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venerdì 20 febbraio 2015

20 FEBBRAIO 2015: I PENSIERI DEL GIORNO... Piano

È quando sei in bilico che tocchi con mano il significato di questa vita che ci ostiniamo ad amare, nonostante le fatiche del quotidiano.

Ed ecco la settimana appena trascorsa, iniziata densa di significati e promesse, quasi a voler lasciare l’impronta di chi è ben consapevole che calchiamo questa terra una volta per tutte, senza possibilità di replica. Questo mattina sono qui a ringraziare le nubi che non incupiscono il cielo, rendendolo ancora più che mai l’abbraccio rassicurante in cui ritrovarsi.

È innegabile confermare come a volte il grigiore possa intristire… ma chi non ha mai trascorso ore intere a letto mentre fuori casa il mondo era perso nel suo torpore? Ebbene, oggi so che amo anche la nebbia dei fumi di questo vino… Adesso ho avuto la prova tangibile di quanto io mi senta legata ai giorni che sento miei. Ho nutrito forti dubbi nei confronti della giustizia divina che deve esistere! Ho dubitato della capacità di sentirmi forte e ho provato la rabbia di Davide contro Golia. Il Gigante fa paura quando la sola arma di cui si dispone risulta inefficace rispetto al pericolo. Ho capito che durante il combattimento la peggiore sofferenza deriva dal non riuscire a difendersi, perché la propria arma non tange minimamente l’avversario. Ci affidiamo a chi ci ama, con la paura nel cuore di dargli dolore. Ci abbandoniamo tra le braccia di chi altro non vuole che prendersi cura di noi.

Il tempo trascorre a ricordarci quanta voglia abbiamo di vivere l’apparente monotonia del ripetersi di gesti e parole. Desiderio e affetto si intrecciano in miscugli abili che ci attraversano l’anima, lasciando tracce di sé in ogni sguardo complice che riconosciamo familiare.

martedì 27 gennaio 2015

27 GENNAIO 2015: I PENSIERI DEL GIORNO... Miglioramenti

Un silenzio cocente si è impadronito di me in questi mesi di assenza.

Riconosco di essere colpevole nei miei stessi riguardi del bavaglio che ho indossato, per il poco tempo che sono riuscita a ritagliarmi.

Settimane di grandi, enormi cambiamenti, il più grande dei quali coinvolge la mia vita professionale. E’ sempre la ruota che girando ci coglie nei momenti migliori, che dire.
Ormai ho ben chiaro che il disegno superiore che guida il mio percorso sa scegliere meglio di me e mi impone ritmi e stimoli sempre nuovi.

Queste settimane mi hanno insegnato la fiducia nella capacità di adattamento puro alla novità, perché crescere significa anche questo.  
Sconfitte le tante paure dell’età, sono riuscita ad abbandonarmi all’essenza che per forza doveva sprigionarsi non appena mi fossi ambientata.

Ora che la scrivania è tutta mia, così come i due pc e il cassetto tutto mio… guardo fuori dalle grandi vetrate e mi sento nuova tra il verde del prato interrotto da un laghetto vitale, che mi ricorda l’equilibrio di un moto continuo e ripetitivo. Continuo e ripetitivo come la vita stessa, che altro non posso far che apprezzare.

Oggi sono qui ad apprezzare una serenità in cui so sentirmi coccolata e apprezzata, nonostante le sfuriate e la monotonia apparente delle giornate.

Ringrazio Dio per avermi dato un tetto sulla testa ogni sera quando, tornando dal lavoro, vedo la stazione Ostiense affollarsi di sempre più gente che dorme sui cartoni, al caldo di coperte lerce e poco calde.
Ringrazio Dio perché ho avuto la fortuna di sentirmi amata tutti i giorni da una famiglia che, seppur imperfetta, ha saputo sorreggere ogni mia insicurezza, insegnandomi il valore del sacrificio.
Oggi riconosco la miseria di chi apre gli occhi al mattino e non sa se riuscirà ad addormentarsi per quanto labilmente pensa alla propria vita.

