Questo tempo trascorre per ricordarci di esistere... Noi, muti e ignavi dei giorni che vivremo, ci imprigioniamo in vincoli e legami di forza.
Ragione e oggettività. Ragione e forma.
Ecco che cosa siamo oggi.
Inizio a credere seriamente che io abbia inteso male gli sguardi e le nostre promesse. Probabilmente abbiamo confuso il sentimento con quello che ce ne tiene lontani... Abbiamo sbagliato a credere che una possibilità esistesse per cambiare questa realtà.
Impazzisco se ripenso agli abbracci e al sentirsi unici, al cospetto di questo annullarsi della memoria. Sì, la memoria dovrebbe lasciar spazio alla superficialità del tenersi in equilibrio, ormai. E invece no! Continua ad assediarmi con quella sofferenza atipica, divenuta sintomo del mio stesso giorno, che mi pervade sin dal mattino, quando apro la mente al sole che mi aspetta... fin quando mi lascio cadere nel sonno purificatore della notte. Mi auguro di poter riposare, in quel coma rigeneratore che ruba i sensi... ed invece prendo a rigirarmi in un letto che nulla ha di mio.
A me non resta che uccidere tutta quella voglia di volare alto, perché adesso mi fa stare troppo male. Come si sopravvive ad una negazione tanto forte? Come si sopperisce al bisogno di sbattere cento volte la testa contro il muro dell'indifferenza che divide chi si ama?
Facciamo bene, mi ripeto, ad andare avanti, ognuno per il suo... ma allora perché non sappiamo dirci addio?
Chi è l'immaturo? Chi quello che ama di più? Chi il più forte? Chi??
Esiste una soluzione a tutto questo silenzio? Io continuo a pregare per trovare la forza di star meglio...e mi auguro che la serenità giunga anche lì... se possibile.
Mi sto convincendo che sia proprio stato un sogno... anche se non ne comprendo ancora il motivo... Vita dev'essersi divertita un bel po', giocando.
Giuro che mi impegno.. e nel frattempo in radio suonano l'ultima di Francesco Renga: ripiombo nel mio baratro.


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