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domenica 26 dicembre 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 26 DICEMBRE 2010... QUESTO DESIDERO!


A metà tra cielo e terra e questa voglia incredibile di saltar via, allontanandomi dalla mortalità dei sentimenti, caduci in una realtà di infinita follia... Mi sollevo tra quanti distolgono lo sguardo dal proprio vuoto... per riempire se stessi della santità che non appartiene loro da sempre... Un altro Natale, un altro giorno di festa, insopportabilmente sereno di falsità bugiarde che tranquillizzano gli animi di quanti preferiscono una illusa verità. Ognuno ha il proprio bagaglio da raccontare, a cui sopravvivere, senza permettere ad alcunchè di distruggere quanto di puro può nascere in un cuore che ancora crede nel bisogno di amare. Rinchiudersi nell'attimo che sfugge alla razionale spiegazione di come si possa sentire nostalgia di qualcosa che non è mai appartenuto davvero alla propria anima distrugge la mente. Il riparo dalla sofferenza dove risiede se non nello scudo della memoria, che oppone con gran forza la propria resistenza al passato intrigante che prova di continuo a condizionare un presente da assaporare? Intingere il sogno nella miseria dell'umano sentimentalismo insegna a ripararsi dagli attacchi di chi crede esclusivamente negli interessi che lo coinvolgono... E se guardare il rosso di un cielo che ridisegna forme in un'anima silenziosa significa continuare a guardare il desiderio di immenso, il mio negarmi ancora alla stabilità che pretende di trascinarmi verso rive sconosciute è la risposta alla verità che mi vorrebbe partecipe di qualcosa non mia.
Scelgo sempre e ancora di costruire la parte di me che manca alla completezza, per salvaguardare quell'integrità che troppo detesta la menzogna...

venerdì 24 dicembre 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 24 DICEMBRE 2010... UN ALTRO NATALE


Un'altra vigilia di Natale, ancora gente sorridente e pacchettini per i doni che ciascuno aspetta di ricevere, in modo più o meno ovvio... Mormorio caotico euforico per la festa, sorrisi vivaci in mille assurde finzioni di benessere... e poi ancora abbracci sottili e strette di mano ipocrite, consapevoli di come il 25 in effetti sia ormai la formalità del tenersi compagnia. Restare coscienti di amare se stessi, in giorni come questo è impresa ardua poichè pare egoistico a troppi curarsi dei propri interessi, tralasciando chi ci circonda. La mia riflessione oggi si concentra sul bisogno che si avverte di sentirsi soli anche quando gli altri non posson rinunciare alla compagnia altrui. Sorridere alla propria anima non isola da un mondo che rifiuta di amare la diversità, ma rende indipendenti dalla schiavitù delle relazioni. Accapigliarsi in vane discussioni sulla vittoria di uno stupido buonismo danneggia la santità di momenti sacri che in solitudine vagheggiano in confuse consapevolezze. Sfiorarsi i cuori per sentire il brivido di vibrare all'unisono aspettando che il giorno della redenzione giunga per liberare le emozioni prigioniere della ragionevole mente, che continua a privarsi dell'istinto. Cedere all'impulso di sentirsi vivi e donarsi a chi desidera la nostra felicità spaventa chi crede che restare ancorati a pavimenti liquidi e scivolosi sia la migliore forma di difesa dal dolore. La sofferenza ripugna i sentori di serenità e lascia il passo a quanti illudono l'esistenza di felicità improbabili. In un mondo sfuggente, rincorriamo l'assoluto contatto con l'accecante luce di un sole che muore... E percorriamo percorsi infiniti, cercando l'altro da noi, quello che si diverte nascondendosi alla vista che affannosamente guarda in ogni dove...
Un Natale, l'ennesimo, che vivo con chi riesce ad amarmi come voglio, come posso sentire... Un altro Natale che trascorro con una me che vuole ancora sentirsi unica su questa terra... Ancora e ancora... me e solo me!

martedì 21 dicembre 2010

Pronta per il volo...?


E ancora il volo,
rapido e solo mio
nel passato mai remoto,
razionale scelta di un addio.

Spoglie memorie
svuotano già l'anima,
pronta al nuovo...

Caotico deserto
nel magma di oggi,
ancora giorno di solitudini,
abbandonate a una vita
scelta per patire
gli altrui eventi
volontariamente sentiti
per gioire in silenzio.

lunedì 20 dicembre 2010

Sbagliare...




Indelebile macchia
purifica la storia,
ma ancora vivrai
nell'oscuro male suo.

Furia cieca
quieta l'attimo,
ma ancora riderai
nell'illusa realtà tua.

Silenzi eterni
fracassano l'animo,
ma ancora tu scegli
il gusto del teatrino.

Assurde forze
smuovono le coscienze...
ignara e volontaria.
ferita e sofferente,
pura razionalità
contrastano il male.

Ma tu scegli
debole compagna
il rimpianto del futuro...
E l'augurio mio
ti spetta onorevole
per il consapevole errore tuo!

Il mio viaggio...


Viaggiare in fantastiche mete
conosciute sognando
nell'incubo del passato.

Vivere in affanno
per i mali umani
che inciampano i curvi passi.

E fingere serenità
per il giorno di domani,
che sorprenderà le speranze mie.

martedì 14 dicembre 2010

14 DICEMBRE 2010: I PENRIERI DEL GIORNO... SOLITUDINI SEMPRE IN LIBERTA'!


Delirante follia di notti insonni e senza cielo, rigettata dalla volontà pura di restar desta all'avventura di notti da evitare, sonni rigeneratori che uccidono il sogno di felicità memorabili, illusioni sepolte di parallele esistenze ormai troppo disdicevoli... Il velo del passato, sciolto alla fredda imposizione di un bene superiore, non cela ancora la vergogna, che si è dissolta in quel battito d'ali della falena cieca alla luna che le nega la guida... e mentre l'ultima lucciola ha spento la sua stella notturna, chiudo le porte all'ennesimo giorno dell'identico ardore che mi brucia dentro. Soffoco la folata di vento che mi sconvolge i pensieri assurdi, vivi in quell'angolo che vige attento alla dimenticanza... Non si può cancellare una vita, non si rimarcano anni segnati da mali vinti, ormai tacite accuse di un'esistenza sbagliata insita in trascorsi non del tutto andati. Il passato sopravvive al ricordo, superando la barriera che si erge a difesa di un sè che rfiuta la sofferenza... La disperazione gioca ancora con la tragica sensazione di dubbioso fallimento che alla mente presenta mille interrogativi... E ci si convince così dell'ineguagliabile magnificenza della solitudine, unica vera fonte dalla quale attingere l'impeto dell'amor di sè.
Un altro Natale è alle porte e ancora scavalcherà i limiti delle mie barricate, che mi proteggono l'anima da chi mi circonda... riuscirà di nuovo a svuotare quanto resta di vane covinzioni di benessere? Un altro anno si conclude, con la triste amarezza di come i rapporti siano destinati ad implodere per la mancanza di un senso che in troppi si ostinano ad assegnare all'inspiegabile follia del quotidiano... Esplodono famiglie, costrette al silenzio da una società che vitupera chi continua a credere nel sogno, insultando l'ingenuità di chi conserva l'inaudita purezza originaria del bimbo che nega la propria crescita. Ogni essenza ridotta al silenzio dovrebbe oggi gridare a gran voce quanto desideri sentirsi ascoltata, perchè solo nell'accoglienza dell'altro su matura alla consapevolezza del sè. Ma davvero desideriamo conoscere noi stessi? O preferiamo nascondere le paure e le insicurezze a noi stessi per convincerci di quanto sia impossibile smettere di amarci? Un amore vero, disinteressato ed eccelso deve oggiimpossessarsi della mia mente, affinchè trascini via le scorie che inciampano la corrente fresca di un presente impigliato ancora alle reti di quanto ormai non vuol legare più...
La libertà spaventa chi è incapace di apprezzare il suo stesso valore, perchè è l'assoluto vuoto il cui fascino risiede proprio nell'incanto del bagliore assoluto di cosa si possa ancora fare per riempirsi la vita...
Perchè allora non abbracciare la malinconica via del ritrovarsi ad immaginare ancora un sogno per gli attimi che verranno?

