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lunedì 10 novembre 2014

10 NOVEMBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Abbandonare la nave

Ancora una volta ci si chiede cosa questa vita decida per noi.
La volontà, baluardo inespugnabile di forza diventa vessillo a cui chiedo sostegno per affrontare il nuovo che conoscerò a breve.

Guardo il tempo trascorso in un posto che ormai sento mio e ripenso con malinconia ai giorni che non vivrò qui dentro, per lanciarmi in un'avventura che mi spaventa, almeno quanto mi rende curiosa.
E' strano come si impari a sentirsi padroni di una sedia, perfettamente posizionata dietro una scrivania. Ed è anomalo quanto ci si possa legare a chi nel tempo ci ha anche fatto del male.

Solo una persona superficiale non proverebbe le mie stesse emozioni adesso, mi ripeto... ma  ac he pro?
Chi mi garantisce che un po' di sana superficialità non dia benefici ad un'anima perplessa come la mia, oggi?

Siamo perennemente in corsa, verso una meta che non conosciamo mai del tutto. E durante il tragitto capita anche di perdere pezzi di sé, di superare il barbone che ha sostituito la signora maleodorante in metro... di ignorare la mano tesa, in cerca di aiuto.

Ritrovarmi tra le pagine del mio diario, a scrivere di come un saluto possa essere tanto commovente, è la prova tangibile di un cuore che non sa smettere di sentire, al di là di quanto dovrebbe.
Dovrei maturare anche in questo, per imparare ad essere leale con me stessa, riconoscendo i limiti del bisogno di sereno che mi appartiene.
Dovrei riuscire ad astrarmi dal contingente, per guardare al prossimo che arriverà.

Quanto è facile assumere impegni, per cui già in partenza si è consci di fallire.

Qui c'è già chi crede di aver assunto il mio ruolo, chi è pronto a sfilarmi la stima guadagnata in anni di fatiche... chi si è finto amico per guadagnarsi una poltrona.
E' normale, mi ripeto, che ognuno aspiri al meglio per se stesso, ma mi ripeto che oggi chi paga resto io.




mercoledì 5 novembre 2014

5 NOVEMBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Grandi cambiamenti


E' come quando stai per girare l'ultima pagina del libro che ti ha rapito.

E' la stessa sensazione che provi quando chiudi la porta della casa in cui hai vissuto, prima di un trasloco...
è strano sentirsi tanto malinconici dinanzi ai cambiamenti epocali che ci ritroviamo a vivere quotidianamente.


Ho vissuto la speranza nata in quest'ufficio, a cui ho dato l'anima, sempre lasciando il massimo impegno... l'instancabile e volenterosa perfezionista, che ama il suo lavoro.
Le nottate e le giornate trascorse nei corridoi di un edificio ormai familiare mi hanno insegnato ad essere capace oltre il mondo accademico.
I sorrisi, le discussioni, le lacrime diventano oggi un miscuglio unico che mi annebbia il cuore dalla gioia che dovrei provare all'idea del cambiamento.

In fondo, è da qualche tempo che non desideravo altro che allontanarmi per tutte le falsità che respiravo e gli schiaffoni alla fede che ricevevo. Eppure non riesco ad accettare davvero di andar via.

Sono in una bolla di sapone enorme, che prima o poi smetterà di proteggermi dal vento che soffia intorno a me e mi lascerà alla furia di quello che accade.

E' come se guardassi il mondo da fuori, abbandonandomi agli eventi, che per quanto voluti mi risultano ancora oscuri.

Oggi sono qui fisicamente, ma i ricordi mi hanno rapita ormai da qualche giorno e li rivivo, uno per volta.
Lascio qui le mail compiaciute, quelle punitive, le paracule... lascio qui gli abbracci e i regali ricevuti, li lascio qui con il mio cuore.

Si cresce e si cambia, dicono.
Si deve rischiare per provare a migliorarsi.

Lascio qui anche le ansie pre-riunione e i nervosismi da rilascio mancato o troppo lungo nei tempi.
Lascio qui la bambina che guardava con soddisfazione ciascuna pagina che creava, alla ricerca della donna che per forza deve andare avanti.
Lascio qui i miei carichi, a chi saprà come sostituirmi.

Troppo tempo trascorso qui dentro a combattere per guadagnare la stima di chi poi mi ha apprezzata.
Troppa volontà nell'impormi nel gruppo, che mi ha amata.

Ho conosciuto modelli per la vita e altri da cui discostarmi. Ho conosciuto me stessa nelle situazioni di forti stress e ho ingoiato l'amarezza di vedermi superata dallo schifo che in questo maledetto Paese impera.

Questo capitolo si chiude lasciandomi nuda di barriere e difese dal pianto che il mio cuore non riesce a risparmiarmi.

Pronta per il nuovo.




venerdì 31 ottobre 2014

31 OTTOBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Nuove luci


Ormai ho capito quanto la notte sappia attraversarmi l'anima per sedimentarsi nel luogo più recondito e celato mio.

Avevo imparato a gestire quello che neanche si può nominare e a rinchiudere la fantasia in nome di serenità e sorrisi... sepolto la passione con il cemento della solitudine.


Oggi sono totalmente assorta in note assolute e assordanti che danno vita e shock al mio corpo quasi freddo per quanto inerme da tempo ormai sia... Note che fanno drizzare ogni cellula che dormiva, comodamente seduta su allori e patti già stabiliti.

La notte mi ha scavato dentro, fino a farmi quasi sentire il suo gelo, che ritrovo nel silenzio di lacrime che non riescono a scendere, lasciando posto al fuoco che brucia le mie lenzuola.
Sussurro alla mia mente di liberarmi dalle prigioni inutili che mi annebbiano il pensiero, chiedo ai miei dubbi di mettersi in quell'angolo, al sicuro... perché voglio sentire quanto può scorrere dentro me, lasciandomi viva.

Il dono poi cos'è? Non è forse la possibilità di scegliere chi e che cosa vogliamo fare di noi stessi?
Il caso, bella fregatura.. dormiamo sereni, mentre il destino ha tessuto un intreccio tale con le sue trame, che solo riesce a disallineare tutti i pianeti che avevamo fissato bene in quel sistema solare che ci appartiene.

E ci si ritrova così, in un buio senza fine, ad ammaestrare la paura e il desiderio e la gioia di avere percezione di reazioni inaspettate, insperate quasi per quanto forti.
Tendo la mano per incontrarmi nuova e rinata ad una passione che dimenticavo di possedere, mentre sempre più prepotente si fa la strafottenza con cui il peccato si insinua in me.

Sfiorarsi e rincorrersi e ritrovarsi con la voglia sconosciuta di accogliere lui, grande e capace di dar piacere anche a chi retrocede alla sola idea di cadere in baratri sconosciuti... E' pura follia desiderare l'abbandono totale ai feroci sogni di violenza, che adesso so essere profondamente miei.

La notte richiude le sue porte e mi bacia per augurarmi il riposo riparatore che domani mi ritroverà ancora diversa e presente a me stessa.

Quanto durerà?




lunedì 13 ottobre 2014

13 OTTOBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Ancorata al mondo

Resto nuda davanti ad un'anima stanca del continuo rifiuto dei suoi stessi desideri.

Lascio agli altri la sicurezza finta del sentirsi fermi e con i piedi ben saldi... lascio agli altri anche l'onere di giudicare le scelte, giuste o sbagliate che siano.

Al momento sento di esplodere un'emozione tanto incontenibile quanto distruttrice, che sa avviare un cambiamento che coinvolge tutti gli aspetti della mia vita.
La serenità non era abbastanza?
Volevo soltanto restare immobile, lontana dal mondo che non sa amarmi, egoista ed egocentrico in ogni suo moto. Non avrei chiesto altro che essere dimenticata da chi incontro quotidianamente... e invece no!

Ascolto la mia musica, rileggo le mie cose, tocco quello che mi appartiene, per riscoprirlo nuovo del tutto e ancora una volta diverso.
L'intrigo non mi appartiene, sono io!

