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martedì 23 aprile 2013

23 APRILE 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... E' MUSICA!

Oggi le mie orecchie altro non odono se non la sua sinfonia.
Segnata nel cuore e ben impressa nella mente, scacciarla è l'indebita missione che non intendo assumere.
Questa sera voglio inebriarmi di ciascuna nota, di ogni singola flessione voglio fare delizia. Stasera mi lascio rapire dal ricordo di un'intesa istantanea nello sguardo complice.

Mai prima mi era accaduto di vigilare nell'attesa dell'evento e mai prima avevo sentito la pulsione di una gravità tanto immensa.
Oggi riesco a vincere il silenzio e a riabilitare il sapermi viva.

Mi piace ascoltare, amo rimanere attenta a cogliere l'imperfezione, che però rende la melodia tanto indescrivibilmente unica: quale è il mio peccato?
Non esiste alcun male nel lasciare che la mente vaghi, alla ricerca della sensazione di sentirsi unica e amata.
Lui riprende i suoi libri, la sua caparbietà di affermarsi... ed io guardo l'amore, quello che non si spegne.
Ne faccio il focolare di un'attesa più capace di me... la cupola che sfiora l'immensità del cielo che mi abbraccia ogni notte.

Il sogno ha intrecciato la realtà ed è riuscito a renderla vera, tangibile, ormai scavata in ogni singolo istante... è anche nel respiro sommesso che cerco di nascondere alla ragione.
Perché celare a me stessa quanto rivedo non appena gli occhi si chiudono al giorno? Perché continuare a non desiderare abbastanza?

Oggi ascolto le sue note e sento la forza di una passione che mi appartiene da ancor prima di venire al mondo. Oggi ascolto la sua musica, che solo io posso sentire mia... e che dentro me prende forma e corpo, invadendo spazi non ancora suoi.

Oggi sono recettiva e mi lascio prendere. Oggi sono sua... senza via d'uscita alcuna.

mercoledì 17 aprile 2013

17 APRILE 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Eppur si cresce

Solo ieri eri la bimba dagli occhi grigio cielo ed oggi ti ritrovi donna. Donna con i suoi problemi, schiva di natura, ma capace di raggiungere obiettivi inauditi, sei questa, mia cara sorella.

L'essere più grande non mi ha probabilmente ancora insegnato a saper essere, ma di sicuro mi ha spiegato cosa significa voler bene. TI ho vista nascere e muovere i primi passi barcollando. Le tue codine bionde non lasciavano che la resa a chi ha sempre provato a farti chinare il capo.

Gli anni delle scuole son trascorsi in fretta, anche quando hai arrancato il miracolo della vita. E sei stata unica nel riprendere coscienza di essere al mondo e di essere sopravvissuta alla morte, che ti ha sfidata a duello.
Ma tu, tu sei stata di più, più di lei, più di quanto potessimo tutti immaginare, hai serrato i denti e hai deciso di andare avanti, hai scelto di farti coraggio anche quando lo specchio rifiutava la tua immagine.
Sei risorta, cara sorella, ad una vita che ti ha vista protagonista di battaglie estenuanti contro la difficoltà di svegliarsi al mattino anche solo per sorseggiare una tazza di latte.

I tempi son trascorsi e tu sei cresciuta. Il bocciolo della tua bellezza ha lasciato posto alla ragazza che ha fatto innamorare lui. Moglie, amante, amica.

Certo, negli anni spesso è accaduto che io non capissi quanto sia stato miracoloso averti , ma ora è tutto chiaro. Ora darai alla luce chi rinnoverà la vita ed io ne sarò parte.
Adesso tutti sapranno che quel miracolo ha avuto un perché, destinato ad essere ricordato da chi ti ama da sempre.

Tu, mia cara sorella, rappresenti la voglia di ricominciare e nonostante le difficoltà riesci ancora a sorridere e a piangere per la gioia di saperti madre e genitrice di speranza.
Tu sei la nostra fede in Dio, la mia capacità di credere che nulla sia insormontabile.

Grazie.

martedì 16 aprile 2013

16 APRILE 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Scorre via tutto!

Basta un soffio per spazzare via l'abitudine del giorno ma non basta una vita per perdonarsi.

