
La fine è sempre l'implacabile tragedia del doversi dire addio, quando almeno uno dei due non è pronto a soccombere l'altro... Ci si guarda da lontano e si decide, volontariamente, di darsi le spalle... Come si sta in questa solitudine? Si vive trascinandosi... Abbiamo deciso quindi di abbandonare noi e i nostri sogni per una realtà che spaventa per la sua tremenda crudezza di un noi negato alla mente anche. Ci si deve cancellare definitivamente e del tutto per poter sopravvivere alla tempesta che si è attraversata, ma nella quale la follia dello stare in due rendeva felici. Sfiorarsi le anime, per poi fingere che sia stata una pura illusione della coscienza che, sbagliando, ha permesso a se stessa di costruire mondi paralleli di incontaminata bellezza, ormai spezzata dall'incubo della verità. Un addio ultimo è il contatto finale per abbandonare ogni sospiro ancora esistente di infinito, che ormai è memore di ogni lacrima che trattengo per non mostrare la debolezza neanche a me stessa... Trasparire dalla presenza corporea in un'eco di assoluto stupore è quanto necessito per stringermi ancora alla vita, per non lasciarla andar via... In un momento in cui tutto si distanzia da me, questo stato si impossessa di me, abbandonandomi però sempre più sola fra i miei pensieri, che mi spingono alla deriva...
Dove sei,
mia amata follia?
Mi hai abbandonata
alla tragedia
del domani
sola.
Dove sei,
mia dolce fantasia?
Mi hai lasciata
alla tristezza
del presente
nero.
Dove sei
mia infernale passione?
Mi hai dimenticata
alla disperazione
del ricordo
di noi.

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