
Quando il timore della libertà blocca ogni recondito impulso vitale, muore il giorno di chi immagina ancora il proprio futuro. Spegnere le luci della fantasia è un gioco comune tra chi non sa come affrontare le sfide quotidiane. E' sempre troppo facile giudicare chi non sente sulla propria anima le tracce indelebili dell'esperienza, che segna e trasforma chiunque non si pre-determini.
Complesso è cercare la voglia di reagire alle maree avverse, che osteggiano la volontà,complesso è chiudere gli occhi e fingere che tutto sia perfetto, trasportati dall'emozione fugace di un momento! Razionalizzare l'ineffabile, si può? Che riflessione... certo che no, ma sarebbe troppo semplice ignorare la logica, che invece si frappone alla serenità individuale.
Cosa sarebbe morale? Cosa invece dannoso? Posso vantarmi di aver scelto al meglio?
Posso piangere giuste lacrime quindi, perchè dovrei esser certa di non aver lasciato nulla di intentato dinanzi alle mille possibilità che avrei potuto cogliere.
Vivere la giornata, nella consapevolezza di dovere a me stessa la felicità che mi devo permettere di sentire per ogni sorriso ricevuto e per ogni pianto negato. Ogni fonte di tristezza rinnegata diviene in me condivisione della mia serenità, anche oggi, che penso a te, ormai distante, che sei riuscito a ferire quella bambina innocente che non sapeva cosa fosse la falsità. Oggi penso a te, che sei stato fondante in ogni mio stato dell'essere, formatore assoluto di perspicacia e pazienza, comprensione e assoluzione... qualità che mi hanno poi permesso di distruggere le tue colpe nel tempo trascorso da noi! Non esiste un noi ormai, ma esisto io, che riesco ancora a volerti bene e a gioire delle tue vittorie, ma tu non lo saprai mai! Non saprai quanto riesco ad amare, ancora, chi ogni giorno uccide i miei sogni, calpestando i miei desideri, non conoscerai mai cosa sono adesso, come ho imparato ad essere! Mai!
Sapevo che la vita insegna a vivere, ma ignoravo gli strumenti dei quali si servisse per i suoi insegnamenti: li ho fatti miei e adesso sono io che impogno a me stessa quanto ho appreso per non perdere più nessuna delle sfide che mi si presenteranno.
So che desidero conquistare la mia felicità e lo farò, perchè tendendo le mani al mio cielo, riuscirò a toccarne la rarefatezza, quasi priva di ossigeno, che mi trasporta nel subconscio più reale che si possa immaginare.

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