L'assunto del giorno è frutto dell'acuta riflessione della sognatrice che razionalizza quanto di più assurdo le capiti senza volerlo.
E' un weekend come tanti, trascorso girovagando per destinazioni intinte del sapore antico della regalità e della guerra... sono istanti di serenità, che impongono la distrazione, fuori dal mondo, fuori da campo di un cellulare che non può più squillare...
Mi sento io, senza colpo ferire, priva di timori e succube della rivalità con la nemica di una vita, il doppio di me.
Spacca il cuore sentire la doppia anima in perenne contrasto con il mondo. Sorrido e passeggio distratta, risalendo vie arcuate d'infinito, mentre la primavera dipinge anche i colori cupi di tristezze da scacciare.

L'aquila ha ormai spiccato il volo in solitaria, non mi son curata di chi rimaneva immobile a guardare, ha scelto di sorvolare i confini del significato, per colpirne il significato diretto.
Si instaura un rapporto di magica spiritualità anche con il linguaggio, quando il segno contingente diviene mezzo, mero codice, che perde valore. Oggi interpreto il sognificato delle mille scorse rese e divento la venere nera che uccide l'ostico.
Il bene superiore? Esclusivamente il mio bene!
Che accadrà degli altri oggi? Possono fingere che io non esista, oppure accomodarsi fuori dal mio raggio esistenziale: qualunque cosa, purché si tengano distanti dalle mie scelte.

Decido per me, nel bene e nel male e chiedo venia a chi storcerà il naso indignato per cotanta superbia!
Tutto può crollare adesso, perché io sopravvivo al silenzio e ricomincio ad amarmi come nessun umano saprebbe.

Vivo gli sguardi, ardo il desiderio e imparo a gestire il sopruso del sentirmi derubata degli anni migliori.

giovedì 11 aprile 2013

11 APRILE 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... La riconquista

La riconquista di un amore è la rinascita alla vita!
Respiri di nuovo e ancora e senza smettere. Non muore mai quanto è indistruttibile e sa lacerarti dal di dentro anche se non lasci spazio alcuno di manovra.
Richiama a se stesso ed è autoreferente il sentimento che muove il mondo: puoi scegliere di ignorarlo o semplicemente di fingere che mai sia esistito, ma Lui sta lì, fermo nei suoi intenti a ricordarti la bellezza dello stare insieme.

Oggi riprovo la freschezza di ciascun respiro e trattengo ogni fragranza del tuo odore, di quello della tua pelle, che sa di me... Mi mancava il tocco della tua mano capace e lo sguardo complice di un peccato inconfessabile.
Oggi decido per me di lasciar andare la ragione, perchè non voglio morire succube dei miei stessi vincoli e mi rifiuto di lasciare che il destino faccia il suo corso senza discutere. Non riesco a pensare alla possibilità di rinunciare al sogno di un'esistenza insieme per paura dei tanti, ma non troppi, ostacoli.

Perché dovrei dimenticare me stessa in nome di un bene superiore che io non conosco e la cui conoscenza è lontanissima da me? Scelgo di aprire gli occhi allo splendido presente che mi fa tremare il cuore, che altro non desidera se non vibrare all'unisono con il tuo.

Oggi mi sento io, esplosiva senza contegno e vogliosa di sognare. So farlo alla perfezione, conosco quali tasti toccare per disinibire la mente e ritrovo la forza di domandare e permettere che mi si ascolti.
L'amore è così, inspiegabilmente leggero si impossessa di ogni recondita natura e non tralascia di cancellare le incertezze per l'euforia che prende parte del quotidiano.

Siamo belli e siamo vivi a siamo Noi!

Lavoro, eppure non sento fatica, mentre il pensiero volge al desiderio di quello che mi aspetta: sono perfettamente consapevole delle tempeste che mi scompiglieranno i capelli, ma ne traggo esclusivamente la nuova sfida per il ritrovato equilibrio.

Nessun errore, nessuna sofferenza... soltanto il reale bisogno di essere felice!

martedì 9 aprile 2013

9 APRILE 2012: I PENSIERI DEL GIORNO... Sempre così

La sveglia del mattino sa cullarmi con la sua nenia tutto il giorno ed è quella canzone poi la causa della distrazione odierna. Struggente, toccante nel profondo, unicamente triste, ma tanto reale.
Ogni nota si infila tra i miei pensieri e prende posto nell'equilibrio studiato per contenere i danni... e invece lei non si arrende e va oltre, penetra persino il cuore, ormai stanco di sostenere il peso. Maledette parole, che mi impongono di ricordare, come se la notte appena trascorsa insonne non fosse stata già abbastanza insopportabile.
Ci allontaniamo per riflettere, per prendere ragione di quanto si decide e lasciamo al sentimento la capacità di sopravvivere al silenzio imposto.

