Pagine

venerdì 7 maggio 2010

I PENSIERI DEL GIORNO: 7 MAGGIO 2010


Se l’essenza del mondo si cela in un battito d’ali, come posso pretendere di svelare gli arcani dell’uomo che si ostina a ferirsi consapevolmente? Oggi, 8 maggio 2010, seduta in treno, guardo gli ulivi colorare i prati ormai fioriti e socchiudo gli occhi, cercando di percepirne i colori con l’anima, sempre pronta ad immaginare tutto quello che ancora non vivo. Tanti quesiti affollano la mente in questo giorno, che inquieto mi trascina ancora nella tempesta cosmica dei miei pensieri. Sento, in me, germogliare speranze nuove che possono regalarmi la sicurezza che desidero da parecchio, ma della quale però ho ancora troppa paura. Paure remote hanno viaggiato nei mesi trascorsi, fino a convincermi di quanto sia difficile credere ancora in un’illusione, che mi doni, ancora, la capacità di fidarmi. Ha un senso continuare a piangere il desiderio sempre incontrastato e perennemente sconfitto di sentirmi felice? Esiste la felicità come modalità vitale? O piuttosto si deve gustare ogni attimo di fugace gioia che nutre i miei giorni?

Brancolo, senza respiro, alla spasmodica ricerca della serenità che tanto vorrei sentire. Quanta rabbia si sta accumulando in me… desidera, chiedi, anela!

Guardo la realtà che, divertita, si prende gioco di me, che continuo a fingere, simulando…

Adesso nego le mie stupide illusioni di felicità! E’ vano pensare che si possa sentire quell’amore vero, tanto sognato e agognato, vano provare a sorridere, vano stringere la mano a chi dice di volermi bene. Se asfissio i miei sentori di felicità, se stringo nel pugno ogni attimo di mancato conforto, torna quel senso di vuota paura totalizzante, che davvero mi paralizza, bloccando gli stimoli vitali che mi giungono dall’esterno.

Mi rifugio, ancora, in un sogno, nell’ultimo rimasto, che mi difende dalle ingiurie di un mondo minaccioso e tremendo, mentre fuggo lo sguardo di chi tenta di capire le mie ansie, per entrare nella mia mente… Vagheggio, folle, isolandomi dagli altri, che invece si riuniscono in gioviali feste divertenti, che animano le loro solitudini, alla ricerca di una risata inerme e troppo falsa comunque, per chi conosce se stesso come me.

Nessun commento:

Posta un commento