E' come sentirsi ripetere quello che si sente, privi della paura dell'altro, incontrato in un abbraccio interiore ricco di quella passione alla quale rinunciare è impossibile.
E allora ci si ritrova ancora soli, lontani dal pericolo che l'esterno rappresenta...
E si sta scomodi al posto di chi non riesce a controllare più neanche la propria di mente... figurarsi il resto!

Il mondo animale, grande maestro, fa di me la sua prediletta discepola per insegnarmi a mangiare l'uomo.. a gustarne il sapore, senza privarmi della volontà di sentirmi libera.


Oggi scrive la parte ingabbiata in schemi dorati, che proteggono, seppur limitando.



venerdì 3 ottobre 2014

3 OTTOBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Una madre

Oggi condivido il dolore della madre che ha visto la sua bimba andar via troppo presto da una vita che altro non aspettava se non di poterle donare quello che meritava.

Piango con la donna intelligente che sta facendo del suo dolore uno scudo per reagire alla morte.

La distanza impedisce l'abbraccio di cui ho bisogno in primis per farle sentire che ci sono... la distanza è la peggiore limitazione quando le note di ciascuna lacrima sono comuni... Lei è la madre che ama incondizionatamente, che sa darsi forza per restare immobile nonostante la corrente di un'esistenza perennemente in contrasto...
E nonostante tutto, lei è lì, a non dimenticare che l'amore supera la mancanza perché riesce a stringersi all'anima di noi umani per scolpirsi nei cuori che desiderano.

Un abbraccio unico, è il mio; un abbraccio di cui ho bisogno più di lei... un abbraccio per sentire il suo amore.

Ebbene, come sempre guardo i giorni scorrermi accanto e i mali divenire profani, mentre ogni frase diventa strumento di contatto con chi non c'è più.

Un dono per lei, che ci guarda dall'alto, senza smettere la sua melodica nenia verso l'infinito...
Un dono per lei, che sa mancare anche non avendo avuto contatti diretti...
 Un dono per lei, che era la sua piccola musicista.

Sono passati mesi, è vero, ma il rinnovarsi di quel dolore puro continua a vivere con lei, tenendola qui tra noi, ancorata ad un mondo che di lei ancora necessita.

Leggo la volontà umana e l'umano desiderio silenzioso di averla vicino, perché tutti, in fondo, non possiamo tralasciare l'affetto di chi ci appartiene.

Sono ancora nuova, perplessa da un destino che impone la mancanza e incuriosita, sì incuriosita, per il bisogno di conoscere quello che ancora dev'essere.
 Parole sconnesse sembreranno ai più... frasi scollegate e forse anche senza senso... ma sarà la musica di sfondo di queste mura bianche, oppure la stanchezza ormai accumulata... ma i pensieri sciolti prendono possesso di me e si abbandonano alle pagine di questo diario che ormai amo forse anche più di me stessa.

Grande amico, silente strumento in cui ho pianto notti insonni e superato sconfitte cocenti... A te mi offro, nuda di ogni convenzione e priva di strutture estranee al mio sentire più profondo.

martedì 23 settembre 2014

23 SETTEMBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Svegliarsi così

E poi, un bel giorno, apri gli occhi al mattino e realizzi che non è poi tanto difficile stare al mondo.

Conquiste e lotte hanno lasciato spazio ad una serenità fatta di compromessi e silenzi inevitabili che sanno riempire grandi vuoti.

Oggi mi preparo alle notti in solitaria che mi aspettano, dopo la prima già trascorsa: il cuscino lontano dal mio viso, un coma durato poco più di otto ore, come da molto non accadeva... e quella sensazione magnifica del 'chissenefregasemicascailmondo'... sonno ristoratore e riparatore sono tutta tua.

La tv non ha smesso mai di parlarmi, seppur la mia attenzione fosse rivolta altrove.

Ebbene sì, mi sono addormentata come da secoli non mi accadeva, con la totale noncuranza dei soliti assilli. Ho cenato, gettato la spazzatura, persino innaffiato il giardino del mio terrazzo... e ho scelto poi di lasciarmi andare.
Un altro mese è trascorso quasi dalla nostra ultima volta insieme, crisi e litigi hanno dettato l'egoismo di chi pretende di poter decidere per tutti... Ho rinunciato ad una vacanza meritata per aspettare, come sempre, le decisioni altrui. Questa volta il limite è stato superato però.

Se basta così poco per gettare nel panico il tempo vissuto, che senso ha sforzarsi ancora di essere come dovrei?

Mi sento confusa, sarà anche per la benedizione della mia cervicale che non accenna a darmi tregua.
Mi sento immischiata e invischiata in situazioni che dovrebbero essermi estranee.
Mi sento non capita e perennemente sotto sforzo, per impedire di essere travolta dal mare che si agita ai miei piedi.

Ho capito, quasi, come rilassarmi e svagare la mente e ho ben chiaro il metodo per distrarmi... quanto vorrei poter essere in equilibrio perfett tra pace dei sensi e piena soddisfazione.

E, in tutto questo, mi mancano le sue mani e la sua bocca... mi manca la sua voce, quella che conosce le segrete più oscure... mi manca lo sguardo profondo dell'indagatore che non si arrende ai miei rifiuti...
E non oso ammettere che mi manca da morire tutto quello che è per me.



giovedì 28 agosto 2014

28 AGOSTO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Chi mostra

Gode! E chi guarda: crepa!

O almeno così si dice. Ebbene, oggi devo assolutamente scrivermi che così non è.
Insicurezza e ostentazione vanno a braccetto nel momento in cui ci si realizza che ad essere insicuro sei tu innanzitutto.

Il passato non si cancella e trasciniamo quotidianamente il fardello ingombrante dei dolori che ci hanno segnato e distrutto la vita. Ciascuna cicatrice di rinascita, anche se ormai sbiadita, sta lì a ricordarci che abbiamo superato le difficoltà e che siamo rinati, malgrado le difficoltà.

Abbiamo pianto, chi ha avuto la fortuna di non farlo? Abbiamo maledetto quel giorno...
Ci siamo crogiolati nel fondo più tetro della solitudine per poi risalire la china.

E poi? Poi accade che tutto passa, tutto, insegnandoci la forza di reagire e il bisogno di affermare continuamente il proprio ego.

Se analizzo l'accaduto, capisco sempre meglio che il trauma si è trasformato in un egocentrismo dettato dall'insicurezza, che ancora non supero. Non riesco a comprendere come sia potuto accadere che la ragazza timida e insicura si sia trasformata della ondeggiante e prorompente femme fatale che solo gli altri vedono.

Combatto ogni giorno cercando di piacermi sempre, indossando i miei abiti migliori e astenendomi dalla trascuratezza... eppure non basta a rendermi serena. Oggi avverto il chiaro disagio di chi ha trasformato la sua esistenza in una sfida continua per sconfiggere se stessa e vincere il primo premio.

Rifletto sulla malizia di chi guarda con gli occhi della lussuria, sempre pronta a lasciar scivolare in silenzio le allusioni sessuali di cui sono inconsapevole vittima.
Rifletto sull'ipocrisia di chi appoggia ogni argomentazione per poi mascherare le proprie reali convinzioni dietro il monitor di un ufficio... è questa la competizione? Non la conoscevo.

Oggi decido di trasformarmi nella routine a cui gli altri sono addetti e di sentirmi tale e quale alla trasparenza che mi circonda... come si suol dire, la vita è fuori da quest'ufficio, nel quale trascorro comunque la parte maggiore del mio tempo. Fingerò la superficie che non mi appartiene, e non perché infastidita dalla pochezza umana, ma semplicemente stanca dei finti sorrisi e delle parole misurate e studiate per conquistare la mia fiducia.

Provo un senso forte di sconforto e di solitudine.
Persino la Barbona della stazione Ostiense è andata via, lasciando il vuoto.
Le mie amiche sono ormai lontane e la mia famiglia anche.

