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mercoledì 24 ottobre 2012

24 OTTOBRE 2012: I PENSIERI DEL GIORNO... FORTEMENTE ME!

Oggi inizia la nuova assenza di lui... fuori per impegni di un lavoro che troppo a lungo lo tiene distante da me...
In principio succube della solitudine, poi remissivamente accettata, fino a divenir rigenerazione e rifacimento di identità altrimenti continuamente mistificate, sono adesso fortemente me!

E' proprio vero, bisogna imparare ad esistere, privi di quel qualcuno che ci addormenti accarezzandoci, stringendoci la mano durante la notte... e che al risveglio sappia abbracciarci come necessitiamo.

E' vero, il distacco serve alla personalità e aiuta a non impazzire.

Riconoscere se stessi è la soluzione per non morire dentro e scegliere di provare a sentirsi, che è ben diverso dall'ascoltarsi.
L'ascolto implica infatti la volontà di porre attenzione a bisogni e parole; il sentirsi impone il contatto con la parte intima che troppo spesso si cela alla vista, tacendo la propria realtà.
Il sentirsi obbliga all'empatia di se stessi e alla consapevolezza di conoscere soprattutto le debolezze che attanagliano le paure personali... per vincere le sfide di ogni scelta.

Siamo esseri imperfetti, ma perfettibili: possiamo migliorare e porre in essere tutti i cambiamenti necessari alla  difesa quotidiana delle nostre posizioni.

Siamo perfettibili ogni volta che riconosciamo la fallacia nei comportamenti e l'errore nelle valutazioni e continuiamo ad esserlo quando comprendiamo la miserabilità del pensiero che riesce a limitare la fantasia.

Non è la vana riflessione sulla caducità di una vita che sempre può essere migliorata, ma la presa di coscienza dello sforzo che bisognerebbe impiegare per risollevarsi da ogni caduta, razionalizzando le cause di ciascuna problematica.

Non dovremmo soffermarci alla superficiale apparenza dell'essere, quanto entrare in collisione con le singole particelle che compongono il dubbio sulla veridicità delle affermazioni che ci convincono all'azione.

Mai, mai preferire di sfuggire all'analisi della vera fonte delle questioni, rifugiandosi in comode scuse.

La causa dell'errore risiede fermamente nelle debolezze ben cristallizzate nella nostra mente, non nei comportamenti di chi ci circonda e dovremmo imparare ad agire di conseguenza.


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