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venerdì 23 ottobre 2015

23 OTTOBRE 2015: I PENSIERI DEL GIORNO... Quella Bambina è ancora Qui!

Stamattina si è rotto l'equilibrio che negli ultimi (30?) anni si era cementato nella sottoscritta su come le cose funzionano in una famiglia, la mia, e per tutto ciò che il sentire comune prescrive.

Avevo smesso di sentirmi inadeguata da un po', fermamente convinta che gli inadeguati fossero coloro i quali mi stavano accanto. Mi ero palesemente convinta di un'innocenza iniziale che mai mi è realmente però appartenuta.

Chi conosce vizi e virtù strettamente miei ha ben presente il rapporto di complicata conflittualità con la figura paterna, che tutte le figlie normalmente adorano.
Io, come sempre diversa dalla massa, ho preso le distanze dai luoghi comuni e ho costruito il muro di stupida difesa che credevo fosse necessario per proteggermi da un uomo che non riuscivo a capire.

Apparentemente duro e sempre orgoglioso, mi ritrovo oggi ha fare un profondo mea culpa, di coscienza proprio, ritrovando in me lo stesso orgoglio stupido nel riconoscere i miei errori. Riconosco oggi la caparbietà nell'andare oltre le difficoltà per impormi al mondo, con le unghie serrate di chi lotta sin da prima di esserne consapevole.

Ed è con questa ragionevolezza che lascio riemergere le immagini delle cene dominate dalla voce di una televisione troppo presente, mentre la bambina a tavola voleva raccontarsi... e ancora la paura di deludere lui, che pian piano è diventata stupida voglia di rivalsa, del tutto inutile... e la mancata comunicazione alla quale non riuscivo a dare spiegazione.

Tutte le mie amichette avevano un padre sempre presente e curioso di ascoltare i loro racconti, mentre il mio era troppo stanco per sentirmi. E non nego quanto abbia fatto male a quella bambina il suo silenzio. Ha covato negli anni, senza mai dar tregua ai suoi tanti dubbi e si è convinta di essere l'anatroccolo nero nel lago pieno già di cigni bianchi.

Ma veniamo a questa mattina, quando alcuni operai giù nel piazzale dell'ufficio stavano lavorando aspramente per ripristinare la copertura marmorea del pavimento. Polvere e rumori. Vento e rumori.
Quando dalla finestra all'operaio che tagliava quel marmo è stato intimato di smettere di far rumore, concesso dalle 7.30 del mattino alle 9.00... per il rispetto di chi nell'ufficio ci lavora. Gli è stato chiesto di allontanarsi per tagliare i lastroni di marmo, per poi portarli liddove dovevano essere posati.

L'operaio era mio padre 20 anni fa, stesso maglioncino e uguale stazza. Ha chiesto scusa, come se fosse impegnato in un'attività divertente e ha lasciato l'attività a metà.
Ho rivisto mio padre e ho sentito il suo malessere. E' stato uno schiaffone a quella bambina che non ha mai compreso cosa il padre facesse per mantenere la famiglia e a quale prezzo.
Umiliazione e freddo e rumori assordanti.

Mi sono vergognata per non aver compreso e anzi giudicato mio padre e mi sono vergognata per non aver mai voluto perdonare le mancanze che sicuramente sono mancate anche a lui.

Oggi chiedo perdono a me stessa per non essere riuscita ad andare oltre e a te, papà, anche se non leggerai, perché so che siamo così tanto simili che sentirai in ogni caso la mia amarezza.

R

martedì 10 marzo 2015

10 MARZO 2015: I PENSIERI DEL GIORNO... Il tempo solo passa

Il tempo sa trascorrere senza grandi tragedie e ha imparato a migrare verso i lidi lontani e silenziosi del ricordo.

Continuo ad appropriarmi della necessaria convizione che nulla avrebbe potuto essere diverso in questa vita, me compresa.
La vita procede serena, tra più o meno grandi normalità, che rendono il quotidiano il pane di cui mi nutro.

Ho imparato il mondo durante i mesi trascorsi in attesa che la manna scendesse dal cielo a saziarmi, e sempre più ho avuto fame.
Ho dovuto riempire i miei giorni di giustificazioni e melodie, che mi hanno resa immune a tutto quello che oltre il tangibile ha continuato a vivere in me.
E mi sono scontrata, certo, con il sapore di ogni bacio mentre quel brivido non voleva andar via.

Ho ritrovato gli equilibri che avevo beatamente tralasciato, in nome di una felicità che superasse il comune senso del dovere... e ancora una volta, ho capito quanto sia necessaria la serenità del conoscersi.
Oggi alzo gli occhi al cielo e accarezzo quel battito che mi appartiene nel profondo, ogni volta che Beethoven mi dedica la sua canzone, la stessa che è diventata ormai mia.

E se Elisa non è mai esistita, io continuo ad ascoltare le note di quell'amore incompreso e tormentato, ma altrettanto profondo e irresistibile. Non si può dimenticare quello che unisce indissolubilmente due anime, anche se esse stesse scelgono di andar via.


mercoledì 5 novembre 2014

5 NOVEMBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Grandi cambiamenti


E' come quando stai per girare l'ultima pagina del libro che ti ha rapito.

E' la stessa sensazione che provi quando chiudi la porta della casa in cui hai vissuto, prima di un trasloco...
è strano sentirsi tanto malinconici dinanzi ai cambiamenti epocali che ci ritroviamo a vivere quotidianamente.


Ho vissuto la speranza nata in quest'ufficio, a cui ho dato l'anima, sempre lasciando il massimo impegno... l'instancabile e volenterosa perfezionista, che ama il suo lavoro.
Le nottate e le giornate trascorse nei corridoi di un edificio ormai familiare mi hanno insegnato ad essere capace oltre il mondo accademico.
I sorrisi, le discussioni, le lacrime diventano oggi un miscuglio unico che mi annebbia il cuore dalla gioia che dovrei provare all'idea del cambiamento.

