Calpestata, insultata, ignorata... ecco cosa è accaduto la scorsa settimana!
Incomprensibile mi sento, lo so... ma proverò a gettar luce sull'accaduto, fosse anche solo per spiegarlo a me stessa.
Ricapitolo la situazione: contesto lavorativo, evento importante, occhi puntati addosso, del tutto.
Mi preparo, sono pronta e già incattivita dalla totale mancanza di rispetto di chi non conosce altro che l'amor proprio. L'ufficio ormai è in fibrillazione per mostrare al pubblico il lavoro di mesi disparati, che hanno coinvolto un intero gruppo, che poi tanto tale non è. E ancora sì, perfetto, ci siamo, siamo belli e siamo forti, siamo preparati e divertiti.
Siedo alla mia scrivania alle ore 8:45, come sempre... quasi sveglia.
Riprendo il controllo di quanto può essere sfuggito.
Pranzo, onde evitare svenimenti serali.
Mi predispongo mentalmente al pomeriggio, segnalando l'ultima anomalia da risolvere assolutamente... ma il muro dell'indifferenza e del menefreghismo è troppo forte per scontrarmici ad armi impari.
Ora vorrei tanto capire la modalità con cui si agisce, nella norma, quando un impegno di lavoro impellente disturba il regolare svolgimento della propria giornata. Io ho sempre pensato che la libertà personale finisce quando incontra quella dell'altro... ma, a quanto pare, nel momento clou la norma è andar via!
Il nervosismo ha pienamente pervaso la sottoscritta... tanto che oggi mi viene spontaneo non poter scrivere di altro.
E allora, mi trattengo, e trattengo la rabbia crescente ad ogni sbroccata... e trattengo la voglia di distruggere quello che mi circonda, per un bene superiore.
Ma se ogni giorno è fonte di nuovo nervosismo... allora devo augurarmi che la notte ingoi i ricordi? come fingo che nulla mi stia turbando quando la sola presenza mi basta a perdere le staffe??
Inutile sottolineare la pazienza che sto sfoderando nell'evitare lo scontro diretto... ma non durerà ancora a lungo, temo.
Sarà che sono nervosa, tra la paura per la risposta che lunedì potrebbe cambiare ancora il giro della mia ruota e l'ansia che i miei generano sottolineando un'età che anni fa significava già matrimonio e figli.
Embè? posso vivere la mia vita come preferisco o no??
Posso celebrare le mie vittorie, alternandole alle sconfitte che, inevitabili, prima o poi, mi fanno scivolare?
Sono stanca.
Oggi sono davvero stanca!


Osa amica mia, osa...affronta e fa valere le tue idee. Dolce notte
RispondiEliminaCi sono andata giù pesante poi ieri, ma ora sì che sto meglio... Praticamente rinata!
RispondiEliminaSono molto contento...a volte bisogna tirar fuori le unghie :)
RispondiEliminaImparo, con il tempo!
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