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venerdì 31 gennaio 2014

31 GENNAIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Oggi meglio

Ringraziamo il Cielo per questa pioggia che, incessantemente, sta venendo giù a pulire il mio malumore.

Ebbene sì, lo ammetto, ho peccato molto. Ho desiderato che le mie sventure non fossero solo mie... ma è davvero un gran male questo?

Mi rifugio in fantasie e illusioni di realtà parallele e diverse, nelle quali io domino la mia stessa irrazionalità e riesco ad essere consapevole. Apro gli occhi e riguardo un plico che mi costa molto, in preoccupazione.

Oggi sto meglio, decisamente.

Oggi interagisco con l'ufficio, ho smesso di rintanarmi nella mia musica, sono quasi pronta a indossare la maschera della serenità, dirigendo tutti i pensieri ai bellissimi fiori che colorano in primavera i prati più verdi.
Wow!
Penso alle rondini che torneranno dai Paesi caldi per vivere una nuova estate qui da noi e alle donne che diventeranno mamme a breve. Guardo il cielo azzurrissimo (nei miei sogni è così) e il sole oggi può solo accecarmi.
Ecco cosa serve, l'accecamento.

Cieca eviterei di rileggere un bollettino poco piacevole e smetterei di guardarmi allo specchio alla ricerca dei segni del tempo... smetterei di essere critica e cinica, fino agli eccessi, nei confronti di me stessa e forse inizierei a guardare diversamente il reale.

Ma che cosa devo fare? Ecco la domanda del giorno... La risposta? REAGIRE!

Lo devo a chi mi sta accanto e crede che io sia una donna forte e continua ad infondermi fiducia nella mia capacità di affrontare le vicissitudini molteplici che si prospettano all'orizzonte.
Lo devo alla nuova vita, che ha bisogno di esempi per imparare ad essere una persona migliore.
Lo devo a chi ora crede che si possa amare, sentendosi amato a sua volta. A chi ha capito che esiste molto più dell'attrazione fisica tra due esseri pensanti. A chi ha inteso che si possono superare le distanze mentali quando l'intesa arriva a toccarti l'anima.

Al momento, non riesco a pensare a me che sbatto i pugni sul tavolo e tengo duro, perché mi manca letteralmente la forza... ma posso assorbire quella di chi riesce ad amarmi, come può.

Sogno da sveglia e riesco a sorridere, oggi più di ieri.
Devo distrarmi e pensare ai miei progetti per il futuro ed essere sorridente. Sempre e comunque.



giovedì 30 gennaio 2014

30 GENNAIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Ciclicamente Liberi di!


Oggi va come tempo e clima imperante sulla nostra bella Roma.
Piove su ogni sguardo ottimista, soffia scirocco a spazzar via la spensieratezza, mentre il grigio neve si impossessa dei miei occhi da gitana convinta.


Le catene che porto tintinnano rumorose, proprio adesso che dovrei sentirmi leggera. Mi isolo dal mondo che mi sta intorno per toccare con mano un dolore sopito da anni, ma che non ha intenzione di lasciarmi definitivamente.

Come riesco a star sveglia quando quello che ora desidero per davvero star ferma, zitta, muta per pensare alla rabbia che cresce, giorno dopo giorno?

Sono l'artefice dei miei stessi mali, questo penso ormai da anni... Sono la disgrazia che vivo ciclicamente, mentre fingo di esistere come tutti gli umani che mi sfiorano in metro.

Mente aperta, va bene.
Non fasciamoci la testa prima che sia realmente necessario.
Non devo, assolutamente, girare le mie pellicole da Oscar: devo prendere tempo e riflettere... sugli altri, sarebbe meglio.

Ascolto tutta la musica che può distrarmi e ascolto le mie paure di bambina che tornano a tenermi compagnia. Non mi permettono di godere della musica, come vorrei.

Siamo ciclici, certo. Ciclici nella vita, nelle esperienze, per le gioie e per ciascun dolore. 

Si sfugge alla morte ogni giorno, verissimo, svegliandoci al mattino dopo il sonno che ci ha trascinato alla scoperta degli angoli reconditi di Noi... E' vero che tornare a casa, la sera, significa anche aver resistito alle intemperie del quotidiano e aver dimostrato, a se stessi, di avere la forza necessaria a lottare contro tutto.

Ma adesso, che dovrei definire i punti saldi della mia vita... mi chiedo per quanto ancora.

I tempi trascorsi mi hanno resa spavalda e resistente, ma non ancora per davvero combattiva. Sono ripiombata tra i rovi che già 7 anni fa mi hanno raschiato l'esistenza, lacerando profondamente la mia serenità. Ho distrutto ogni certezza, mi sono gettata a capofitto in quello che era il mio presente, succube di eventi più grandi di me, verso un percorso obbligato, che non ho avuto la facoltà di determinare in alcun modo.

