Tutti i giorni ci alleniamo al silenzio, mentre fingiamo che la normalità si respiri spontaneamente, pervadendo mente e cuore.Dove finisce la libertà?
Dove inizia il rispetto?
Dilemma tanto antico, quanto ancora tanto impellente nell'attesa della soluzione di sempre nuovi problemi.
Ognuno ha il suo posto nel mondo, il tuo quale mai sarà?
Stamane non ho intenzione di ingaggiare una battaglia per ottenere il diritto di godere liberamente dei miei spazi... e sarò pronta ad impedire che ci si approfitti della buona volontà, per amore esclusivo della santa pace.
Rispettiamo gli aspetti più reconditi di chi ci circonda, ma difficilmente ne apprezziamo la silente serenità con cui ci perdona qualsiasi mancanza.
Quanto è possibile sopportare per contenere funestissime ire?? Tutto avrà di certo un limite!
Attendiamo di divenire impellenti per qualcuno di continuo e speriamo sempre di guadagnare l'onore di sentirsi apprezzati da chi un ruolo lo ha... eppure restiamo immobili.
Tutto questo avrà una fine e mai sarà la sottoscritta a chinare il capo, per quanto resiliente possa anche essere.
Poi, nel momento in cui si devono fugare tutti i dubbi... ricompare l'ombra delle omissioni che gettano l'oscurità sui rapporti anche più idilliaci.
E quando si comprende che gli intenti non collimano e gli egoismi prevaricano il buonsenso... accade frequentemente che alla bugia si sostituisca la cattiveria del dispetto.
Come ovviare? Come sormontare i nervosismi cosmici che invadono anche la volontà di non lasciarsi trasportare da vane e temporanee incomprensioni?
Chiamarle così è già questa una soluzione...
Quanta dedizione e quanto amore, per accettare il disprezzo di chi, purtroppo, sarà presente sempre nella nostra vita.

Nessun commento:
Posta un commento