L'assunto del giorno è frutto dell'acuta riflessione della sognatrice che razionalizza quanto di più assurdo le capiti senza volerlo.
E' un weekend come tanti, trascorso girovagando per destinazioni intinte del sapore antico della regalità e della guerra... sono istanti di serenità, che impongono la distrazione, fuori dal mondo, fuori da campo di un cellulare che non può più squillare...
Mi sento io, senza colpo ferire, priva di timori e succube della rivalità con la nemica di una vita, il doppio di me.
Spacca il cuore sentire la doppia anima in perenne contrasto con il mondo. Sorrido e passeggio distratta, risalendo vie arcuate d'infinito, mentre la primavera dipinge anche i colori cupi di tristezze da scacciare.
L'aquila ha ormai spiccato il volo in solitaria, non mi son curata di chi rimaneva immobile a guardare, ha scelto di sorvolare i confini del significato, per colpirne il significato diretto.
Si instaura un rapporto di magica spiritualità anche con il linguaggio, quando il segno contingente diviene mezzo, mero codice, che perde valore. Oggi interpreto il sognificato delle mille scorse rese e divento la venere nera che uccide l'ostico.
Il bene superiore? Esclusivamente il mio bene!
Che accadrà degli altri oggi? Possono fingere che io non esista, oppure accomodarsi fuori dal mio raggio esistenziale: qualunque cosa, purché si tengano distanti dalle mie scelte.
Decido per me, nel bene e nel male e chiedo venia a chi storcerà il naso indignato per cotanta superbia!
Tutto può crollare adesso, perché io sopravvivo al silenzio e ricomincio ad amarmi come nessun umano saprebbe.
Vivo gli sguardi, ardo il desiderio e imparo a gestire il sopruso del sentirmi derubata degli anni migliori.


E' come rinascere in un momento... e morire nell'istante in cui tu cominci a battere dinanzi alla catarsi di te stessa... come sboccia un fiore? così come esplode una bomba e la furia. Scegli... ora puoi... ;)
RispondiEliminaCome si nasce non so, ma conosco bene il modo in cui ricostruire se stessi quando tutto è disaggregato. Caro Marco, io scelgo tutti i giorni di dare ascolto a me stessa!
RispondiEliminase non ci basta una vita per perdonarsi allora non si vive affatto, gli errori si fanno altrimenti saremmo perfetti e nemmeno umani, quello che è importante secondo me è la propria vita in funzione di qualcosa o qualcuno. Il bene superiore? potremmo anche essere noi perché quando conosciamo solo l'amore condizionato quella è sicuramente la miglior risposta ma quando conosciamo e viviamo soprattutto l'amore incondizionato quello magari verso un figlio (e rettifico il magari), quel bene superiore sarà sicuramente il suo: la "riflessione" poi farà il resto
RispondiEliminaConcordo pienamente con l'amore incondizionato per la propria prole... Quando penso alla maternità, ormai risuona nella mia mente l'attesa di mia sorella e mi viene da capire cosa sia l'amore puro.
RispondiEliminaGRAZIE per il tuo contributo.
PREGO!
RispondiEliminaspero che questa esperienza ti faccia avere la consapevolezza e la maturità di sviscerare i tuoi problemi...
e spero un giorno che questa esperienza possa viverla in prima persona, perché in fondo vuoi donne avete un dono bellissimo che niente al mondo potrà avere lo stesso valore: portare in grembo il frutto di sé.
potessi avere io il pancione:)
Ma magari... Anche se al momento la maternità è davvero distante da me!
RispondiEliminaE allora continua a sceglierlo... con la S maiuscola ;)
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