domenica 12 dicembre 2010

12 DICEMBRE 2010: I SOGNI CREATORI DI ILLUSIONI PROPOSITIVE...


Una notte particolare, questa, in cui ogni malinconia affiora alla mente in secondari istanti dimenticati di vita... Quando si sente di aver superato le oscure presenze del passato, esse tornano a dilagare il sonno riparatore di stanchi giorni affannosi.
Un risveglio brusco stamane, da un viaggio a ritroso e troppo rapido in un passato alternativo, per raggiungere un futuro ipotetico diverso dalle tanto sospirate attese! Ritrovarsi in quella casa, quasi per sbaglio, riconoscere mio padre in un sorriso felice di vedere quella figlia lontana da un anno e il mio sì, alla richiesta di incontrare la madre che a lungo mi ha spaventata. E ancora l'accarezzare nuovamente l'illusione di una famiglia davvero troppo distante ormai dalla realtà che vivo... e rivedere chi ha ferito il mio futuro, che è nato alla nuova esistenza stravolta dal sentimento folle e osceno che l'amore rappresenta: questo l'inizio del mio percorso notturno, che ha destato in me quel malessere scacciato con forza. Toccare con la mente la prospettiva della cattiveria umana che incarna la passione rabbiosa della rivalsa, per riuscire a superare quelle barriere costrittive necessarie alla protezione di un cuore ormai troppo stanco. Paura e certezza di un vuoto ricercato sono le sensazioni ricorrenti che emergono se la soglia di attenzione abbandona la consapevolezza.
Illusione e speranza è quanto sento in un futuro che ancora deve mostrare i suoi input, per lasciarmi almeno intendere cosa sarà delle convinzioni stupide che han fatto breccia nel volere sedimentato in me. Abbandonare ogni pensiero sarebbe la soluzione, temo, per darmi alla nuova vita: ed ancora il sogno della notte appena trascorsa! Un matrimonio sbagliato, di cui l'errore è noto a monte, ma interessato a fingere serenità inesistenti, che celano sofferenze inaudite... Così mi tormento l'anima sulla giustizia di un mondo in cui si finge lealtà e castità intellettuale, a fronte di menzogne propinate di continuo a se stessi in primis... Quando la verità vincerà la bugia? Quando la forza dell'indipendenza sconfiggerà la schiavitù di gioghi che ci incatenano in rapporti vacui di sentimento e fedeltà?
Quanto si può giocare con la vita? E' ammissibile continuare a dedicarsi a chi è malato di quella menzogna che uccide il cuore?
Questi oggi gli interrogativi che affliggono la mente di una donna che riflette decisamente troppo su quanto guarda attorno a sè, che si incide sulla propria pelle, in modo del tutto indelebile|

venerdì 3 dicembre 2010

3 DICEMBRE 2010: CONTINUE RIVELAZIONI DEL ME...


Proseguire il percorso di una vita spesso è la scelta più giusta, perchè non la si decide, ma è ciò che gli altri ci richiedono... Stravolgere un'esistenza è quanto di più difficile possa accadere a chi non ha mai immaginato l'inconvenzionale realizzarsi nei propri giorni, perchè alcuni 'inconvenienti' capitano solo agli altri, in universi talmente solitari, da apparire remotissimi da noi. Spesso accade, in modo del tutto inconsapevole, invece, di incarnare l'incubo inimmaginabile, che nessuno vorrebbe vivere, perchè spaventoso anche alla sola idea... Rischioso raccogliere i cocci di progetti sfumati e dolori profondi che segnano la propria coscienza, sicura dei suoi limiti. Vivere è davvero il lancio nel vuoto capace di emozionare la piattezza di una routine nota? Sopravvivere allora sarebbe quel trascinarsi situazioni di pacata tranquillità priva di nostalgie per amori ormai andati... ma davvero si può serrare la porta a chi nel passato ha reso la nostra vita degna di esser definita tale?
Rifletto oggi sul significato della vita e su come ci si possa illudere di un'esistenza felice se ci sforziamo di goderne in modo talmente univoco, da spaventare la coscienza se si sofferma a pensare ai fallimenti umani.
Dicono che la vita sia un dono prezioso e che la si debba proteggere, custodendola da chi vorrebbe ferirci per il solo gusto di capire come si soffre... Dicono che la vita sia il modo che l'uomo ha per tramandare di sè il ricordo, in memorie senza tempo... Dicono che la vita sia la testimonianza dell'amore di un Essere superiore, che desidera il nostro bene al di sopra di ogni interesse...
Si parla della vita da millenni, filosofi si sono interrogati sull'origine dell'esistenza, ma nessuno ha mai domandato, neanche a se stesso, se effettivamente questo sia un regalo sempre ben accetto e desiderato! Alterniamo fasi su questa terra, cicli di dolori e solitudini, enormi felicità che durano attimi, ma il cui ricordo si imprime nella mente per sempre... Parliamo del bisogno tutto umano di sentirsi amati, riducendo spesso il concetto stesso del sentimento alla biunivocità della prerogativa 'coppia'... Ma nessuno si chiede se l'amore di cui il mondo ci ripaga possa bastare a realizzare la felicità più pura che si possa desiderare... Dimenticare gli egoismi di chi crede di vincere con la cattiveria che gli appartiene la purezza di cuori che ancora sperano... Tralasciare le lotte intestine per superare la competizione, che pare renda la vita interessante, pur costringendo a schiacciare il debole... Porre un velo d'oblìo liddove la mente inciampa nelle miserie di un cuore che non ha ancora imparato a sacrificare l'attimo per l'eterno... Resistere alla tentazione di lasciarsi fluire nella corrente più impetuosa è davvero arduo, ma restare sulla riva a volte diviene la salvezza da mali dell'anima che, incurabili, distruggono la coscienza in vortici bui e senza senso...
Nella magmaticità del quotidiano, sedersi ad ammirare le sagome di chi ci circonda affannarsi per sentirsi felici aiuta a comprendere che tutta quella fatica è davvero sprecata, soprattutto se ci si rende consapevoli della fugacità delle gioie che possiamo conoscere!
Coscienti di tutto questo, perchè continuare ad ammaliarsi con l'illusione di felicità impossibili? ... Impossibili perchè troppo brevi sono le sensazioni che l'uomo può davvero sentire... troppo brevi per poterlo convincere di aver raggiunto uno stato di vera grazia!
Sia chiaro che la sottoscritta non guarda al mondo con occhi velati di pessimismo nero, ma semplicemente con l'autorevolezza che si arroga di aver conosciuto e sperimentato il genere umano!

martedì 30 novembre 2010

IL PASSATO RECONDITO...


E celavi ancora
quel sorriso ambiguo
alla verità.

Nascosta, segreta
la nostra storia
viveva di luce propria
tra le mille domande
e pretese
che facevan di me
la tua complice
rea di amarti
solo.

E lei, ignara,
prendeva di te le gioie
e io, cosciente,
le briciole di noi.

Aspettavo ancora
e poi di nuovo
i tuoi tempi,
ma tu sceglievi lei.

Ed io so...
isolerò questo amore
nel profondo
dell'anima mia
e vivrò la mia certezza.

lunedì 29 novembre 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 29 NOVEMBRE 2010... LACRIME DI EMPATIA...


Lacrime vivide asciugano il mio volto ormai travolto dalla furia cieca dell'egoismo suo. Ritrovarsi e rinascere è l'attimo muto di inebriante gioia che precede il vero sfacelo della mente... Perdere e ancora combattere per provare a me stessa quanto adesso posso resistere alle vostre imperturbabili e aride bugie... Sterile speranza, la mia, di sfiorare l'eco assoluto della spinta vitale più profonda, che arde l'animo indomito di chi sopravvive al lutto, rafforzando l'autocoscienza, consapevole di assaporare l'amaro che il destino riserva a chiunque. La sordida stupidità di sentirsi superiori ad un nemico inesistenze si inaridisce dinanzi al dramma di una vita in frantumi, che di sè conserva ora solo un blando ricordo. Anni passati, quelli dimenticati tra le paturnie di chi teme l'isolamento... Esperienze troppo remote ormai per riempire la vuotezza di intere ore trascorse a pensare al come e al quando il cambiamento avrebbe stravolto il mio giorno. Accarezzo lenta la tua solitudine, amica mia dell'invisibile... Sarà la tua compagnia quando desidererai sentirti la sola che conosca la tua essenza, incompresa in un mondo egocentrico che imprime il suo ritmo alla vita... Ogni moto riduce il sussurro ad uno spazio che fu, colto nell'impossibile splendore di comete ormai spente, che percorrono gli infiniti universi, Ogni respiro assorda il rumore dell'ascolto completo, che accoglie la verità. Ogni sussulto isterilisce un rapporto ormai spento dal rincorrersi del quotidiano, dedicandosi lo stretto necessario per sorridere insieme... Oggi son così, triste e solitaria riflessione su quanta salvezza si possa proporre a chi non osa sporcare la sua mente anche con il solo pensiero di un fallito amore, sintomo purtroppo dell'incapacità nostra di riempire l'altro di noi...

domenica 28 novembre 2010

28 Novembre 2010: I PENSIERI DEL GIORNO... UN PATOLOGICO VIZIO!


Oggi vivo un nuovo riflesso di me, che osservo attonita dalla maschera che cela una sofferenza sedimentata ormai nell'anima che riempie il mio presente. Zittita da quanto l'assurdità umana possa ferire la sensibilità di chi non riesce ad incatenare il cuore, resto in attesa instabile di sentire come la follia dell'uomo distrugga l'equilibrio tanto ricercato... I rapporti interpersonali si fondano su una parvenza di lealtà che assicura l'affetto di famiglie ancora da formare, sulla menzogna più pura che distrutta crea abissi immani distruttivi per l'illuso protagonista della vicenda. Si arranca la quotidianità nel provare pietà per chi sogna cieli sereni, lontani dalle tempeste che nella realtà sconvolgono l'esistenza: la consapevolezza dell'annullamento ci rende abili attori di scene tragiche mediate dal vizio di chi pecca. Il traditore è sempre chi agisce per il proprio malato interesse, ignorando il rispetto per chi conosce il senso vero del sentimento. Una vittoria inerme, ogni astuta conquista diviene stasera un gradino per l'inferno, da raggiungere in vita, che condanna la malia del seduttore, scomodo nel suo ruolo di ingrato sberleffo della sincerità. Oltrepassare i limiti della correttezza spesso è davvero più semplice dell'osservanza dell'altrui persona, che ama, inconsapevole, l'errore. Il male si insinua nella relazione sempre se il vizio sostituisce la trasparenza del donare senza pretesa di ricezione di null'altro che amor non sia. Fingiamo nell'universo una felicità che non appartiena all'umanità intera, simuliamo estasi affettive nell'assenza di emozioni e rigettiamo alle volte la semplice certezza vagamente sicura che qualcuno possa amarci, solo perchè comune essere mortale.
E' la verità sostenere l'impossibilità di amare la normalità? E' davvero così remota l'ipotesi di respirare e avvicinarsi a chi appare così simile a noi?
Perchè ricerchiamo la complicità estrema delle essenze?
Probabilmente il patologico vizio di chi continua ad usare se stesso negli altri è quanto desideriamo per provare a sentire la vita nell'istante in cui essa si consuma!
La caducità dei nostri bisogni testimonia davvero la magia di come si possa impiegare il tempo nella volontà drammatica di esistere, dilaniati dall'idea di sentirsi sempre meno soli....

