo,
ma ancora tu scegli
il gusto del teatrino.

Assurde forze
smuovono le coscienze...
ignara e volontaria.
ferita e sofferente,
pura razionalità
contrastano il male.

Ma tu scegli
debole compagna
il rimpianto del futuro...
E l'augurio mio
ti spetta onorevole
per il consapevole errore tuo!

Il mio viaggio...


Viaggiare in fantastiche mete
conosciute sognando
nell'incubo del passato.

Vivere in affanno
per i mali umani
che inciampano i curvi passi.

E fingere serenità
per il giorno di domani,
che sorprenderà le speranze mie.

martedì 14 dicembre 2010

14 DICEMBRE 2010: I PENRIERI DEL GIORNO... SOLITUDINI SEMPRE IN LIBERTA'!


Delirante follia di notti insonni e senza cielo, rigettata dalla volontà pura di restar desta all'avventura di notti da evitare, sonni rigeneratori che uccidono il sogno di felicità memorabili, illusioni sepolte di parallele esistenze ormai troppo disdicevoli... Il velo del passato, sciolto alla fredda imposizione di un bene superiore, non cela ancora la vergogna, che si è dissolta in quel battito d'ali della falena cieca alla luna che le nega la guida... e mentre l'ultima lucciola ha spento la sua stella notturna, chiudo le porte all'ennesimo giorno dell'identico ardore che mi brucia dentro. Soffoco la folata di vento che mi sconvolge i pensieri assurdi, vivi in quell'angolo che vige attento alla dimenticanza... Non si può cancellare una vita, non si rimarcano anni segnati da mali vinti, ormai tacite accuse di un'esistenza sbagliata insita in trascorsi non del tutto andati. Il passato sopravvive al ricordo, superando la barriera che si erge a difesa di un sè che rfiuta la sofferenza... La disperazione gioca ancora con la tragica sensazione di dubbioso fallimento che alla mente presenta mille interrogativi... E ci si convince così dell'ineguagliabile magnificenza della solitudine, unica vera fonte dalla quale attingere l'impeto dell'amor di sè.
Un altro Natale è alle porte e ancora scavalcherà i limiti delle mie barricate, che mi proteggono l'anima da chi mi circonda... riuscirà di nuovo a svuotare quanto resta di vane covinzioni di benessere? Un altro anno si conclude, con la triste amarezza di come i rapporti siano destinati ad implodere per la mancanza di un senso che in troppi si ostinano ad assegnare all'inspiegabile follia del quotidiano... Esplodono famiglie, costrette al silenzio da una società che vitupera chi continua a credere nel sogno, insultando l'ingenuità di chi conserva l'inaudita purezza originaria del bimbo che nega la propria crescita. Ogni essenza ridotta al silenzio dovrebbe oggi gridare a gran voce quanto desideri sentirsi ascoltata, perchè solo nell'accoglienza dell'altro su matura alla consapevolezza del sè. Ma davvero desideriamo conoscere noi stessi? O preferiamo nascondere le paure e le insicurezze a noi stessi per convincerci di quanto sia impossibile smettere di amarci? Un amore vero, disinteressato ed eccelso deve oggiimpossessarsi della mia mente, affinchè trascini via le scorie che inciampano la corrente fresca di un presente impigliato ancora alle reti di quanto ormai non vuol legare più...
La libertà spaventa chi è incapace di apprezzare il suo stesso valore, perchè è l'assoluto vuoto il cui fascino risiede proprio nell'incanto del bagliore assoluto di cosa si possa ancora fare per riempirsi la vita...
Perchè allora non abbracciare la malinconica via del ritrovarsi ad immaginare ancora un sogno per gli attimi che verranno?

domenica 12 dicembre 2010

12 DICEMBRE 2010: I SOGNI CREATORI DI ILLUSIONI PROPOSITIVE...


Una notte particolare, questa, in cui ogni malinconia affiora alla mente in secondari istanti dimenticati di vita... Quando si sente di aver superato le oscure presenze del passato, esse tornano a dilagare il sonno riparatore di stanchi giorni affannosi.
Un risveglio brusco stamane, da un viaggio a ritroso e troppo rapido in un passato alternativo, per raggiungere un futuro ipotetico diverso dalle tanto sospirate attese! Ritrovarsi in quella casa, quasi per sbaglio, riconoscere mio padre in un sorriso felice di vedere quella figlia lontana da un anno e il mio sì, alla richiesta di incontrare la madre che a lungo mi ha spaventata. E ancora l'accarezzare nuovamente l'illusione di una famiglia davvero troppo distante ormai dalla realtà che vivo... e rivedere chi ha ferito il mio futuro, che è nato alla nuova esistenza stravolta dal sentimento folle e osceno che l'amore rappresenta: questo l'inizio del mio percorso notturno, che ha destato in me quel malessere scacciato con forza. Toccare con la mente la prospettiva della cattiveria umana che incarna la passione rabbiosa della rivalsa, per riuscire a superare quelle barriere costrittive necessarie alla protezione di un cuore ormai troppo stanco. Paura e certezza di un vuoto ricercato sono le sensazioni ricorrenti che emergono se la soglia di attenzione abbandona la consapevolezza.
Illusione e speranza è quanto sento in un futuro che ancora deve mostrare i suoi input, per lasciarmi almeno intendere cosa sarà delle convinzioni stupide che han fatto breccia nel volere sedimentato in me. Abbandonare ogni pensiero sarebbe la soluzione, temo, per darmi alla nuova vita: ed ancora il sogno della notte appena trascorsa! Un matrimonio sbagliato, di cui l'errore è noto a monte, ma interessato a fingere serenità inesistenti, che celano sofferenze inaudite... Così mi tormento l'anima sulla giustizia di un mondo in cui si finge lealtà e castità intellettuale, a fronte di menzogne propinate di continuo a se stessi in primis... Quando la verità vincerà la bugia? Quando la forza dell'indipendenza sconfiggerà la schiavitù di gioghi che ci incatenano in rapporti vacui di sentimento e fedeltà?
Quanto si può giocare con la vita? E' ammissibile continuare a dedicarsi a chi è malato di quella menzogna che uccide il cuore?
Questi oggi gli interrogativi che affliggono la mente di una donna che riflette decisamente troppo su quanto guarda attorno a sè, che si incide sulla propria pelle, in modo del tutto indelebile|