In fondo, è da qualche tempo che non desideravo altro che allontanarmi per tutte le falsità che respiravo e gli schiaffoni alla fede che ricevevo. Eppure non riesco ad accettare davvero di andar via.

Sono in una bolla di sapone enorme, che prima o poi smetterà di proteggermi dal vento che soffia intorno a me e mi lascerà alla furia di quello che accade.

E' come se guardassi il mondo da fuori, abbandonandomi agli eventi, che per quanto voluti mi risultano ancora oscuri.

Oggi sono qui fisicamente, ma i ricordi mi hanno rapita ormai da qualche giorno e li rivivo, uno per volta.
Lascio qui le mail compiaciute, quelle punitive, le paracule... lascio qui gli abbracci e i regali ricevuti, li lascio qui con il mio cuore.

Si cresce e si cambia, dicono.
Si deve rischiare per provare a migliorarsi.

Lascio qui anche le ansie pre-riunione e i nervosismi da rilascio mancato o troppo lungo nei tempi.
Lascio qui la bambina che guardava con soddisfazione ciascuna pagina che creava, alla ricerca della donna che per forza deve andare avanti.
Lascio qui i miei carichi, a chi saprà come sostituirmi.

Troppo tempo trascorso qui dentro a combattere per guadagnare la stima di chi poi mi ha apprezzata.
Troppa volontà nell'impormi nel gruppo, che mi ha amata.

Ho conosciuto modelli per la vita e altri da cui discostarmi. Ho conosciuto me stessa nelle situazioni di forti stress e ho ingoiato l'amarezza di vedermi superata dallo schifo che in questo maledetto Paese impera.

Questo capitolo si chiude lasciandomi nuda di barriere e difese dal pianto che il mio cuore non riesce a risparmiarmi.

Pronta per il nuovo.




venerdì 31 ottobre 2014

31 OTTOBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Nuove luci


Ormai ho capito quanto la notte sappia attraversarmi l'anima per sedimentarsi nel luogo più recondito e celato mio.

Avevo imparato a gestire quello che neanche si può nominare e a rinchiudere la fantasia in nome di serenità e sorrisi... sepolto la passione con il cemento della solitudine.


Oggi sono totalmente assorta in note assolute e assordanti che danno vita e shock al mio corpo quasi freddo per quanto inerme da tempo ormai sia... Note che fanno drizzare ogni cellula che dormiva, comodamente seduta su allori e patti già stabiliti.

La notte mi ha scavato dentro, fino a farmi quasi sentire il suo gelo, che ritrovo nel silenzio di lacrime che non riescono a scendere, lasciando posto al fuoco che brucia le mie lenzuola.
Sussurro alla mia mente di liberarmi dalle prigioni inutili che mi annebbiano il pensiero, chiedo ai miei dubbi di mettersi in quell'angolo, al sicuro... perché voglio sentire quanto può scorrere dentro me, lasciandomi viva.

Il dono poi cos'è? Non è forse la possibilità di scegliere chi e che cosa vogliamo fare di noi stessi?
Il caso, bella fregatura.. dormiamo sereni, mentre il destino ha tessuto un intreccio tale con le sue trame, che solo riesce a disallineare tutti i pianeti che avevamo fissato bene in quel sistema solare che ci appartiene.

E ci si ritrova così, in un buio senza fine, ad ammaestrare la paura e il desiderio e la gioia di avere percezione di reazioni inaspettate, insperate quasi per quanto forti.
Tendo la mano per incontrarmi nuova e rinata ad una passione che dimenticavo di possedere, mentre sempre più prepotente si fa la strafottenza con cui il peccato si insinua in me.

Sfiorarsi e rincorrersi e ritrovarsi con la voglia sconosciuta di accogliere lui, grande e capace di dar piacere anche a chi retrocede alla sola idea di cadere in baratri sconosciuti... E' pura follia desiderare l'abbandono totale ai feroci sogni di violenza, che adesso so essere profondamente miei.

La notte richiude le sue porte e mi bacia per augurarmi il riposo riparatore che domani mi ritroverà ancora diversa e presente a me stessa.

Quanto durerà?




lunedì 13 ottobre 2014

13 OTTOBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Ancorata al mondo

Resto nuda davanti ad un'anima stanca del continuo rifiuto dei suoi stessi desideri.

Lascio agli altri la sicurezza finta del sentirsi fermi e con i piedi ben saldi... lascio agli altri anche l'onere di giudicare le scelte, giuste o sbagliate che siano.

Al momento sento di esplodere un'emozione tanto incontenibile quanto distruttrice, che sa avviare un cambiamento che coinvolge tutti gli aspetti della mia vita.
La serenità non era abbastanza?
Volevo soltanto restare immobile, lontana dal mondo che non sa amarmi, egoista ed egocentrico in ogni suo moto. Non avrei chiesto altro che essere dimenticata da chi incontro quotidianamente... e invece no!

Ascolto la mia musica, rileggo le mie cose, tocco quello che mi appartiene, per riscoprirlo nuovo del tutto e ancora una volta diverso.
L'intrigo non mi appartiene, sono io!

E' come sentirsi ripetere quello che si sente, privi della paura dell'altro, incontrato in un abbraccio interiore ricco di quella passione alla quale rinunciare è impossibile.
E allora ci si ritrova ancora soli, lontani dal pericolo che l'esterno rappresenta...
E si sta scomodi al posto di chi non riesce a controllare più neanche la propria di mente... figurarsi il resto!