I PENSIERI DEL GIORNO: 28 NOVEMBRE 2010... FIERA E DECISA!


Ed è quando ci si perde che la solitudine attanaglia la mente... Luoghi oscuri, di un tetro volere malsano oltrepassano i confini dell'umana ragione, che ancora si interroga sulla verità del vivere il giorno dopo questo! L'abisso aperto ai miei piedi spalanca le sue fauci per spaventarmi con il suo orrendo odore di chiuso, che però continua ad attrarre la stupida curiosità di conoscere l'ineffabile follia della malattia dell'uomo. L'uomo comprende i propri limiti, spesso sottostimati da chi teme di riconoscersi parte del sistema funzionante dell'universo, che ci coinvolge in cicli senza fine. L'eternità stanca gli identici, estasiando la purezza per quanti apprezzano la vita reale di ogni esistente che abiti questa terra, ripetiamo di continuo una parafrasi indeterminata, che sveglia l'anima di chi è incapace di sentirsi originale in un mondo di copie indelebili del male! Il peccato circonda gli esseri spregevoli che popolano le nostre case, traendo in inganno l'amore anche più immenso che si possa sentire se in silenzio si sceglie di ascoltare il proprio cuore battere. Ogni pulsazione imprime stimoli remoti all'anima, che si aggrappa la volontà di soffrire ogni gioia quotidiana, per provare a se stessa che non è immobile: ma perchè costringersi a provare dolore per la certeza di vivere? E perchè siamo davvero così sicuri che morire per il sentimento sia nobile solo perchè sintomo di coerenza??
La virtù è divenuta certezza dell'azione e adesso si deve attendere la risposta che ciascuno, sulla propria nave, modesta o lussuosa che sia, aspetta per proseguire la missione che gli spetta. Quando ogni dubbio è fugato e sgombro di menzogne resta la certezza del sentirsi abbandonati a se stessi da chi ci ha promesso l'infinito...
La maledizione ha permesso di provare a me stessa cosa l'amore fosse... e la razionalità più soggettiva ha inteso lo shock emozionale del non sentirsi sola...
Adesso bisogna che impari che il bene che riesco a volere a me stessa supera quello altrui, perchè sempre e comunque interessato... Ma poi interessato a che cosa? Al possesso di un corpo, una mente, un'anima vittima di qualcosa che non esiste?
Mascherarsi in volti malvagi e crudamente automizzati, per ominizzare l'automazione dell'amore che ha sopito i cuori di chi ancora sperava di illudersi. Fierezza è il nome che battezza il mio presente nella miriade di granelli dorati che occupano la panoramica completa sul genere umano. L'uomo, sempre povero di empatia emozionale, trova rifugio nella santità di una donna carnefice del pianto che provoca a se stessa sperando di poter provare felicità, sbagliando anche nell'immaginarla accanto a qualcuno che non sia la sua completezza e integrità morale.
Sola è meglio!

giovedì 28 ottobre 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 28 OTTOBRE 2010... COERENTE, ORGOGLIOSA O SOLO RISPETTOSA?


Quando ci si dice basta, cosa conta di quanto resta? Conserviamo qualcosa nel cuore o chiudiamo per bene ogni angolino per rifuggire le possibilità anche remote di ricaduta?
Gli umani sono esseri complessi, ma preferiscono trincerarsi in barricate che impongono chiarezza a se stessi, quasi a voler giustificare le scelte che son costretti, prima o poi, a compiere. L'uomo è un animale sociale, si dice, ma di sociale cosa esiste per davvero se non l'istinto di conservazione che lo spinge ad esprimere il suo egoismo non appena qualcuno ne invade lo spazio privato? Credo sia giusto che ciascuno nutra il proprio ambito di solitudini, che ne viva l'intensità, gustandone, in ogni attimo l'appagamento che si ricava dal sapersi assolutamente liberi di decidere per sè! L'unico intoppo nel percorso verso la più assoluta delle libertà è la tendenza che abbiamo ad instaurare legami con gli altri! Diviene quindi problematico comprendere come sia più giusto incontrare gente, frequentarla e allontanarsene se il caso lo richiede... Proprio quando sentiamo il bisogno di troncare rapporti, fugaci o duraturi che siano, proviamo quel senso tutto particolare di imbarazzo per la scelta del comportamento che si debba assumere per farsi meno male. C'è chi decide di troncare in modo deciso ogni punto di relazione e chi invece crede di poter continuare ad incontrare qualcuno, ma ignorandolo. Decidiamo per noi, sempre, coinvolgendo però anche la vita altrui... chi resta coinvolto in scelte apparentemente immotivate troppo spesso non riesce a spiegare la stranezza di azioni inconsulte, che nella nostra mente hanno non solo motivazioni validissime, ma persino radici profonde che non lasciano adito a scampo. E quindi se chi sceglie si sente certo della bontà della propria volontà di iniziare un nuovo percorso, può capitare che l'altro non sia concorde e si ostini in vani tentativi di goffa sistemazione di quanto ormai non esiste nel presente.
Che rapporto lega la coerenza di una decisione con il rispetto della propria idea e l'orgoglio che vince nell'impedire di ripensare anche soltanto lontanamente alla possibilità di redenzione di quanto ci si è negati?
Coerenza, grande trovata per vincolare la mente a decisioni moralmente accettabili a livello razionale, pur deteriorando quotidianamente ogni stimolo di follia più impensato. La coerenza si fa scudo per ogni battaglia che evitiamo al nostro ego più guerresco di combattere, in nome dell'appartenenza ideale a qualcosa di assodato.
Cosa differente è il rispetto, che caratterizza il comportamento di chi è cosciente che i valori morali ai quali è stato educato siano l'unico sostentamento che permette di agire in una società tanto falsa che troppo spesso, egocentricamente, si occupa del proprio benessere, pur a discapito dell'altro che condivide gioie e sofferenze terrestri e prettamente umane.
Qual'è la linea di demarcazione che separa la coerenza dal rispetto delle proprie idee?
Il rispetto è il lasciare anche che l'altro sbagli, permettendogli di agire come preferisce, pur non condividendone nulla: si sceglie di rispettare le diversità perchè il diverso arricchisce la miseria umana, giustificandone l'errore, che però permette di accrescere la propria autocosienza. Coerenza significa non rinnegarsi, pur essendo nel torto, solo per aver aderito ad una sorta di giuramento con se stessi... Una cosa stupida praticamente se non ragionata!
E infine la pecca dell'uomo comune che non riesce ad ammettere lo sbaglio proprio perchè vincolato dalla catena dell'orgoglio che gli impedisce di raggiungere la pacificazione con un mondo che ha maltrattato, solo a causa di posizioni prese in modo totalizzante. L'orgoglio paralizza i rapporti interpersonali quasi per rendere assoluta ogni espressione di volontà, prescindendo dal momento che si vive: ci ritroviamo spessissimo nel limbo di gente assuefatta al morbo pericoloso che intristisce e sterilizza i sentimenti. Necessario è chiarire come ogni volta che tra due esseri pensanti l'orgoglio vince, inevitabilmente ci si avvicina alla vuotezza del legame: insomma, se l'orgoglio scavalca il buonsenso, ci si dovrebbe domandare se sia davvero sentito il continuare a stringersi nella vita. Che senso ci ostiniamo a leggere in omissioni di colpa che santificano il nostro operato, pur essendo palesemente sbagliato?? L'orgoglio... è il vizio sottovalutato che distrugge in silenzio!


A cosa donarsi nel mare magnum della difficoltà di vivere rapporti reali con gli alieni che ci circondano?? A quale esistenza possiamo legare il nostro atteggiamento nell'interfacciare la povertà che ci soggioga?
A questa domanda ancora non riesco a rispondere con l'esattezza mentale di chi sa essere sicuro di sè, ma solo perchè i casi della vita sono talmente strani e diversificati, che ogni volta ci sorprendono in modo inaspettato, costringendoci, talvolta, a preferire la coerenza al rispetto, pur essendo nel peccato e l'orgoglio alla chiarezza del chiedere scusa.

domenica 24 ottobre 2010

I PENSIERI DELGIORNO: 24 OTTOBRE 2010... UN NUOVO CIELO!


