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martedì 10 giugno 2014

10 GIUGNO 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Invecchiamo

Sarà forse colpa del tempo in fuga perenne che non riesco a recuperare la necessaria serenità per dire di essere felice. Trascorro notti in bianco, prive di riposo... provo ad addormentarmi tutte le sere con la piena volontà di dimenticare quello che mi circonda.

E accade che, proprio quando dormo quasi, inizio a rigirarmi nel mio letto ancora indebitamente accogliente... Quanta insofferenza a ciò che non riesco a lasciarmi dietro... quanta attesa nell'aspettare che tutto inizi ad essere come dovrebbe.

Sono giorni ormai che alterno stati d'animo e che attivo il mio corpo attingendo adrenalina per sentirmi viva: corro a ritmo di musica, alleno addominali e braccia con il massimo sforzo fisico e provo ancora la gioia di una pienezza di me che stavo dimenticando.
Oggi posso affermare che il movimento fa davvero bene all'anima, perché quando con le altre seguo il ritmo di ciascuna pulsazione sono parte di qualcosa di più grande. E l'imprecazione che nasce mentre porto al limite la mia resistenza è ancora sintomo di quella forza che in passato mi ha già aiutata a superare difficoltà enormi. Oggi resisto all'istinto di affogare la fame in frigorifero... e mi alleno ad essere una persona migliore.

Questa è la fase della discesa... è come quando ci si distrugge in attesa di quella rinascita che non può farsi aspettare ancora a lungo. Ciò che mi infastidisce è la lentezza di questo strazio, fatto di attese, e poi silenzi, e poi richiami, e infine indifferenza. Prima o poi avrà termine tutto ciò e quello sarà il picco massimo del dolore che può attraversarmi senza uccidermi.

Credevo di aver sperimentato abbastanza il significato della privazione di sé, ero convinta di aver imparato nel tempo a non legarmi a chi mi circonda, perché prima o poi va via... e fanno tutti così. Arrivano, prendono quello che vogliamo dar loro, per poi andar via, come sempre, lasciando strascichi di parole non dette e attimi non vissuti che si imprimono nel bisogno che proviamo di sentirci amati.

Il tempo che trascorre mi ha punita abbastanza e ora pretendo che sia io a dettar legge su quello che dev'essere. Sono stanca di dover chinare il capo a questo dolore, se ogni volta è inutile. Devo ancora imparare ad accettarmi per come sono... ma sto crescendo.
Probabilmente, sto invecchiando, se mi basta poco per lasciarmi distrutta e sfiancata.

STo invecchiando, ne sono certa.


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