Sola, sempre.

Ma anche questo passerà, come tutto.. e magari mi insegnerà ad affidarmi davvero soltanto a me stessa.
La guerra è guerra.


lunedì 11 agosto 2014

7 AGOSTO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Vita nuova

Quasi due mesi che non scrivo per me stessa... ammetto che l'ansia dello scrittore non si diluisce nel temo. Anzi.

 Non nascondo di aver iniziato a scrivere questo post più di una volta, ma ho avuto le giunture congelate da quell'acido lattico che solitamente infastidisce soltanto dopo lo sforzo...
stranezze della vita!

Due mesi di profondi turbamenti e cambiamenti.
Rastrellamento rovinoso in ufficio, rapporti quasi sanati e la casa dei sogni di chiunque.

Sono serena, finalmente. Ecco tutto.
Ho capito che non è giusto per se stessi rincorrere attimi di estrema felicità, se poi il resto si annulla... Ho capito che preferisco la serenità.

p.s. pubblico l'11 il post del 7... mah!


martedì 10 giugno 2014

10 GIUGNO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Invecchiamo

Sarà forse colpa del tempo in fuga perenne che non riesco a recuperare la necessaria serenità per dire di essere felice. Trascorro notti in bianco, prive di riposo... provo ad addormentarmi tutte le sere con la piena volontà di dimenticare quello che mi circonda.

E accade che, proprio quando dormo quasi, inizio a rigirarmi nel mio letto ancora indebitamente accogliente... Quanta insofferenza a ciò che non riesco a lasciarmi dietro... quanta attesa nell'aspettare che tutto inizi ad essere come dovrebbe.

Sono giorni ormai che alterno stati d'animo e che attivo il mio corpo attingendo adrenalina per sentirmi viva: corro a ritmo di musica, alleno addominali e braccia con il massimo sforzo fisico e provo ancora la gioia di una pienezza di me che stavo dimenticando.
Oggi posso affermare che il movimento fa davvero bene all'anima, perché quando con le altre seguo il ritmo di ciascuna pulsazione sono parte di qualcosa di più grande. E l'imprecazione che nasce mentre porto al limite la mia resistenza è ancora sintomo di quella forza che in passato mi ha già aiutata a superare difficoltà enormi. Oggi resisto all'istinto di affogare la fame in frigorifero... e mi alleno ad essere una persona migliore.

Questa è la fase della discesa... è come quando ci si distrugge in attesa di quella rinascita che non può farsi aspettare ancora a lungo. Ciò che mi infastidisce è la lentezza di questo strazio, fatto di attese, e poi silenzi, e poi richiami, e infine indifferenza. Prima o poi avrà termine tutto ciò e quello sarà il picco massimo del dolore che può attraversarmi senza uccidermi.

Credevo di aver sperimentato abbastanza il significato della privazione di sé, ero convinta di aver imparato nel tempo a non legarmi a chi mi circonda, perché prima o poi va via... e fanno tutti così. Arrivano, prendono quello che vogliamo dar loro, per poi andar via, come sempre, lasciando strascichi di parole non dette e attimi non vissuti che si imprimono nel bisogno che proviamo di sentirci amati.

Il tempo che trascorre mi ha punita abbastanza e ora pretendo che sia io a dettar legge su quello che dev'essere. Sono stanca di dover chinare il capo a questo dolore, se ogni volta è inutile. Devo ancora imparare ad accettarmi per come sono... ma sto crescendo.
Probabilmente, sto invecchiando, se mi basta poco per lasciarmi distrutta e sfiancata.

STo invecchiando, ne sono certa.


lunedì 9 giugno 2014

9 GIUGNO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Quelle lenzuola

Sanno ancora di Noi quelle lenzuola rosse... sanno di Noi in ogni piega umida dei nostri sospiri...

Questo tempo trascorre per ricordarci di esistere... Noi, muti e ignavi dei giorni che vivremo, ci imprigioniamo in vincoli e legami di forza.
Ragione e oggettività. Ragione e forma.

Ecco che cosa siamo oggi. 

Inizio a credere seriamente che io abbia inteso male gli sguardi e le nostre promesse. Probabilmente abbiamo confuso il sentimento con quello che ce ne tiene lontani... Abbiamo sbagliato a credere che una possibilità esistesse per cambiare questa realtà.

Impazzisco se ripenso agli abbracci e al sentirsi unici, al cospetto di questo annullarsi della memoria. Sì, la memoria dovrebbe lasciar spazio alla superficialità del tenersi in equilibrio, ormai. E invece no! Continua ad assediarmi con quella sofferenza atipica, divenuta sintomo del mio stesso giorno, che mi pervade sin dal mattino, quando apro la mente al sole che mi aspetta... fin quando mi lascio cadere nel sonno purificatore della notte. Mi auguro di poter riposare, in quel coma rigeneratore che ruba i sensi... ed invece prendo a rigirarmi in un letto che nulla ha di mio. 

A me non resta che uccidere tutta quella voglia di volare alto, perché adesso mi fa stare troppo male. Come si sopravvive ad una negazione tanto forte? Come si sopperisce al bisogno di sbattere cento volte la testa contro il muro dell'indifferenza che divide chi si ama?

Facciamo bene, mi ripeto, ad andare avanti, ognuno per il suo... ma allora perché non sappiamo dirci addio?
Chi è l'immaturo? Chi quello che ama di più? Chi il più forte? Chi??

Esiste una soluzione a tutto questo silenzio? Io continuo a pregare per trovare la forza di star meglio...e mi auguro che la serenità giunga anche lì... se possibile.

Mi sto convincendo che sia proprio stato un sogno... anche se non ne comprendo ancora il motivo... Vita dev'essersi divertita un bel po', giocando.

Giuro che mi impegno.. e nel frattempo in radio suonano l'ultima di Francesco Renga: ripiombo nel mio baratro.


giovedì 5 giugno 2014

5 GIUGNO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Non vai ancora via

Il silenzio non riesce in alcun modo a mandarlo via dalla mente...
Accade che, quando si azzera la riserva di Noi, Lui torna a riprendere il suo posto, che è impossibile occupare con altro.

Siamo ancora Uno, con due anime a autonome, ma non indipendenti, perché incapaci di esistere prive dell'altra. Per quanto la volontà stia provando a sentirsi sola... non riesce ad evitarLo durante la notte.

Mi addormento quasi serena, sospirando alla volta della felicità a cui tanto aspiro. Non riesco a fingere che Lui non esista... e ricompare quando mi rilasso e penso al futuro. E' ricomparso durante il concertone di sabato... E' ricomparso questa notte, facendo il caos nella mia calma piatta...

Ero in visita ad una mostra-clinica psichiatrica, il ricordo è vano, ma denso di emozione. Passeggiavo nel corridoio, in attesa di quell'incontro, di cui già in qualche modo sapevo, fino a quando i nostri sguardi si sono toccati per non lasciarsi più. I suoi occhi, tanto inconfondibili quanto rari, si posavano sulla mia bocca, che altro non desiderava se non il bacio che poi ci siamo scambiati. Il fremito di quell'ardore tanto forte brucia ancora adesso nella mia mente, che frigge al solo ricordo delle sue mani.

Ci siamo rincorsi, abbracciati, allontanati, ritrovati, e poi ancora negati e desiderati.
Guardo il cellulare vuoto... e ancora lo guardo e Lui c'è, a farmi vibrare il cuore. Sfioro il monitor muto e riesco a sentirne la consistenza...

Impazzisco se penso a quanto sia ingiusto tutto questo e immorale che adesso si viva così. Che senso ha una sofferenza simile? Quale significato nasconde l'assenza di Noi? Ne esiste uno?

Trincerati tra le nostre paure, siamo succubi delle nostre stesse scelte sbagliate. Dettate da Vita, certo, che si diverte a giocare con i fili di burattini che siamo Noi. Quanta mancanza e quanto desiderio si cela in ogni riflesso inconscio di Noi... quanta speranza lasciata inaridire, mentre i giorni passano, a Noi indifferenti.

