Pagine

martedì 13 luglio 2010

SEMPRE TU


E di noi ancora tu,
vile ricordo,
memore della fantasia.

E di noi ancora tu,
silenzioso mare,
profondo di incertezza.

E di noi ancora tu,
sciocco stupore,
sentito dall'anima.

E di noi,
sempre tu
nella mente ancora
mia.

L'ULITMO ADDIO


Il nostro addio
si libra tra le anime
celate da corpi sterili.

Sorridi amaro
alla fine ormai certa,
malinconica di noi.

Sorride triste
all'impossibile sogno
spezzato di noi.

Illusi dell'amore
speravamo l'infinito,
scagliato contro una realtà
sempre troppo vera
per la bimba ancora triste,
che sapeva volare
tra i pensieri fugaci
di promesse rapite.

La vita muta
nuoce l'essere
sensibile alle furie divine.

Addio al gioco
addio ai sogni
in un noi che sempre vivrà
.

sabato 10 luglio 2010

I PENSIERI DE GIORNO: 10 LUGLIO 2010... IL MIO ADDIO A TE


Questo è un giorno particolare per chi piange la scomparsa di una vita che si spezza senza aver mai provato la vera gioia di vivere, perchè avversato da un male che da anni lo indeboliva...
Oggi piango te, Michele, amico mio... Non sono riuscita a dirti addio, non ho potuto incontrare i tuoi occhi mentre chiudevi un'esistenza nel silenzio della morte... Quanti pensieri si affollano nella mia mente, troppi per restare celati nel mio cuore, che di suo è già scavato dagli stupidi dolori vani e momentanei, che affliggono l'anima mia da un po'. Da oggi non sei più tra noi, Michele, e se socchiudo le palpebre, riesco a sentire il tuo ultimo respiro sopirsi, in una preghiera senza fine, che ti aiuti ad oltrepassare il confine della vita.
Passare oltre, paura del vuoto, vertigine dell'infinita speranza di una vita meno crudele: la morte, punizione divina o salvezza dai mali? Come si può pensare alla morte a soli 25 anni? Come si accetta di dover rinunciare ad una vita mai vissuta? E' più facile perchè non la si conosce? E la volontà di imparare a voler bene a chi ci circonda? E l'attaccamento a chi ci ama? Come si recide il legame con chi ci ha messi al mondo? Come si riesce a guardare chi ci vuole bene, al capezzale del letto di morte, mentre piange una dipartita annunciata, ma sempre dolorosa da accettare? Come si rende immortale la propria anima? Come si lascia una traccia su questa terra??
Il ricordo è la poesia di chi ha saputo amare con i suoi silenzi, rapendo lo sguardo con i suoi grandi occhi trasparenti, dai quali la sofferenza non faticava a sfiorare il cuore di chi invece si trascina in ogni nuovo giorno...
Si resta in ogni piccolo gesto, memore della passione fugace che richiedeva perchè unico e personale... La presenza di chi è andato via non ci abbandona ad un'esistenza distrutta dalla solitudine... si dice che viva ancora, liddove l'amore umano supera i confini delle lacrime e tocca l'essenza della verità... della vera realtà che segna i cuori di chi conosce quanto sia importante amare l'uomo, altra metà di noi stessi, nelle molteplici forme che il sentimento assume quotidianamente, modellando la mente...

Addio Michele,
perdona l'incapacità umana
di accettare la malattia,
ghettizzata stupidamente
da chi ignora la grandezza
di chi ha lottato
una vita intera,
sconfitto da un male
più grande sè....

giovedì 8 luglio 2010

I PENSIERI DE GIORNO: 8 LUGLIO 2010... LA CONSUETA NOVITA'


Incattivirsi è la diretta conseguenza dell'indifferenza, tanto abile nel disintegrare gli spiragli di vita che a volte respiro... La forza di rialzarsi non sempre supera il dolore della caduta e quando, come oggi, mi accorgo che il mondo accelera il suo rotare, realizzo, ancora e ancora, la mia solitudine. Freddezza e intolleranza si celano in quelle profondità che respingo, latenti dentro me. L'esistenza di ciascuno si tinge di momenti bui, che soffocano spesso le nostre speranze, ma il cambiamento necessario mi motiva all'immobilità emotiva, prigioniera dei malumori dell'animo, che travolgono le mie momentanee gioie... Alienarmi da questa realtà mi riesce facile per fuggire alla solitudine che mi ostino a provare nel caos travolgente del reale, astrarmi dal marasma umano che desidera trascinarmi è necessario per ritrovare il mio equilibrio mai davvero sentito. Guardo il mondo con gli occhi di ghiaccio di chi sa ormai di non dover attendere nulla da chi lo circonda: aver sfiorato la perfezione fino quasi ad incantarmi in un volo che non mi apparteneva mi ha resa consapevole... e con questa mia nuova certezza sopravvivo nel mondo arido che troppe volte detesto...
Detesto questa maledetta realtà che mi ha strappato la felicità in più riprese, fino a straziarmi del tutto, detesto questa quotidianità che continua a mostrarmi i limiti dei miei fallimenti, mentre il mio cuore piange una serenità perduta, che avverte lontana... Accarezzare il mio letto di vanità e falsi rapporti tra le persone spalanca la mia visione, prima ristretta, sul futuro, squarciando quel velo di inutile dubbio che assale la mente quando si sofferma a riflettere...
Nuova me, in ogni momento, domina i sorrisi e le silenzi dei giorni che vivo, tralasciando l'illusione di una felicità inesistente.