Amore, amore, amore... quanto amore circola nel mondo... Ma soprattutto, quanti modi diversi esistono di amare??
E' possibile amare allo stesso modo, indistintamente, chi ci circonda?
Non mi riferisco, oggi, al puro amore tra fidanzati e amanti, ma anche a quello che lega gli amici: si vuol bene in relazione alle similitudini che accomunano gli animi, al grado di completezza che si raggiunge chiacchierando, alla capacità di farsi compagnia, anche restando in assoluto silenzio. Ci stringiamo agli altri, per sentirci meno soli, in un mondo che però soli ci ha visti nascere e che così ci condurrà all'ultimo nostro secondo di vita! Qualcuno mi ha chiesto un giorno il motivo per cui sentiamo la necessità di tenere la mano di qualcuno durante il percorso dell'esistenza, se in realtà eravam assolutamente soli all'inizio e lo saremo alla fine: una risposta non credo esista, se non nella sensibilità di ciascuno, che esprime, continuamente, il bisogno di sapere che qualcuno ci vuol bene, come se fossimo incapaci di farci bastare l'affetto che dovrebbe provenire da noi stessi.
In quest'ottica di appagamento personale del livello di sentimento, quale ruolo gioca l'amore uomo - donna? Possiamo permettergli davvero di riempire i nostri giorni, abbandonandoci ad esso, come molti sanno fare tanto spontaneamente?
I pensieri di questa mattina, una domenica nuvolosa, mi riportano alla realtà alternativa dei miei viaggi mentali, che spaventano chi teme di prendere il volo , scendendo nell'inconscio più buio che esiste in ognuno di noi, perchè è come scegliere, volontariamente, di bendarsi gli occhi per attraversare una grande e pericolosa autostrada!
Chi guida questo percorso? L'intuito in assoluto: non esiste una via maestra, non esiste possibilità alcuna di acquisire un passo deciso... Solo tentennando si raggiunge la meta sconosciuta che attende il nostro percorso, in una crescita mai del tutto completa.
Cos'è l'amore, se non l'illusione di qualcuno che ci accompagni in un viaggio che dovremmo compiere da soli? Non è quindi la vana speranza di ricevere, come manna, le risposte che dovremmo fornirci autonomamente, per vivere in pieno questa esistenza?
Rinuncia, rinuncia, rinuncia! Ecco cosa dovremmo ripetere alla nostra mente quando si ostina a credere che l'illusione possa reggere la verità di esistenze fondate sulla menzogna più pura... Ecco cosa bisognerebbe ricordare a chi si traveste per affrontare, quotidianamente, la bugia condivisa di sistemi macro che coinvolgono, in modo del tutto erroneo, la mente, incastrandola in reti complesse di contatti falsi, che nutrono rapporti umanamente disastrosi.
Riflessione ultima per il momento: siam sicuri che l'amore, in tutte le sue sfaccettature, sia l'universale linfa vitale? A me qualche dubbio è sorto quando lo schiaffone che la vita ha deciso di offrirmi mi ha spinta verso il basso, permettendo che le mie ginocchia sanguinassero, ma solo per imparare che rialzarsi è più appagante che procedere dritto e senza pericoli!
Ama il rischio, sfuggi la monotonia, vivi quanto meriti... questo mi vien da scrivere oggi, in questa domenica, in cui le nuvole, pian piano, stanno lasciando spazio all'azzurro di un cielo più sereno!

martedì 19 ottobre 2010

VINCERE


Sogni d'immenso,
gocce silenziose
di un dimenticato passato.

Incubi di sereni
prati immaginati
quando il solo pensare
era gioia di ritrovarsi.

Ricordi bui
di vane illusioni
mie che nutrivano
un cuore troppo sano.

Rifiuti certi
a chi possedeva
quella parte indifesa,
vivido senso di paziente attesa.

Magia di un risveglio
brusco ad una verità
che da sempre sapevo.

Distruzione lucente
per sfiorarci nell'anima
le solitudini nostre,
ormai così immense.

Vivi senza me,
stupida costruzione
di un noi irreale:
io ho vinto!

domenica 10 ottobre 2010

Ancora...


Giorni ed ore
ancora soffrono questo cuore,
ammaliato da un dolore
che si ostina a trattenere.

Un baluardo della mente,
memore del rifiuto
ancora resiste alla burrasca
che soffia in me.

Danza e sorridi,
ama e vivi
senza pagare le tue colpe...
Resto ad ammirare
il non giusto ardore divino
che mi privò dell'anima
mia.

sabato 9 ottobre 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 9 OTTOBRE 2010... LA VIOLENZA... 2 LIVELLI...


Oggi son qui, ma tra i miei cassetti della memoria, scelgo di socchiudere i pensieri per dar vita alla cronaca, che ha portato alla ribalta il caso di Sara, uccisa da uno zio stupratore, che con violenza inaudita le ha rubato l'innocenza della ragazzina che adesso non è più tra noi...
In momenti di efferata follia voglio sperare che l'anima della vittima si astragga dal corpo che non riesce più a governare, per risparmiare alla coscienza la vergogna di momenti simili... e mi impegno ad immaginare che la crudeltà di chi diviene carnefice sia conseguenza di attimi di irrazionalità, che impediscono alla logica e al buonsenso di comprendere quanto si stia facendo: pensare all'ipotesi che chi commetta violenza stia semplicemente rincorrendo il proprio istinto è un'idea troppo, troppo malsana per poterla far propria. Non riesco a giungere con l'immaginazione al viso che chi scatena la propria furia possa assumere nei momenti di bestialità più assoluta... non posso guardare le lacrime della purezza violata del suo candore... mi rifiuto di credere che negli interminabili secondi di violenza la vittima sia presente spiritualmente alla distruzione della propria dignità.
Ed è in un giorno comunissimo, in un mese qualunque di un anno qualsiasi, che storie tra loro distanti spesso si intrecciano in tragedie ardue solo da ricordare... poichè talmente tristi che la memoria fatica a tenerle per sè. E' più semplice dimenticare nomi, volti, date che la miseria della cattiveria umana!
Spaventa sentirsi consapevoli del fatto che i mostri che ci circondano spesso indossano vesti amiche... e camminano al nostro fianco, nascondendo i loro più reconditi desideri animaleschi, mentre ci rivolgono la parola, magari sfiorandoci, quasi casualmente, le mani... Se iniziassimo davvero a comprendere che il pericolo è vicino a noi in qualsiasi momento vivremmo, certo, con timori maggiori, ma al tempo stesso, più cautelati credo. Esiste un antidoto alla cattiveria umana? Come si respinge la malvagità di gente che desidera ferirci, se non fisicamente, molto spesso anche mentalmente?
Già, adesso far male al nemico è divenuta un'abilità, una sfida a chi sa far meglio: ci si diverte ad infilzare l'anima altrui, incuranti del dolore che si provoca... l'importante è difendere se stessi... ma nelle battaglie del quotidiano, la difesa è diversa dall'attacco... e molto più da quello tattico! Sono in troppe le anime caste e pie che usano l'attacco come miglior difesa, giustificando le proprie strategie proprio con la necessità di proteggersi dal mondo... Ma è sempre vero che schermarci da tutto faccia bene? Non si rischia di perdere la soddisfazione di aver vinto una guerra dopo averla combattuta? Restando in trincea si dimentica il gusto del mostrarsi coraggiosi a se stessi, del sentirsi forti e valorosi, poichè lo schianto, anche se doloroso, riesce sempre e comunque ad insegnarci qualcosa... a volte anche solo a vivere la propria sofferenza... ma è pur sempre la crescita del nostro ego... che nel corso degli anni si impegna, di continuo ad accrescersi ed acquisire la potenza che gli permetterà di confrontarsi con realtà in continue evoluzioni, affinchè sia sempre pronto al cambiamento.

mercoledì 6 ottobre 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 6 OTTOBRE 2010... ILLUSIONI LUNGHE!


Come si affronta la novità che con inaspettata forza sconvolge sciocchi equilibri che la mente si è convinta di aver raggiunto? Ogni giorno ci sforziamo, trascinando le nostre miserie, di occupare gli attimi con rimpiazzi che ci rendano sereni ricordi mai realmente esistiti...
Il tuffo negli anni che furono rivelano troppo spesso la vuota falsità in cui ho vissuto, nell'illusione pura che sentimenti unilaterali fossero la normalità: se in ogni coppia c'è il male e il bene, il più forte, che sorregge il debole, se ogni stabilità si stabilisce tra poli opposti, perchè poi mi son dovuta scontrare con la demolizione più totale di me? Non è il modo di amare che rende diversi, ma la differente quantità del sentimento stesso.
Trattenendo le palpebre socchiuse mentre si cammina con la mano in quella dell'altro, si riesce solo a proseguire un cammino che in realtà dovremmo percorrere in solitudine... qual è il senso dell'incontrare chi può accompagnarci in un viaggio che per noi è la vita? E perchè poi siamo tanto abili a fingere che il semplice trascorrere il tempo con chi necessità di aiuto sia un atto d'amore? Ci si convince, trascinando rapporti inesistenti, della bontà del passare il tempo con qualcuno, assicurandosi che la riconoscenza che si ricevere basti a riempire il cuore... e così si trastulla chi non conosce l'amore... Il debole invece, privo della consapevolezza della diversità, si rintana in quel po' di serenità che crede di aver incontrato nel dare e dare e dare ancora e ancora... e si convince che basti saper dare per potersi accontentare del sorriso che corrisponde ad ogni azione sua...
Credevo che uno sguardo potesse ricompensare quanto agitavo in me in nome di quel maledetto sentimento che svuota prima o poi il cuore.... credevo che abbandonandomi in lui avrei vissuto una pienezza, che in realtà proveniva sempre e solo da me... Convinta che fosse diverso da me, differente nel modo di esprimersi...e invece, non la modalità, ma la quantità era differente...
E quando si comprende il fallimento di una vita, la distruzione diviene totalizzante e globale e coinvolge fino al punto di strapparti davvero l'anima da quel luogo remoto in cui riposava beata...
E come si sopravvive senza un'anima capace di sentirsi apprezzata da chi dice di amarci? Come si spera ancora in un futuro che ha smarrito la bussola che sapeva indicare la direzione da intraprendere per giungere a quella meta tanto ambita?
Attraverso continue paludi, le cui sabbie mobili mi trasmettono solo l'impressione di inoltrarmi nel tragitto, per avvicinarmi all'oasi che in realtà temo di non riuscire mai a vedere, perchè risucchiata verso il basso, pian piano, dal nemico oscuro, celato nel calore che le gambe sentono da qualche mese... E quindi mi ostino a non pensare a chi mi ha distrutto, mi sforzo di guardare altrove e riesco a farlo, finchè diviene poi evidente l'abbandono e la confusine in cui ora mi ritrovo e che non lascia scampo alcuno alla speranza di ritrovare la coscienza di un me, ormai perduto in qualcosa che mai, mai è esistito se non nella mia verità parallela, protagonista del mio sogno... lo stesso che mi ha tenuta 'sveglia' per interi anni...