Doveva andare così, ci ripetiamo.. il passato insegna sempre, dicono... io sto iniziando ad odiare tutto questo, se non riesco a compensare la negazione.

Il Suo odore è ancora sulla mia pelle... e le Sue lacrime sono anche le mie...
La rinuncia uccide.

Accarezzo ancora questo monitor... non posso farne a meno.


mercoledì 28 maggio 2014

28 MAGGIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Adesso me la gusto

Oggi sono positiva!

Finalmente il sole! Ho riposato a lungo questa notte e mi sento carica, carica per rispondere a chi nel tempo si è scagliato per impormi le proprie scelte.
Che cosa ho fatto? Ho aspettato.
Ho atteso che la ruota facesse il giro completo per poter batter cassa, come si suol dire, e godermi la vittoria in santa pace. Ho usato pazienza per restare in attesa del giusto collocamento di tutte le mie intenzioni, fino a sferrare il colpo di grazia.

Stamattina mi sento la strega affamata che ha covato a lungo giustizia, fino a quando essa stessa non ha bussato alla sua porta, a chiedere grazia. Non pecco di superbia quando so come gestire la rabbia. Nel momento in cui sostengo di potere, io POSSO.

Chi mi conosce appena potrebbe pensare che io sia una povera ingenua, priva della forza necessaria a combattere per difendermi... ebbene, oggi dimostro che ai miei piedi ho il mondo intero!

Manie di grandezza, smania di onnipotenza? No!
Sono soltanto in riflessione su quanto la volontà possa agire ad affermare se stessa, oltrepassando le piccole scaramucce che generano entropia, con il minimo dispendio di tempo, seppur prolungato.
Io credo fermamente che prima o poi tutto si compia... anche se a volte un aiutino serve. Ed è questo che ho fatto! Ho creduto di poter agire nel momento in cui il caso mi ha fatto cenno... ed io mi sono limitata ad attenermi ai fatti, tutto qui. Che poi la mia parola abbia scatenato un gran trambusto, che ben venga, se serve ad aiutare qualcuno!

Nel mentre, io mi gusto la scena: chi si era eretto contro la sottoscritta, come difensora (passatemi il termine) di professionalità sta perendo a causa dei suoi stessi errori.
Chi in me non aveva gran fiducia, ne acquisisce continuamente un pezzettino, nella misura in cui in voglio che accada.
Chi mi ama, continua a farlo, accrescendo questa forza che si autoalimenta.

E poi, finalmente questa settimana volge al termine. Attese e nervosismi sono riusciti a farmi perdere le staffe, tanto che lo stress ormai si manifesta anche sulla mia pelle. Ma passerà, perché il controllo giungerà anche lì.
Venerdì sarà tutto finito, nel giorno del mio compleanno.

Quanta ispirazione... e quanta forza!


martedì 27 maggio 2014

27 MAGGIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Pasticciando

Basta poco, un soffio di vento, e la mente riprende il volo verso il sogno immenso di quel sentimento tanto maestoso che ci coinvolge da ancor prima di incontrarci.

Viviamo vite distanti, che mai avrebbero potuto essere tanto diverse. Siamo due, ma sappiamo sentirci uniti quando vogliamo.
Ha ragione quando dice che la solitudine è il suo pane, di cui io non voglio sentir parlare... Mi serve un accenno per sognare ancora e di nuovo di Noi: riesco a sentirne l'odore e ogni pulsazione si fa strada in me, alla ricerca di quanto mi scorre nelle viscere per liberare ogni ardito movimento.
Ci sfioriamo con la mente, perché possiamo sentirci, nonostante tutto.

Ho capito che è inutile ignorare una forza tanto grande, perché non si può combattere il trascendentale con la sola ragione. Mai riusciremo ad annullarci, mai potremo dimenticare, mai l'altro morirà per ciascuno di Noi.

Fino a quando i suoi occhi saranno il mio cielo e la sua bocca il contatto con l'etereo, nulla potrà scindere l'universo che ci ha regalato il nostro presente.
Mai accontentarsi, si dice. Dobbiamo puntare continuamente al meglio per noi stessi... ma quel Noi spesso è martoriato dalle difficoltà quotidiane dello starci accanto. Come ci si vive così?
Siamo platonicamente fatti di carne: il sangue che ci scorre nelle vene riempie i capillari più reconditi delle nostre mani, desiderose di sfiorarsi. Lui riesce a mancarmi, a ferirmi, ad amarmi senza pietà, privandomi anche della forza a reagire. Sono totalmente abbandonata a Lui, che conosce l'incontrollabile e irrefrenabile bisogno di stringersi, a cui non possiamo rinunciare. 

E' forse questo l'amore che i poeti hanno a lungo cantato? Sono i sospiri ad indicarci la sensazione di vuoto in assenza di Lui? 

Oggi sono tutto e il suo contrario, la pienezza di un fiume in piena che sa travolgere l'aridità di un presente a cui aspirare è comune.
Oggi sono la Donna che distrugge la certezza in nome della passione che le fa vibrare anima e cuore.
Ci si sente in Due, ci si ama in Due, per divenire entità unica a se stante, che supera questo marcio contingente, misero di emozioni, che si determina del nulla. 

Desidero, desidero e ancora desidero.
Desiderio, bruciami il cuore, affinché dalle sue ceneri io possa rinascere.


lunedì 26 maggio 2014

23 MAGGIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Il dubbio è sempre lecito

Tu, che osi entrare in un'auto che dovrebbe esserti interdetta, con quale coraggio guardi il tuo volto riflesso sullo specchio al mattino?

Bevi fino a perdere consapevolezza della tua identità stessa e ti ritrovi peggiore dopo ogni bottiglia che scoli, come fosse ninfa vitale della serenità tua. Sei stata la persona importante che ha sorretto le mie lacrime, quando ne ho avuto bisogno... almeno fino a quando il tuo egoismo non ha trasformato la distanza in possesso e la mancanza in pretesa.
E' verità quando si dice che nasciamo soli per scegliere chi amare. L'essere umano ha una mente strana, soprattutto se lasciato a se stesso. Ma non può e non deve essere, questo, motivo di rivalsa nei confronti della libertà personale.

Ho smesso di provare sensi di colpa pensando all'essere andata via per inseguire la mia vita e ho smesso di provare pietà nel momento in cui ho realizzato che avresti potuto essere tu il colpevole della morte della giovane donna che resta nella mia mente ogni volta che ho l'immagine della sua mamma negli occhi. Ti sei rimesso a guidare, senza averne l'abilitazione, a cui non hai il coraggio di guardare, conscio del maledetto vizio che continui a far tuo. Sei un potenziale assassino autorizzato! E l'Italia è il Paese dei balocchi che non riesce a punire, né a prevenire che simili immani tragedie avvengano.

A tutta l'incazzatura che mi attanaglia, e che per forza devo tirar fuori, si somma la delusione mia per non essere riuscita ad aiutare la sposa, che in preda al suo dubbio amletico ha permesso alle paure di bloccare il percorso che l'avrebbe resa felice. Mi domando il motivo per cui si compiano scelte altrui.

Da sempre mi chiedevo come si possa giungere a trascorrere la propria vita da soli, allontanando gli affetti che noi stessi scegliamo per il nostro futuro. Mi domandavo il motivo per cui si scelga di non fidarsi, di chiudersi al mondo.
Ieri ho capito. La vita troppo spesso ci impedisce di scegliere autonomamente che cosa desiderare per gli anni che verranno... a volte ci viene imposto da percorsi che incrociano i nostri e da dolori che inevitabilmente mettono a dura prova la stabilità mentale di chiunque.
Sono dispiaciuta per non aver avuto la capacità di starle accanto, mortificata e inebetita per la maledetta distanza che mi ha impedito di abbracciarla ogni volta che ne aveva bisogno.
Il dubbio della sposa questa volta è diventato un baratro nero in cui la sposa è rimasta incastrata.