Il mondo animale, grande maestro, fa di me la sua prediletta discepola per insegnarmi a mangiare l'uomo.. a gustarne il sapore, senza privarmi della volontà di sentirmi libera.


Oggi scrive la parte ingabbiata in schemi dorati, che proteggono, seppur limitando.



martedì 23 settembre 2014

23 SETTEMBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Svegliarsi così

E poi, un bel giorno, apri gli occhi al mattino e realizzi che non è poi tanto difficile stare al mondo.

Conquiste e lotte hanno lasciato spazio ad una serenità fatta di compromessi e silenzi inevitabili che sanno riempire grandi vuoti.

Oggi mi preparo alle notti in solitaria che mi aspettano, dopo la prima già trascorsa: il cuscino lontano dal mio viso, un coma durato poco più di otto ore, come da molto non accadeva... e quella sensazione magnifica del 'chissenefregasemicascailmondo'... sonno ristoratore e riparatore sono tutta tua.

La tv non ha smesso mai di parlarmi, seppur la mia attenzione fosse rivolta altrove.

Ebbene sì, mi sono addormentata come da secoli non mi accadeva, con la totale noncuranza dei soliti assilli. Ho cenato, gettato la spazzatura, persino innaffiato il giardino del mio terrazzo... e ho scelto poi di lasciarmi andare.
Un altro mese è trascorso quasi dalla nostra ultima volta insieme, crisi e litigi hanno dettato l'egoismo di chi pretende di poter decidere per tutti... Ho rinunciato ad una vacanza meritata per aspettare, come sempre, le decisioni altrui. Questa volta il limite è stato superato però.

Se basta così poco per gettare nel panico il tempo vissuto, che senso ha sforzarsi ancora di essere come dovrei?

Mi sento confusa, sarà anche per la benedizione della mia cervicale che non accenna a darmi tregua.
Mi sento immischiata e invischiata in situazioni che dovrebbero essermi estranee.
Mi sento non capita e perennemente sotto sforzo, per impedire di essere travolta dal mare che si agita ai miei piedi.

Ho capito, quasi, come rilassarmi e svagare la mente e ho ben chiaro il metodo per distrarmi... quanto vorrei poter essere in equilibrio perfett tra pace dei sensi e piena soddisfazione.

E, in tutto questo, mi mancano le sue mani e la sua bocca... mi manca la sua voce, quella che conosce le segrete più oscure... mi manca lo sguardo profondo dell'indagatore che non si arrende ai miei rifiuti...
E non oso ammettere che mi manca da morire tutto quello che è per me.



giovedì 8 maggio 2014

29 APRILE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Pronta!


Lo ero per il viaggio, lo fui per la vita, lo sarò per i tempi che verranno.

Questo è quanto realizzo oggi, dopo un silenzio durato più di un mese. Tempo di riflessioni alte e delusioni infime. Certo, la realtà che mi circonda fa pensare...

Il mio miglior amico continua a discendere nell'Ade fumoso che confonde i sensi...
Una delle mie più care amiche assume quotidianamente antidepressivi per sopravvivere al vuoto di una carriera universitaria senza sbocchi e alla sua storia d'amore con il belloccio che le scioglie il cuore...
E l'altra sta per sposare un uomo che non è ancora sicura di amare...

Ed io?

Io mi impegno a resistere, come sempre. Certo, la distanza non aiuta. Vedo il mio nipotino crescere, giorno per giorno, in foto... ne sento la vocina in file audio e piango ad ogni suo video. Sono zia, sì, a distanza!
Così come sono figlia, sorella e amica: a distanza.
La distanza impera sovrana!

Oggi la mia mente mi porta via, lontano da questa scrivania, laddove posso dimenticare chi sono e perdermi tra i ricordi. Lontani e ineffabili. Distante da me stessa, esattamente.

Guardo alla mia vita e riconosco ogni insicurezza che in passato mi trascinava nei luoghi della mente sconosciuti, che ancora sanno farmi sentire sola. Osservo le mie mani e lo smalto sempre vivo che indossano... e ancora le tre luci che mi brillano sul dito, a cui tanto avevo tenuto.

Sono la donna serena che avrei voluto essere, senza dubbio alcuno.
Vivo l'alba del nuovo giorno, insonne, perché gli anni passati a riflettere mi hanno insegnato ad impiegare il mio tempo, evitando di perdere terreno in forza e volontà.

Ecco due belle attitudini: attitudini, sì perché di questo si tratta!
Parlo di attitudini perché nessuno conosce realmente quanto forte e volitivo possa essere, se non quando le situazioni lo impongono.
Conosco una donna che non riusciva ad opporsi alla gente per quanto costantemente votata agli altri fosse e che non sapeva evitare di chinare il suo essere umana ad una madre matrona... questa donna è stata capace di sorreggere il peso di una famiglia anche mentre piangeva disperata il coraggio che non sospettava di avere. Ha resistito quando lei in primis non credeva che l'inferno sarebbe passato, lasciando spazio ad una nuova meravigliosa primavera.

E sono qui a riflettere su quanto molto spesso teniamo celato, semplicemente perché le situazioni ci proteggono dal dolore, che, solo, fa scaturire la forza di lottare con volontà per difenderci da ciò che ci ferisce.

Oggi comprendo che forza e volontà sono il mio pane quotidiano, perché sopravvivere alle distanze diventa difficile sempre di più. Foschie e sofferenze allontanano per stringersi più forte alla volta successiva.

Sono pronta al nuovo giorno... pronta, come sempre.




martedì 18 febbraio 2014

13 FEBBRAIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Smetto tutto!

Ora sì che sono stanca, o forse esausta. Credo sia 'esausta' il temine appropriato.
Calpestata, insultata, ignorata... ecco cosa è accaduto la scorsa settimana!