Sto crescendo. Tutto qui.

E se potrà accadere di sembrare noiosa, ebbene, questa sono io oggi.
Una donna che ha imparato a rispettare la vita e i sentimenti, suoi innanzitutto. Una donna appagata da quello che la sua mente incontra e da cui resta alle volte sconvolta.

Guardo chi mi circonda e mi interrogo sulla vita di quella che mi sta accanto in treno e non ha un buon odore, mi chiedo se l’uomo che trascorre tutto il viaggio parlando di lavoro al telefono prima o poi smetterà di sprecare il suo tempo.

Questo cielo azzurro sa farmi innamorare continuamente della mia vita e dei miei momenti.

La ruota gira, questo è chiaro. 


lunedì 10 novembre 2014

10 NOVEMBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Abbandonare la nave

Ancora una volta ci si chiede cosa questa vita decida per noi.
La volontà, baluardo inespugnabile di forza diventa vessillo a cui chiedo sostegno per affrontare il nuovo che conoscerò a breve.

Guardo il tempo trascorso in un posto che ormai sento mio e ripenso con malinconia ai giorni che non vivrò qui dentro, per lanciarmi in un'avventura che mi spaventa, almeno quanto mi rende curiosa.
E' strano come si impari a sentirsi padroni di una sedia, perfettamente posizionata dietro una scrivania. Ed è anomalo quanto ci si possa legare a chi nel tempo ci ha anche fatto del male.

Solo una persona superficiale non proverebbe le mie stesse emozioni adesso, mi ripeto... ma  ac he pro?
Chi mi garantisce che un po' di sana superficialità non dia benefici ad un'anima perplessa come la mia, oggi?

Siamo perennemente in corsa, verso una meta che non conosciamo mai del tutto. E durante il tragitto capita anche di perdere pezzi di sé, di superare il barbone che ha sostituito la signora maleodorante in metro... di ignorare la mano tesa, in cerca di aiuto.

Ritrovarmi tra le pagine del mio diario, a scrivere di come un saluto possa essere tanto commovente, è la prova tangibile di un cuore che non sa smettere di sentire, al di là di quanto dovrebbe.
Dovrei maturare anche in questo, per imparare ad essere leale con me stessa, riconoscendo i limiti del bisogno di sereno che mi appartiene.
Dovrei riuscire ad astrarmi dal contingente, per guardare al prossimo che arriverà.

Quanto è facile assumere impegni, per cui già in partenza si è consci di fallire.

Qui c'è già chi crede di aver assunto il mio ruolo, chi è pronto a sfilarmi la stima guadagnata in anni di fatiche... chi si è finto amico per guadagnarsi una poltrona.
E' normale, mi ripeto, che ognuno aspiri al meglio per se stesso, ma mi ripeto che oggi chi paga resto io.




mercoledì 5 novembre 2014

5 NOVEMBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Grandi cambiamenti


E' come quando stai per girare l'ultima pagina del libro che ti ha rapito.

E' la stessa sensazione che provi quando chiudi la porta della casa in cui hai vissuto, prima di un trasloco...
è strano sentirsi tanto malinconici dinanzi ai cambiamenti epocali che ci ritroviamo a vivere quotidianamente.


Ho vissuto la speranza nata in quest'ufficio, a cui ho dato l'anima, sempre lasciando il massimo impegno... l'instancabile e volenterosa perfezionista, che ama il suo lavoro.
Le nottate e le giornate trascorse nei corridoi di un edificio ormai familiare mi hanno insegnato ad essere capace oltre il mondo accademico.
I sorrisi, le discussioni, le lacrime diventano oggi un miscuglio unico che mi annebbia il cuore dalla gioia che dovrei provare all'idea del cambiamento.

In fondo, è da qualche tempo che non desideravo altro che allontanarmi per tutte le falsità che respiravo e gli schiaffoni alla fede che ricevevo. Eppure non riesco ad accettare davvero di andar via.