Ho conosciuto la sofferenza, il dolore, la speranza... Ho urlato contro il mio destino, sbraitando di quanto non giusto fosse tutto quanto, proprio mentre credevo di aver raggiunto un equilibrio talmente statico da rasentare l'apatia.

Ho provato a risollevarmi, cambiando tutto quello che mi stava accanto, cambiando me stessa persino, alla volta di un nuovo che dovevo impormi per resuscitare. 
La morte non è soltanto fisica. Molto spesso si muore anche sentendo la distanza dal reale, nel quale non ci si riconosce più all'improvviso. Si muore quando la voglia di aprire gli occhi alla depressione che ci tormenta ha lasciato spazio al bisogno di sentire la mancanza di quanto prima scandiva ogni ora.
Oggi ripenso a quel passato che temevo fosse talmente importante da impedirmi di rinascere ancora.

E invece, come l'Araba Fenice, ho spiegato le mie ali, disintegrate, e ho ripreso il volo, verso le mete ambiziose che fino a ieri credevo di aver raggiunto.

Stamattina mi chiedevano il primo pensiero connesso alla parola 'equilibrio': 'vuoto', ho risposto.
Adesso prendo consapevolezza che 'vuoto' è in realtà la condizione mia di oggi, che devo mettere per iscritto, dedicando a me stessa questo post.

Non ci sono parole per descrivere quello che provo, perché non è comprensibile da fuori lo stato di confusione, mista a rabbia e paura che mi attanaglia.

Adesso non sono sola, certo, ma anche prima non lo ero.
Mille progetti in forse. Oggi mi sento in forse anche io... mentre a sprazi piango in silenzio, accompagnata dalle note dei miei auricolari.

La mente vibra al frastuono delle mie preoccupazioni, mentre si dimostra incapace, oggi, di avere una reazione consona a quello che accadrà.

Lui mi ha cancellata dalla sua vita, bloccando anche la possibilità che avevo di sapere che c'era.
Io non sto bene e altro non c'è da dire.


mercoledì 15 gennaio 2014

4 GENNAIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Il mio Benvenuto al nuovo anno!

Tardivo, quanto senza mezze misure, ecco il mio benvenuto ad un 2014, che mi vede sottotono sin da subito.
Sarà che le previsioni di Paolo Fox non mi hanno dato una gran fiducia, ma questi primi giorni di gennaio continuano a tirar una corda già fin troppo tesa.

Il primo giorno del nuovo anno ho ripensato ai 365 appena trascorsi: ansie e tanti sorrisi quanti risentimenti hanno rivissuto tra i miei pensieri, lasciandomi silenziosa spettatrice di azioni che inverosimilmente mi sono appartenute.
Arrivo e partenza: questi i momenti clou del mio 2013. Infinita gioia e speranza confusa.

Ho riflettuto a lungo sul senso di un regalo che ha mi fatto brillare gli occhi e ho gioito per la fine di un percorso che si è trascinato a lungo.

E ora? Forse adesso attendo il verdetto finale? E da chi se non da me stessa?
Mollo la presa sul presente, elevando la vita ad assioma e rivivo la passione travolgente di un letto che mi appartiene profondamente... sento il sussurrare delizioso di ciascuna parola d'amore... e riempio gli istanti di ricordi indelebili.

E come non stupirmi quando questo flashback di emozioni tutti i giorni prende forma nuova?
Nuovi odori, sconosciute sensazioni e voci fioche, mentre l'abbraccio si fa sempre più forte e importante e travolgente. Davvero siamo tenuti a pagare per i silenzi che, soli, sanno urlare la nostra angoscia?

Tutti i giorni riprendo coscienza di essere al mondo, quasi viva, attivo la mente e decido cosa indossare. Prendo un treno puntualmente zeppo di gente indaffarata a far conoscere a chiunque la sua storia.
Mi infilo nella metro maleodorante e raggiungo la mia postazione in ufficio.
Mi scrivono, lavoro, rispondo alle mail compiacendo l'interlocutore.
Pranzo senza strafare e mi convinco che ogni sacrificio, prima o poi, sarà premiato (probabilmente nella prossima vita).
E poi chiudo il mio pc e ripeto le azioni del mattino fino al ritorno a casa, quando il profumo che mi appartiene entra in circolo dopo aver varcato l'uscio e ritrovo l'unione con me stessa, quella vera.

Chiudo gli occhi e sogno una vita reale, capace di soddisfare ogni attuale mancanza... e vedo loro con me, essere felici e senza più timori.
E poi sogno, sogno ancora.

Sogno un 2014 ricco, di speranze, rinascite, nuovi abbracci.
Sogno un 2014 migliore dello scorso anno, che riesca a farmi sentire stabile, in tutti i sensi.