Incomprensibile mi sento, lo so... ma proverò a gettar luce sull'accaduto, fosse anche solo per spiegarlo a me stessa.

Ricapitolo la situazione: contesto lavorativo, evento importante, occhi puntati addosso, del tutto.
Mi preparo, sono pronta e già incattivita dalla totale mancanza di rispetto di chi non conosce altro che l'amor proprio. L'ufficio ormai è in fibrillazione per mostrare al pubblico il lavoro di mesi disparati, che hanno coinvolto un intero gruppo, che poi tanto tale non è. E ancora sì, perfetto, ci siamo, siamo belli e siamo forti, siamo preparati e divertiti.

Siedo alla mia scrivania alle ore 8:45, come sempre... quasi sveglia.
Riprendo il controllo di quanto può essere sfuggito.
Pranzo, onde evitare svenimenti serali.
Mi predispongo mentalmente al pomeriggio, segnalando l'ultima anomalia da risolvere assolutamente... ma il muro dell'indifferenza e del menefreghismo è troppo forte per scontrarmici ad armi impari.

Ora vorrei tanto capire la modalità con cui si agisce, nella norma, quando un impegno di lavoro impellente disturba il regolare svolgimento della propria giornata. Io ho sempre pensato che la libertà personale finisce quando incontra quella dell'altro... ma, a quanto pare, nel momento clou la norma è andar via!
Il nervosismo ha pienamente pervaso la sottoscritta... tanto che oggi mi viene spontaneo non poter scrivere di altro.

E allora, mi trattengo, e trattengo la rabbia crescente ad ogni sbroccata... e trattengo la voglia di distruggere quello che mi circonda, per un bene superiore.

Ma se ogni giorno è fonte di nuovo nervosismo... allora devo augurarmi che la notte ingoi i ricordi? come fingo che nulla mi stia turbando quando la sola presenza mi basta a perdere le staffe??

Inutile sottolineare la pazienza che sto sfoderando nell'evitare lo scontro diretto... ma non durerà ancora a lungo, temo.

Sarà che sono nervosa, tra la paura per la risposta che lunedì potrebbe cambiare ancora il giro della mia ruota e l'ansia che i miei generano sottolineando un'età che anni fa significava già matrimonio e figli.

Embè? posso vivere la mia vita come preferisco o no??
Posso celebrare le mie vittorie, alternandole alle sconfitte che, inevitabili, prima o poi, mi fanno scivolare?

Sono stanca.
Oggi sono davvero stanca!


venerdì 31 gennaio 2014

31 GENNAIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Oggi meglio

Ringraziamo il Cielo per questa pioggia che, incessantemente, sta venendo giù a pulire il mio malumore.

Ebbene sì, lo ammetto, ho peccato molto. Ho desiderato che le mie sventure non fossero solo mie... ma è davvero un gran male questo?

Mi rifugio in fantasie e illusioni di realtà parallele e diverse, nelle quali io domino la mia stessa irrazionalità e riesco ad essere consapevole. Apro gli occhi e riguardo un plico che mi costa molto, in preoccupazione.

Oggi sto meglio, decisamente.

Oggi interagisco con l'ufficio, ho smesso di rintanarmi nella mia musica, sono quasi pronta a indossare la maschera della serenità, dirigendo tutti i pensieri ai bellissimi fiori che colorano in primavera i prati più verdi.
Wow!
Penso alle rondini che torneranno dai Paesi caldi per vivere una nuova estate qui da noi e alle donne che diventeranno mamme a breve. Guardo il cielo azzurrissimo (nei miei sogni è così) e il sole oggi può solo accecarmi.
Ecco cosa serve, l'accecamento.

Cieca eviterei di rileggere un bollettino poco piacevole e smetterei di guardarmi allo specchio alla ricerca dei segni del tempo... smetterei di essere critica e cinica, fino agli eccessi, nei confronti di me stessa e forse inizierei a guardare diversamente il reale.

Ma che cosa devo fare? Ecco la domanda del giorno... La risposta? REAGIRE!

Lo devo a chi mi sta accanto e crede che io sia una donna forte e continua ad infondermi fiducia nella mia capacità di affrontare le vicissitudini molteplici che si prospettano all'orizzonte.
Lo devo alla nuova vita, che ha bisogno di esempi per imparare ad essere una persona migliore.
Lo devo a chi ora crede che si possa amare, sentendosi amato a sua volta. A chi ha capito che esiste molto più dell'attrazione fisica tra due esseri pensanti. A chi ha inteso che si possono superare le distanze mentali quando l'intesa arriva a toccarti l'anima.

Al momento, non riesco a pensare a me che sbatto i pugni sul tavolo e tengo duro, perché mi manca letteralmente la forza... ma posso assorbire quella di chi riesce ad amarmi, come può.

Sogno da sveglia e riesco a sorridere, oggi più di ieri.
Devo distrarmi e pensare ai miei progetti per il futuro ed essere sorridente. Sempre e comunque.



mercoledì 15 gennaio 2014

4 GENNAIO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Il mio Benvenuto al nuovo anno!

Tardivo, quanto senza mezze misure, ecco il mio benvenuto ad un 2014, che mi vede sottotono sin da subito.
Sarà che le previsioni di Paolo Fox non mi hanno dato una gran fiducia, ma questi primi giorni di gennaio continuano a tirar una corda già fin troppo tesa.

Il primo giorno del nuovo anno ho ripensato ai 365 appena trascorsi: ansie e tanti sorrisi quanti risentimenti hanno rivissuto tra i miei pensieri, lasciandomi silenziosa spettatrice di azioni che inverosimilmente mi sono appartenute.
Arrivo e partenza: questi i momenti clou del mio 2013. Infinita gioia e speranza confusa.