giovedì 23 settembre 2010

23 SETTEMBRE 2010: I PENSIERI DEL GIORNO... PRIMI ABBOZZI DI VITA...


Il silenzio rigeneratore fortifica l'anima, mentre muore la coscienza di chi interpreta la sua vita inciampando nei sogni altrui e distruggendoli. Malintesi, intrighi, sommessi desideri taciuti dalla mente che razionalmente riesce ad allontanare ogni parvenza di bene puro e serenità.
La mia verità impedisce al cuore di accontentarsi della pace beata, di cui molti vorrebbero godere, per spingersi alla ricerca della felicità più eccelsa. La serenità non basta alla vita, voglio spingermi alla ricerca dell'estasi completa, che mi trascini nel vortice di emozioni che i miei sogni ben conoscono. Una ricerca affanosa, la mia, che incastra ogni momento dell'esistenza in una continua scoperta del nuovo che mi circonda... ma non mi basta! Non mi basta mai!
Questo è il problema... è come l'infinito e incessabile bisogno di trovare la metà di qualcosa che si rifiuta di compenetrarsi alla mia essenza... o forse è la mia parte più recondita che rigetta la possibilità di avvicinarsi con lo spirito ad un'altra persona... Ma perchè rifuggo la normalità in nome di un'autonomia che difendo per me, ma al tempo stesso mi spaventa? Perchè voltare le spalle al mio desiderio stesso di sentirmi meno sola? Perchè scegliere la strada più impervia per la mia esistenza? Esiste un modo giusto di sentirsi felici? E chi può garantire che la mia felicità sia così vicina al sentire comune?
Io non riesco a confondermi con l'inutile vacuità che mi circonda, non permetterò alla coscienza ormai antica di lasciar perire il mio assurdo modo di percepire per dar spazio ad una normalità che non mi appartiene!
Vivere al di sopra dello stereotipo sociale è quanto di più naturale io avverta il bisogno ora, perchè è il sentire che profondamente mi appartiene. Il prototipo vitale della comunità mi inorridisce e gli occhi di chi mi circonda risultano sempre più falsamente ingiusti nei miei confronti. Mi si punta il dito contro, perchè la diversità, si sa, spaventa chi non riesce a comprendere e incuriosisce chi conduce i suoi giorni in modo sommessammente piatto. E' così inaccettabile non omologarsi ad una massa informe di gente che non sopporta la differenza dell'impossibile voglia di sentirsi felici?
La mia felicità non risiede in un futuro già deciso dalla società tanto perfetta in cui vivo, con chi bigottamente ha deciso che l'archetipo di famiglia unita e affettuosa sia la soluzione ad ogni solitudine esistenziale... mi rifiuto di credere che gli anni che verranno mi relegheranno ad un'esistenza buia e ingabbiata in schemi pre-determinati.
Sento di volermi donare alla vita, senza remore alcuna e così affrontare gli ostacoli che conoscerò, bloccando il mio percorso... Voglio sentirmi libera e compiacermi di ogni sospiro, di tutti gli istanti in cui la vita mi ripaga del dolore che ho già sofferto...
L'ineffabile felicità si presenta a me ed io non voglio, non posso, rifiutarla perchè incovenzionale e inconcepibile per la mediocrità...
Mi libro sui pensieri di chi si sente perfetto alla luce di una cultura che ha legiferato eticamente su una morale condivisibile dalle menti di chi si china a volontà superiori...
Io resto me stessa, imperfettamente sbagliata, ma consapevole di quanto desidero, per guardare ancora all'infinito e viverne il sussurro di un secondo...

lunedì 6 settembre 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 6 SETTEMBRE 2010... ANCORA LUI!


Arrancando a fatica, ci si sforza di vivere dignitosamente...
Entro nei miei sogni e riscopro la bimba che in me vuole amare senza limite l'infinito.
Mi lancio nelle titubanze di un presente adesso più ordinato, vogliosa della serenità cui ho diritto senza remore alcuna... Sono pronta ad assaporare anche il tremore più remoto dell'anima, perchè saprà insegnarmi che avere paura è umanamente giustificato... respiro sempre la mia vertigine, sorridendo, sorrido calma ad un nuovo progetto di vita... e quando il futuro conquista lo spazio che pretende, ecco che mi ritrovo messa al muro, costretta da un passato, con il quale probabilmente devo chiudere ancora...
La vita è così, ti impone di crescere presentandoti il dolore della novità, alla quale non ci si può sottrarre mai! Urtare violentemente contro la cruda consapevolezza che l'immaginazione non sbagliava nel creare conoscenza sull'evoluzione dei rapporti non lascia indifferenza in me; mi ferisce il solo pensiero rabbioso di tutte le mie certezze rinnegate dalla falsità umana, che bene è riuscita a celare la malvagità della mente di chi mi è stato accanto anni lunghi e disperati! Come si diventa automi del sentimento? Si indossano maschere molteplici per interpretare i ruoli nell'esistenza fittizia che si è scelta? Perchè prendersi gioco di chi ha saputo amare i silenzi che appagavano i vuoti esistenziali propri di chi ci tende la mano, amandoci?
E' ricevere lo schiaffo dalla vita che rigetta te come persona nel momento in cui la fragilità umana incarna pienamente ogni istante su questa terra... è scontrarsi contro una realtà che la mente rifiutava di vedere perchè davvero troppo assurda al rigore logico che mi appartiene. Un rigore che io per prima, spesso, contrasto ribellandomi al senso comune della moralità, ma che regna in ogni caso sovrano in me...
Un senso del pudore e dell'integrità personale sopravvive sempre, anche nei momenti di massima sofferenza e ci impedisce, fortunatamente, di trascinare rapporti vani e deleteri... consapevole che ognuno costruisce il suo futuro, godendo di un presente più grande dei miseri progetti quotidiani, che riesce a farmi guardare il cielo sospirando di sereno...
Inarco la schiena, fino a raggiungere la felicità dell'unione con l'eterno che esiste in me da sempre...
Chiudo con quanto mi ha donato la sofferenza imponedomi di dimenticare me stessa per trasformare ogni mio sogno in anelito disperato e inutilmente vano, perchè ingenuo.
Dovevo incontrare lui, l'annientamento vitale del mio presente, per smuovere la mente dall'incongruenza insofferente del mio passato, che a lungo è sopravvissuta nel mio cuore, lacerando ogni singolo sogno che apparteneva a me da sempre...


Maledetto rancore,
che ancora osteggi
la serenità rubata
ai minuti.

Eri lì,
tra mille lacrime
di rimpianti
in un presente ormai
andato nel passato.

Rabbia infinita,
per l'illusione
vissuta con la convinzione
di un noi inesistente.

Così ricomincio
da me!

sabato 4 settembre 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 4 SETTEMBRE 2010... ANCORA SOLITARIA


Sempre in questa stanza, quella dei mille ricordi, mi agito confusa, ancora... Ma decisa ad impormi! Il tempo è passato muto, trascinando con sè non solo i resti di quanto ormai è andato, ma anche i sogni di ciò che mi avrebbe atteso!
Quanto è dura combattere contro i fantasmi che vivono nella mente, alimentandosi delle nostre illusioni... e quando si crede di vincere il male celato in ogni falsa piega di vita, che ci regala dolore, ripiombiamo nel caos di esistenze ormai remote, che sembravano quasi dimenticate. Nel sonno si sfiorano i bisogni più reconditi e i timori rifiutati dalla mente: proprio adesso, sospirando per provare a sentirsi unici e irripetibili è tanto facile inciampare nell'errore! Un errore che troppo spesso ci perseguita , senza dar tregua alla nostra voglia di felicità che resta così un puro anelito immaginifico e sopito.
Come si sceglie nel disordine mentale che continua ad imperversare senza possibilità di chiarezza?
In tutto questo caos, le certezze sono nulle e vane paragonate alle fobie ormai insite in me... La solitudine è la condizione esistenziale che vivo, a metà strada tra la cieca consapevolezza di disillusione che appartiene a chi sente di poter insegnare la morte e il desiderio di riprendere il sogno in un volo senza fine...
Il ponte si attraversa a fatica quando l'altezza è tanta e trasmette il panico dell'oscurità, ma tendere la mano a chi è presente al nostro fianco non è sempre un sintomo di debolezza!
E devo ringraziare chi comprende i miei silenzi, perchè ha imparato a volermi bene, nel modo in cui ora posso sentire... senza forzare gli eventi, ma rispettando i miei momenti!
Tutta questa solitudine passerà presto e tornerà il sole in me!
Devo solo cercare nella mia mente il desiderio di resistere alle intemperie umane e osteggiare venti più potenti di me!

martedì 24 agosto 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 24 AGOSTO 2010... PERCHE'...