Sono in una bolla di sapone enorme, che prima o poi smetterà di proteggermi dal vento che soffia intorno a me e mi lascerà alla furia di quello che accade.

E' come se guardassi il mondo da fuori, abbandonandomi agli eventi, che per quanto voluti mi risultano ancora oscuri.

Oggi sono qui fisicamente, ma i ricordi mi hanno rapita ormai da qualche giorno e li rivivo, uno per volta.
Lascio qui le mail compiaciute, quelle punitive, le paracule... lascio qui gli abbracci e i regali ricevuti, li lascio qui con il mio cuore.

Si cresce e si cambia, dicono.
Si deve rischiare per provare a migliorarsi.

Lascio qui anche le ansie pre-riunione e i nervosismi da rilascio mancato o troppo lungo nei tempi.
Lascio qui la bambina che guardava con soddisfazione ciascuna pagina che creava, alla ricerca della donna che per forza deve andare avanti.
Lascio qui i miei carichi, a chi saprà come sostituirmi.

Troppo tempo trascorso qui dentro a combattere per guadagnare la stima di chi poi mi ha apprezzata.
Troppa volontà nell'impormi nel gruppo, che mi ha amata.

Ho conosciuto modelli per la vita e altri da cui discostarmi. Ho conosciuto me stessa nelle situazioni di forti stress e ho ingoiato l'amarezza di vedermi superata dallo schifo che in questo maledetto Paese impera.

Questo capitolo si chiude lasciandomi nuda di barriere e difese dal pianto che il mio cuore non riesce a risparmiarmi.

Pronta per il nuovo.




venerdì 31 ottobre 2014

31 OTTOBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Nuove luci


Ormai ho capito quanto la notte sappia attraversarmi l'anima per sedimentarsi nel luogo più recondito e celato mio.

Avevo imparato a gestire quello che neanche si può nominare e a rinchiudere la fantasia in nome di serenità e sorrisi... sepolto la passione con il cemento della solitudine.


Oggi sono totalmente assorta in note assolute e assordanti che danno vita e shock al mio corpo quasi freddo per quanto inerme da tempo ormai sia... Note che fanno drizzare ogni cellula che dormiva, comodamente seduta su allori e patti già stabiliti.

La notte mi ha scavato dentro, fino a farmi quasi sentire il suo gelo, che ritrovo nel silenzio di lacrime che non riescono a scendere, lasciando posto al fuoco che brucia le mie lenzuola.
Sussurro alla mia mente di liberarmi dalle prigioni inutili che mi annebbiano il pensiero, chiedo ai miei dubbi di mettersi in quell'angolo, al sicuro... perché voglio sentire quanto può scorrere dentro me, lasciandomi viva.

Il dono poi cos'è? Non è forse la possibilità di scegliere chi e che cosa vogliamo fare di noi stessi?
Il caso, bella fregatura.. dormiamo sereni, mentre il destino ha tessuto un intreccio tale con le sue trame, che solo riesce a disallineare tutti i pianeti che avevamo fissato bene in quel sistema solare che ci appartiene.

E ci si ritrova così, in un buio senza fine, ad ammaestrare la paura e il desiderio e la gioia di avere percezione di reazioni inaspettate, insperate quasi per quanto forti.
Tendo la mano per incontrarmi nuova e rinata ad una passione che dimenticavo di possedere, mentre sempre più prepotente si fa la strafottenza con cui il peccato si insinua in me.

Sfiorarsi e rincorrersi e ritrovarsi con la voglia sconosciuta di accogliere lui, grande e capace di dar piacere anche a chi retrocede alla sola idea di cadere in baratri sconosciuti... E' pura follia desiderare l'abbandono totale ai feroci sogni di violenza, che adesso so essere profondamente miei.

La notte richiude le sue porte e mi bacia per augurarmi il riposo riparatore che domani mi ritroverà ancora diversa e presente a me stessa.

Quanto durerà?




lunedì 13 ottobre 2014

13 OTTOBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Ancorata al mondo

Resto nuda davanti ad un'anima stanca del continuo rifiuto dei suoi stessi desideri.