Come posso, oggi, continuare ad ignorare il richiamo di quanto temo sia più forte? Troppo violento per fingere che nulla esista altrimenti e meno fugace di ogni singolo timore.
Torna vivo nello sguardo, per scoccare dritto all'anima il senso perduto di Noi, mentre ancora ci si oppone alla sola anche idea.
Difficile sopravvivere al disprezzo del contingente, quando il quotidiano opprime gli spiragli che un tempo erano vitali.
Si rinuncia così alla gioia dello stare insieme, alla libertà di un sì, alla bellezza di sguardi complici, mentre il rossore invade anche gli occhi... Riduciamo Noi al silenzio ogni volta che scegliamo la strada più semplice, più comoda, più assassina di Noi.
E allora perchè l'incontro? Perchè scegliere di interpretare gli istanti dinanzi al fallimento del progetto? Troppe domande oggi mi incatenano la mente, impromendole la volontà di restar rimmobile a guardare lo spazio atroce del vuoto.
Il vuoto è parte di Noi, certo, ma come spazio riservato, che si apre all'infinito e non al gelo che attanaglia anche un cuore che sa librarsi alto. Quella fiamma dov'è? Si è spenta per lasciar spazio all'indifferenza?

Perché?

Non riesco a trovar ragioni al suicidio di Noi, se non nella mancata volontà di crescere e comprendere quanto vere fossero tutti i sospiri e i gesti di Noi.
Non posso fare a meno di domandarmi il motivo di tutto questo... Che prova è? Che cosa ancora devo dimostrare? E a chi? A me stessa?

venerdì 5 aprile 2013

5 APRILE 2012: I PENSIERI DEL GIORNO... Rinascendo

Il cupo di questo cielo ormai conosce la mia voce e riesce serenamente ad ignorare le mie richieste.
E' chiaro, inutile ora riprovare a tirare le somme del progetto che interpreto da anni: giornata di consapevolezza questa.

Esco di casa e chiudo bene la porta con il doppio giro di chiave, solo per assicurarmi che i miei ricordi restino integri e proteggo i ricci perennemente maldestri con il cappuccio del mio caldo cappotto. A breve mi toccherà accantonarlo nell'armadio per lasciar spazio al colore caldo della mia seconda primavera romana.
Raggiungo la cima della salita che accoglie tutti i miei propositi mattutini, mentre i tacchi stentano a non impigliarsi tra le crepe dell'asfalto poco stabile. Ancora pochi minuti e sono in stazione, dove i tornelli aperti segnalano puntualmente l'incuria di chi dovrebbe controllare i viaggiatori. Attesa. Treno. Scelgo il mio solito posto, accanto al finestrino, per deliziarmi delle splendide colline rigogliosamente verdi e apro il mio libro. Sollevo lo sguardo e non riesco ad ignorare quanto mi scorre dinanzi: inutile proseguire la mia lettura.

Ripenso alla tristezza di ieri, mi accorgo che tutto passa e che proprio quando sento di aver deciso come lasciar morire la bellezza, essa rinasce. Rinasce nel sorriso che mi si dipinge sul volto quando l'insano compagno di viaggio discute da solo della politica che guarda sul suo giornale. Guarda perché ho capito che non può fare altro, impelagato nei vincoli della realtà che lo crede totalmente matto. Accade così!
Ci si ritrova fuori di testa senza accorgersene, stritolati da ragioni che si sono impossessate del cassetto dei sogni. Fischietta ora nella metro e rallegra il mio viaggio, quando inizia a gocciolare dalle nubi che coprono l'orizzonte che mi sovrasta.
Percorro il mio tragitto assorta nei troppi pensieri che è diventato impossibile scacciare, fino all'arrivo in ufficio.