In questa stanza si affollano i pensieri che normalmente invadono solo la mia mente... Stasera, paura e sconcerto per come, maledettamente e in modo del tutto involontario, sono riuscita a distrarre lo sguardo dalla felicità, vera o imminente, ma pur sempre confusa e agognata da troppo tempo ormai... Avvicinandomi alla rete che mi separa dalla vita, l'immagine diviene meno offuscata e sempre più nitida, proiettandomi verso quell'infinito che qualcuno intravede sin da ora... Come, non so...
Dicono che i sentimenti siano irrazionali e che ci colgano all'improvviso, ma realizzo sempre meglio quanto sia complesso fare il salto nel vuoto: il vuoto è vertigine del nuovo, che immortala istanti di eterno, che in noi diventano infiniti maestri dell'esistenza. Impariamo dal passato, lo detestiamo se impone sofferenza vana alla nostra anima, ma gli permettiamo continuamente di intrufolarsi nel nostro presente... Vorrei tanto trovare la forza dell'uragano che spazzi via da me tutta la desolazione ormai andata e respirare nuova aria fresca...

mercoledì 18 agosto 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 18 AGOSTO 2010 ... SENZA ME!


La fine è sempre l'implacabile tragedia del doversi dire addio, quando almeno uno dei due non è pronto a soccombere l'altro... Ci si guarda da lontano e si decide, volontariamente, di darsi le spalle... Come si sta in questa solitudine? Si vive trascinandosi... Abbiamo deciso quindi di abbandonare noi e i nostri sogni per una realtà che spaventa per la sua tremenda crudezza di un noi negato alla mente anche. Ci si deve cancellare definitivamente e del tutto per poter sopravvivere alla tempesta che si è attraversata, ma nella quale la follia dello stare in due rendeva felici. Sfiorarsi le anime, per poi fingere che sia stata una pura illusione della coscienza che, sbagliando, ha permesso a se stessa di costruire mondi paralleli di incontaminata bellezza, ormai spezzata dall'incubo della verità. Un addio ultimo è il contatto finale per abbandonare ogni sospiro ancora esistente di infinito, che ormai è memore di ogni lacrima che trattengo per non mostrare la debolezza neanche a me stessa... Trasparire dalla presenza corporea in un'eco di assoluto stupore è quanto necessito per stringermi ancora alla vita, per non lasciarla andar via... In un momento in cui tutto si distanzia da me, questo stato si impossessa di me, abbandonandomi però sempre più sola fra i miei pensieri, che mi spingono alla deriva...


Dove sei,
mia amata follia?

Mi hai abbandonata
alla tragedia
del domani
sola.

Dove sei,
mia dolce fantasia?

Mi hai lasciata
alla tristezza
del presente
nero.

Dove sei
mia infernale passione?

Mi hai dimenticata
alla disperazione
del ricordo
di noi.

mercoledì 11 agosto 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 11 AGOSTO 2010... SOLI


Si sta soli nel cuore di un mondo che non accetta il nostro peccato. Ancora soli perchè la paura si ostina a bloccare il fervore vitale di chi ama senza contenimento l'ineffabile... Sempre più soli se accettiamo una realtà priva di senso e fondamenta... Soli, si sta, mentra ancora si piange la disperazione che più non ci conquista... Soli, in un'essenza falsa di effimera serenità, rubata agli attimi di folle rapimento dei sensi nell'estasi che mi appartiene!
Sola, tra le stelle di un cielo chi richiama il mio nome a sè, sperando nell'ascolto di chi invece continua a voler restare.
Sola in un oceano di solitudini che sommergono il mio io, soffocando così quello che ormai giace sepolto...
Ma l'individuo, abbracciato dall'universo, si adatta al modus vivendi della spinta iniziale che ancora oggi muta il moto terrestre... L'uomo riesce a sopravvivere nella tragedia quotidiana dell'incomprensione, che troppo spesso nasce dall'incomunicabilità testarda di chi non respira l'energia che unisce i simili. Perchè è tanto difficile comprendersi e completarsi? La soluzione non richiede uno sforzo eccessivo di logica raziocinante, poichè risiede nell'immediata voglia, tutta umanana, di complicare il troppo semplice e rigettare quello che intacca l'integrità nostra.
Necessità di difendere la nostra singolarità quindi, nella consapevolezza di una solitudine che, sola, salvaguarda la convinzione propriamente ancora umana, di serenità.

martedì 10 agosto 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 10 AGOSTO 2010... UN CORPO SMATERIALIZZATO!


E così ho sognato la trasparenza...In una sera d'estate il mio corpo smaterializzava la materia, proponendone l'essenza... Come si giunge al desiderio dell'invisibilità, incarnato nella realtà onirica che, sola, realizza i più reconditi dei bisogni? Vano è puntualizzare le cause di un'insoddisfazione momentanea, che troppo spesso ha reso i miei giorni soporiferi e immutati. Inutile descrivere gli accadimenti e le contingenti motivazioni: ciò che resta è il desiderio di solitudine con me stessa. Ma davvero si è soli con se stessi? Credo che sfiorare la propria individualità sia la maggiore fonte di ricchezza personale, perchè nessuno mai potrà conoscere meglio e più approfonditamente il nostro io, abituato a scontrarsi con l'aggressiva indifferenza altrui, che travolge le debolezze. Soli si sta, quando passeggio per il mare, guardando il perenne infrangersi delle onde agli scogli, mentre la mente apre le porte ai desideri di infinito nei quali si prende coscienza della bontà di tale smarrimento. Trasparenza è il bisogno di non sentirsi cercati da chi intende unicamente sfruttare la nostra energia vitale, che in modi diversi, investe quanto ci circonda.... Trasparenza è la soluzione per prendere contatto con il mondo celato alla vista superficiale che ci appartiene... Trasparenza è quello che mi salverà. Nella realtà vera delle essenze, posso vivere me stessa, senza curarmi di chi giudica il mio operato per il puro piacere di una superiorità avvertita... lì, posso distruggere e ricostruire passioni e dittature del me in totale isolameto e sentirmi nella pienezza ormai solo mia. Ho sognato di essere invisibile, per sfuggire ad un presente confuso o per realizzare quanto so di essere? Trasparenza non è viltà o scarsità di forza per affrontare le situazioni della vita, ma consapevolezza della necessità di astrarsi per esistere in una realtà immaginifica e più grande, nella quale io possa chiudere mente e cuore, sapendo comunque di non essere sola...

lunedì 2 agosto 2010

LA NUOVA VERTIGINE


Nuovi occhi
per guardare questo cielo
immenso di azzurro.

Un noi dentro me,
rinnovata promessa
di equilibrio instabile.

Paurosa vertigine
di un amore solo mio
che la mente reprime.

Cerca sentimento
fuggendone l'idea
malsana di sofferenza.

L'amore ripugna il dolore,
utopia dell'essere me
che ancora vibra l'anima
scevra dei soliti dubbi ormai.

martedì 13 luglio 2010

SEMPRE TU


E di noi ancora tu,
vile ricordo,
memore della fantasia.

E di noi ancora tu,
silenzioso mare,
profondo di incertezza.

E di noi ancora tu,
sciocco stupore,
sentito dall'anima.

E di noi,
sempre tu
nella mente ancora
mia.

L'ULITMO ADDIO


Il nostro addio
si libra tra le anime
celate da corpi sterili.

Sorridi amaro
alla fine ormai certa,
malinconica di noi.

Sorride triste
all'impossibile sogno
spezzato di noi.

Illusi dell'amore
speravamo l'infinito,
scagliato contro una realtà
sempre troppo vera
per la bimba ancora triste,
che sapeva volare
tra i pensieri fugaci
di promesse rapite.

La vita muta
nuoce l'essere
sensibile alle furie divine.

Addio al gioco
addio ai sogni
in un noi che sempre vivrà
.

sabato 10 luglio 2010

I PENSIERI DE GIORNO: 10 LUGLIO 2010... IL MIO ADDIO A TE


Questo è un giorno particolare per chi piange la scomparsa di una vita che si spezza senza aver mai provato la vera gioia di vivere, perchè avversato da un male che da anni lo indeboliva...
Oggi piango te, Michele, amico mio... Non sono riuscita a dirti addio, non ho potuto incontrare i tuoi occhi mentre chiudevi un'esistenza nel silenzio della morte... Quanti pensieri si affollano nella mia mente, troppi per restare celati nel mio cuore, che di suo è già scavato dagli stupidi dolori vani e momentanei, che affliggono l'anima mia da un po'. Da oggi non sei più tra noi, Michele, e se socchiudo le palpebre, riesco a sentire il tuo ultimo respiro sopirsi, in una preghiera senza fine, che ti aiuti ad oltrepassare il confine della vita.
Passare oltre, paura del vuoto, vertigine dell'infinita speranza di una vita meno crudele: la morte, punizione divina o salvezza dai mali? Come si può pensare alla morte a soli 25 anni? Come si accetta di dover rinunciare ad una vita mai vissuta? E' più facile perchè non la si conosce? E la volontà di imparare a voler bene a chi ci circonda? E l'attaccamento a chi ci ama? Come si recide il legame con chi ci ha messi al mondo? Come si riesce a guardare chi ci vuole bene, al capezzale del letto di morte, mentre piange una dipartita annunciata, ma sempre dolorosa da accettare? Come si rende immortale la propria anima? Come si lascia una traccia su questa terra??
Il ricordo è la poesia di chi ha saputo amare con i suoi silenzi, rapendo lo sguardo con i suoi grandi occhi trasparenti, dai quali la sofferenza non faticava a sfiorare il cuore di chi invece si trascina in ogni nuovo giorno...
Si resta in ogni piccolo gesto, memore della passione fugace che richiedeva perchè unico e personale... La presenza di chi è andato via non ci abbandona ad un'esistenza distrutta dalla solitudine... si dice che viva ancora, liddove l'amore umano supera i confini delle lacrime e tocca l'essenza della verità... della vera realtà che segna i cuori di chi conosce quanto sia importante amare l'uomo, altra metà di noi stessi, nelle molteplici forme che il sentimento assume quotidianamente, modellando la mente...