Ed io, ancora una volta, impotente.

Voglio un abbraccio anche io, perché questo mix di nervosismo si accumula poi con i due di fronte che sorridono inebetiti... mentre regna sovrano il fancazzismo qui in ufficio.

Dio mi perdoni, ma oggi non è giornata... e se non presto attenzione faccio esplodere il mondo!


giovedì 22 maggio 2014

22 MAGGIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Sereni, tutti

Suvvia, scorcio di normalità all'orizzonte.

Abbiamo placato le avvisaglie di belligeranza, dopo aver gestito distanze e ragione, direzionandole alla stasi.
E ora che i silenzi regnano sovrani sono qui a chiedermi se questa serena rassegnazione sia il giusto mezzo, capace di garantire a ciascuno la propria felicità.

Non nego di sentirmi ancora scossa per il lutto che ha colpito la madre che ancora piange la sua giovane figlia, strappata alla musica della sua vita da un ubriaco qualunque alla guida... e non nascondo l'imbarazzo e l'inadeguatezza che provo nel non riuscire a parlarne. Ma davvero ogni parola è vana oggi.

Non nego la gioia dell'aver stabilito i punti fermi che descriveranno la mia vita negli anni che verranno. E non riesco ad evitare di temere l'età che avanza.
Tra una settimana saranno 29 gli anni che ho trascorso su questa ingrata terra, foriera sempre di disastri imminenti, imputabili a tutto lo scibile. Rileggerò il post dello scorso anno e proverò a notare le differenze.

Oggi posso guardare agli altri sicura di ciascun assenso tacito a quanto mi accade attorno. Mi sento forte e convinta, decisa a restare unica e nella volontà di impegnarmi per mantenermi a galla.
La signora della metro, che guarda i passanti arrabbiata, probabilmente ha amato come me, in passato. Oggi è sola, decisamente sola e un po' tocca.

Mi ero ripromessa la semplicità: ma come si può rendere elementare ciò che tale non è mai stato? E' mai possibile esibire senza intrecci la trama complicata di un racconto senza inizio? Io, temo di no.

In tutto il chiasso che abbiamo generato nel tempo con le inibizioni sciolte e i vizi ormai dilaganti mi risulta davvero difficile tracciare un filo di demarcazione tra quello che mi appartiene dal di dentro e ciò che, imposto, è divenuto la parte più forte della montagna che non riesce a lasciarsi scalfire.

Ho indotto il destino e controllato ogni suo risvolto. Ho amato ogni riflesso di quella luce che sapeva essere guida accorta, l'ho adorata fino a divenirne schiava. Ho sorriso al suo modo di essere presente, anche solo da lontano e ho sperato tanto, e poi ancora mutismi, fino a quando ho capito che ne abbiamo tratto vantaggio inconsapevolmente tutti.
La luce mi ha dato la forza di cui avevo bisogno, mentre Lei, posandosi su di me, trovava una nuova forma alla sua veste di sempre. Sempre amerò come ho imparato a fare, trasformando quel sentimento nel legame ultimo ed inscindibile che è la vita.

Ci si incontra per stringersi più forte che si può, prima di elevarsi oltre ogni limite e vincolo spazio-temporale.
Saremo sempre Noi, ma diversi...

E quando gli occhi si gonfieranno e non saranno in grado ancora di trattenere il pianto, ogni lacrima che mi sfiorerà il viso sarà anche la Sua. Saremo uniti sempre, come oggi. Sempre Noi.

Perdonami.


giovedì 8 maggio 2014

29 APRILE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Pronta!


Lo ero per il viaggio, lo fui per la vita, lo sarò per i tempi che verranno.

Questo è quanto realizzo oggi, dopo un silenzio durato più di un mese. Tempo di riflessioni alte e delusioni infime. Certo, la realtà che mi circonda fa pensare...

Il mio miglior amico continua a discendere nell'Ade fumoso che confonde i sensi...
Una delle mie più care amiche assume quotidianamente antidepressivi per sopravvivere al vuoto di una carriera universitaria senza sbocchi e alla sua storia d'amore con il belloccio che le scioglie il cuore...
E l'altra sta per sposare un uomo che non è ancora sicura di amare...

Ed io?

Io mi impegno a resistere, come sempre. Certo, la distanza non aiuta. Vedo il mio nipotino crescere, giorno per giorno, in foto... ne sento la vocina in file audio e piango ad ogni suo video. Sono zia, sì, a distanza!
Così come sono figlia, sorella e amica: a distanza.
La distanza impera sovrana!

Oggi la mia mente mi porta via, lontano da questa scrivania, laddove posso dimenticare chi sono e perdermi tra i ricordi. Lontani e ineffabili. Distante da me stessa, esattamente.

Guardo alla mia vita e riconosco ogni insicurezza che in passato mi trascinava nei luoghi della mente sconosciuti, che ancora sanno farmi sentire sola. Osservo le mie mani e lo smalto sempre vivo che indossano... e ancora le tre luci che mi brillano sul dito, a cui tanto avevo tenuto.

Sono la donna serena che avrei voluto essere, senza dubbio alcuno.
Vivo l'alba del nuovo giorno, insonne, perché gli anni passati a riflettere mi hanno insegnato ad impiegare il mio tempo, evitando di perdere terreno in forza e volontà.

Ecco due belle attitudini: attitudini, sì perché di questo si tratta!
Parlo di attitudini perché nessuno conosce realmente quanto forte e volitivo possa essere, se non quando le situazioni lo impongono.
Conosco una donna che non riusciva ad opporsi alla gente per quanto costantemente votata agli altri fosse e che non sapeva evitare di chinare il suo essere umana ad una madre matrona... questa donna è stata capace di sorreggere il peso di una famiglia anche mentre piangeva disperata il coraggio che non sospettava di avere. Ha resistito quando lei in primis non credeva che l'inferno sarebbe passato, lasciando spazio ad una nuova meravigliosa primavera.

E sono qui a riflettere su quanto molto spesso teniamo celato, semplicemente perché le situazioni ci proteggono dal dolore, che, solo, fa scaturire la forza di lottare con volontà per difenderci da ciò che ci ferisce.

Oggi comprendo che forza e volontà sono il mio pane quotidiano, perché sopravvivere alle distanze diventa difficile sempre di più. Foschie e sofferenze allontanano per stringersi più forte alla volta successiva.

Sono pronta al nuovo giorno... pronta, come sempre.




mercoledì 2 aprile 2014

2 APRILE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... La pace, no!

Stamattina ero troppo serena per conservare la catarsi che vivevo? Sarebbe stato troppo perfetto se la mia giornata fosse continuata lasciandomi sospesa tra cielo e terra, nella dimensione che preferisco?

Probabilmente chiedere alla Vita di lasciarmi in pace significa distruggere equilibri cosmici già collaudati, non saprei: che cosa posso pensare a fronte di un'attesa, finalmente ricompensata, che aveva lasciato una gioia immensa, se subito dopo torna l'angoscia a devastarmi le ore che seguono?
Perché non devo poter vivere tranquilla, perché? 

La mia famiglia, finalmente felice con il piccoletto che inizia a parlottare, ripiomba nella preoccupazione più cupa che ci sia ed io con loro. Io distante, impotente, ma che ancora non riesco ad abituarmi all'idea di questa maledetta distanza, che veramente è atroce in momenti simili.

Ripercorro ogni attimo di oggi, dalla sveglia che mi ha dato il buongiorno sottotono, al mio catapultarmi in bagno per prepararmi ad uscire... il viaggio in treno, i miei giochi, il mio mare, il mio cielo. L'azzurro da sempre mi restituisce quella felicità infantile che non si spiega a parole, perché mi riempie di aria e mi rende leggera, pronta a spiccare il volo. Ed era questo che la mia mente ha fatto ad ogni stazione di fermata: un lungo e interminabile viaggio verso ogni scenario possibile di immaginazione, alla volta di un'attesa che per forza doveva dare i suoi frutti. D'altronde, l'inverno altro non è che l'attesa della rinascita di ogni ramo, pronto a lasciarsi riscoprire tra i colori di fiori sempre diversi, quanto capaci di produrre. Ebbene, la mia mente oggi sbocciava a nuova luce a ciascun episodio che si costruiva fantasiosamente nei remoti angoli del mio cuore. 

