
Millenni trascorsi alla ricerca di sé, di ogni verità celata in arcani silenzi, di sconfinate bugie ingannatrici non son bastate a preferire l'inconsapevolezza alla realtà... Scopriamo di continuo la limitatezza umana, ma non abbandoniamo la speranza che si possa andare oltre i propri dilemmi e sfiorare i desideri altrui! Ci ritraiamo dinanzi alle debolezze dell'anima, ignara volontà di sopravvivere, ma non disperiamo nella possibilità di provare l'emozione di un incontro!
Il sogno è lo strumento per raggiungere la piena realizzazione di sé, in un'esistenza che ci nega la felicità di sì impossibili, offrendo esclusivamente falsi traguardi che diventano intoppi per l'autocoscienza. Ingarbugliati labirinti intrappolano spesso la mente nella confusa schiavitù di inesistenti catene, che bloccano la fantasia, impedendole anche solo di pensare. Come si può immaginare la serenità se ci si nutre di illusioni che si susseguono? Come imparare a godere di istanti, accontentandosi dell'aridità delle giornate? Mi domando oggi se sia giusto per ognuno obbligarsi a raccogliere gli scarti di tempo che avanza a chi, troppo impegnato, dimentica l'esistenza propria del sentimento.
Ma cos'è il sentimento?
Effimero battito d'ali in un turbinio di sensazioni, la più pura delle stupidità, il più grande sogno di cui si possa vivere. Possiamo davvero rinchiuderci in universi tutti nostri per credere di esistere al meglio? Possiamo definire noi stessi l'anticamera di illusioni volontarie? Anticamere, spazi aperti, castelli interi di disincanto abitano la mia anima questa sera, mentre il mondo non smette di sorprendere chi ancora crede che tutto abbia un senso! Si può definire il significato di un'emozione? Si può spiegare come addormentarsi al baccano di realtà che detestiamo? Chiudere l'accesso ai nostri sogni è la soluzione, forse, per non morire in convinzioni ormai vanificate dall'esperienza. Matrigna natura, quella che ha permesso alla mente di sognare, far progetti e ragionare sulla loro assurdità... Pessima insegnante la vita vera, che ha ben imparato ad ammaestrare la volontà a combattere per raggiungere i propri obiettivi, tralasciando la casistica in cui tali mete includano chi si rifiuta di tenderci la mano! Riflessioni antiche questa sera mi conducono alla voglia di tacere il rancore, il disincanto, il disprezzo per un'immagine che ormai non mi rispecchia da troppo tempo! Rifiuto al mio cuore anche il solo sentirsi capace di amare ancora... forse è meglio zittire ogni eco che ancora lo rende vitale, perché le continue delusioni contribuiscono a cicatrizzare ferite sempre più profonde, che ne hanno già segnato buona parte... devo difendere la stabilità delle mie emozioni: ma un'emozione può avere un'andamento lineare... piatto?
Quante domande... senza risposta alcuna...

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