
Che senso ha illudersi dell'inesistente? Tanto meglio la consapevolezza di una solitudine che spaventa chi ancora non ha imparato a guardare nel buio, sentendo sussultare il silenzio. Ogni bisbiglio fa eco nella mente, mentre mi celo in un torpore che riuscirebbe, da solo, a scuotere quanto di assopito ancora c'è. Libertà di agire seguendo la mia volontà, libertà di distruggere quanto ancora non esiste... Libertà di dar spazio alla parte oscura, latente, che lottava per primeggiare contro quel buonismo così inutile, quanto dannoso per la mia felicità. Adesso risorge quel velo nero che sfiorava il mio cuore quando ancora non sapevo e si impossessa di ogni mia capacità di analisi razionale, perchè estremamente logica ed egocentrica. Vitalità negata, rinnegato sentore di infinito... Tutto ormai è perduto nel più profondo dei pensieri abbandonati sulla riva dei ricordi... Ricordi da tenere a distanza, finchè le acque del dolore non avranno placato i sentimenti, che rincorrono ancora l'impossibile. La ragionevolezza sarà artefice della nuova me, che si erge da oggi a maestra nell'esperienza, poichè nulla le manca di aver vissuto per definirsi saggia. E se la saggezza riesce a placare le spinte emotive e scioccamente, ancora, doloranti, devo immaginare il nuovo volto della donna che sarò... quella che non credevo esistesse in me, perchè rifiutata ed emarginata dall'empatia continuamente distruttiva, che imprigionava i miei desideri...
Adesso sono di nuovo io, inarrestabile e solitaria condottiera della mia storia, unica leale proprietaria della vita che mi attende, mentre sfido, da oggi, il destinio avverso che riesce ad amarmi, meglio di qualunque umano!

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