Pagine

giovedì 4 aprile 2013

4 APRILE 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Passeggiando al laghetto

Pomeriggio di primavera, la stagione appena nata lascia fiorire i suoi prati senza aggiungere nulla al cinguettio che profuma l'aria. Decido di staccare, di dedicarmi all'ozio meritato dopo giornate di estenuanti irritazioni e consapevole mi dirigo al laghetto che oggi è più bello di sempre.
Respiro la vita dei bimbi che si rincorrono e della mamma che insegna alla sua piccola il salto della corda, mi incanto tra i colori della rinascita e osservo il cielo limpido che ingoia ognuna delle mie paure.
Nuvole di petali bianchi dipingono il prato che pullula di un'umanità che ben conosco. Conosco ormai il senso del dubbio e le paturnie della misteriosa follia assassina del sentimento. L'orizzonte mai saprà spiegarmi meglio la grandiosità della vita che risorge, come il Cristo che ho imparato ad amare ancor prima di venire al mondo. C'è speranza incognita e tante, tante domande quest'oggi sul tempo che giungerà.

Credi di aver deciso qualcosa? Credi di aver raggiunto l'equilibrio? Davvero ti sei illuso di aver compreso?

Stupida idiota, tu che con la volontà di vincere hai permesso al sistema intero di ingurgitare le tue lotte... hai lasciato aperta la possibilità di inciampare nel caos di un  universo ancora troppo egoista. Hai concesso alla frenesia di trascinarti in un abisso dal quale ormai è sempre più difficile tirarsi fuori. Hai errato immaginando un futuro conquistato con tenacia e invece hai ottenuto una parvenza, una finta realtà, nella quale rifugiarsi viene comodo quando i punti cardine hanno ceduto.

Crediamo di esistere in un mondo che sentiamo vanamente di conoscere, mentre continuiamo ad intingere le nostre scelte nell'irrealtà di limiti e difficoltà che sanno bloccare ogni slancio.
Ci circondiamo di menzogna, perché è pane per la nostra stessa falsità e sopravviviamo agli occhi stranieri di un Dio che ha tralasciato di imprimere la correttezza e il rispetto reciproco. In questa giornata evito di dilungarmi sulla scarsa volontà di sopportare le incongruenze, perché oscurerei la tentata trasparenza di sentirmi me stessa, sempre e comunque, anche se difficilmente riesco a trattenermi.

Mi sento confusa, sofferente di base, inebetita per il flusso degli eventi che non lasciano tregua ad una pace che tanto desidero.
Mi sono innamorata, inutilmente, mi sono abbandonata, ingenuamente... e oggi sento di dover riprendere le fila di una razionalità che forse mai mi è appartenuta per davvero, pur avendone ostentata fin troppo.

Mi chiudo al Mondo, perchè Lui mi ha lasciata fuori dai suoi perché, mi ha dimenticata all'uscio della felicità, ha scelto di farmi assaporare sensazioni, ma senza mai il reale dono di qualcosa che mi appartenesse sul serio!
La vita ha percorso il suo giro, mi ha stupita, percossa e avvelenata... e adesso giaccio sul gelo di scelte non mie, dettate da un passato che dista millenni da me, ma purtroppo ancora troppo ingombrante.

Come si dimentica? Come si finge di star bene?

6 commenti:

  1. Ti avevo detto... alla tua prossima intuizione o ispirazione... e tale è. Oltre le descrizioni accurate, i profumi che sembran vivi, cercherò di aver tatto, tale deve essere l'uom che si approccia al gelo, al desiderio rubato e al respiro che stenta a decollare. Essendo un orso marso, proveniente dal gelo d'abruzzo, avrei da dirti: Il mondo non ti chiude fuori, il mondo propone, il mondo agisce, il mondo vive: il mondo è un'entità e fa di testa sua. Il mondo non può fare solo una cosa: chiuderti fuori, ma sei sempre tu che chiudi fuori il resto. Non ti dirò di non farlo, l'ho già fatto io e sentito quel gelo come fossimo alla Giudecca e poi, il giusto è il giusto, ogni stato d'animo ha il suo tempo, come ogni anima così ogni creatura. Un vecchio un giorno mi disse: mio padre, mentre moriva mi ha detto che nel momento in cui ha capito tutto, sul letto di morte, si è reso conto che l'unica cosa che aveva capito era che non aveva capito un cazzo!. Che grande fortuna ha quest'uomo, per persone che sanno leggere tra le righe, siamo così impegnati a capire che ci dimentichiamo di vivere. Il mio consiglio è molto semplice ed è un consiglio senza nessuna verità: non ti dirò come vivere, ne cosa devi fare, nè come si dimentica, nè come si abbraccia il nuovo, ti dirò... fallo! Prendi il tuo dolore, le tue gioie e le tue tristezze e portale con te senza scacciarle, ma accudiscile, dagli una carezza e un conforto, porta come amico il tuo dolore, perchè lui sa chi sei e può rispondere a tutto ciò che gli chiedi e quando sarà ilmomento paradossalmente lui ti mostrerà la felicità, malgrado la felicità e questo mondo non vadano a braccetto. Nulla è facile, non lo è, te lo dice un orso dei monti non un cabarettista amante della progenie umana. Non so come ti senti, ma so quello che ti devo scrivere è questo, mi viene spontaneo non l'ho calcolato, e che ne farai l'uso che più troverai opportuno. Fai a pezzi il mio commento se sarà necessario, ma fallo, non per te, non per altri, ma per la vita stessa. Devi farlo per "TE", per la tua vita, il tuo amore, gioie, dolori speranze e quanti altri aggettivi vorrai dare a TE. Cammina, goditi il panorama, ma cammina... un raggio di sole viene sempre dopo una notte, malgrado tu voglia esser sveglio o dormire...;) un abbraccio

    RispondiElimina
  2. Grazie Marco... oggi è uno di quei giorni in cui la negatività acquisisce forza.. io mi diletto nella scrittura della mia vita, perché le parole si compongono nella mia mente e sento il bisogno assoluto di porle per iscritto... Grazie per quanto scrivi, mi è molto di consolazione. A volte mi dico che la mera accettazione degli eventi dovrebbe avermi già insegnato a superare gli ostacoli, ed invece ogni volta riparto da zero... ed è tutto più difficile.

    RispondiElimina
  3. Non aggiungerò altro, il tempo del dolore va rispettato, buon giorno di dolore... http://www.youtube.com/watch?v=UAVY3PlKCMk a presto.

    RispondiElimina
  4. siamo sempre noi a scegliere la felicità dipende da come vogliamo guardare il mondo, i giorni si susseguiranno comunque fregandosene di quello che pensiamo e di come li viviamo, la felità va costruita enquando arriva sarà solo un momento ma l'importante è il cammino intrareso per raggiungere quel "momento".
    vivi con la consapevolezza di soffrire e raggiungere l'apice della felicità ma vivi senza aver timore di amare perchè nessun sentimento è inutile dall'amore all'odio..
    come si dimentica? come si finge di star bene?
    semplice: non dimenticare e non fingere ma continua a camminare e a vivere ogni istante perchè solo passo dopo passo, solo vivendo ogni istante aumenterai la probabilità di dimenticare del tutto e di ritrovarti "nuda" con la tua personalità
    con affetto
    ilclown

    RispondiElimina
  5. Le parole sono volatili come i miei pensieri oggi... accetto tutto... oggi è come sparare sulla Croce Rossa.

    RispondiElimina