Dev'essere interessante, penserete, supporre che esistano luoghi tanto lontani tra loro considerando lo spazio ridotto in cui risiedono, ma vi assicuro che ciascun polo può essere tanto distante da risultare agli antipodi persino di se stesso. 
Oggi mi sento ancora sottoposta alla lente d'ingrandimento speciale che penetra la mia anima fino a squarciare anche quel velo che solitamente mi protegge dal dolore... La corazza si frantuma e i troppi pezzi, praticamente impossibili da raccogliere, restano immobili lì, a ricordarmi che sono viva e non sto vegetando.

Sono 'Viva', e trabocco di emozioni, di desiderio, di paura.
Il momento ha lasciato traccia fortissima sulle mie mani, seppur la ragione si concentri su altro. L'odore del desiderio mi resta attaccato addosso, sulla pelle, cucito ad ogni silenzio. E la paura di perderla, ancora, vige sovrana.

Perdere lei significherebbe perdere la parte buona di me stessa e non può accadere, non ancora, non deve accadere. 
In preghiera.


1 APRILE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Saperlo

Saperlo e non poter far quello che vorrei, questo sì che fa male!
Attesa, ancora attesa, tanta, troppa e troppo a lungo.

I silenzi della colpa sanno essere anonimi quanto la volontà stessa di tenerli sopiti. 
Questione di volontà, mi sono sempre detta! La caparbietà vince tutto, persino il destino ostile che può dividere per imperare. E di ciascuna difficoltà siamo coscienti e consapevoli della sofferenza a cui ci si sottopone pur di restare al mondo.

Tempeste e arcobaleni si succedono all'alba di un'esistenza già di suo complicata. E allora ci ripetiamo che la croce che trasciniamo è la giusta punizione per il peccato originale del quale siamo artefici e meritevoli eredi.
Questa mattina ho idee bellicose. Idee che si sopiranno, certamente durante le ore che trascorrerò in ufficio. Idee che già ora si stanno normalizzando per lasciar spazio alla rassegnazione.

Voglio volare alto per non guardare la piccolezza umana...voglio dire basta ai rimpianti, ai rimorsi e a tutto quello che avrei dovuto fare, ma non ho fatto.
Sono coscienziosa e autonoma... voglio guardare al mondo con gli occhi che sorridono.




giovedì 27 marzo 2014

27 MARZO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Non è vita quella!

C'è sempre una via di fuga!

Oggi dedico i miei pensieri all'amica in difficoltà, vittima della debolezza altrui.
Sono tornata in ufficio, quasi guarita, ma lei non c'è... chiedo di lei, ma nessuno sa, se non chi poco mi accenna. Ci siamo allontanate di recente, verissimo, ma erano ragioni futili se non ho potuto fare a meno di contattarla.

La sua voce tremante al telefono ha spalancato istantaneamente la mia mente su immagini di violenza, che non merita perché la forza fisica non può risolvere i problemi di cui siamo emeriti protagonisti.
Ha una storia fin troppo inequivocabile per poter definire inaspettato quanto accaduto... premetto che non conoscendo nello specifico i fatti, provo un dispiacere enorme per cos'ha dovuto sopportare.

L'uomo sa essere feroce quando vuole colpire. Sa essere l'animale che attacca per difendersi dall'astuzia mentale che non può combattere. E noi solitamente associamo il bisogno di denunciare alla paura delle conseguenze che pagheremmo con tale presa di coscienza.

Lei, la donna super con i suoi tremila impegni, forte, fortissima, sempre pronta ad essere efficace ed efficiente, nata per lottare... per tutto, tranne che per se stessa.
Mia cara, gli anni che viviamo sono unici e irripetibili, e sono degni di essere vissuti al meglio! Non possiamo aspettare che il tempo trascorra per sanare tutto ciò che ci ha feriti: dovremmo essere egocentrici nel sentirci addosso i sentimenti e le emozioni... unici nel portale dentro, perché ci danno essenzialmente il senso di essere al mondo.

E' vero, abbiamo una missione da compiere, ciascuno di noi ne ha almeno una... ma il tuo essere madre significa essere e sentirti, innanzitutto, DONNA!
Non puoi trascurare quello che sei perché ti appartiene prima della piccina... e appartiene a te quanto a lei! Tu sei la sua icona, il modello che domani seguirà... l'immagine alla quale vorrà somigliare... pensaci!

Devi trovare il coraggio di resistere e di graffiare con l'intelligenza che ci descrive, per insegnare all'uomo che anche noi sappiamo ferire ed essere cattive, ma senza oltrepassare l'umana decenza.
Questa pagina è per te, che troppo spesso ti sei corazzata nel velo di incomprensione impenetrabile per scappare dal tuo male.

Oggi sono qui a dirti che devi farcela! Non puoi fallire! E che ti voglio bene!


http://www.angolotesti.it/traduzioni/C/traduzione_testo_canzone_tradotto_fighter_christina_aguilera_893.html

venerdì 14 marzo 2014

14 MARZO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Mutismi

Questo tempo uccide l'attesa, lasciando inerme la buona volontà.
La pazienza non manca, sicuramente, ma la buona volontà temo abbia un limite.

Stamattina ho respirato l'umanità che mi passava accanto mentre, a passo svelto, mi dirigevo verso la stazione della metro.Sono tanti gli occhi che si rincorrono alla ricerca del senso inesistente su cui basare il proprio credo.

Sono davvero in molti quelli che tutti i giorni incrociano le proprie strade, alla ricerca involontaria di qualcosa di più grande di se stessi... troppe le domande su quanto reale sia la virtù che ci portiamo dentro.
Vivremmo alla stregua degli animali se sapessimo affrontare con l'irrazionalità pura i bivi dell'esistenza: saremmo unici e irripetibili nel dirci grazie e nell'apprezzare i doni volontari di quanti sanno sentirsi vivi.

Le distanze allontanano da Noi... e rendono sofferenza a chiunque osi sfidarle.
E, nonostante la convinzione di stringersi, mi risulta sempre più difficile credere di ricongiungere quanto mai è stato Uno.
Siamo unici e irripetibili, identici a noi stessi e deboli nella vergogna dell'errore. Sbagliamo nel considerarci capaci di reagire ogni qualvolta di presenti il momento di dirsi basta e siamo inderogabilmente imperfetti, nell'accettare, come atto dovuto al sentimento, la follia del ricordo.

Ricordiamo per illuderci che nulla possa spegnersi e temiamo anche di non esserne degni... Siamo totalmente meschini nel fingerci interessati alle trame altrui, per distrarci dalle personali esperienze di fallimento.

Falliamo di continuo, così come scivolano oggi le mie dita sulla tastiera che sa richiamare un'anima che rigetta quasi i propri pensieri... perché sicura di non volerli ancora trattenere a sé.
Santa pace, che riesci ad insegnarmi la luce, fammi strada nel buio dei sentieri labirintici che mi attanagliano... e restituiscimi la forza di aspettare, ancora.

Ho imparato la lezione, dominando gli eventi e ho comandato al sentimento di tacere per ascoltare la ragione che conosce il proprio destino.

Oggi resto muta, ancora, alla scoperta del senso vero di ME.


giovedì 6 marzo 2014

6 MARZO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Ancora Noi!

Si struttura nella mente ciascuna sillaba a formare i pensieri che affido a queste pagine, nelle quali mi rifugio dal trambusto di una vita in perenne attesa.
Aspetto che il cielo cada su di Noi, carico delle troppe decisioni che ci coinvolgono, per iniziare un percorso nuovo, consapevole.

