
Torno qui, nel luogo dei mille disagi e delle ancor più numerose speranze di rivalsa... quel posto tutto mio, in cui animo i miei incubi rendendoli passioni reali capaci di esplodere un mondo in perenne silenzio assertivo. Mi ritraggo nella parte di me più mistica, che prega la propria risalita, rivolgendo il pensiero a se stessa, certa che tutto ci travolga per permettere all'io di ergersi sempre più forte nella tempesta... Guardarsi attorno nel buio, in attesa del tocco che indichi la salvezza... scegliere di rinnegare le passioni fugaci perchè capaci di inaridire persino i sentimenti più cocenti... e restare immobili nell'attesa di un addio sospirato all'alba di una luna malinconica.Ecco cosa provo...
La voglia più assoluta di fermare l'universo e i suoi pianeti, per vincolarne le stelle ai miei moti! Luci remote rischiarano segnali forieri di tragiche vicende andate, che hanno riportato alla superficie riflessioni sulle troppe volte in cui ho sfruttato la forza che non avevo per sopravvivere alle tensioni che decidevano di me... Ricordi, rimembranze, cattivi pensieri e sogni repressi si rincorrono in dimensioni rifiutate dalla razionale voglia di scappar via da una realtà che non soddisfa le aspettative che una donna nutre nei confronti di se stessa in primis.
Ci aspettiamo sempre troppo dalla vita, pretendiamo il massimo dalle relazioni che intrecciamo, ma non comprendiamo l'insoddisfazione che perseguita le abitudini tutte mie di sentirmi viva mentre soffro. Dimenticare quanto di negativo abita nel profondo della coscienza è la terapia per guarire il malessere che assale gli attimi di solitudine...

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