Ho riflettuto a lungo sul senso di un regalo che ha mi fatto brillare gli occhi e ho gioito per la fine di un percorso che si è trascinato a lungo.

E ora? Forse adesso attendo il verdetto finale? E da chi se non da me stessa?
Mollo la presa sul presente, elevando la vita ad assioma e rivivo la passione travolgente di un letto che mi appartiene profondamente... sento il sussurrare delizioso di ciascuna parola d'amore... e riempio gli istanti di ricordi indelebili.

E come non stupirmi quando questo flashback di emozioni tutti i giorni prende forma nuova?
Nuovi odori, sconosciute sensazioni e voci fioche, mentre l'abbraccio si fa sempre più forte e importante e travolgente. Davvero siamo tenuti a pagare per i silenzi che, soli, sanno urlare la nostra angoscia?

Tutti i giorni riprendo coscienza di essere al mondo, quasi viva, attivo la mente e decido cosa indossare. Prendo un treno puntualmente zeppo di gente indaffarata a far conoscere a chiunque la sua storia.
Mi infilo nella metro maleodorante e raggiungo la mia postazione in ufficio.
Mi scrivono, lavoro, rispondo alle mail compiacendo l'interlocutore.
Pranzo senza strafare e mi convinco che ogni sacrificio, prima o poi, sarà premiato (probabilmente nella prossima vita).
E poi chiudo il mio pc e ripeto le azioni del mattino fino al ritorno a casa, quando il profumo che mi appartiene entra in circolo dopo aver varcato l'uscio e ritrovo l'unione con me stessa, quella vera.

Chiudo gli occhi e sogno una vita reale, capace di soddisfare ogni attuale mancanza... e vedo loro con me, essere felici e senza più timori.
E poi sogno, sogno ancora.

Sogno un 2014 ricco, di speranze, rinascite, nuovi abbracci.
Sogno un 2014 migliore dello scorso anno, che riesca a farmi sentire stabile, in tutti i sensi.


giovedì 10 ottobre 2013

8 OTTOBRE 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... TRAGEDIE

Son trascorsi giorni interi dalla notizia.
Il barcone è affondato ed erano in troppi i poveracci che avevano riposto tutte le loro speranze in un viaggio verso il loro futuro.

Ero assorta in tutte le mie faccende e non ho appreso della tragedia se non prima di sera, quando si parlava ormai già di vergogna e lutto nazionale.
Ascoltare i racconti di soccorsi e soccorritori mi ha aperto la mente ad una realtà che conoscevo soltanto lateralmente, perché in passato mi ha sfiorata.

C'è gente che lascia il proprio Paese nell'attesa di un'esistenza più dignitosa, per ambire anche alla semplice possibilità di sfamare un figlio. Ecco i pensieri del giorno.
C'è gente che muore, disperatamente, tentando di non annegare nella propria miseria e si imbarca in traversate dell'assurdo, in nome di una fiducia ingenuamente riposta nell'umano egoismo.

Oggi i nostri fratelli sono sul fondo di quel mare che amiamo per le tanto attese e agognate pause vacanziere dallo stress del lavoro... le stesse che accolgono le navi da crociera che ci accompagnano in versione turistica per le mete del nostro Mediterraneo.
Ebbene, sono quelle acque, cristalline e calde, che oggi lasciano riposare i corpi dei dispersi che hanno perso la vita durante il loro viaggio: un viaggio meno piacevole e non privo di sacrifici. Non posso tralasciare di chiedermi quanto sia costato il loro sogno. Stenti per racimolare quanto necessario a salire su quella maledetta imbarcazione, fantasie su una nuova vita, su tante esistenze risanate e storie vissute nello sconforto, che presto avrebbe visto la luce... hanno lasciato il posto a teli scuri, che avvolgono corpi esanimi e senza respiro.
Hanno smesso di guardare il cielo e ad esso si sono riuniti nell'oceano dal quale provengono.
Sono l'aria che non hanno trattenuto, l'acqua che calda li ha avvolti, la terra che ha impresso sulla loro pelle il suo profumo, il fuoco che li ha uccisi dentro nell'ardore di speranze che donava loro la certezza di essere.

Oggi piangiamo tutti una tragedia alla quale nessuno riesce a sentirsi pronto, oggi come ieri.
Ci battiamo il petto per un'indifferenza che ha lasciato cadere nell'ombra ciascuna speranza e ogni sorriso confidente.

Oggi rimpiagere il proprio egoismo è umano, ma non giustificabile.
Chiediamo perdono per l'incapacità di tendere la mano a chi di noi ha bisogno e continuiamo, ancora, a promettere di essere migliori.

Promettiamo sempre, noi.


mercoledì 2 ottobre 2013

2 OTTOBRE 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Caoticamente me

Sposto il senso oggi, oltre il picco dell'indifferenza e mi rivedo poco più che adolescente. Ho sfidato gli anni per poter guardare riflessa allo specchio l'immagine della donna che da sempre ho voluto essere.
Quasi 30, sentimentalmente perfettamente cresciuta e sensibilizzata all'umanità che mi contorna; ho un'anima che conosco quanto il cassetto dei miei sogni e che può risultare talmente piena di sé da apparire egocentrica.
Sfioro chi mi circonda e mi lascio amare, come la bimba che ancora pretende tutte le attenzioni della sua mamma. Ne ho anche io una, mi dico, una madre che sa volermi bene, capace di comprendere ogni imbarazzo mio, mentre lascio cadere la paura del nuovo.

Mi riscopro inibita, bloccata dalla prospettiva dell'errore. Mi risento indifesa, totalmente sprovvista di uno scudo che non riesce, nonostante tutto, a restare attaccato al mio corpo a lungo. Tutto cade e mi lascia inerme alla vita, priva della capacità di pararmi dalle sferzate delle avversità.

