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lunedì 3 maggio 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 3 MAGGIO 2010


Scelgo, oggi come ieri, di sentire la parte più mia, che ispira me stessa nel troppo chiasso quotidiano, realizzando le innumerevoli dimensioni, nelle quali perdersi è l’oblio dei sensi. L’oblio, necessario e unico, raro per quanto inatteso, sa regolare il ricordo, che nella memoria scolpisce gli eventi, fino a scavarli nel mio cuore. Oggi, 3 Maggio 2010, viaggio a ritroso, fino alla mia parvenza di felicità che legavo all’amore, un sentimento remoto… Ritrovo noi, folli nelle nostre menzogne, noi, uniti per tutti quanti, recitare la parte, che crollò nell’esatto istante del genio folle e retorico che ha capovolto le nostre esistenze nel turbinio oscuro che ci ha sconvolto… Buio che ci ha colti impreparati, troppo sicuro tu, fragile io, ma siamo qui adesso, ognuno con quello che ha imparato: tu chissà, io sola, impaurita al solo pensiero di amare, ancora. Ecco la verità di ogni rapporto, bugie, solitudini, silenzi, bui… e quando poi rinasce la sospesa possibilità di un nuovo noi, la realtà riesce sin da subito a stroncarne la vita, perché il ciclo non si è ancora concluso! E’ trascorso un anno, e la mia distruzione ancora non si è conclusa, perché è incomprensibile il motivo per cui questo interminabile momento continui a campeggiare in me: forse avrà trovato nella mia anima il luogo prediletto, nel quale proliferare! Ed è così che…vivo!
Buio e rinuncia, coscienti, ma il vuoto resta. Un silenzio che ci si impone, mentre si piange disperati la solitudine della scelta decisa e temuta, anelata e già rimpianta, dei tempi che saranno. Si desidera quello che non ci appartiene e si ama l’ineffabile sospiro che anima i vuoti di noi. E quando la memoria, memore di dolore, blocca anche la sola possibilità di sentire, provare, vivere la felicità, cosa resta se non il bisogno? Bisogno inconsapevole di accarezzare l’infinito di un’idea, la stessa che mi permette ancora, di sognare nei miei mille letti notturni, intrisi delle emozioni che ho vissuto. Se un’emozione può decidere come coinvolgermi, saprà di sicuro restituirmi l’equilibrio: non posso perdermi, non devo concedere a me stessa il non senso, la paura del vuoto della non conoscenza. Non devo negarmi la possibilità di sentirmi appagata nell’attimo di silenzio al quale rinuncio ogni giorno, per la paura di sentirmi meno sola. Devo, dovrei, vorrei… sentimenti in contrasto… troppo netti ormai, per ignorarli…

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