Lascio agli altri la sicurezza finta del sentirsi fermi e con i piedi ben saldi... lascio agli altri anche l'onere di giudicare le scelte, giuste o sbagliate che siano.

Al momento sento di esplodere un'emozione tanto incontenibile quanto distruttrice, che sa avviare un cambiamento che coinvolge tutti gli aspetti della mia vita.
La serenità non era abbastanza?
Volevo soltanto restare immobile, lontana dal mondo che non sa amarmi, egoista ed egocentrico in ogni suo moto. Non avrei chiesto altro che essere dimenticata da chi incontro quotidianamente... e invece no!

Ascolto la mia musica, rileggo le mie cose, tocco quello che mi appartiene, per riscoprirlo nuovo del tutto e ancora una volta diverso.
L'intrigo non mi appartiene, sono io!

E' come sentirsi ripetere quello che si sente, privi della paura dell'altro, incontrato in un abbraccio interiore ricco di quella passione alla quale rinunciare è impossibile.
E allora ci si ritrova ancora soli, lontani dal pericolo che l'esterno rappresenta...
E si sta scomodi al posto di chi non riesce a controllare più neanche la propria di mente... figurarsi il resto!

Il mondo animale, grande maestro, fa di me la sua prediletta discepola per insegnarmi a mangiare l'uomo.. a gustarne il sapore, senza privarmi della volontà di sentirmi libera.


Oggi scrive la parte ingabbiata in schemi dorati, che proteggono, seppur limitando.



venerdì 3 ottobre 2014

3 OTTOBRE 2014: I PENSIERI DEL GIORNO... Una madre

Oggi condivido il dolore della madre che ha visto la sua bimba andar via troppo presto da una vita che altro non aspettava se non di poterle donare quello che meritava.

Piango con la donna intelligente che sta facendo del suo dolore uno scudo per reagire alla morte.

La distanza impedisce l'abbraccio di cui ho bisogno in primis per farle sentire che ci sono... la distanza è la peggiore limitazione quando le note di ciascuna lacrima sono comuni... Lei è la madre che ama incondizionatamente, che sa darsi forza per restare immobile nonostante la corrente di un'esistenza perennemente in contrasto...
E nonostante tutto, lei è lì, a non dimenticare che l'amore supera la mancanza perché riesce a stringersi all'anima di noi umani per scolpirsi nei cuori che desiderano.

Un abbraccio unico, è il mio; un abbraccio di cui ho bisogno più di lei... un abbraccio per sentire il suo amore.

Ebbene, come sempre guardo i giorni scorrermi accanto e i mali divenire profani, mentre ogni frase diventa strumento di contatto con chi non c'è più.

Un dono per lei, che ci guarda dall'alto, senza smettere la sua melodica nenia verso l'infinito...
Un dono per lei, che sa mancare anche non avendo avuto contatti diretti...
 Un dono per lei, che era la sua piccola musicista.

Sono passati mesi, è vero, ma il rinnovarsi di quel dolore puro continua a vivere con lei, tenendola qui tra noi, ancorata ad un mondo che di lei ancora necessita.

Leggo la volontà umana e l'umano desiderio silenzioso di averla vicino, perché tutti, in fondo, non possiamo tralasciare l'affetto di chi ci appartiene.

Sono ancora nuova, perplessa da un destino che impone la mancanza e incuriosita, sì incuriosita, per il bisogno di conoscere quello che ancora dev'essere.
 Parole sconnesse sembreranno ai più... frasi scollegate e forse anche senza senso... ma sarà la musica di sfondo di queste mura bianche, oppure la stanchezza ormai accumulata... ma i pensieri sciolti prendono possesso di me e si abbandonano alle pagine di questo diario che ormai amo forse anche più di me stessa.

Grande amico, silente strumento in cui ho pianto notti insonni e superato sconfitte cocenti... A te mi offro, nuda di ogni convenzione e priva di strutture estranee al mio sentire più profondo.