venerdì 3 dicembre 2010

3 DICEMBRE 2010: CONTINUE RIVELAZIONI DEL ME...


Proseguire il percorso di una vita spesso è la scelta più giusta, perchè non la si decide, ma è ciò che gli altri ci richiedono... Stravolgere un'esistenza è quanto di più difficile possa accadere a chi non ha mai immaginato l'inconvenzionale realizzarsi nei propri giorni, perchè alcuni 'inconvenienti' capitano solo agli altri, in universi talmente solitari, da apparire remotissimi da noi. Spesso accade, in modo del tutto inconsapevole, invece, di incarnare l'incubo inimmaginabile, che nessuno vorrebbe vivere, perchè spaventoso anche alla sola idea... Rischioso raccogliere i cocci di progetti sfumati e dolori profondi che segnano la propria coscienza, sicura dei suoi limiti. Vivere è davvero il lancio nel vuoto capace di emozionare la piattezza di una routine nota? Sopravvivere allora sarebbe quel trascinarsi situazioni di pacata tranquillità priva di nostalgie per amori ormai andati... ma davvero si può serrare la porta a chi nel passato ha reso la nostra vita degna di esser definita tale?
Rifletto oggi sul significato della vita e su come ci si possa illudere di un'esistenza felice se ci sforziamo di goderne in modo talmente univoco, da spaventare la coscienza se si sofferma a pensare ai fallimenti umani.
Dicono che la vita sia un dono prezioso e che la si debba proteggere, custodendola da chi vorrebbe ferirci per il solo gusto di capire come si soffre... Dicono che la vita sia il modo che l'uomo ha per tramandare di sè il ricordo, in memorie senza tempo... Dicono che la vita sia la testimonianza dell'amore di un Essere superiore, che desidera il nostro bene al di sopra di ogni interesse...
Si parla della vita da millenni, filosofi si sono interrogati sull'origine dell'esistenza, ma nessuno ha mai domandato, neanche a se stesso, se effettivamente questo sia un regalo sempre ben accetto e desiderato! Alterniamo fasi su questa terra, cicli di dolori e solitudini, enormi felicità che durano attimi, ma il cui ricordo si imprime nella mente per sempre... Parliamo del bisogno tutto umano di sentirsi amati, riducendo spesso il concetto stesso del sentimento alla biunivocità della prerogativa 'coppia'... Ma nessuno si chiede se l'amore di cui il mondo ci ripaga possa bastare a realizzare la felicità più pura che si possa desiderare... Dimenticare gli egoismi di chi crede di vincere con la cattiveria che gli appartiene la purezza di cuori che ancora sperano... Tralasciare le lotte intestine per superare la competizione, che pare renda la vita interessante, pur costringendo a schiacciare il debole... Porre un velo d'oblìo liddove la mente inciampa nelle miserie di un cuore che non ha ancora imparato a sacrificare l'attimo per l'eterno... Resistere alla tentazione di lasciarsi fluire nella corrente più impetuosa è davvero arduo, ma restare sulla riva a volte diviene la salvezza da mali dell'anima che, incurabili, distruggono la coscienza in vortici bui e senza senso...
Nella magmaticità del quotidiano, sedersi ad ammirare le sagome di chi ci circonda affannarsi per sentirsi felici aiuta a comprendere che tutta quella fatica è davvero sprecata, soprattutto se ci si rende consapevoli della fugacità delle gioie che possiamo conoscere!
Coscienti di tutto questo, perchè continuare ad ammaliarsi con l'illusione di felicità impossibili? ... Impossibili perchè troppo brevi sono le sensazioni che l'uomo può davvero sentire... troppo brevi per poterlo convincere di aver raggiunto uno stato di vera grazia!
Sia chiaro che la sottoscritta non guarda al mondo con occhi velati di pessimismo nero, ma semplicemente con l'autorevolezza che si arroga di aver conosciuto e sperimentato il genere umano!