Abbiamo placato le avvisaglie di belligeranza, dopo aver gestito distanze e ragione, direzionandole alla stasi.
E ora che i silenzi regnano sovrani sono qui a chiedermi se questa serena rassegnazione sia il giusto mezzo, capace di garantire a ciascuno la propria felicità.
Non nego di sentirmi ancora scossa per il lutto che ha colpito la madre che ancora piange la sua giovane figlia, strappata alla musica della sua vita da un ubriaco qualunque alla guida... e non nascondo l'imbarazzo e l'inadeguatezza che provo nel non riuscire a parlarne. Ma davvero ogni parola è vana oggi.
Non nego la gioia dell'aver stabilito i punti fermi che descriveranno la mia vita negli anni che verranno. E non riesco ad evitare di temere l'età che avanza.
Tra una settimana saranno 29 gli anni che ho trascorso su questa ingrata terra, foriera sempre di disastri imminenti, imputabili a tutto lo scibile. Rileggerò il post dello scorso anno e proverò a notare le differenze.
Oggi posso guardare agli altri sicura di ciascun assenso tacito a quanto mi accade attorno. Mi sento forte e convinta, decisa a restare unica e nella volontà di impegnarmi per mantenermi a galla.
La signora della metro, che guarda i passanti arrabbiata, probabilmente ha amato come me, in passato. Oggi è sola, decisamente sola e un po' tocca.
Mi ero ripromessa la semplicità: ma come si può rendere elementare ciò che tale non è mai stato? E' mai possibile esibire senza intrecci la trama complicata di un racconto senza inizio? Io, temo di no.
In tutto il chiasso che abbiamo generato nel tempo con le inibizioni sciolte e i vizi ormai dilaganti mi risulta davvero difficile tracciare un filo di demarcazione tra quello che mi appartiene dal di dentro e ciò che, imposto, è divenuto la parte più forte della montagna che non riesce a lasciarsi scalfire.
Ho indotto il destino e controllato ogni suo risvolto. Ho amato ogni riflesso di quella luce che sapeva essere guida accorta, l'ho adorata fino a divenirne schiava. Ho sorriso al suo modo di essere presente, anche solo da lontano e ho sperato tanto, e poi ancora mutismi, fino a quando ho capito che ne abbiamo tratto vantaggio inconsapevolmente tutti.
La luce mi ha dato la forza di cui avevo bisogno, mentre Lei, posandosi su di me, trovava una nuova forma alla sua veste di sempre. Sempre amerò come ho imparato a fare, trasformando quel sentimento nel legame ultimo ed inscindibile che è la vita.
Ci si incontra per stringersi più forte che si può, prima di elevarsi oltre ogni limite e vincolo spazio-temporale.
Saremo sempre Noi, ma diversi...
E quando gli occhi si gonfieranno e non saranno in grado ancora di trattenere il pianto, ogni lacrima che mi sfiorerà il viso sarà anche la Sua. Saremo uniti sempre, come oggi. Sempre Noi.
Perdonami.


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