Addio Michele,
perdona l'incapacità umana
di accettare la malattia,
ghettizzata stupidamente
da chi ignora la grandezza
di chi ha lottato
una vita intera,
sconfitto da un male
più grande sè....

giovedì 8 luglio 2010

I PENSIERI DE GIORNO: 8 LUGLIO 2010... LA CONSUETA NOVITA'


Incattivirsi è la diretta conseguenza dell'indifferenza, tanto abile nel disintegrare gli spiragli di vita che a volte respiro... La forza di rialzarsi non sempre supera il dolore della caduta e quando, come oggi, mi accorgo che il mondo accelera il suo rotare, realizzo, ancora e ancora, la mia solitudine. Freddezza e intolleranza si celano in quelle profondità che respingo, latenti dentro me. L'esistenza di ciascuno si tinge di momenti bui, che soffocano spesso le nostre speranze, ma il cambiamento necessario mi motiva all'immobilità emotiva, prigioniera dei malumori dell'animo, che travolgono le mie momentanee gioie... Alienarmi da questa realtà mi riesce facile per fuggire alla solitudine che mi ostino a provare nel caos travolgente del reale, astrarmi dal marasma umano che desidera trascinarmi è necessario per ritrovare il mio equilibrio mai davvero sentito. Guardo il mondo con gli occhi di ghiaccio di chi sa ormai di non dover attendere nulla da chi lo circonda: aver sfiorato la perfezione fino quasi ad incantarmi in un volo che non mi apparteneva mi ha resa consapevole... e con questa mia nuova certezza sopravvivo nel mondo arido che troppe volte detesto...
Detesto questa maledetta realtà che mi ha strappato la felicità in più riprese, fino a straziarmi del tutto, detesto questa quotidianità che continua a mostrarmi i limiti dei miei fallimenti, mentre il mio cuore piange una serenità perduta, che avverte lontana... Accarezzare il mio letto di vanità e falsi rapporti tra le persone spalanca la mia visione, prima ristretta, sul futuro, squarciando quel velo di inutile dubbio che assale la mente quando si sofferma a riflettere...
Nuova me, in ogni momento, domina i sorrisi e le silenzi dei giorni che vivo, tralasciando l'illusione di una felicità inesistente.

lunedì 21 giugno 2010

I PENSIERI DE GIORNO: 21 GIUGNO 2010... NUOVAMENTE ME!


Che senso ha illudersi dell'inesistente? Tanto meglio la consapevolezza di una solitudine che spaventa chi ancora non ha imparato a guardare nel buio, sentendo sussultare il silenzio. Ogni bisbiglio fa eco nella mente, mentre mi celo in un torpore che riuscirebbe, da solo, a scuotere quanto di assopito ancora c'è. Libertà di agire seguendo la mia volontà, libertà di distruggere quanto ancora non esiste... Libertà di dar spazio alla parte oscura, latente, che lottava per primeggiare contro quel buonismo così inutile, quanto dannoso per la mia felicità. Adesso risorge quel velo nero che sfiorava il mio cuore quando ancora non sapevo e si impossessa di ogni mia capacità di analisi razionale, perchè estremamente logica ed egocentrica. Vitalità negata, rinnegato sentore di infinito... Tutto ormai è perduto nel più profondo dei pensieri abbandonati sulla riva dei ricordi... Ricordi da tenere a distanza, finchè le acque del dolore non avranno placato i sentimenti, che rincorrono ancora l'impossibile. La ragionevolezza sarà artefice della nuova me, che si erge da oggi a maestra nell'esperienza, poichè nulla le manca di aver vissuto per definirsi saggia. E se la saggezza riesce a placare le spinte emotive e scioccamente, ancora, doloranti, devo immaginare il nuovo volto della donna che sarò... quella che non credevo esistesse in me, perchè rifiutata ed emarginata dall'empatia continuamente distruttiva, che imprigionava i miei desideri...
Adesso sono di nuovo io, inarrestabile e solitaria condottiera della mia storia, unica leale proprietaria della vita che mi attende, mentre sfido, da oggi, il destinio avverso che riesce ad amarmi, meglio di qualunque umano!

domenica 20 giugno 2010

I PENSIERI DEI GIORNO: 20 GIUGNO 2010..UN NO ALL'IMMORTALITA'...


L'immortalità è davvero il sogno dell'uomo?? Una vita senza fine annulla il tempo, raccogliendo il disagio sempre nuovo del ritrovarsi a sopravvivere in una realtà in continuo cambiamento, nella quale ogni sospiro è già cosa data e ogni idea trova sempre realizzazione, privandoci quindi della capacità di sognare l'impossibile, poichè esso sarebbe già tangibile e scientificamente sperimentato.
Longevità, gran bella cosa per chi teme la morte... o ha troppa voglia di vivere! L'immortalità è in realtà una minaccia credo, così come la possibilità di intervenire per curare qualunque patologia si presenti alla nostra esistenza. Che senso avrebbe restare attaccati ad una vita che si rifiuta di renderci la giovinezza, ma che, ad ogni giorno che passa, ci dona non solo la saggezza di una nuova ruga, ma anche la perdita della freschezza mentale, propria dell'età infantile o comunque adolescenzialmente matura. Che senso ha ibernarsi vivi su questa terra? Che senso ha rigettare la possibilità del ricordo nella memoria altrui per il puro egoismo nostro di una vita consumata, ma ancora troppo pretesa??
Quando la vecchiaia conquista l'uomo è giusto che egli la viva, credo, nella naturalezza degli eventi, senza il bisogno di modificare il corso naturale delle cose... l'attaccamento alla vita, in senso eccessivo, genera solo nevrosi...la nevrosi di chi comunque vivrebbe male, accanendosi al suo destino...

sabato 19 giugno 2010

ANCORA DI ILLUSIONE


Illusioni di sereno
inarcano i sogni
della bimba ancora viva.


Nubi plumbee
lasciano vivere
desideri ormai sopiti.


Il ventre della Terra
semina in me,
raccogliendo silenzi.

Tu eri lì,
non vedevi l'affannosa
ricerca di quel bene.

Inesistente bisogno
di infinito sostegno
sopravvivi alla distruzione.

Continui a immaginare
la tua verità
troppo reale per noi.


Paure chiassose
avvolgono i miei pensieri
muti nell'orgoglio
che fu.

Risplendi d'immenso
ma io muoio
in ogni mio se.

Vita scavata
di vano sentimento
anima il corpo inerme.

Ultimi sussurri
per questa tanto assurda
realtà grottesca.


Si spegne il sorriso
triste in un sonno
eterno e ricercato.

Piangerai di me
nelle tue malinconie
notturne di solitudine.


Io,
ormai solo io,
saprò amarti..
.

venerdì 18 giugno 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 18 GIUGNO 2010... LA MORTE AMA LA VITA!


Ho conosciuto il sorriso di una donna triste. Sorriso acerbo di chi sa del suo futuro. Ho ascoltato l'ormai flebile voce chiamare i suoi figli per stringerli a sè. Ho pensato a lei che vive oggi, nel suo letto, cosciente del suo male.
Ho scoperto il sorriso della donna che sconfigge il mondo con il suo dolore. Dolore di madre che non conoscerà i suoi nipoti. Ho sofferto con lei, sentendo il suo pianto esile, privo anche della sua stesa voce, ormai consumata dalla malattia che non le lascia respiro.
Ho guardato le sue mani, i suoi occhi in lacrime, il suo corpo inaridito dalle cure... ho conosciuto con lei il dolore rinnovato delle promesse che mai potrà realizzare e la speranza che il ricordo basti ai suoi cari per non dimenticare.
Una vita che si spezza è il fallimento della scienza, che ancora spera di vincere un cancro, destinato invece ad uccidere.
Ho sentito il suo dolore, l'ho sentito con il mio malessere vitale... ho toccato la sua disperazione e mi sono sentita stupida. Ho provato ad immaginare un'altra esistenza, chiudendo gli occhi alla realtà quotidiana e nulla... Non riesco a non pensare a lei, che si spegne lentamente.
Conosco bene il senso di vuoto dopo l'addio, dolore lancinante che scava il silenzio del pianto disperato di chi sa amare. Posso quasi sentire la solitudine dell'abbandono... ma il mio malessere non è giustificato al cospetto del vero dolore!
Non posso lasciare la mia anima libera di piangere perdite inutili e superficiali, non posso permettere alla stupidità umana di svuotarmi il cuore, se chi davvero potrebbe morire di sofferenza combatte ogni giorno per regalare il suo sorriso a chi lo circonda.

