
Delirante follia di notti insonni e senza cielo, rigettata dalla volontà pura di restar desta all'avventura di notti da evitare, sonni rigeneratori che uccidono il sogno di felicità memorabili, illusioni sepolte di parallele esistenze ormai troppo disdicevoli... Il velo del passato, sciolto alla fredda imposizione di un bene superiore, non cela ancora la vergogna, che si è dissolta in quel battito d'ali della falena cieca alla luna che le nega la guida... e mentre l'ultima lucciola ha spento la sua stella notturna, chiudo le porte all'ennesimo giorno dell'identico ardore che mi brucia dentro. Soffoco la folata di vento che mi sconvolge i pensieri assurdi, vivi in quell'angolo che vige attento alla dimenticanza... Non si può cancellare una vita, non si rimarcano anni segnati da mali vinti, ormai tacite accuse di un'esistenza sbagliata insita in trascorsi non del tutto andati. Il passato sopravvive al ricordo, superando la barriera che si erge a difesa di un sè che rfiuta la sofferenza... La disperazione gioca ancora con la tragica sensazione di dubbioso fallimento che alla mente presenta mille interrogativi... E ci si convince così dell'ineguagliabile magnificenza della solitudine, unica vera fonte dalla quale attingere l'impeto dell'amor di sè.
Un altro Natale è alle porte e ancora scavalcherà i limiti delle mie barricate, che mi proteggono l'anima da chi mi circonda... riuscirà di nuovo a svuotare quanto resta di vane covinzioni di benessere? Un altro anno si conclude, con la triste amarezza di come i rapporti siano destinati ad implodere per la mancanza di un senso che in troppi si ostinano ad assegnare all'inspiegabile follia del quotidiano... Esplodono famiglie, costrette al silenzio da una società che vitupera chi continua a credere nel sogno, insultando l'ingenuità di chi conserva l'inaudita purezza originaria del bimbo che nega la propria crescita. Ogni essenza ridotta al silenzio dovrebbe oggi gridare a gran voce quanto desideri sentirsi ascoltata, perchè solo nell'accoglienza dell'altro su matura alla consapevolezza del sè. Ma davvero desideriamo conoscere noi stessi? O preferiamo nascondere le paure e le insicurezze a noi stessi per convincerci di quanto sia impossibile smettere di amarci? Un amore vero, disinteressato ed eccelso deve oggiimpossessarsi della mia mente, affinchè trascini via le scorie che inciampano la corrente fresca di un presente impigliato ancora alle reti di quanto ormai non vuol legare più...
La libertà spaventa chi è incapace di apprezzare il suo stesso valore, perchè è l'assoluto vuoto il cui fascino risiede proprio nell'incanto del bagliore assoluto di cosa si possa ancora fare per riempirsi la vita...
Perchè allora non abbracciare la malinconica via del ritrovarsi ad immaginare ancora un sogno per gli attimi che verranno?

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