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venerdì 3 ottobre 2014

3 OTTOBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Una madre

Oggi condivido il dolore della madre che ha visto la sua bimba andar via troppo presto da una vita che altro non aspettava se non di poterle donare quello che meritava.

Piango con la donna intelligente che sta facendo del suo dolore uno scudo per reagire alla morte.

La distanza impedisce l'abbraccio di cui ho bisogno in primis per farle sentire che ci sono... la distanza è la peggiore limitazione quando le note di ciascuna lacrima sono comuni... Lei è la madre che ama incondizionatamente, che sa darsi forza per restare immobile nonostante la corrente di un'esistenza perennemente in contrasto...
E nonostante tutto, lei è lì, a non dimenticare che l'amore supera la mancanza perché riesce a stringersi all'anima di noi umani per scolpirsi nei cuori che desiderano.

Un abbraccio unico, è il mio; un abbraccio di cui ho bisogno più di lei... un abbraccio per sentire il suo amore.

Ebbene, come sempre guardo i giorni scorrermi accanto e i mali divenire profani, mentre ogni frase diventa strumento di contatto con chi non c'è più.

Un dono per lei, che ci guarda dall'alto, senza smettere la sua melodica nenia verso l'infinito...
Un dono per lei, che sa mancare anche non avendo avuto contatti diretti...
 Un dono per lei, che era la sua piccola musicista.

Sono passati mesi, è vero, ma il rinnovarsi di quel dolore puro continua a vivere con lei, tenendola qui tra noi, ancorata ad un mondo che di lei ancora necessita.

Leggo la volontà umana e l'umano desiderio silenzioso di averla vicino, perché tutti, in fondo, non possiamo tralasciare l'affetto di chi ci appartiene.

Sono ancora nuova, perplessa da un destino che impone la mancanza e incuriosita, sì incuriosita, per il bisogno di conoscere quello che ancora dev'essere.
 Parole sconnesse sembreranno ai più... frasi scollegate e forse anche senza senso... ma sarà la musica di sfondo di queste mura bianche, oppure la stanchezza ormai accumulata... ma i pensieri sciolti prendono possesso di me e si abbandonano alle pagine di questo diario che ormai amo forse anche più di me stessa.

Grande amico, silente strumento in cui ho pianto notti insonni e superato sconfitte cocenti... A te mi offro, nuda di ogni convenzione e priva di strutture estranee al mio sentire più profondo.

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