Oggi come va? Domanda intelligente.

Va che provo la nostalgia struggente di chi soffoca al pensiero della negazione continua che vive.
Va che sento il tempo fuggire al rintocco delle mille campane che segnano il passare dei mesi.
Va che mi perdo al pensiero di quanto mi perdo ogni giorno e che non è apprezzato.
Va che non va, insomma.

Il sogno cede il passo al bisogno materiale di lui, quando basta poco per infuocare quanto giace soppresso. E' stato bello, ma è durato un attimo, appena prima di riprendere ognuno la vita propria, come inevitabilmente sempre sarà. E' durato il tempo di un sorriso, e poi l'attimo è morto, senza possibilità di recupero alcuna.

Il mio sole splende anche su ciascuno di voi ed io, qui, non riesco a fingere felicità. Mi manca troppo.

Socchiudo gli occhi, immaginando una realtà piena, che abbia colori vividi e che lucidamente mi emozioni.
E ho voglia di impazzire e lasciar fluire fuori la follia di questo sentimento tanto incontrollabile. Ma mi ritrovo, ancora, sola ad affrontare i silenzi e tutti i blocchi che trascino.

Vorrei essere una donna diversa, una donna nuova, che non necessiti di altro che se stessa per sentirsi completa.
Mi allontano dall'asfalto entropico della prudenza, alla ricerca di quell'incubo che sa tenermi sveglia, piangendo la disperazione di quanto impossibile e non convenzionale sia quanto desidero.

Sono ancora in caduta libera, mentre qui intorno giocano e sanno divertirsi.
Muta.




lunedì 3 marzo 2014

3 MARZO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Progetti e Prospettive

Situazione del cavolo, come sempre, la mia.

Mi sento amata, amatissima, fin troppo amata, direi. E quindi?
Qual è il problema? Il troppo amore strugge la mente quando sfugge alla ragione. E non è la mente l'unica vittima del nobile sentimento in questione.

Santa Vita, che sa stupire e sconvolgerci i piani!!

Quando credi che che il percorso che stai percorrendo sia quello più che corretto per te, ecco che accade qualcosa che giunge a scombussolare ogni certezza. Siamo al mercé di un gioco più grande di Noi.
Il tempo sta trascorrendo e diventa sempre più indelebile il ricordo, che ogni giorno prende forma quando la sua voce mi sostiene se mi sento cedere. Ed è proprio mentre sto scivolando verso l'oblio, che lui è lì, a farmi sentire amata, nonostante tutto...

E' un amore assurdo, questo in cui la ragione è schiava del cuore, che ben riesce ad incatenare le puntuali pretese di rivalsa. Non è possibile abbandonarsi ad una vita che ci respinge, certo, ma altrettanto difficile è mantenere una posizione alle volte fin troppo scomoda per continuare a sorridere.

Attorno a me, si piange la disperazione quotidiana oppure si sorride per le soddisfazioni misere che egoisticamente ricerchiamo. Qui la gente spera e si tiene stretta ogni possibile soluzione per evitare di sentirsi colpevole... ed io altro non desidero che sentirmi carnefice di me stessa.
Vittima e carnefice, due volti della medesima esistenza. Due pieghe del ricamo intricato che affascina anche chi predilige il rigore delle forme.

Distruggo e ricostruisco in un attimo ogni dubbio, mentre la valanga travolge ancora i resti allibiti delle sicurezze altrui.

Io ormai mi arrendo all'evidenza della mia debolezza nel mantenere la coerenza necessaria ad affermare la mia volontà, che si scontra ferocemente con la passione più pura e smisurata che provo.
Lo Amo e non posso negarlo... lo desidero e non voglio farne a meno.

Vita, Santa.


martedì 18 febbraio 2014

13 FEBBRAIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Smetto tutto!

Ora sì che sono stanca, o forse esausta. Credo sia 'esausta' il temine appropriato.
Calpestata, insultata, ignorata... ecco cosa è accaduto la scorsa settimana!

Incomprensibile mi sento, lo so... ma proverò a gettar luce sull'accaduto, fosse anche solo per spiegarlo a me stessa.

Ricapitolo la situazione: contesto lavorativo, evento importante, occhi puntati addosso, del tutto.
Mi preparo, sono pronta e già incattivita dalla totale mancanza di rispetto di chi non conosce altro che l'amor proprio. L'ufficio ormai è in fibrillazione per mostrare al pubblico il lavoro di mesi disparati, che hanno coinvolto un intero gruppo, che poi tanto tale non è. E ancora sì, perfetto, ci siamo, siamo belli e siamo forti, siamo preparati e divertiti.

Siedo alla mia scrivania alle ore 8:45, come sempre... quasi sveglia.
Riprendo il controllo di quanto può essere sfuggito.
Pranzo, onde evitare svenimenti serali.
Mi predispongo mentalmente al pomeriggio, segnalando l'ultima anomalia da risolvere assolutamente... ma il muro dell'indifferenza e del menefreghismo è troppo forte per scontrarmici ad armi impari.

Ora vorrei tanto capire la modalità con cui si agisce, nella norma, quando un impegno di lavoro impellente disturba il regolare svolgimento della propria giornata. Io ho sempre pensato che la libertà personale finisce quando incontra quella dell'altro... ma, a quanto pare, nel momento clou la norma è andar via!
Il nervosismo ha pienamente pervaso la sottoscritta... tanto che oggi mi viene spontaneo non poter scrivere di altro.

E allora, mi trattengo, e trattengo la rabbia crescente ad ogni sbroccata... e trattengo la voglia di distruggere quello che mi circonda, per un bene superiore.

Ma se ogni giorno è fonte di nuovo nervosismo... allora devo augurarmi che la notte ingoi i ricordi? come fingo che nulla mi stia turbando quando la sola presenza mi basta a perdere le staffe??

Inutile sottolineare la pazienza che sto sfoderando nell'evitare lo scontro diretto... ma non durerà ancora a lungo, temo.

Sarà che sono nervosa, tra la paura per la risposta che lunedì potrebbe cambiare ancora il giro della mia ruota e l'ansia che i miei generano sottolineando un'età che anni fa significava già matrimonio e figli.

Embè? posso vivere la mia vita come preferisco o no??
Posso celebrare le mie vittorie, alternandole alle sconfitte che, inevitabili, prima o poi, mi fanno scivolare?

Sono stanca.
Oggi sono davvero stanca!


venerdì 31 gennaio 2014

31 GENNAIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Oggi meglio

Ringraziamo il Cielo per questa pioggia che, incessantemente, sta venendo giù a pulire il mio malumore.

Ebbene sì, lo ammetto, ho peccato molto. Ho desiderato che le mie sventure non fossero solo mie... ma è davvero un gran male questo?

Mi rifugio in fantasie e illusioni di realtà parallele e diverse, nelle quali io domino la mia stessa irrazionalità e riesco ad essere consapevole. Apro gli occhi e riguardo un plico che mi costa molto, in preoccupazione.

Oggi sto meglio, decisamente.

Oggi interagisco con l'ufficio, ho smesso di rintanarmi nella mia musica, sono quasi pronta a indossare la maschera della serenità, dirigendo tutti i pensieri ai bellissimi fiori che colorano in primavera i prati più verdi.
Wow!
Penso alle rondini che torneranno dai Paesi caldi per vivere una nuova estate qui da noi e alle donne che diventeranno mamme a breve. Guardo il cielo azzurrissimo (nei miei sogni è così) e il sole oggi può solo accecarmi.
Ecco cosa serve, l'accecamento.

Cieca eviterei di rileggere un bollettino poco piacevole e smetterei di guardarmi allo specchio alla ricerca dei segni del tempo... smetterei di essere critica e cinica, fino agli eccessi, nei confronti di me stessa e forse inizierei a guardare diversamente il reale.

Ma che cosa devo fare? Ecco la domanda del giorno... La risposta? REAGIRE!