Oggi mi sento incattivita dall'esistenza stessa, non capita, anzi punita per l'amore che ho permesso a me stessa di lasciar andare.

Lui percorre le sue strade in assoluta solitudine, alla ricerca di un barlume di luce vera. Lui si allontana da me, accusandomi di colpe indotte. Lui è già fuori dalla mia mente e ha supplicato di tirarsi fuori dal mio cuore ad ogni sua negazione di felicità.
Dov'eri quando nel mio letto era il sonno a cogliermi? Dov'eri mentre chiedevo ascolto per me?
Eri altrove, in quel luogo irraggiungibile per me, dove l'illusione di un futuro non riusciva ancora ad infrangersi.
E così, ci hai pensato TU a rompere l'etereo che avvolgeva i miei desideri e a riportarmi alla crudezza di questo quotidiano. Sei riuscito a cambiarmi, temo.

Mi sento spietata, perché il destino lo è stato con me. Non intendo piangere una reazione ormai inutile, quanto faticosa: preferisco prendere coscienza, in queste pagine amare, di quello che è cambiato, lasciando spazio allo sguardo disincantato di chi non intende essere ancora la vittima consapevole del suo amorevole carnefice.

Ribaltiamo i ruoli: adesso sono io la dominatrice dell'anima mia e nessuno riuscirà ad oscurare una volontà che mi trascina verso il paradiso che, prima o poi, riuscirò a conquistare!



mercoledì 18 settembre 2013

18 SETTEMBRE 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Lascio scorrere

Sono trascorsi due mesi, nel silenzio più assoluto.

Tra chi mi vorrebbe perfetta ai suoi occhi e chi invece sa amarmi per come sono.
Giorni lunghi, interminabili, senza alcuna volontà di denudarmi sulle pagine del mio caro diario.

E poi arriva il giorno in cui tutto diviene impellente per la troppa voglia di esplodere e prendere forma.


Ci si nega la vita, la gioia di stare insieme per chimere inesistenti. Oggi, ancora una volta, sono la donna che sa pretendere il rispetto di sé! Non sono più disposta alla sopportazione muta, ma soprattutto Non sono disponibile più alla cieca sopravvivenza dei rapporti.

Non sono più succube degli eventi: li creo io!
Oggi chiedo la follia di ogni brivido che possa farmi sentire desiderata e unica al mondo.

Non riesco a scrivere altro per la non volontà cosciente, reale, di liberarmi l'anima. Sono consapevole del male che mi faccio sospesa nel limbo, senza fine, di scelte e prese di posizione.

Amo me stessa come mai prima e devo pretendere la me più vera.


lunedì 8 luglio 2013

8 LUGLIO 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Ancora Noi!

E il profumo del mare era soltanto la cornice dell'essere in due, in una vita non nostra.
Tutto finisce per ricominciare e niente sarà mai definitivo se il sentimento sconfigge le perplessità!

Il donarmi a lui mi ha resa donna, ancora una volta e l'assoluta dedizione all'amore sorprende sempre per la sua maestosità...
Siamo esseri pensanti, capacissimi di farsi del male, quanto di ritrovarsi unici e unicamente riconoscersi come appartenenti l'uno all'altra.

Abbracci, carezze soffuse e parole bisbigliate ci danno la forza di non arrenderci all'evidenza... Io sto cambiando e sento sottopelle la forza che mi dai... avverto la necessità di evolvere e di lasciare la crisalide che protegge ancora la bimba.

Voglio spiccare il volo, ma ammetto di aver ancora paura di sentirmi la sola capace di rischiare: rifletto sulla forza di sentirci e sulla volontà di andare oltre.
Lancio il cuore oltre l'ostacolo, scelgo l'anarchia di me, perché mi ci ritrovo e mi rifletto bene nel sapermi solitaria e razionale al punto da guardare il reale con distacco.

Sono un mostro per la consapevolezza che ho acquisito e mi reputo fortunata per essere riuscita a sopravvivere alla distruzione.
Guardo il mondo con l'affetto di una figlia, che rispetta la sua mamma, seppur non sempre comprendendola.
Non riesco ancora ad afferrare tutto lo scibile accaduto, ma conservo le mie scarse certezze.

Sono viva e sono una donna, bella e accattivante agli occhi di molti, spesso ingenuamente maliziosa e all'occorrenza anche buona d'animo. Le parole mi si compongono senza volontà e le dita, che urtano questa tastiera senza colpo ferire, hanno imparato a rubare il tempo che posso per liberarmi la mente.

Sono la donna che sa di essere, la stessa capace di sciogliere il mare con i suoi occhi e dar fuoco alla terra che calpesta... Sono la donna che sa amare, la stessa che ti ama da ancor prima di conoscerti.


mercoledì 3 luglio 2013

3 LUGLIO 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Un cielo sempre più bello

Oggi vivo di ieri, avvinghiata con la mente alla sensazione di sentirmi sua, decisamente imperniata con la mente al battito dei due cuori all'unisono.

Restami vicino, mentre il sole si nasconde alla notte, resta con me mentre vivo.

Ti imploro di non lasciare andar via da te il Noi che sappiamo amare, oltre la ragione, oltre la fantasia e il desiderio, oltre le paure e l'accettazione. Io non smetterò mai di sentirmi la bimba che chiede di restare tra le sue braccia e neanche rinnegherò mai il bisogno della sua bocca e delle sue mani, che sanno accarezzarmi anche l'anima.

Mi perderei ancora e ancora nei suoi occhi, Dio solo sa quanto sia vera ciascuna parola... e sentito ogni sospiro. Mi ha insegnato l'amore, quello negato, rinnegato, rincorso e ancora poi vissuto... Rinato, abbattuto, vigoroso, inimitabile.. lui è questo per me, mentre il sorriso amaro della resa lascia spazio all'abbraccio nel quale morirei ogni giorno.