Ho conosciuto la donna che con il suo silenzio morente riuscirà a donarmi la vita.

giovedì 17 giugno 2010

I PENSIERI DEL 17 GIUGNO 2010: BASTA ANCORA E ANCORA!


Vivere sospesa non sempre è un bene.
L'equilibrio instabile non solo è fonte di improbabili folli incertezze di cui gioire, ma spesso anche luogo in cui si concentrano aspettative e attese puntualmente deluse dal delirio di onnipotenza di chi si sente inarrivabile. Non ci si può imporre all'altro, vero, ma si deve passivamente accettare la scelta di altri?? No!
Se la preoccupazione altrui discorda dalla mia, che senso ha tempestarmi la mente con dilemmi solo miei? Nessuno!
Osteggiare la volontà mentale che si scontra con il sentimento è di per sè complesso, ma ritrovarsi a forzare il sogno è terribile. Allora tanto meglio chiudere le idee, i bisogni e le speranze a me stessa, illudendo il cuore dell'aridità di chi mi circonda.
Sola starò meglio, sentimentalismi vani e acerbi nuociono il momento, che richiede attenzione ai doveri che nutro per la mia vita.
Era una vita che attendevo quell'anima tanto simile alla mia, adesso capisco che l'illusione della ricerca mi ha trascinata oltre i miei desideri, oltre l'immaginabile,
in un universo inesistente, fatto di pura falsità, che non esita nel trafiggermi con un disprezzo sempre nuovo, che mi aiuta a scostarmi da questo mondo.
Credere, sognare, illudersi... Quanta stupidità si cela in ogni parola sussurrata al cuore, privo della giusta razionalità per rifiutare la momentanea pace.

Rifiuto questa vita,
rigetto l'illusione,
rinnego il sogno...

e così vivrò!

lunedì 14 giugno 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 14 GIUGNO 2010...UNA NUOVA BUGIA TACIUTA


E così si spiegano le incerte parole che ogni giorno distruggono il mio volere!
Non si sogna, in due, da soli... No no! E allora si decide in silenzio un saluto deciso, che mi aiuti a procedere in piena consapevolezza, ormai priva di vani fronzoli.
Il sentimento altro non è che un lusso pericoloso per chi si illude di sentire la certezza di qualcuno: chi non ricorda le passeggiate al mare, che desiderava, accanto alla persona da amare? Chi ha cancellato l'idea di un percorso non solitario? Grande errore quello di iniziare a credere in chi non vuole entrare nella nostra vita, intimorito da mille e mille faccende sue, che gli bloccano i desideri...
Una società di gente che ha paura di chiedere, di anelare, di fidarsi: privi della capacità di comprendere un sì, spesso ci perdiamo nei labirinti della mente, che si diverte a prendersi gioco di chi cerca uscite dal nulla che ci circonda. Rarefazione, poco ossigeno, smarrimento, vuoto, asfissia e soffocamento... sentiamo quanto la vetigine del buio ci spaventi e continuamente retrocediamo, tenendolo alla debita distanza che ci sorprenda sempre soli con noi stessi,mentre la nostra vertigine impedisce ogni accenno di moto. Una bugia cosciente preferisce l'amara verità ad un sorriso momentaneo, destinato al fallimento repentino; una bugia cosciente spezza il cuore di chi crede che l'amore possa tutto; una bugia taciuta sa uccidere ogni tentativo di librarsi dalla realtà malvagia che viviamo quotidianamente.

Silenzio, meglio il silenzio!

mercoledì 2 giugno 2010

Eravamo noi!


Sempre troppo io
nella stanza che conosci
ad attendere
la follia tanto amata
e ripugnata
in ogni nostro momento
ordinario.

Eravamo noi,
prediletti,
a rincorrere
quella felicità impossibile,
ma perfetta,
illusione di una vita
nuova.

Desiderio d'immenso,
dolore sofferente
di ricerca continua;
insoddisfatti ci guardavamo
inetti nella paura
di quel terribile buio
che poi
fu.

lunedì 31 maggio 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 31 MAGGIO 2010


Desideri, speranze e aspettative si rincorrono in ogni silenzio chiuso in sorriso muto.
Si vive di sogni, dicono, ma che accade se essi restano sempre e solo tali? Ci si può richiudere in un universo ideale di pensieri in continua allerta di un sì?
Il giorno si chiude sempre con la stessa luce di pesco, sempre con lo stesso cielo immenso, sempre con la stessa umanità, che da sempre popola la mia Terra. Posso fondermi con questo suolo, se ne respiro il sapore dolce e assaporarne l'intensa passione, celata nel sudore di mille fronti chine di lavoro. Io penso, troppo forse, a come sarebbe la mia vita se porte scorrevoli mi avessero imprigionato in istanti infiniti che vivevano più di me la mia vita. E se adesso sono io, mortale ma integra, posso solo apprezzare la vivida visione che la realtà mi ha offerto della storia già remota in me: vivo così, amo così, adesso.
Come si ama, questo è il punto adesso. Ci si ama in due?? E' amore quello in cui si offre in modo univoco? Di sicuro no! Altalenando stati dell'essere, ci si rinchiude spesso in aridità vane e vacue, che non riescono mai a sopire i tormenti che mi uccidono ancora! Mi sono cucita addosso la corazza che deve proteggermi da chi insidia il mio equilibrio, ma ancora non riesco ad impedire gli impatti violenti e inaspettati: se ne fossi capace, tutto sarebbe diverso.
Ed io non sarei me stessa.
Ma prediligo il mio essere naturalmente me al mostrare la parte che non c'è: non riuscirei mai a fingermi quella che non vorrei essere! Il mondo ci obbbliga a mascherare chi siamo, ma tutto quello che nascondiamo sopravvive in ogni lacrima respinta e trattenuta.
Basta poco per la felicità, basta poco davvero, ma quel poco continua a sfuggirmi: uno strazio senza fine, che mi costringe alla sofferenza perenne, alternata a sprazi di sereno!

domenica 23 maggio 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 23 MAGGIO 2010


Quando il timore della libertà blocca ogni recondito impulso vitale, muore il giorno di chi immagina ancora il proprio futuro. Spegnere le luci della fantasia è un gioco comune tra chi non sa come affrontare le sfide quotidiane. E' sempre troppo facile giudicare chi non sente sulla propria anima le tracce indelebili dell'esperienza, che segna e trasforma chiunque non si pre-determini.
Complesso è cercare la voglia di reagire alle maree avverse, che osteggiano la volontà,complesso è chiudere gli occhi e fingere che tutto sia perfetto, trasportati dall'emozione fugace di un momento! Razionalizzare l'ineffabile, si può? Che riflessione... certo che no, ma sarebbe troppo semplice ignorare la logica, che invece si frappone alla serenità individuale.
Cosa sarebbe morale? Cosa invece dannoso? Posso vantarmi di aver scelto al meglio?
Posso piangere giuste lacrime quindi, perchè dovrei esser certa di non aver lasciato nulla di intentato dinanzi alle mille possibilità che avrei potuto cogliere.
Vivere la giornata, nella consapevolezza di dovere a me stessa la felicità che mi devo permettere di sentire per ogni sorriso ricevuto e per ogni pianto negato. Ogni fonte di tristezza rinnegata diviene in me condivisione della mia serenità, anche oggi, che penso a te, ormai distante, che sei riuscito a ferire quella bambina innocente che non sapeva cosa fosse la falsità. Oggi penso a te, che sei stato fondante in ogni mio stato dell'essere, formatore assoluto di perspicacia e pazienza, comprensione e assoluzione... qualità che mi hanno poi permesso di distruggere le tue colpe nel tempo trascorso da noi! Non esiste un noi ormai, ma esisto io, che riesco ancora a volerti bene e a gioire delle tue vittorie, ma tu non lo saprai mai! Non saprai quanto riesco ad amare, ancora, chi ogni giorno uccide i miei sogni, calpestando i miei desideri, non conoscerai mai cosa sono adesso, come ho imparato ad essere! Mai!
Sapevo che la vita insegna a vivere, ma ignoravo gli strumenti dei quali si servisse per i suoi insegnamenti: li ho fatti miei e adesso sono io che impogno a me stessa quanto ho appreso per non perdere più nessuna delle sfide che mi si presenteranno.
So che desidero conquistare la mia felicità e lo farò, perchè tendendo le mani al mio cielo, riuscirò a toccarne la rarefatezza, quasi priva di ossigeno, che mi trasporta nel subconscio più reale che si possa immaginare.

giovedì 13 maggio 2010

...Ancora...

Se il nuovo sfugge via, lontano da ogni attesa e recondita speranza, cosa resta se non la mia amata solitudine? Solitudine di sentire, provare a me stessa la dimensione vera che si nasconde all'umano sguardo superficiale. Una vita di attese, una vita di vuoti, una vita di silenzi attenti al più piccolo sentore di felicità, una vita matrigna, che dona attimi davvero fugaci per poi renderli ricordi agognati e remoti... E' questa l'esistenza? E' questa la vita?? Qual è il senso nascosto delle mie tragedie?? Dov'è??
Esiste una spiegazione alla rabbia di dover scegliere la solitudine? Esiste un modo per isolare l'anima da tutto questo dolore?? Se c'è, io devo trovarlo! Io devo assolutamente cercare la serenità che merito: ogni essere ha il diritto di sentirsi vivo e amato da chi è come lui.... soltanto umano!