Lo devo a chi mi sta accanto e crede che io sia una donna forte e continua ad infondermi fiducia nella mia capacità di affrontare le vicissitudini molteplici che si prospettano all'orizzonte.
Lo devo alla nuova vita, che ha bisogno di esempi per imparare ad essere una persona migliore.
Lo devo a chi ora crede che si possa amare, sentendosi amato a sua volta. A chi ha capito che esiste molto più dell'attrazione fisica tra due esseri pensanti. A chi ha inteso che si possono superare le distanze mentali quando l'intesa arriva a toccarti l'anima.

Al momento, non riesco a pensare a me che sbatto i pugni sul tavolo e tengo duro, perché mi manca letteralmente la forza... ma posso assorbire quella di chi riesce ad amarmi, come può.

Sogno da sveglia e riesco a sorridere, oggi più di ieri.
Devo distrarmi e pensare ai miei progetti per il futuro ed essere sorridente. Sempre e comunque.



giovedì 30 gennaio 2014

30 GENNAIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Ciclicamente Liberi di!


Oggi va come tempo e clima imperante sulla nostra bella Roma.
Piove su ogni sguardo ottimista, soffia scirocco a spazzar via la spensieratezza, mentre il grigio neve si impossessa dei miei occhi da gitana convinta.


Le catene che porto tintinnano rumorose, proprio adesso che dovrei sentirmi leggera. Mi isolo dal mondo che mi sta intorno per toccare con mano un dolore sopito da anni, ma che non ha intenzione di lasciarmi definitivamente.

Come riesco a star sveglia quando quello che ora desidero per davvero star ferma, zitta, muta per pensare alla rabbia che cresce, giorno dopo giorno?

Sono l'artefice dei miei stessi mali, questo penso ormai da anni... Sono la disgrazia che vivo ciclicamente, mentre fingo di esistere come tutti gli umani che mi sfiorano in metro.

Mente aperta, va bene.
Non fasciamoci la testa prima che sia realmente necessario.
Non devo, assolutamente, girare le mie pellicole da Oscar: devo prendere tempo e riflettere... sugli altri, sarebbe meglio.

Ascolto tutta la musica che può distrarmi e ascolto le mie paure di bambina che tornano a tenermi compagnia. Non mi permettono di godere della musica, come vorrei.

Siamo ciclici, certo. Ciclici nella vita, nelle esperienze, per le gioie e per ciascun dolore. 

Si sfugge alla morte ogni giorno, verissimo, svegliandoci al mattino dopo il sonno che ci ha trascinato alla scoperta degli angoli reconditi di Noi... E' vero che tornare a casa, la sera, significa anche aver resistito alle intemperie del quotidiano e aver dimostrato, a se stessi, di avere la forza necessaria a lottare contro tutto.

Ma adesso, che dovrei definire i punti saldi della mia vita... mi chiedo per quanto ancora.

I tempi trascorsi mi hanno resa spavalda e resistente, ma non ancora per davvero combattiva. Sono ripiombata tra i rovi che già 7 anni fa mi hanno raschiato l'esistenza, lacerando profondamente la mia serenità. Ho distrutto ogni certezza, mi sono gettata a capofitto in quello che era il mio presente, succube di eventi più grandi di me, verso un percorso obbligato, che non ho avuto la facoltà di determinare in alcun modo.

Ho conosciuto la sofferenza, il dolore, la speranza... Ho urlato contro il mio destino, sbraitando di quanto non giusto fosse tutto quanto, proprio mentre credevo di aver raggiunto un equilibrio talmente statico da rasentare l'apatia.

Ho provato a risollevarmi, cambiando tutto quello che mi stava accanto, cambiando me stessa persino, alla volta di un nuovo che dovevo impormi per resuscitare. 
La morte non è soltanto fisica. Molto spesso si muore anche sentendo la distanza dal reale, nel quale non ci si riconosce più all'improvviso. Si muore quando la voglia di aprire gli occhi alla depressione che ci tormenta ha lasciato spazio al bisogno di sentire la mancanza di quanto prima scandiva ogni ora.
Oggi ripenso a quel passato che temevo fosse talmente importante da impedirmi di rinascere ancora.

E invece, come l'Araba Fenice, ho spiegato le mie ali, disintegrate, e ho ripreso il volo, verso le mete ambiziose che fino a ieri credevo di aver raggiunto.

Stamattina mi chiedevano il primo pensiero connesso alla parola 'equilibrio': 'vuoto', ho risposto.
Adesso prendo consapevolezza che 'vuoto' è in realtà la condizione mia di oggi, che devo mettere per iscritto, dedicando a me stessa questo post.

Non ci sono parole per descrivere quello che provo, perché non è comprensibile da fuori lo stato di confusione, mista a rabbia e paura che mi attanaglia.

Adesso non sono sola, certo, ma anche prima non lo ero.
Mille progetti in forse. Oggi mi sento in forse anche io... mentre a sprazi piango in silenzio, accompagnata dalle note dei miei auricolari.

La mente vibra al frastuono delle mie preoccupazioni, mentre si dimostra incapace, oggi, di avere una reazione consona a quello che accadrà.

Lui mi ha cancellata dalla sua vita, bloccando anche la possibilità che avevo di sapere che c'era.
Io non sto bene e altro non c'è da dire.


mercoledì 15 gennaio 2014

4 GENNAIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Il mio Benvenuto al nuovo anno!

Tardivo, quanto senza mezze misure, ecco il mio benvenuto ad un 2014, che mi vede sottotono sin da subito.
Sarà che le previsioni di Paolo Fox non mi hanno dato una gran fiducia, ma questi primi giorni di gennaio continuano a tirar una corda già fin troppo tesa.

Il primo giorno del nuovo anno ho ripensato ai 365 appena trascorsi: ansie e tanti sorrisi quanti risentimenti hanno rivissuto tra i miei pensieri, lasciandomi silenziosa spettatrice di azioni che inverosimilmente mi sono appartenute.
Arrivo e partenza: questi i momenti clou del mio 2013. Infinita gioia e speranza confusa.

Ho riflettuto a lungo sul senso di un regalo che ha mi fatto brillare gli occhi e ho gioito per la fine di un percorso che si è trascinato a lungo.

E ora? Forse adesso attendo il verdetto finale? E da chi se non da me stessa?
Mollo la presa sul presente, elevando la vita ad assioma e rivivo la passione travolgente di un letto che mi appartiene profondamente... sento il sussurrare delizioso di ciascuna parola d'amore... e riempio gli istanti di ricordi indelebili.

E come non stupirmi quando questo flashback di emozioni tutti i giorni prende forma nuova?
Nuovi odori, sconosciute sensazioni e voci fioche, mentre l'abbraccio si fa sempre più forte e importante e travolgente. Davvero siamo tenuti a pagare per i silenzi che, soli, sanno urlare la nostra angoscia?

Tutti i giorni riprendo coscienza di essere al mondo, quasi viva, attivo la mente e decido cosa indossare. Prendo un treno puntualmente zeppo di gente indaffarata a far conoscere a chiunque la sua storia.
Mi infilo nella metro maleodorante e raggiungo la mia postazione in ufficio.
Mi scrivono, lavoro, rispondo alle mail compiacendo l'interlocutore.
Pranzo senza strafare e mi convinco che ogni sacrificio, prima o poi, sarà premiato (probabilmente nella prossima vita).
E poi chiudo il mio pc e ripeto le azioni del mattino fino al ritorno a casa, quando il profumo che mi appartiene entra in circolo dopo aver varcato l'uscio e ritrovo l'unione con me stessa, quella vera.

Chiudo gli occhi e sogno una vita reale, capace di soddisfare ogni attuale mancanza... e vedo loro con me, essere felici e senza più timori.
E poi sogno, sogno ancora.

Sogno un 2014 ricco, di speranze, rinascite, nuovi abbracci.
Sogno un 2014 migliore dello scorso anno, che riesca a farmi sentire stabile, in tutti i sensi.