I nostri momenti non lasciano tregua al dubbio, i nostri istanti sanno essere preziosi, perchè riscoperti dopo millenni di inquietudini.

Noi sappiamo viverci e ci conosciamo come nessuno altro al mondo.

Io non comprendo ogni stupido ripensamento e né voglio provare a razionalizzare il perché si debba esistere senza sentirsi addosso a lungo.
Oggi so bene che ho bisogno di quell'amore inaudito che solo lui conosce... Oggi so bene che senza di lui non sono io e non rinuncio all'ardore del sapermi la donna nei cui occhi può soltanto sciogliersi.

mercoledì 26 giugno 2013

26 GIUGNO 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Periodacci

Era una vita che aspettavo il suo sì, ancor prima di stringergli la mano, prima ancora di sfiorare le sue mani.

Eppure ero già sua, sua nel vuoto del respiro che ci unisce, sua nello sguardo complice dell'inaudita passione che viviamo, sua mentre speravo il suo sì.

Siamo oggi il sospiro dell'istante che ci sconfigge, quando all'alba del nuovo giorno apro la mente al pensiero di Noi... Ho taciuto il sorriso del nostro intenderci... e il brivido di risentirci addosso.
Immersi in un'attesa più grande di Noi, consapevoli che solo il tempo saprà comprendere i colpevoli di ciascuna sofferenza, guardiamo al presente.

Se è vero che ad ogni azione corrisponde l'esito di una convinzione, oggi posso serenamente affermare che sopravvivo all'istante del suo sorriso, proprio con la volontà di esserci. Sono umana, certo, mi capita di perdere il senso di quello che stiamo facendo, ma non permetto a me stessa di castigarmi ancora.

Continuo a non intravedere la falla nel sistema... Non riesco ancora a capire il significato del negarsi, se concedersi riesce a significare la vita stessa per me. Non voglio impedirmi la felicità del sentirmi sua, perché i miei anni impongono al cuore il rispetto del desiderio.

Voglio sentire, voglio provare il battito nel frastuono che mi rimbomba in testa...
Ho il bisogno puro di sfiorargli le labbra, di lasciarmi vibrare fra le sue mani, di abbandonarmi alla pazzia del suo estro... e mentre divento sua, ancora non so quanto amore si provi nella cieca fiducia in lui.

Le parole si sono composte senza sforzo alcuno e le dita sulla tastiera ancora non sono stanche di comporre e lasciar traccia dei silenzi che mi attanagliano.
Cresciamo a ciascuna delusione e seppelliamo i no al grido di battaglia dell'orgoglio ferito, ma ancora capace di giurare vendetta.

giovedì 30 maggio 2013

30 MAGGIO 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Un altro anno è trascorso

Senza colpo ferire, mi ritrovo sulla soglia dei 28, appena varcato l'uscio dell'anno appena trascorso e che resterà alle mie spalle, con tutti i suoi errori e le domande alle quali sono ancora incapace di dar risposta.

Un anno, questo, che mi ha cambiata, notevolmente.

Non riesco a sentirmi ancora pienamente consapevole della forza distruttrice che ha spazzato lontano le sicurezze stupidamente ottuse della ragazza del sud, cresciuta con i loro sani valori... ma neanche posso affermare di conoscere che cosa io sia diventata.

So che tutti i giorni, quando la voce che mi sveglia dalla radio, apro gli occhi e mi sento già viva... e adoro il sentirmi sicura di ciascun mio gesto e di ogni pensiero che la mente elabora. Non voglio incensare la donna che sto diventando, tanto imperfetta, quanto ancora vogliosa di imparare, sia chiaro, ma prendere consapevolezza di ciascuna variante che assumo ogni giorno...

Oggi è un gran giorno, ho indossato l'abito bianco di pizzo che meglio mi descrive, mi sono persino agghindata per ricevere gli auguri di tutto il corridoio...
Ma è proprio in giornate come questa che sento forte il bisogno di avere accanto la mia famiglia, distante perché le mie scelte mi hanno portata altrove.
Certo che la vita è proprio strana. Sono trascorsi anni interi durante i quali altro non desideravo che la piena indipendenza e autonomia, all'insegna della ribellione e di una insoddisfatta compiacenza ai canoni troppo stretti della mia famiglia.
Me ne son tirata fuori, vivo sola da ormai quasi due anni... mia madre ha smesso di svegliarmi con i pizzicotti ai piedi e mio padre non può più riprendermi per tutti i malintesi che, per forza di cose, dovevano nascere.
Mio fratello può star tranquillo, perché ha tutta la casa a sua disposizione e la sorella rompiscatole a distanza non riesce a vigilare sul suo operato... E mia sorella vive la gravidanza, felice e contenta.

Insomma, siamo tutti più felici e ci vogliamo immensamente più bene quando la nostalgia supera le inettitudini. Siamo tutti più buoni quando i legami restano slacciati.

Oggi mi sento bene e vorrei tanto poter brindare con chi mi ha dato la vita, ma che festeggerà con la ciambella che ha preparato per me, senza alcuna candelina da spegnere.

lunedì 27 maggio 2013

27 MAGGIO 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Troppa violenza intorno

Il weekend appena trascorso è volato tra le troppe faccende che avevo lasciato sospese a metà...
Spesa, pulizia, rigenerazione: praticamente tutto, in sole 48 ore di tempo.

Domenica. Pranzo. Tavola apparecchiata. TV. Telegiornale.

Ho appena raggiuto la mia postazione e imboccato la prima forchettata di pasta, quando il giornalista parla dell'ennesimo caso di violenza sulla donna. Questa volta lei è solo adolescente, eppure le è toccata una sorte atroce... L'amore uccide: unico pensiero che non riesco ad allontanare dalla mente.