Sembra una giornata come tante e invece qualcosa è cambiato. I miei capelli profumano di nuovo e il volto mi appare diverso; sono io, la donna di sempre, eppure respiro con gli occhi persi in fantasie solo mie.
Probabilmente ho fatto luce, ho superato l'incertezza del domani e ho realizzato di poter affrontare le future difficoltà, come in passato già sono riuscita a fare. Ripenso all'ansia di ieri e alla volontà di tacere e mi conosco sempre di più, sempre meglio.
Debolezza e volontà di rialzarmi descrivono in modo netto chi io davvero sia. Tendenzialmente ottimista, sfaccendata a me stessa, impigliata in desideri troppo grandi, ma mai, mai, succube dell'incapacità acquisita da quanto mi circonda.

Vuoi andare via? Te lo lascio fare! Vuoi lottare da sola? Sei libera di agire come credi!

Alla coscienza non si deve negare la libertà: sei libera di fuggire o di restare, libera di andartene e dimenticare o di accarezzarmi e continuare ad amarmi.

Io ho smesso di inseguire chimere e illusioni, in nome di un progetto unico, perché solo mio! Io so chi voglio essere, come mostrarmi a chi non mi conosce e come esistere a me stessa. Oggi so!
Spero solo di ricordarlo anche solo domani.

giovedì 4 aprile 2013

4 APRILE 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Passeggiando al laghetto

Pomeriggio di primavera, la stagione appena nata lascia fiorire i suoi prati senza aggiungere nulla al cinguettio che profuma l'aria. Decido di staccare, di dedicarmi all'ozio meritato dopo giornate di estenuanti irritazioni e consapevole mi dirigo al laghetto che oggi è più bello di sempre.
Respiro la vita dei bimbi che si rincorrono e della mamma che insegna alla sua piccola il salto della corda, mi incanto tra i colori della rinascita e osservo il cielo limpido che ingoia ognuna delle mie paure.
Nuvole di petali bianchi dipingono il prato che pullula di un'umanità che ben conosco. Conosco ormai il senso del dubbio e le paturnie della misteriosa follia assassina del sentimento. L'orizzonte mai saprà spiegarmi meglio la grandiosità della vita che risorge, come il Cristo che ho imparato ad amare ancor prima di venire al mondo. C'è speranza incognita e tante, tante domande quest'oggi sul tempo che giungerà.

Credi di aver deciso qualcosa? Credi di aver raggiunto l'equilibrio? Davvero ti sei illuso di aver compreso?

Stupida idiota, tu che con la volontà di vincere hai permesso al sistema intero di ingurgitare le tue lotte... hai lasciato aperta la possibilità di inciampare nel caos di un  universo ancora troppo egoista. Hai concesso alla frenesia di trascinarti in un abisso dal quale ormai è sempre più difficile tirarsi fuori. Hai errato immaginando un futuro conquistato con tenacia e invece hai ottenuto una parvenza, una finta realtà, nella quale rifugiarsi viene comodo quando i punti cardine hanno ceduto.

Crediamo di esistere in un mondo che sentiamo vanamente di conoscere, mentre continuiamo ad intingere le nostre scelte nell'irrealtà di limiti e difficoltà che sanno bloccare ogni slancio.
Ci circondiamo di menzogna, perché è pane per la nostra stessa falsità e sopravviviamo agli occhi stranieri di un Dio che ha tralasciato di imprimere la correttezza e il rispetto reciproco. In questa giornata evito di dilungarmi sulla scarsa volontà di sopportare le incongruenze, perché oscurerei la tentata trasparenza di sentirmi me stessa, sempre e comunque, anche se difficilmente riesco a trattenermi.

Mi sento confusa, sofferente di base, inebetita per il flusso degli eventi che non lasciano tregua ad una pace che tanto desidero.
Mi sono innamorata, inutilmente, mi sono abbandonata, ingenuamente... e oggi sento di dover riprendere le fila di una razionalità che forse mai mi è appartenuta per davvero, pur avendone ostentata fin troppo.

Mi chiudo al Mondo, perchè Lui mi ha lasciata fuori dai suoi perché, mi ha dimenticata all'uscio della felicità, ha scelto di farmi assaporare sensazioni, ma senza mai il reale dono di qualcosa che mi appartenesse sul serio!
La vita ha percorso il suo giro, mi ha stupita, percossa e avvelenata... e adesso giaccio sul gelo di scelte non mie, dettate da un passato che dista millenni da me, ma purtroppo ancora troppo ingombrante.

Come si dimentica? Come si finge di star bene?