Com'è possibile che il rispetto per la donna non riesca ancora a superare i retaggi di un passato che si ostina a rimanere attuale?
Noi donne siamo l'essenza della vita, fiamma che brucia nel focolare domestico, ma anche anima dell'esistenza stessa.
Perché nel 2013 c'è chi paga il peso di un'ignoranza decisamente ancora pervasiva?

E non parlo di aree geografiche in cui la civiltà, perchè di questo si tratta, ha tralasciato di informare gli umani dell'importanza che oggi, come ieri ed esattamente come domani, riveste il rispetto per la donna, non solo in quanto essere fisicamente più debole... ma proprio perché entità vivente, capace esse stessa di donare la vita.

Non deve più accadere che una donna soccomba alla prepotenza di un uomo senza scrupoli, che sente di possederla in ogni come e in ogni dove, senza neanche soffermarsi a pensare alla possibilità che si abbia accanto una persona degna di considerazione e magari anche amore.

Noi donne sentiamo il bisogno di sentirci riconosciute e apprezzate, accettate e desiderate... di un affetto che non sia malattia, ma purezza e candore, un dare e ricevere,
Siamo donne, eccelse e solitarie, quanto folli e capaci di sentimenti assoluti.

siamo DONNE.


lunedì 13 maggio 2013

13 MAGGIO 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... Il rinnovamento!

Il tempo trascorre per curare le ferite e risanare ogni lacerazione, causata moto spesso dalle nostre stesse mancanze. Gli errori sono lecitamente umani e servono a comprendere la ricchezza che già si possiede.

Se in ogni sguardo si ritrova l'altro e se stringersi la mano significa rinsaldare quel legame ormai impenetrabile, credo sia necessario aver ben chiaro chi si è e in quale direzione procedere.
Oggi sorrido di nuova vita... oggi sono nuova, oltre le paturnie ovviamente femminili di insicurezza e gelosia... oltre le paranoie del sentirmi seconda al mondo intero.

Mi piaccio e non desidero altro!

Mi piaccio al mattino, appena sveglia, con le pinzettine che mi reggono i capelli, mi piaccio mentre lo specchio riflette la mia immagine intenta a truccarsi, mi piaccio mentre lascio scivolare le calze lungo le gambe. Mi piaccio mentre scelgo quale abito indossare e calzo i miei stivaletti nuovi. Mi piaccio mentre corro corro in stazione ad aspettare il treno e in metro, tra la folla che non sa scrutare chi sono.

Oggi penso di piacermi (qualora non si fosse capito) e decido di essere autoironica, di un sarcasmo incredibilmente mio, nel quale riconoscermi è un attimo.
Mi sento egocentrice, ma silenziosa, mentre pare che il fascino della donna che mi vive dentro traspaia ugualmente, nonostante il mio tentativo di celarla.

Mi si dice che ho movenze ricercate, capelli fluenti, bocca attraente: ancora una volta, mi si vuol far sembrare unica, ma di unico ho solo la certezza di un amore a cui non intendo rinunciare.
Non importa la fatica dello star insieme, sono pienamente consapevole che ogni sua sofferenza mi appartiene dal di dentro, oltre l'immaginaria possibilità di sentirmi sua.

Sono totalmente sua, nel corpo e nell'anima... e ritrovarsi la sera, abbracciati, è la ricompensa per la distanza di un'intera giornata...

venerdì 3 maggio 2013

3 MAGGIO 2013: I PENSIERI DEL GIORNO... CONFIDIAMO

Mi fido di te e delle tue parole.
Mi fido quando mi dici che i miei occhi sono bellissimi e la mia bocca inevitabile...
Mi fido quando mi dici che mi sorridi teneramente innamorato e ancora ho imparato a fidarmi anche quando non capisco e non so bene come agire.

Il venerdì mi succede ormai spesso di riassumenre mentalmente la settimana appena trascorsa e questa si è rivelata decisamente importante.
Il futuro ha un senso, ha il suo percorso ben chiaro, che non è però dato a noi di conoscere e mentre ci affanniamo alla ricerca di un senso inafferrabile, la realtà ci sfugge.
Ormai credo sia impossibile comprendere come riuscire ad essere unici e sereni al tempo stesso, se il fuoco che brucia ciascun buon proposito ha cassato via la ragione.

Rifletto sugli anni trascorsi e sugli errori commessi, analizzo gli ultimi mesi vissuti e non comprendo il peccato del sentirmi amata oltre ogni limite. Ho imparato ad accettare gli eventi, evitando di lasciarmi sedurre dalla volontà altrui... Ho conosciuto il male e adesso amo il sentirmi viva.

I giorni trascorrono trascinando via i rancori e i rimorsi di quanto è stato compiuto e non lasciano traccia alcuna le radici dell'insicurezza che da sempre mi fa da maestra.
Sono una donna, una come tante altre probabilmente; una donna che ha imparato a volersi bene, a rispettare chi le sta accanto, come può; una donna che non sale più in cattedra per insegnare i propri successi.

Adesso so chinare il capo all'imperfezione mia e a quella altrui, perché capace di rendere l'incredibile sensualità dell'intero genere umano.
Non esiste uomo incapace di amare e non esista donna inconsapevole del proprio fascino... Siamo animali perfettibili, come ho già ribadito in passato... ma in ogni neo risiede esattamente il nucleo del nostro essere inimitabili e tanto rari.

Oggi brindo ad ogni mio difetto e alla piena ragione che ha chi pensa che io sia strana: ebbene sì, sono folle, magicamente pazza... ma penso che sia proprio questa l'essenza dell'esteta che si cela dietro queste righe.